Shush: non alzare la voce!

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Una cosa che ho imparato negli anni di vita negli USA e` domare la mia focosita` italiana almeno con gli estranei e fuori casa. Dentro casa continuo ad essere il fiammifero incazzoso, che si infiamma facilmente ed alza la voce. Quando dico che alzo la voce non dico che mi metto ad urlare, solo che la mia voce assume un tono acuto pigolante e, lo ammetto fastidioso, di chi vuole avere ragione. Ottengo qualcosa quando faccio cosi`? Il piu` delle volte non ottengo niente e se ottengo qualcosa e` perche` mi vogliono zittire.

Ecco ho imparato che fare la voce grossa con gli americani non solo e` fondamentalmente inutile, e` anche molto controproducente.

Ho parlato gia`nel post Soddisfazione garantita, e come me molti altri blogger americani come Valentina, del customer service e del fatto che siano tutti gentilissimi sia nei negozi, dove capita di restituire cose per ogni motivo, dalla rottura o perche` si e` comprato qualcosa che non serviva, sia negli uffici sia al telefono. Il cliente ha sempre ragione, ma ottiene tutto solo se rimane pacato nei toni: di certo tutto l’opposto dell’atteggiamento”Lei non sa chi sono io!”

Ecco, la parola chiave e` pacatezza: l’atteggiamento, il tono di voce e soprattutto se si e` in presenza della persona, non si devono mai superare le  “boundaries” ,che cosi` vengono definite dal vocabolario:
bound·a·ry
ˈbound(ə)rē/
noun
plural noun: boundaries
a line that marks the limits of an area; a dividing line.
“the eastern boundary of the wilderness”
a limit of a subject or sphere of activity.
“a community without class or political boundaries”
synonyms:
dividing line, divide, division, borderline, cutoff point
limits, parameters, bounds, confines;
ambit, compass
“the boundaries of acceptable behavior”
 
L’ultima definizione e` molto importante per un americano e parla anche di spazi fisici che si devono mettere tra le persone. Avvicinarsi troppo, produce automaticamente un passo indietro nell’altro perche` si entra nello spazio della persona: “You are in my space!”. Quando parlo di avvicinarsi troppo non dico di persone che dimostrano un atteggiamento aggressivo, parlo di un semplice passo. 
In ogni modo altrettanto importante e` l’uso della parola, perche` alzare la voce otterra` lo stesso risultato del dare delle testate contro un muro di gomma: magari non faranno male, ma non servono a nulla!
Quando al telefono ti trovi l’impiegato che non capisce o non stai ottenendo nulla, alzare la voce otterra` se mai un risultato opposto, meglio farsi passare il Supervisor , il capo, solo perche` magari la persona con cui si e` parlato prima non aveva capacita` decisionali, ma e` importante farlo sempre con estrema calma e con un tono di voce normale, anzi basso…anche quando gli urleresti nelle orecchie” Ma lo sei o ci fai???”
Qui la gente non alza mai la voce, in nessun caso.
L’altro giorno ero con mia figlia all’Ikea. Dovevo andare a prendere la macchina mentre lei rimaneva vicino alle cose da caricare. Avevo gia` fatto qualche metro, mi ero dimenticata di dirle una cosa, allora con voce alta ( ma non stavamo litigando, solo che le ho parlato in italiano) l’ho chiamata e le ho detto quello che dovevo dirle. Tutti quelli intorno a noi si sono fermati e girati verso di noi. Io, che mentre stavo parlando mi stavo gia` da sola dando delle manate sulla fronte, rendendomi conto di stare facendo una cosa non usuale qui, avrei voluto diventare piccola come una formica.
E Le mamme? L’ho gia` detto: non urlano mai, spiegano con voce anche cantilenante e ripetono con pazienza infinita, mentre noi italiani siamo sempre li` a dire( di solito ad alta voce): Vieni qui, non fare quello, etc etc.
E nei rapporti di lavoro?
Nei rapporti di lavoro, a maggior ragione, anche quando si subisce un torto marcio o quando si pensa che l’enfasi possa dimostrare un maggiore interesse o coinvolgimento in quello che si fa, No! Il contrario.
L’ho vissuto io in prima persona. Pensavo di dimostrare coinvolgimento ed attenzione e protezione per un progetto che stavo seguendo ed invece sono stata “letta” come eccessiva. Da allora non parlo piu`, accetto con un sorriso, stoica…molto zen!
Non pensate che mi fossi messa ad urlare! Non sono il tipo, ma ero diventata rossa come un peperone ed era uscita la vocina stridula di cui parlavo prima e questo e` un NO grande come una casa. 
Da allora, cornuta e mazziata, ho deciso: inspiro profondamente, espiro. Il sorriso mi si stampa in viso, e  dentro di me posso continuare a mandare, con il dito alzato, la persona a …fanc….ma sempre in maniera molto zen!
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