Happy days, Milwaukee!

Happy Days, Milwaukee!

2 febbraio 2014 Alessandria News
MILWAUKEE – Quando mi sono trasferita qui da Pittsburgh, Pennsylvania, di questa città conoscevo tre cose: la motocicletta Harley Davidson, il serial killerJeffrey Dammer, anche detto mostro di Milwaukee, che negli anni ’80 aveva terrorizzato la città con i suoi delitti (faceva a pezzettini le sue vittime, conservandole nel freezer. Ha fatto poi anche lui una brutta fine alcuni anni fa in carcere) e Happy Days, la sit com (così sono chiamati in inglese i telefilm girati principalmente in interni) forse più famosa degli anni ’70-80. Sì perché, se non lo sapevate ancora, Happy Days era ambientata nella Milwaukee degli anni ’50. Se pensate che la serie sia stata anche girata a Milwaukee, vi sbagliate: Richie, Fonzie, Arnold e amici hanno messo poche volte piede in città, il maggior numero delle quali, in occasione di anniversari della famosa serie Tv.

Questo non significa che il binomio Milwaukee-Happy Days non sia coccolato ancora adesso dagli abitanti di Milwaukee. Per questo motivo e in occasione del quarantesimo anniversario della prima puntata Tv della serie, vi invito nel mio viaggio alla scoperta dei luoghi di Happy Days. La prima tappa del nostro viaggio è una statua, situata su uno dei pontili del Riverwalk, un passeggiata pedonale lungo le sponde del fiume che attraversa Milwaukee prima di gettarsi nel lago Michigan:la statua di Arthur Fonzarelli, che in inglese viene chiamato non Fonzie, ma The Fonz. La statua di bronzo fu posizionata sul Riverwalk nel 2008 e da allora alimenta sentimenti contrastanti tra gli abitanti di Milwaukee e tra i visitatori. The Bronze Fonz(come viene affettuosamente chiamata la statua) è opera di Gerald P. Sawyer, un artista locale, e fu commissionata da Visit Milwaukee, l’ente del Turismo, che raccolse ben 85 mila dollari per la sua realizzazione. All’imponente cerimonia di inaugurazione con tanto di banda e parata, parteciparono molti degli attori protagonisiti della serie: oltre a Fonzie (Arthur Winkler), Potsie (Anson Williams), Ralph (Don Most), Mrs. Cunningham (Marion Ross), Mr. Cunningham (Tom Bosley), Joanie (Erin Moran), Laverne (Penny Marshall) e Shirley (Cindy Williams).

La statua è a dimensione reale, ma non sembrerebbe! In realtà è l’attore Arthur Winkler che è piccolino pure dal vero. The Bronz Fonz ha anche un aspetto un po’ inquientante e guardandola bene si capisce il perché del rapporto amore-odio che Milwaukee ha verso di essa. Fonzie è rappresentato nella classica posa con i pollici verso l’alto, vestito con i jeans e il classico giubbotto di pelle che sono colorati, mentre la parte della statua che dovrebbe rappresentare la pelle è del colore naturale del bronzo e molto lucida… e gli occhi, come dice un articolo che ho letto a proposito, sono un po’ demoniaci. Povero Fonzie! Tutto sommato, per gli amanti del kitsch, è un must da vedere quando si visita Milwaukee. Se inserite nel motore di ricerca Google “The Fonz, Milwaukee” e fotografie, troverete centinaia di scatti di tutti i generi. Alcuni sono isterici: Fonzie con due cani al guinzaglio, Fonzie con berrettone di lana e sciarpa, con il fiume ghiacciato di spalle, Fonzie piccolino con gigante di due metri a fianco con capelli rosa. Provate anche voi, vi farete due risate. Tutti quelli che passano da questa zona centralissima di Milwaukee, dove si trovano i più rinomati bar e ristoranti, non possono evitare di farsi fotografare con Fonzie… Ehi!

Vi ricordate dove i nostri amici trascorrevano i loro Happy Days? Da Arnold’s, il bar drive-in (cioè bar con possibilità di essere serviti, anche standosene comodamante seduti in macchina) che più di tutti ha rappresentato gli Stati Uniti degli anni ’50 nell’immaginario collettivo. Vi ricorderete sicuramente le cameriere sui pattini, l’aspetto di astronave, il metallo lucido, tanto alluminio e gli interni di similpelle di colore rosso o di quel verdino che in quegli anni andava tanto di moda. Arnold’s non esiste, ma ci sono molti luoghi a Milwaukee che hanno ispirato questo mitico drive-in. E vedremo che uno in particolare è stata la vera ispirazione, anche se molti vogliono accaparrarsi questa prerogativa. Devo però dire che sono soprattutto gli abitanti di una zona o di un’altra della città che fanno il tifo per uno o un altro “Arnold’s”.

Uno dei luoghi ispiratori è Leon. Da questo link potete capire come, davanti ad esso, sembri di essere trasportati magicamente in un altro tempo . Non manca neanche l’enorme insegna girevole! Un altro è Gilles. Adesso Gilles è stato modernizzato e ha perso il suo alone storico, ma di certo è il più antico drive-in della città, in attività dagli anni ’30. Nel terzo, Miss Katie’s Diner, sono andata a mangiare proprio ieri con un’amica. Era tanto tempo che mi parlavano di Miss Katie’s Diner, che si trova anche molto vicino all’università dove insegno, ma non ci ero mai stata, anche se passandoci davanti in macchina mi aveva sempre incuriosita il suo aspetto così da Happy Days. E devo dire che non sono rimasta delusa, né dall’interno né dal cibo. Cominciamo dall’interno. Il Diner classico é stretto e lungo, ha sempre una fila di tavoli fissi contro le finestre esterne, con panche che sembrano quelle dei treni di una volta, schienale contro schienale, e questo fatto non e` stato smentito! Miss Katie’s ha panche coperte di similpelle verdina, tavoli di formica verdina con accenti di alluminio. Dall’altra parte c’è il bar con il lungo bancone con gli sgabelli girevoli senza schienale e il mitico juke box con ancora i dischi di vinile.

Il personale di Miss Katie’s diner come ve lo immaginate? Camicia bianca mezze maniche, farfallino nero e bustina bianca in testa per il barista. Le cameriere sono signore di mezza età con il block notes nel grembiule e la matita tra i capelli cotonati per prendere gli ordini, vestite di nero, con il grembiulino bianco e un improbabile colletto bianco.  Da Miss Katie’s hanno mangiato tutti i vip di passaggio da Milwaukee e naturalmente sul menu c’è un asterisco vicino al piatto scelto da Michelle Obama, il bacon cheeseburger. Se lo ha mangiato la first lady, come non potevo non provarlo anch’io? Devo dire che, se un hamburger è buono, e questo lo era, è proprio buono. Non ci saranno molti piatti della cucina americana degni di nota, ma non si può dire che gli americani non sappiano fare gli hamburger.

A Milwaukee siamo particolarmente fortunati, meno se si vuole tenere a livelli normali il colesterolo: siamo la patria degli hamburger e della custard. La custard è un “gelato” ricchissimo di uova e panna, che viene fatto solamente in due gusti classici: vaniglia e cioccolato. Leon e Gilles sono principalmente conosciuti come Custard Stands. Se venite da queste parti sono una tappa obbligata. L’ultimo luogo di cui vi scrivo non esiste più: The Milky Way (la Via Lattea), demolito alcuni anni fa per far posto ad un parcheggio. Questo probabilmente fu il vero ispiratore di Arnold’s. La foto non mi ricorda molto il telefilm, ma tant’è. Come ha scritto la mia amica Greta sul suo blog: “che spreco, perché non mantenere in vita il vecchio The Milky Way come destinazione turistica per gli aficionados sulle tracce dei luoghi di Happy Days?” e non posso che darle ragione.

Allora dov’è il vero Arnold’s e perché Happy Days è stato ambientato proprio a Milwaukee? Il motivo è che che uno degli ideatori della serie e co-produttori: Rickie Miller, veniva proprio da qui e si può capire come gli sia stato più facile ricreare ambienti a lui familiari. Ecco tratto da una vecchia intervista del 1977 ad un giornale locale come lui descriveva la sua ispirazione: “a dire la verità Arnold è in realtà una raccolta di ricordi di tutti i drive-in degli anni ’50. È solo che The Milky Way era quello più vicino a casa mia quando sono cresciuto a Whitefish Bay” (nda: Whitefish Bay è un sobborgo a nord della città sulle sponde del lago Michigan). In un’altra intervista nel 1986 un’ulteriore rivelazione: “i Cunningham erano basati sui miei familiari: Richie ero io, e la mamma di Richie era decisamente mia mamma, Laverne”.

Fonzie chi era? Un amico sgamato di Rickie Miller? Apparentemente no: Fonzie, che è diventato il simbolo della serie, il personaggio che ha rubato la scena a tutti gli altri, è stato frutto dell’immaginazione dell’autore e creato perché doveva controbilanciare Richie e amici, ingenui e un po’ sprovveduti. Poi Henry Winkler si presentò per un provino e scelto per la parte, contribuì a creare il personaggio finale.

La serie fu girata a Los Angeles e anche la casa dei Cunningam è a Los Angeles ma l’indirizzo (565 North Clinton Ave) è un indirizzo reale dell’East Side di Milwaukee. Se vedevate Happy Days vi ricorderete senz’altro di un’altra serie, piuttosto famosa, nata per raccontare le avventure di due amiche di Fonzie, Shirley e Laverne, e andata in onda negli stessi anni. Anche quella serie era ambientata a Milwaukee e le due protagoniste, compagne di casa, lavoravano in un birrificio (Milwaukee è una città piena di sorprese, è anche una delle maggiori produttrici di birre degli Usa).  Se si viene a Milwaukee e si vogliono trovare i luogi di Happy Days, non si possono ignorare Shirley e Laverne, la cui casa è ad un indirizzo certo: Knapp Street, dove tuttora ci sono delle casette a schiera e dove potrebbe esserci stato l’appartamento al piano interrato dove Shirley e Laverne vivevano e da cui potevano camminare al birrificio (esistente, ma ora convertito in lussuosi uffici e appartamenti) dove lavoravano. La scena di apertura della serie inquadrava il bel municipio di Milwaukee, che finalmente è tornato libero da ponteggi, dopo anni di lavori per riportarlo allo stato originale, rosso, svettante e chiaramente di ispirazione architettonica tedesca.

Happy Days, Milwaukee!

2/02/2014
Claudia Pessarelli – Marquette University – redazione@alessandrianews.it
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2 pensieri su “Happy days, Milwaukee!

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