La scuola americana, si va alle medie

Il post e` vecchiotto, ma era diventato virale su internet, cioe` ogni giorno  avevo 200 “lettori” del post e forse una trentina di commenti spam. Allora ho deciso: ho cancellato il vecchio post , sperando che le sanguisughe virtualli non si attacchino ad un altro post. a voi il Piacere di rileggermi. 

PS: nel bene o nel male ho preso in cosiderazione tutto l’iter scolastico americano sotto le tag: studiare in USA se vi interessa saperne di piu`!

Scuole Usa: e poi il gioco finisce

pubblicato da Alessandria News il 5 ottobre 2014.
Questa e` la prima parte del mio post sulle scuole medie americane: poiche` c’e` parecchio da scrivere ed era diventato parecchio lungo , il giornale lo ha suddiviso in due parti. Domenica prossima la seconda parte. 
MILWAUKEE – Una sera di fine inverno della quinta elementare, con tutti gli altri genitori nell’aula magna della scuola media, durante la presentazione del programma dei tre anni successivi, davanti a grafici, tabelle e presentazioni power point, ci si rende conto (o per lo meno noi, poveri stranieri che abbiamo vissuto tutto come una prima volta, sulle spalle della figliola) che quell’aria di gioco di cui era intrisa la scuola elementare era in realtà una precisa strategia pedagogica e educativa per ottenere il migliore risultato, perché qui le scuole sono considerate come aziende e devono funzionare bene.

E qual è il migliore biglietto da visita di un distretto scolastico? Che i suoi studenti abbiano i voti migliori negli esami statali e che poi vengano ammessi nelle università migliori. Per questo motivo il distretto scolastico manda ai residenti, come se noi fossimo gli azionisti di un’azienda, il resoconto annuale: spese, introiti e risultati. Quella sera e con quei grafici ci venivano presentati i possibili scenari educativi per i nostri figli, con i loro limiti o le loro eccellenze. Se tuo figlio è in questa classe di matematica o inglese ora, potrà arrivare alla fine delle superiori ad un certo livello che gli permetterà di ambire ad andare ad Harvard o nelle università migliori, altrimenti no.La cosa è effettivamente un po’ crudele. Ci sono ragazzi che maturano dopo, ma alla fine questo metodo fa si che si instilli nei ragazzi l’idea che la meritocrazia ripaga e che studiare servirà veramente per arrivare dove si vuole.

Chi parte svantaggiato (la differenza tra i ragazzi e ragazze è soprattutto evidente negli anni delle medie: ci sono ragazzine che sembrano donne e altre ancora bambine e lo stesso per i ragazzi, molte volte la differenza non è solo fisica, ma anche di maturità mentale) può recuperare ancora alle medie e gli verrano dati sempre gli strumenti per farlo. Il No Child Left Behind vale sempre.  Mi ricordo quella serata ancora oggi: ne ero uscita confusa e frastornata, parlavano per sigle ed elencavano parametri… oh mamma! Per fortuna non si è mai lasciati soli e ci sono sempre molte figure professionali nella scuola pronte ad aiutare i genitori come noi, incontrandoli ed illuminandoli sul futuro dei figli.

Come vengono esaminati i ragazzi? Naturalmente per prima cosa con i voti che gli insegnanti danno e gli esami finali alla fine di ogni corso. Ogni materia è indipendente e le votazioni vanno in senso decrescente alla A alla D, poi la F che significa Fail, cioè torna un’altra volta. Non c’è consiglio di classe, così gli insegnanti non vengono influenzati dai giudizi degli altri e non conoscono i voti che lo studente ha ricevuto in altri corsi. Ogni decisione è individuale. Chi riceve F in un corso deve ripeterlo, perchè non ne ha ricevuto i crediti.

Poiché per diplomarsi alla fine di un percorso scolastico bisogna aver raggiunto un certo numero di crediti, per permettere a chi deve ripetere di arrivare in tempo e diplomarsi con i compagni dello stesso anno, alcuni corsi come ginnastica e altri vengono anche offerti durante la summer school (scuola estiva). Non sono corsi di recupero all’italiana. Frequentano la summer school anche coloro che vogliono togliersi di mezzo corsi obbligatori, ma meno “importanti” per far posto a crediti Ap o Honor durante l’anno scolastico.

Lo so che a questo punto vi ho persi, ma poiché questo è più importante durante le superiori, ne riparlerò allora. Per ora è importante che sappiate che non è infrequente ripetere un corso, ma è molto infrequente ripetere un grade (anno) e comunque ogni studente che fallisce (fail) è visto non come una colpa sua, ma come un fallimento della scuola. Posso garantirlo e lo vedo anche in università.

L’altro metodo di giudizio è tramite gli esami statali. Questi esami non vanno a toccare il voto del ragazzo in un soggetto, ma ne esaminano la maturità e la conoscenza. Rimangono nella storia del ragazzo e vengono esaminati dal distretto per valutare metodi migliorativi. Praticamente durante tutti gli anni del ciclo scolastico obbligatorio, che qui arriva fino alla fine delle superiori (12th grade), e specificatamente dalla terza elementare in poi con l’esclusione della prima superiore (9th grade) c’è qualche forma di esame statale chiamato Wkce (Wisconsin Knowledge and concept examinations) A questi test si aggiungono altri test federali: Explore, Plan e poi Act o/e Sat di cui vi parlerò a proposito della scuola superiore. Il voto ricevuto nell’ultimo sarà invece essenziale per l’accettazione alle università.

In altri stati lo stesso concetto di esami statali prende altri nomi. In Texas, si chiama Staar acronimo per State of Texas Assessments of academic readiness, in Pennsylvania è il Sas, standard aligned system. Comunque guardando i loro siti web, funzionano nello stesso modo, mentre può essere diverso il periodo dell’anno in cui vengono somministrati. Per gli studenti americani è come dare un esame di terza media o una maturità tutti gli anni. Con una differenza: l’esame di maturità in Italia certe volte assume i connotati di una roulette russa, in cui i voti finali non si sa bene da dove arrivino, mentre qui chi esamina e dà i voti, non sa neanche chi sei e dove vivi. I test sono scritti a risposta multipla e quindi non soggetti a giudizi o simpatie/antipatie personali. Solo in un caso ci sarà una porzione scritta soggetta al giudizio di chi legge.

Come voi potete giudicare ciò che io sto scrivendo e come lo sto scrivendo, ma non mi conoscete, anche lì il giudizio arriverà da chissà chi e chissà dove. Credo che siano un po’ come i test Invalsi, ma con più materie e non solo matematica e italiano. Se già nelle elementari viene stimolata l’eccellenza, ma sotto forma di gioco, e la prima media ha ancora alcuni connotati di gioco, in terza media, tutto è serio e proiettato al futuro universitario.

[continua]

(Nda: le foto sono tratte dal sito della scuola e potete anche vedere la pantera, mascotte della scuola)

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2 pensieri su “La scuola americana, si va alle medie

  1. Questa serie di post sull'educazione e' davvero interessante! Io ho frequentato tutte le scuole in Italia quindi e' l'unico sistema che conosco. Qui in America insegno a dei freshmen all'Universita' e sono un po' stupita da loro. Per certi versi sono molto svegli, piu' dei diciottenni italiani, pero' hanno delle lacune terribili di cultura generale: non sanno la data della prima guerra mondiale o della rivoluzione francese, non sanno dov'e' l'Iran, fanno errori di ortografia… e non sono ragazzi svantaggiati, provengono da famiglie ricche. Mi chiedo: ma e' colpa della scuola che si focalizza poco sui concetti e tanto su altre abilita'? Sono io che sono sfigata e mi becco le capre? Oppure anche in Italia sono cosi' ma io non mi ricordo? (sono domande retoriche, non e' che aspetto una risposta.. pero' mi incuriosisce saperne di piu' sulla scuola americana per capire…)

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  2. Anche io insegno all'universita` e mi pongo le stesse domande. Mi ha fatto ridere mia figlia anche lei freshman all'universita`, e andata a scuola qui, ma la cui cultura ha avuto orizzonti diversi, perche` ha avuto la fortuna di viaggiare e di essere anche a contatto con libri piu` di un comune ragazzo della sua eta` e americano. E` venuta ad ascoltare una mia lezione del corso di cultura. Parlavo dell'impero romano ed ad un certo punto ho detto: “I am sorry if I am telling you something you already know , but in my opinion it's important to reinforce the subject”. Dopo la lezione mia figlia” Mamma ma perche` ti sei scusata? Guarda che queste cose mica le insegnano a scuola…” Non sanno niente di storia e non hanno neanche l'elasticita` mentale per elaborare i concetti. Cioe` parlavo dell'influenza della Francia nella cultura italiana a cavallo del 1770-1800 e Napoleone in Italia…ho fatto qualche domanda e non sapevano che Napoleone non era veramente un nobile, ne` che fosse arrivato in Italia. Per forza, quando European History diventa un corso AP nella scuola superiore, il numero degli studenti che lo fa diventa percentualmente bassissimo. Anche di inglese: guarda che la struttura grammaticale e logica della lingua la fanno solo se fanno AP language and composition e anche li` il numero di studenti si abbassa tanto. Gli altri? chiedi cos'e` un avverbio o un pronome..le facce che fanno sono priceless…tristezza!

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