Shopping o no in Italia

shopilbisonte.com

Se mi leggete saprete che sono stata in Italia per le vacanze di Natale. Erano 5 anni che non tornavo in inverno e come tutte le expat..avevo paura di confrontarmi con l’eleganza delle mie coetanee italiane. Saro` fuori moda, saranno tutte piu` in tiro di me: se vivete all’estero lo so che questo pensiero vi e` passato per la mente prima di mettere piede sul suolo italico.
Bene rilassatevi: se come me venite da una citta` di provincia non abbiate paura..non e` tutto quel granche`. Per carita` non ho avuto modo di andare a Milano o in un’alta grande citta`, ma ho interagito con milanesi e rimango della mia idea.
Questo non toglie che appena finiti i giorni di festa io avessi tutte le intenzioni di fare un po’ di sano shopping italiano, specialmente dopo l’inizio dei saldi. Invece non ho comprato niente.
Precisazione: non sono riuscita a comprare niente, neanche gli stivali che mi servivano.
Certo devo dire che mi stupisco di me stessa, cosa mi e` successo?
E dire che ho trovato pure i prezzi non troppo alti.
E` che non mi piacevano le cose nei negozi e se vedevo qualcosa che mi piaceva, ce lo avevo gia` nell’armadio. Devo ammettere che ho visto un vestito troppo carino da Desigual, ma accidenti, solo l’ultimo giorno, mentre ero in giro con degli amici che ci erano venuti a trovare e alle 7:25 di sera..senza poterlo provare. L’ho lasciato li`..bye!
Ma gli stivali? Non li ho trovati.
Se mi piacevano non c’era il mio numero, se no erano tutti con carrarmati e tacchi da: “se nevica mi rompo il collo”..e qui nevica!!!!
Sono anche tornata senza stivali!
Di soldi pero` ne ho spesi, eccome.
Dove? Ma dal parrucchiere, no? Lui si` che lo ripiegherei volentieri in valigia in modo da tirarlo fuori qui per me.
Il suo taglio, i colpi di sole, loro si` che sono senza rivali e mi mancano qui. Per il resto: qui trovo tutto quello che` e` trasportabile, se non e` trasportabile peccato, ma sto cominciando ad imparare a viverne senza.
Beh..qui sto dicendo una mezza bugia.
Disfacendo la valigia dopo essere tornata qui di cose comprate ne sono uscite comunque.
Quali? Le solite che fanno parte della nostra top ten (+) delle cose che mancano a tutte noi expat e che confermo ancora:

  • fazzoletti di carta
  • una confezione di detergente intimo Chilly
  • lo zafferano per i risotti
  • le bustine di lievito Bertolini
  • le spugnette lavasciuga ( quelle si trovano anche qui, ma si disintegrano dopo 3 usi)
  • una crema viso della Lierac. Ottimo prodotto che in Italia costa 64 Euro e negli USA 110 $…non mi sembra che il cambio-ora praticamente 1 a1- sia conveniente
  • 4 deodoranti spray no gas, per tutta la famiglia. In Italia li fanno da 75ml, quindi approvati dal TSA per volare, mentre negli USA non solo non esistono, ma i deodoranti spray sono con gas e da 108 ml..che furberia!!!
  • le calze lunghe al ginocchio per mio marito ( molte paia), di quelle che non arrivano a meta` polpaccio
  • le pastiglie per la gola che facciano qualcosa, non solo anstetizzarti la lingua per 10 minuti
  • altre medicine varie
  • molti libri ( mizzica il peso delle valigie!)
  • dolci e cioccolatini per la dieta..accidentaccio ( di quelli non ne ho comprati, lo giuro! tutti regali!).
Cosa ne dite sto nella media????
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nuvola.corriere.it
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Da Alessandria News, il mio nuovo editoriale. Tornare nella mia citta` dopo 2 anni

OPINIONI – Sono stata ad Alessandria tra Natale e questi primi giorni dell’anno ed erano due anni che non tornavo e cinque che non la vedevo d’inverno. Dopo mesi in cui mi ero letta tutti gli articoli su AlessandriaNews e avevo partecipato, come spettatrice, alle discussioni, a volte piuttosto accese, sui vari argomenti che hanno vivacizzato, diciamo così, la vita cittadina, avevo proprio voglia di vedere la mia città dal vivo. E ora l’ho vista. A parte la nostalgia che mi assale e che mi fa vedere tutto più rosa di come la vedete voi, Alessandria non mi è sembrata molto cambiata, e forse questo non è poi molto positivo.
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L’estate finisce …domani!

Non mi piace Ferragosto! Ecco l’ho detto…
Non mi e` mai piaciuto.
Non mi piaceva quando vivevo in Italia.
Non mi piaceva se ero al mare, perche` a Ferragosto le spiagge erano troppo affollate per i miei gusti, il posteggio era impossibile e di solito il mare era sporco … ed io sono anche un po’ snob, a quanto pare! No, a parte gli scherzi, sia da piccola che piu` in la`, siamo sempre andati al mare a luglio e ho sempre avuto la compagnia in quel mese, mentre ad Agosto se capitava di essere al mare, non conoscevo nessuno e allora che barba, che noia!
Non mi piaceva se ero in citta` perche` sara` pure bello muoversi con piu` facilita`, ma non e` che la mia citta` offrisse molte opportunita` nel periodo centrale dell’estate. In quegli anni tutto era chiuso per ferie e la cappa di calore insieme alle zanzare, non rendeva Alessandria una destinazione molto amena. Lo so che non e` piu` cosi` ora che la crisi ha cambiato le abitudini degli italiani, ma chi puo` scappa ancora!
Non mi piaceva negli anni in cui le ferie potevo prenderle solo ad Agosto e tutto il mese, perche` la farmacia chiudeva e le ferie eravamo obbligati a prenderle allora e poi non ne avevamo piu` durante il resto dell’anno.
Non mi piaceva pero` neanche quando ad Agosto dovevo lavorare tutto il mese, perche` le ferie le avevamo avute a luglio e a Ferragosto era sicuro che la farmacia doveva essere di turno e quindi dovevo essere chiusa la` dentro in compagnia di pochi anziani e molti tossici.
 L’unico vantaggio delle ferie ad Agosto in quegli anni era che anche mio marito era a casa, visto che la sua azienda chiudeva anch’essa per tutto il mese. Ferie, viaggi? Non molti: erano gli anni in cui ogni soldino andava a pagare la casa e la sua ristrutturazione..di extra non ce n’era…l’unica vacanza vera era stata l’ultima estate prima di trasferirici negli USA quando eravamano venuti negli USA a vedere dove avremmo vissuto…poi avevamo trascorso 10 giorni a NY.
Prima di sposarmi il Ferragosto lo passavo in campagna con i miei nella casa nei nonni. Veramente ci sistemavamo in campagna dalla fine di luglio a meta` settembre quando iniziavano le scuole. Nella settimana di Ferragosto c’era la festa del paese con il ballo a palchetto e le giostre,ed era tradizione che mia mamma facesse i baci di dama.
Intorno a casa avevamo molti noccioli , mio papa` ne raccoglieva i frutti, ma per i baci di dama venivano usate le nocciole dell’anno precedente ormai secche, che erano rimaste ad asciugare nei sacchi di iuta in cantina. Ci raccoglievamo intorno al tavolo a rompere centinaia di nocciole, le tostavamo, facevamo l’impasto poi andavamo al forno del panettiere per cuocerli, vista la quantita` di baci che venivano fatti. Quando erano freddi venivano messi nei vasi grandi con la chiusura ermetica come questi:Image result for vasi con chiusura ermetica e tenuti per l’inverno..o finche` non finivano.
Quello e` un bel ricordo che ho di Ferragosto, ma non ne ho molti altri…anche perche` il giorno dopo Ferragosto iniziavano regolarmente i temporali e con i temporali, la temperatura si abbassava e l’estate sembrava volgere alla fine. In piu` io ho sempre avuto una paura matta di lampi e tuoni. Mi ricordo mia nonna che chiudeva velocemente le persiane e le finestre, perche` altrimenti i lampi potevano scaricarsi in casa e al primo rombo di tuono lontano, andava via la luce in tutto il paese.
Ancora adesso la paura non mi e` passata… forse ne ho ancora di piu`, visto che come dicono tutti, dopotutto viviamo in case di cartone!
Allora dovrei essere contenta, dopo avervi raccontato fin qui le ragioni perche` non mi piace Ferragosto, di vivere in un paese dove non solo Ferragosto non esiste, ma da un bel po’ l’estate e` finita.
L’estate gia`finita?
Non per il clima di certo: per carita` non fa freddo, quello no!
Anzi, forse sta iniziando il periodo piu` bello : quello dei cieli tersi e delle giornate calde, ma non afose. I temporali qui ci sono specialmente a Maggio, quando e` piu` facile che si incontrino le correnti fredde del Canada, con quelle calde del golfo del Messico.
In particolare quest’anno l’estate e` stata proprio bella.
Non ci sono state molte giornate in cui faceva troppo caldo per stare all’aperto, fatto che ti costringe in casa come se fosse gennaio, pero` con l’aria condizionata a manetta altrimenti si cuoce. A  parte la storia del leone, ancora senza una parola fine, ma ormai andata nel dimenticatorio ( ho scoperto infatti che di puma o mountain lion, come si chiamano in inglese, ne sono stati avvistati parecchi negli anni da queste parti, arrivano si mangiano qualche animale selvatico e qualche gatto-come e` successo questa volta-purtroppo- e se ne tornano nei boschi), l’estate e`trascorsa scandita dai soliti festival musicali ed etnici, dalla fiera del Wisconsin e da molte corse campestri e di bicicletta.
Pero` dai primi di Agosto, nella mente degli americani, l’estate e` davvero finita. E` una sensazione che si respira nell’aria e nelle parole della gente.
Nei negozi compaiono maglioni e piumini invernali ( mannaggia…quasi quasi, da quanto e` bella e calda l’estate, ci si dimentica di quanto freddo sia l’inverno), iniziano le vendite promozionali ” BACK TO SCHOOL” ( ritorno a scuola), riprendono gli allenamenti a scuola per gli sport, riprende il campionato di football americano, ma soprattutto: CHIUDONO le piscine!
Qui in Wisconsin la scuola inizia  ai primi di settembre, siamo tra gli stati che iniziano piu` tardi, ma in molti stati americani e` gia` iniziata o sta per iniziare. Anche le universita` iniziano le lezioni a fine mese.
Chi lavora nelle piscine, sulle spiagge dei laghi e nei parchi sono soprattutto studenti: quando loro tornano a scuola, i parchi devono chiudere perche` non c’e` piu` la manovalanza! Qui da noi l’ultimo weekend di apertura delle attivita` acquatiche  sara` il prossimo fine settimana.
Dopo quel giorno, qualsiasi sia la temperatura, le piscine pubbliche chiudono gli ombrelloni, coprono con i teloni tutto, le spiagge ai laghi riportano la dicitura” This Beach is closed, swim at your own risk”..e nessuno lo fa, specialmente se si hanno bambini. Chi rischierebbe? Le spiagge si svuotano.
Le giornate velocemente si accorciano ( qui e` gia`buio alle 20 ) e la fioritura dei giardini finisce…le case vengono decorate di zucche e Crisantemi, che qui sono considerati fiori normali, ma a me ricordano sempre i cimiteri….
Dopo il fine settimana del Labor Day, che cade il primo lunedi` di settembre, poi ci sono ( almeno qui in Wisconsin) delle regole da rispettare: per esempio sono banditi sandali e pantaloni bianchi…..

Foto presa da me alcune settimane fa del Lago Michigan

E allora come si fa? Si fa come i cipciop e gli scoiattoli del giardino: si cominciano a raccogliere le noci si comincia a prepararsi al letargo invernale, sospirando di nostalgia al ricordo del sole…e pure di una spiaggia affollata in Italia

Piccoli Cittadini Crescono: imparare ad affrontare le calamita`.

foto di http://www.meteogiornale.it
Ho scritto questo articolo in seguito alle immagini sconvolgenti di Genova  ( leggete il racconto nel blog di Dany, genovese,che potete trovare qui) e di quello che ha passato la settimana scorsa. Ho scritto questo articolo con le immagini di Alessandria di venti anni fa in questi giorni negli occhi ancora vivi come se fosse passato un giorno.
Nella mia vita di tragedie naturali ne ho viste e ahime` vissute in prima persona. Ero piccola, ma mi ricordo le mucche morte che passavano sotto le finestre di casa nel 68  a Canelli durante l’alluvione nella valle Belbo, poi Alessandria e la totale sorpresa nel vedere arrivare l’acqua, chi se lo aspettava? Non il sindaco che la sera prima era a passeggio in Corso Roma, la via dello shopping, non i negozianti del centro che quella mattina avevano aperto le serrande se erano pasticcerie o fiorai o giornalai, non i cittadini. Non io, che visto che la luce era saltata in centro mentre stavo stirando, mi ero comunque preparata ero andata a Messa in centro e poi a pranzo dai miei in Pista, dove tutto era normale e l’acqua non sarebbe mai arrivata. Cosi`, preccupata che la luce fosse ritornata in centro e io avessi lasciato qualcosa acceso, ero tornata a casa nel primo pomeriggio e avevo visto persone che toglievano l’acqua dalle auto salvate appena in tempo dall’arrivo del Tanaro e nonostante tutto ero andata in garage per togliere e salvare la mia con il rischio di rimanere bloccata li`. L’acqua sarebbe arrivata anche sotto casa mia di li` a poco e in tutto il centro citta`. A me era andata bene, ma di morti ce n’erano stati  ad Alessandria, e  vent’anni dopo stiamo ancora parlando di disastri che avvengono con scadenze troppo ravvicinate per essere definite emergenze.
C’e` qualcosa che non va, ma preparazione della cittadinanza: zero.
Guardando in tv Genova abbarbicata sulle colline ci si domanda come abbiano fatto a costruire in certi posti e chi gli abbia dato il permesso..o il condono. L’italia frana in tutti i sensi e le leggi fanno acqua.. ironia dei modi di dire.
Il fatto e` che, purtroppo, il problema e` oramai troppo grande per essere risolto a breve, invece quello che si puo` fare e` cambiare il futuro, cambiando le leggi, ma soprattutto cambiando la mentalita` dei cittadini e preparandoli .
Perche`  quello che mi ha sconvolto  di piu`e` stato un esperto che intervistato in TV ha ammesso la totale mancanza di un piano di azione comune. Ha fatto la similitudine con il Giappone che convive con i terremoti, ma dove, ad ogni calamita`..i giapponesi partono come formichine. Ognuno sapendo dove andare. A parte la similitudine non molto politically correct, ha ragione, perche` anche qui succede cosi`. Gli americani di fronte alle calamita` hanno un piano di azione.
Questo non significa che non ci siano errori o che la tragedia  a volte superi  di molto ogni possibilita` di salvare tutte le vite umane. La natura e` crudele: ci da` molto ma ci toglie anche molto. Gli tzunami, i tornado e gli uragani, i terremoti  e le eruzioni riescono a fare morti e non c’e` piano preventivo che sia di totale successo. Ma c’e` un piano e  meno male che non scopriremo mai il risultato di quelle tragedie se un piano non ci fosse!
 Ed il primo piano di prevenzione? Preparare i cittadini. Da piccoli tramite la scuola.
Qui succede cosi`.
Dal kindergarden, cioe` da quando hanno 5 anni, i bambini vengono preparati ad affrontare le emergenze, che siano il pazzo che entra e cerca di fare una strage o l’emergenza incendio.
Sanno esattamente cosa fare e come farla. Ogni tanto a scuola viene fatto il “fire drill”, in tutte le scuole e poi anche all’universita`. I maestri e professori  sanno che e` una prova, ma tutti la prendono molto sul serio nel caso dovesse un giorno non esserlo. Il fuoco , anche nelle case che hanno una struttura in legno e` il nemico numero uno . Stop ,drop and roll viene insegnato e ripetuto come un mantra, cioe` fermarsi abbassarsi e rotolare
Gli studenti delle elementari vengono portati dai vigili del fuoco , fatti salire sugli automezzi, fatti assistere alla vestizione dal vigile che cosi` diventa una figura nota e non un essere spaventoso se mai dovesse succedere un’emergenza ( sono piccoli, cucciolini!!!)
Ecco che vengono insegnati anche un po’ come gioco tutte le regole di sicurezza, cosa fare a cosa non fare. E certe volte le cose da non fare sono l’opposto di quello che uno sarebbe portato a fare..tipo aprire la porta e scappare giu` dalle scale. Da quando mia figlia aveva assistito ad una di queste dimostrazioni ed io ben contenta mi ero aggregata come volontaria, non dormiamo piu` con le porte aperte in casa, visto che dall’altra parte ci potrebbero essere fiamme. Detto questo e` obbligatorio negli USA averein casa  gli smoke detectors e gli estintori.
Ecco come insegnare le regole di sicurezza ai bimbi : http://childcare.about.com/od/childsafet1/tp/firesafetytips.htm
Lo stesso succede per i tornado. In ogni spazio comunitario ci sono i tornado shelters ( i rifugi anti tornado) zone costruite in modo rinforzato e dove ci si deve rifugiare. A casa bisogna andare in cantina in zone il piu` possibile lontane da porte o finestre o negli armadi a muro e chiudersi dentro. Nelle zone piu` soggette a tornado molte case hanno dei bunker in giardino. Suona la sirena e bisogna rifugiarsi e prendere la cosa sul serio. Ogni sabato a mezzogiorno da noi fanno la prova che la sirena funzioni e la fanno suonare. Ovvio che se uno la sente suonare e non e` sabato, la prende sul serio.
I temporali qui sono feroci: adesso in italia si continua ad usare il termine “bomba” d’acqua…qui lo sono sempre bombe d’acqua e come tutte le precipitazioni violente massicce ed improvvise provocano quelli che vengono definiti flash flood, cioe` quello che e` successo a Genova. La differenza? Ed e` una cosa che potrebbe essere applicata anche in Italia, perche` caspita, ditemi se c’e` uno di voi che conosce un italiano senza cellulare?
Tutti vengono allertati con il cellulare che si mette a suonare insistentemente ed in un modo totalmente diverso da ogni chiamata, prima che succeda.  
Avvertenze meteo e di flash flood cosi` uno evita di uscire. Mi sembra ovvio e non costerebbe molto applicarlo in Italia.
Lo stesso metodo di avvertenza tramite cellulare viene usato per gli Amber Alert, cioe` quando viene rapito un minore. E le stesse avvertenze compaiono sui tabelloni luminosi in autostrada, ma questa e` un’altra cosa.
Insomma ho voluto dare qualche esempio, ma altri se ne potrebbero dare.
Sento dire che l’educazione civica e la prevenzione disastri non viene piu` insegnata a scuola  e si vede!
Gli Italiani stanno ( brutte le generalizzazioni, per carita`!) diventando sempre piu` egoisti e menefreghisti della cosa comune.  Lo stato non fa prevenzione perche` ha appena i soldi per tamponare le falle, gli intoppi burocratici ed i cavilli fermano i lavori gia` stanziati? Ed un altro disastro e` arrivato.
Altri ne succederanno. Mentre sto scrivendo  i fiumi anche della mia zona ( non molto lontana da Genova) si stanno ingrossando, ma se  non ci saranno morti ( speriamo) sara` perche` funziona il tam tam mediatico, magari non sempre vero e  che certe volte a provocare infondati allarmismi, ma a quanto pare l’unico che funziona .
Il mio cuore ed i miei pensieri sono con voi, genovesi, spero che l’emergenza rientri ad Alessandria, anche se ho visto che Novi, Ovada e la zona del basso Piemonte confinante con la Liguria sono ormai inondate.
Speriamo che il povero genovese rimanga l’unica vittima. Per il resto coraggio ed un abbraccio.