shopping per il Black Friday

Black Friday, la follia dello shopping

pubblicato da Alessandria News l’8 dicembre 2013
MILWAUKEE – Quando ho scritto del Giorno del Ringraziamento ho detto qualcosa che non è completamente vero. Ho detto che il Ringraziamento è l’unica festa non commerciale dell’anno. Questo è vero in sé, ma il giorno del Ringraziamento è seguito dal Black Friday (il venerdì nero) che è il giorno dello shopping sfrenato. Il perché si chiami Black Friday ha diverse teorie, la più accreditata riferisce al fatto che i commercianti passerebbero da un introito annuale passivo (dal rosso) ad uno attivo (al nero) proprio in quel giorno. Ma altre sono più pittoresche come quella che richiamerebbe al colore del cielo nero per lo smog delle auto che vanno a fare acquisti. Come ho già accennato , con il Black Friday inizia la stagione dello shopping natalizio e in quel giorno tutti i negozi fanno promozioni incredibili e prezzi stracciati. Dall’andamento del Black Friday, chi se ne intende saprà come andrà la stagione. Le offerte di quel giorno sono irripetibili. Questo era vero fino a qualche anno fa. Adesso tutto è cambiato.

Ai “miei tempi”, cioè quando sono arrivata negli Stati Uniti, I negozi aprivano incredibilmente presto il venerdì mattina offrendo ai primi clienti sconti ancora maggiori: gli “early birds’ discounts” (letteramente gli sconti per gli uccellini mattinieri). Il tutto veniva descritto dai volantini che si ricevevano nella posta nei giorni precedenti: quali erano i prodotti in supersconto e fino a che ora, di solito fino alle 10-11 di mattina. Molte famiglie, gruppi di amiche e amici consideravano questo svegliarsi prestissimo per andare a fare shopping insieme come una tradizione: aspettando l’apertura del negozio si scambiavano chiacchere, si bevevano caffé caldi dai thermos e si stava insieme. Gli “early birds” negli anni ’90 si dovevano presentare davanti ai negozi alle 5 o alle 6 di mattina, nel decennio successivo alcuni negozi di grandi catene hanno incominciato ad aprire alla mezzanotte. Ora la follia impera e quest’anno molti negozi hanno aperto alle 18 del giovedì, cioè durante il giorno festivo. E al povero giorno del Ringraziamento è stato appioppato un secondo nome: il terribile “Brown Thursday“ (giovedì marrone).

Chi mi ha letto, saprà già che il giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti culmina con la cena intorno alle 17 e se pensate che un’ora dopo tutto sia finito, state sbagliando. Sì, è vero che noi Italiani ce la prendiamo più comoda a tavola, ma questo non vuol dire che gli americani si ingozzino di cibo in pochi minuti… dopo tutto il Ringraziamento è la festa della famiglia americana! Se ci sono clienti che sono disposti ad alzarsi da tavola e mettersi in coda per un’occasione, ci sarà qualcuno che ha pensato ai poveretti che devono andare a lavorare nei negozi aperti per l’occasione? Io facevo la farmacista quando vivevo in italia e di Natali e feste ne ho trascorsi molti al lavoro e, come me, tutti i professionisti che offrono servizi essenziali: medici, infermieri, poliziotti, vigili del fuoco, ecc. Quelli sono i giorni in cui vorresti essere a casa con la famiglia, invece sei ad affrontare e cercare di risolvere i problemi degli altri. Ma questi sono appunto servizi essenziali ed è giusto che ci siano in un paese civile. Può dispiacere di dover lavorare in giorni di festa, ma ci si rimbocca le maniche e si va al lavoro. Ma per andare ad aprire un negozio di vestiti e di televisori? Per favore!

Sto seguendo in Italia il dibattito sul fatto che i centri commerciali e sempre più negozi vogliano/debbano aprire di domenica per venire incontro alle esigenze dei clienti , che sono sempre di meno, e per essere più competitivi con la grande distribuzione e di come molti siano opposti a queste aperture che ledono il diritto di trascorrere la domenica con la propria famiglia. Mi astengo da giudizi sull’argomento, ma voglio solo dire che questo è diverso: è come se chiedessero ad un Italiano di lavorare in un negozio di abiti o elettronica a Natale, Santo Stefano o il primo dell’anno. Ditemi che non siamo diventati così consumisti, che non ci sarebbe nessuno che pensa di andare a fare shopping in quei giorni.

In Italia mi immaginerei i telegiornali che parlano dell’argomento , lavoratori in sciopero, i diversi partiti che lo fanno diventare un argomento di dibattito politico, con interrogazioni parlamentari, e Bruno Vespa che ne parla a Porta a Porta. Qui niente: silenzio assoluto: si va a lavorare! Ci sono alcune voci di dissenso, ma sono di possibili clienti che giustamente si lamentano della perdita della sacralità della festa, ma niente altro. E se hanno deciso che si devono aprire i negozi è perché avranno fatto le loro ricerche di mercato che gli hanno detto che sarebbe stato vantaggioso.

Io sto lontanissima dai negozi in quei giorni: poiché se non si tratta di comprare cibo, che bene o male è necessario al sostentamento, tutto il resto è superfluo e posso farne a meno! Anche perché mi è capitato quest’anno di andare per negozi il mercoledì, visto che non insegnavo e mia figlia era a casa da scuola, per comprarle di un paio di stivali per affrontare la neve, che è già arrivata. I negozi erano semi vuoti, facile posteggiare e con tutti gli sconti già applicati. Poi con mio marito ho dovuto fare una commissione in un negozio di elettronica. All’esterno , vicino all’entrata c’era un’area transennata dove si trovavano alcune tende da campeggio con persone in attesa dell’apertura del giovedì pomeriggio, lì da chissà quando.

Milwaukee non è Miami, l’unica che cosa in comune che hanno è che i nomi iniziano entrambi con la M tutto il resto è l’opposto, anche il clima. Quest’anno l’inverno è iniziato presto con neve e freddo. Il giorno in questione la temperatura non era salita al di sopra dei -2 °C, neanche a mezzogiorno, e la notte era nevicato… ma chi glielo ha fatto fare di stare tre giorni al freddo? Incuriosita (mia figlia dice che sono imbarazzante quando faccio queste domande che implicano un giudizio gratuito anche su chi lavora. Mah? non capisco come, ma lei è completamente americana nel modo di pensare, io no!) ho chiesto al commesso se i prezzi sarebbero diminuiti ancora per il venerdì e la risposta è stata negativa. I “Doorbuster deals” (affari degli sfondatori di porte) erano già tutti lì.

Appunto Doorbusters, sfondatori di porte, guardate questo video questo. Ed alcuni anni fa c’è stato pure un morto, un povero impiegato di una grande catena, assunto per le feste, che è stato travolto e schiacciato dalla folla impazzita. Terribile! Mio marito afferma che è una forma di protagonismo, poiché costoro vengono intervistati dalle tv locali e hanno i loro 2 minuti di fama, magari ha ragione lui, perché di certo se proprio si deve comprare qualcosa ci cui si ha necessità e si sente il bisogno di fare shopping anche il giorno del Ringraziamento molto piùsemplice sarebbe starsene al calduccio al computer, dove già dal mattino del giovedì si può mettere nel carrello virtuale quello che si vuole comprare e con gli stessi prezzi dell’apertura del negozio reale. Diverso era quando non c’era internet, ma ora?

Ad ogni modo questi sono i fatti: quest’anno si pensa che il giro d’affari del week end più pazzo dell’anno possa superare i 20 miliardi di dollari. Perché dopo Brown Thursday, Black Friday, Local Saturday (dove si dovrebbe solo comprare da negozi locali e non catene), c’è Cyber Monday. Il giorno in cui tutto è scontatissimo nello shopping online… che poi è lo stesso perché tutte le catene commerciali hanno dei siti online. Boh? Cosa non si fa per attirare i clienti! E tenetevi forte… hanno già pensato un nome per il mercoledì precedente: Grey Wednesday (mercoledì grigio)… oh mamma mia!

8/12/2013
Claudia Pessarelli – Marquette University – redazione@alessandrianews.it
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3 pensieri su “shopping per il Black Friday

  1. Anonimo

    Purtroppo di sfumature di colore ce ne sono tante, quindi di quei giorni ne possono inventare quanti ne vogliono 🙂 Ma anche in questo caso l'idea inflazionata si sgonfierà da sola…
    Mila

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  2. Giornata scopiazzata in Italia e questo non lo sapevo ancora, ma oggi al telegiornale italiano parlavano del Black Friday! Ci sono rimasta male. Tutto sommato qui ha un senso perche` oggi ( venerdi`, giorno dopo il Ringraziamento) e` l'unico ponte che esista negli USA e tutti sono a casa, quindi e` anche logico portarsi avanti con i regali tra le altre cose.

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  3. Pingback: Black Friday - Una breve guida - Parole Sparse

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