A proposito del reinventarsi

Prendo spunto dal bog di mammeneldeserto e prima di loro Giulietta e prima di loro sono sicura molti/e altre/altri: chi lascia il proprio paese per seguire marito/ moglie / compagno/compagna nell’avventura all’estero se non si reinventa, avra` una vita ben miserabile.
Chi parte, anche ai giorni d’oggi, ha in se` un po’ di Cristoforo Colombo o dei pionieri… perche` non e`comunque facile lasciarsi dietro una vita gia` su binari sicuri e scegliere l’ignoto ( anche se l’ignoto arriva con un migliorato conto in banca).
Sono da questa parte dell’oceano ormai da 19 anni. Una vita. Una vita diversa.
Chissa` dove sarei ora, se fossi rimasta in Italia? Se fossi rimasta dietro il banco della farmacia, a fare turni di notte, a lavorare di sera.. chissa`?
Chissa` se mia figlia sarebbe mai nata..la volevamo tanto e non arrivava: sono rimasta incinta un mese dopo aver messo piede negli Stati Uniti, appena mi ero messa il cuore in pace per un pochino, per poi ricominciare di nuovo con delle cure. Non sono servite: il destino? Forse.
Chissa` se avessi detto a mio marito di no, presa da panico improvviso o dalla paura di rinunciare al mio lavoro. Chissa`?
Invece  ho detto di si` e  mi sono trovata a navigare attraverso le scelte fatte, con entusiasmo e anche con un po’ di incoscienza e senza nessun libretto di istruzioni.
19 anni fa, il secolo scorso: non c’erano internet o skype, appena, appena si mandavano i fax. Con la famiglia rimasta in Italian ci si sentiva per telefono e questo e` tutto quello che si poteva fare :niente giornali, niente televisione italiana. Mi ricordo quando e` venuta mia mamma ad aiutarmi per la nascita di mia figlia: mi ha regalato un video telefono:un apparecchio altamente tecnologico per i tempi, con un video microscopico e che si bloccava di continuo, ma con cui mio papa` ha potuto vedere la nipotina dall’Italia. Mio papa`, per cui il telefono sarebbe stato l’unico modo in cui vedere la prima nipotina tanto desiderata: mio papa` che se ne e` andato quando la mia piccola aveva 40 giorni.
Il reinventarsi e` incominciato al momento di scendere dall’ aereo:  ho dovuto imparare una lingua nuova e per molti mesi mi sono sentita anche molto sola, perche` quando non parli una lingua non puoi interagire con le persone. Mi ricordo una sera in particolare: cena con colleghi di mio marito, prima prova con l’inglese in ambito sociale..oh, come mi sono sentita inferiore..quello che era la normalita`, cioe`parlare di qualsiasi cosa, non dico di arte o letteratura, ma di cose molto piu` terra terra, impossibile. Ancora ora mi ricordo le lacrime di frustrazione tenute giu` a forza!
Poi mi sono trovata ad aspettare un bambino e anche interagire con il ginecologo ( io che con termini medici ci avevo convissuto fino al giorno prima) e` stato piu` difficile.
Pero` anche le difficolta` mi hanno aiutata ad essere quella che sono ora: la madre e la donna che sono. Non penso sarei stata cosi`se fossi rimasta in Italia.
L’entusiasmo e l’incoscienza, sempre insieme.
La madre.
 Crescere un figlio senza il supporto familiare non e` semplice, ma ha un risvolto molto positivo. Se fai errori ( e ne fai!!!) li fai tu e non puoi dare la colpa a nessun altro. Ma anche i meriti puoi prenderteli tutti tu.
Certo  quando sentivo le mie amiche che in Italia se ne andavano a fare i fine settimana romantici con il marito, lasciando i figli ai nonni mentre per noi , se andava bene , era una cena con 2 ore di baby sitter, un po’ di invidia la provavo.. eccheccavoli! E qualche volta avrei voluto avere la mia di mamma a darmi qualche istruzione sull’uso, ma( scusa mamma)  le volte che ho tirato il classico sospiro di sollievo all’idea dell’ oceano che ci separava, sono state molto di piu`.
Sono stata madre a tempo pieno, ma spero non una madre opprimente. L’ho lasciata all’asilo per qualche ora al giorno dai 2 anni, ufficialmente per farle imparare l’altra lingua clicca qui, ufficiosamente per ritagliarmi qualche ora d’aria…
La donna.
Sono stata a casa, non ho lavorato per molti anni, e` stato facile? NO!La prima ragione che mi viene in mente a spiegare questa mia affermazione e` l’ aver dovuto rinunciare all’indipendenza economica.
 Nonostante mio marito non mi abbia mai detto” non puoi spendere” ed io abbia sempre avuto libero accesso ai nostri soldi ( e ci mancherebbe pure, la decisione l’avevamo presa insieme!) non c’e` niente come il non ricevere uno stipendio a fine mese che mi ha fatta sentire per molto tempo incapace di spendere per ME. Certo ho comprato le cose per arredare la casetta, per la mia bambina, ma una maglia nuova, un paio di scarpe?  Che fatica!!! Io, che adoro fare shopping, chi ero diventata?
Anche il lavoro in se` mi e` mancato e i miei colleghi, ma soprattutto mi e` mancata l’indipendenza economica, perche` per il resto ero abbastanza distratta dalle novita` della maternita` e della mia vita americana.
 Quando mia figlia ha cominciato ad andare a scuola ed ad ammalarsi di meno ( con buona pace, se un genitore lascia il figlio all’asilo, deve mettere in conto tante tante malattie..) ho cominciato ad insegnare privatamente italiano, prima gratuitamente, e a creare gioielli…. si` gioielli! Un giornale di Milwaukee ha anche scritto un articolo su di me e per un po’ ho venduto le mie creazioni in una boutique della citta`.
Poi mi hanno chiamata per insegnare Italiano a Marquette e, visto che insegnare mi piace molto di piu` che fare gioielli, ho lasciato nel cassetto le mie velleita` artistiche per iniziare questa nuova avventura.
Finito qui? No!
Ogni giorno mi reinvento: rimango madre e moglie, ma per il resto  tutto evolve. Continuo ad insegnare, ma dopo un po’ insegnare solamente grammatica mi e` cominciato a stare un po’ stretto e ho ricominciato a studiare seguendo un’altra mia passione: il cibo.
Non sono una cuoca, non mi metterei mai dietro i fornelli per insegnare la gente a cucinare..poveretti! che maestra si troverebbero: un’entusiasta, che non ottiene mai nei suoi piatti un risultato certo! Ho cominciato a studiare la relazione che c’e` tra il cibo che la storia dei popoli e non ho ancora finito!

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8 pensieri su “A proposito del reinventarsi

  1. Bellissimo Claudia! Condivido ogni parola, e giusto l'altro giorno ho scritto di quanto all'inizio mi sia pesato essere sola con la nana (poi diventate due) e non indipendente economicamente. Poi ci si abitua e, dopo qualche tempo, si guarda indietro e si sorride alle paure iniziali 🙂

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