Relazioni ed amicizie, il bello ed il brutto del crescere negli USA

Premetto che l’ America che racconto e` quella che ho vissuto e sto vivendo. E` l’America della classe media, non l’ America delle zone problematiche e delle gang. Di quella conosco poco, per mia fortuna. La mia America non fa differenze di colore, ma non ho paraocchi o paraorecchie per non sapere che c’e` discriminazione e le differenze ci sono ancora oggi e nonostante un presidente di colore.
I ragazzi che ho incontrato pero`frequentano le scuole ed in gran parte continuano gli studi all’universita`. Fanno parte di quella classe media che ha comunque mille sfaccettature, ma vive agiatamente con il lavoro di uno o entrambi i genitori. Sono mia figlia ed i suoi amici.
Ma come costruiscono le loro relazioni e le loro amicizie questi ragazzi americani? Come crescono insieme ai coetanei?
 I primi anni
Senza ombra di dubbio gli Stati Uniti sono il paese dei balocchi, quando si e` piccolini. Chiunque stia crescendo dei bambini qui, fino alla fine delle elementari, concordera` con me che le opportunita` di gioco ed interazione con gli altri bambini sono enormi. Molte case hanno giardini con alberi da scalare, prati dove rotolare e bimbi vicini di casa con cui giocare. Se si abita in appartamenti, ci sono comunque parchi puliti e ordinati dove non si ha certo paura di pungersi con siringhe infette. Le biblioteche ed i musei offrono opportunita` di gioco ed apprendimento, come avevo gia` scritto qui e qui. Anche la scelta di scuole materne e poi di programmi pre e dopo scuola e` diversificata e stimolante. Insomma finche` i bimbi sono piccoli, tutto bene: dipendenti dai genitori lo sarebbero sia negli USA che in Italia, con la differenza che che negli Stati uniti si fa forse molta piu` attenzione ai loro bisogni ed ai bisogni dei loro genitori.
Quando mia figlia aveva quell’eta`, aveva ben 4 amiche nel giro di pochi metri. Anche intorno ai 10 anni era sufficiente una telefonata tra mamme per vederle spuntare in fondo alla via e seguirle fino all’arrivo o ritorno. Le case erano sempre aperte e a loro disposizione e durante l’estate sapevamo dov’erano, perche` vedevamo penzolare i loro piedi tra i rami bassi di un albero che avevano destinato a loro postazione. Poiche` abitiamo in una strada chiusa, pericoli non ce n’erano, infatti la mia preoccupazione,quando andavamo in Italia, era che lei non si sapesse comportare con gli estranei, nonostante i miei insegnamenti. In quegli anni ero felice di averle dato l’opportunita` di crescere qui.
Le cose cambiano quando si comincia a crescere.
La scuola
A parte il vicinato, la scuola dovrebbe essere un altro metodo per farsi degli amici e di socializzare. A noi e` capitato di certo, in Italia! A scuola insieme per 5, 3 e poi ancora 5 anni o ti odiavi o facevi amicizie che attraversano una vita. Qui questo non succede.
A scuola negli USA alle elementari si cambiano compagni di scuola e maestro/a ogni anno. 
Alle medie ( nel nostro distretto almeno) i ragazzi fanno parte di “houses” ( case) composte da un centinaio di ragazzi che ruotano su classi di 20/25 studenti ognuna e condividono un gruppo di insegnanti ed un’area della scuola. Essere nella stessa house pero` non significa avere gli stessi compagni per tutte le classi, anzi certe volte si e` in una stessa house e non ci si incrocia mai. Basta avere inglese, matematica, storia, scienze, musica, arte ect. in ore diverse!
Alle superiori poi ognuno ha corsi diversi, piani di studio personalizzati a seconda delle proprie capacita`, che frequenta con persone diverse, anche non della stessa eta`. Come? Bene, basta essere un genio di matematica ed e` possibile trovarsi il primo anno di superiori a fare corsi che sarebbe normale fare in terza, poi se si continua ad andare bene e superare tutti i corsi offerti dalla scuola superiore, si viene mandati a frequentare corsi universitari mentre si e` ancora alle superiori, ma questa e` un’altra storia e se vi interessa potete leggerla sul mio blog nei post: sull’ educazione nelle scuole superiori americane123
Comunque il punto e` che i ragazzi vengono si` esposti a molte e diverse personalita`ed abituati a risolvere i problemi, ma socialmente perdono la possibilita` di creare rapporti stretti e continuati. Anche il momento della pausa pranzo puo` essere differente per ogni studente: alle medie e poi alle superiori i ragazzi mangiano con orari diversi a seconda dei corsi che frequentano.
La scuola finisce a meta` pomeriggio, poi ci sono i compiti da fare e le tante attivita` pre e post scuola. I ragazzini sono impegnatissimi, troppo!
Alcune amiche delle elementari cosi` sono letteralmente sparite alle medie, comprese le ragazzine che abitavano qui vicine: interessi diversi e corsi diversi sono stati la causa di separazioni. 
Prime prove di indipendenza
Da molte amiche e per ricordi personali, so che i ragazzini in Italia gia` dalle medie acquisiscono una certa piccola indipendenza. Vanno a scuola da soli, gli vengono date le chiavi di casa e possono incontrare gli amici muovendosi sia a piedi sia con i mezzi. Sono gli anni della nascita delle compagnie di amici, del muoversi in gruppo.. delle prime cotte e filarini ( si dice ancora cosi`?). Qui no.
Cioe` le cotte se le prendono anche i giovani americani, ma a diventare filarini ce ne vuole…per mille motivi.
Gli anni delle medie sono brutti per tutti: ormoni impazziti, corpi che cambiano e teste che molte volte non riescono a tenere dietro alla velocita` dei cambiamenti fisici. Lo erano stati per me, ma parlandone con mia figlia,  ha confermato che anche lei, qualche anno dopo ed in un’altra parte del mondo, ha provato le stesse sensazioni. Usando un modo di dire italiano: a quell’eta` non si e` ne` carne ne` pesce… 
E la vita dei ragazzini delle medie qui comincia a diventare difficile.
Per prima cosa, molti di loro, come e` per noi, vivono in sobborghi delle citta` e a piedi e in bicicletta non arrivano da nessuna parte. Sono tristemente isolati. Continuano ad essere dipendenti dai genitori per tutto ed al di fuori della scuola e delle attivita`extra scolastiche, maschi e femmine non hanno modo di interagire. E a scuola sono anche banditi i contatti fisici, tutti: anche se si tratta di un abbraccio tra persone dello stesso sesso e in amicizia, anche sui marciapiedi esterni della scuola, dove durante le ore di entrata ed uscita staziona personale che controlla che tutto “fili liscio”. Chi e` beccato in atteggiamenti sconvenienti ( no comment!) viene portato davanti al preside e trattato alla stregua di chi fosse beccato con spinelli o armi………….
Essere portati davanti al preside per un bacio? Eccome!
Alle medie la socializzazione tra amiche/ci passa attraverso gli “sleepover”, che succedono sia tra maschi che tra femmine, separatamente (!). Insomma a turno ti arrivano a bivaccare per il fine settimana una o piu` amiche. Le madri mollano ( il verbo e` drop off..e calza a pennello) le ragazzine che trascorrono giorno e notte a casa di una o dell’altra e vengono poi riprese la domenica mattina dopo colazione. Quanti ne ha fatti mia figlia!!!! Belli, intensi e stressanti per i genitori, credo specialmente se i genitori sono stranieri come noi. ‘Ste ragazzine non sono abituate a mangiare cose diverse dalle pizze di Domino o Pizza Hut, quindi la cena rappresentava all’inizio un doppio stress, poi i nostri manicaretti italiani hanno vinto parecchi stomaci e cuori!
Se all’inizio delle medie gli sleepover bastano, non succede lo stesso in terza media e fino all’agognata patente a 16 anni.
Mi ricordo gli anni in cui lasciavo mia figlia al cinema, dove si incontrava con le amiche e forse amici, per poi andarla a prendere ..lasciando un po’ di tempo tra la fine del film e l’ora di rientro. Il cinema che preferivano era con un ingresso faraonico con poltrone e divani dove poter chiaccherare ed anche diverse opzioni di ristoranti. Era come la piazza o il corso per noi italiani, perche` qui il centro commerciale, luogo che potrebbe essere un altro sostituto per lo struscio, e` vietato ai minorenni non accompagnati da genitori nei fine settimana. 
Sono felice che mia figlia abbia potuto provare durante le vacanze estive l’esperienza della “compagnia di amici” in Italia. Al mare, come quando crescevo io, stessi rituali, forse con una generale anticipazione delle esperienze rispetto ai miei tempi e con una fretta che trovo esagerata. 
Prove di filarini.
Se in Italia i genitori vivono bene per niente preoccupati o a conoscenza dei filarini dei figli, qui non se ne puo` fare a meno.
Se la propria figlia o figlio si innamora, a meno di non proibire ogni contatto con la persona dell’altro sesso, i genitori non possono non venire informati. Perche`dove vanno i poveretti? A casa di uno o dell’altro. A quel punto per vedere le amiche o il ragazzo si devono pianificare incontri in momenti diversi, le uscite in gruppo con coppie non esiste qui. Non sapete quante volte ho chiesto a mia figlia: “perche` non dite a ..e … di uscire con voi?” risposta: ” mamma e` strano” ( reso meglio dall’inglese: mom,it’s weird). Strano??? 
Comunque il filarino ti si piazza in casa, nelle zone permesse. Niente camere da letto o porte chiuse, qualcuno deve essere sempre presente in casa, possibilmente dotato di passi felpati ( grazie moquette) per sorprendere in flagrante la coppietta in cerca di intimita`. A me non e` mai capitato di beccare mia figlia, ma mi ricordo ancora la prima volta che J. e` venuto a casa nostra: stavano guardando la tv e lui le aveva messo un braccio sulla spalla. Io sono entrata e lui ha fatto un salto come se lo avessi sorpreso con tutte e due le mani..nella marmellata. Ho trattenuto le risate perche` se gli fossi scoppiata a ridere in faccia non sarebbe stato un bene, ma che tenerezza!.
La cosa che mi aveva fatto piacere e` che anche i genitori di lui fossero sulla nostra stessa lunghezza d’onda. 
Sono tre anni che sono insieme: sempre loro due, ma sempre soli! Mia figlia vede le sue amiche, lui i suoi, ma quando sono insieme sono loro due.
Anche io e mio marito abbiamo cominciato presto, ma nessuna nelle nostre famiglie si era mai posta problemi e nessuno aveva mai posto regole, perche` ci vedevamo sempre e solo fuori casa, con la compagnia, consumando le scarpe su e giu` per il corso o all’oratorio. Si vedeva che eravamo una coppia perche` ci tenevamo per mano e se volevamo un po’ di intimita` andavamo ai giardinetti ( allora si poteva).
Grandi, ormai!
Ora mia figlia e` maggiorenne e fra 10 giorni andra` all’universita`.Il dado e` tratto. Il nostro periodo educativo, come genitori, e` finito. Mi piace che abbia gia` deciso di fare tante attivita`, anche ricreative, con l’universita`dove andra`e fara` nuove amicizie. 
J. e` addiritttura in un’altro stato per frequentare l’universita`.
Come lui, anche tutte le sue amiche attuali saranno sparse per gli Stati Uniti e con molte non si vedra` mai piu`, se non a quelle riunioni che fanno tanto film americano.
Dicono che qui le amicizie che rimangono nella vita sono quelle che si costruiscono negli anni dell’universita`, spero sia cosi`, ne sono anzi certa, ma rimane un po’ di amaro in bocca pensando che i tuoi ricordi delle sue amichette, dei suoi giochi ed amicizie saranno alla fine solo importanti per te.

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20 pensieri su “Relazioni ed amicizie, il bello ed il brutto del crescere negli USA

  1. … che brutto ! o meglio.. quanto è diverso e da italiana preferisco il nostro vivere… e secondo me sei d'accordo un po' anche tu!! Quello che leggo è uno spaccato dei film americani visti al cinema…:)

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  2. per me sono solo due anni di America e forse e' troppo presto per trarre conclusion. La California poi e' un posto un po' a parte nel panorama Americano, tanti stranieri aiutano a cambiare I comportamenti tipici americani. Le mie figlie al liceo, soprattutto la seconda che ha incominciato l'anno scorso e quindi era nuova come tutti, trovano che le relazioni non siano poi tanto diverse da quelle che avevano con I coetanei a Parigi, con delle sfumature ovviamente. La piccolo che va in 7th, l'anno scorso aveva una banda di amici con la quale ogni tanto andava in giro in centro, ai giardinetti, etc… esattamente come facevo io alla stessa eta a Torino…. certo qui I ragazzini sono molto autonomi, vanno in giro in bici e il centro e' a due passi dal liceo e dalla scuola media…. ma siamo come ti dicevo prima in una realta' forse particolare….adesso osservero attentamente per qualche mese poi ne riparliamo!

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  3. Giulietta, ci credo! e non dico che per tutti sia la stessa esperienza. Per esempio c'e` un paesino qui in zona, dove vive una mia cara amica italiana, e le sue figlie hanno vissuto una adolescenza molto “italiana” perche` tutto era vicino e c'erano marciapiedi. qui no. tanto verde e boschi, ma grandi distanze e tanto pianificare per vedersi. Aspetto tuoi aggiornamenti.

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  4. Non mi parlare di abbracci proibiti a scuola… anche fra fratelli. Lasciamo perdere.
    Da una parte sono dispiaciuta di queste freddezze. Ma sinceramente non è che abbia mantenuto grandi amicizie e quelle buone le ho poi ritrovate sulla soglia dei miei 40 anni su fb. Quindi alla fine non cambia molto.
    Non sapevo che i centri commerciali fossero vietati ai ragazzi. Be' qui non ce ne sono!

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  5. Mentre scrivevo ho pensaro al tuo “abbraccio proibito” , di cui mi avevi parlato, e ho pensato che e` ancora peggio dell'esperienza avuta da F. Mayfair proibito durente i fine settimana e ogni vacanza ai minori di 18 anni non accompagnati da familiari.

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  6. E' vero che qui in USA i ragazzini sono troppo impegnati a scuola. Io ho visto le mie cugine che oltre alle materie scolastiche hanno fatto decine di attivita' extra scolastiche. Mi pare di capire che questo e' frequente soprattutto all'high school perche' per essere accettati in College prestigiosi bisogna avere qualcosa in piu' rispetto agli altri e quindi oltre ad andare bene a scuola si cerca di fare quante piu' attivita' possibili per avere un vantaggio. In pratica i bambini sono competitivi sin da ragazzini e a volte non mi meraviglio che si stressino tanto e alcune volte ahime' compiono anche atti violenti o stragi a scuola. Noi italiani in questo siamo molto piu' rilassati e meno competitivi. Anzi a volte chi meno studia e' visto come un ragazzo figo e chi ha voti alti e fa tante attivita' extra come chesso' danza o suonare il piano e' visto un po' come sfigato.

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  7. Non avevo idea che ci fossero così tante differenze tra il crescere in Italia e negli Stati Uniti, ho letto il post con molto interesse. Soprattutto mi sembra strana la fase dei “filarini”, credevo che per quello in qualche modo calzasse il detto “Tutto il mondo è paese” e anche lì i giovani si trovassero i loro spazi in qualche modo, un po' di nascosto e con le piccole bugie ai genitori. Si scoprono sempre cose nuove! 🙂

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  8. magari vero? stanno in casa , anche perche` non ci sono posti dove andare e qui fa freddo per 7 mesi all'anno…. poveri ( e poveri genitori che devono stare a casa pure loro….forse per quello che tutti non vedono l'ora che i figli escano di casa per andare all'universita`!!!)

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