I garage sales, dove gli americani si liberano delle cose vecchie

Pubblicato da Alessandria News il 2 marzo 2014
MILWAUKEE – Oggi vi racconto un particolare della vita americana. Non una cosa molto importante, ma che sicuramente spiega molto del carattere americano: la vendita di cose vecchie. Vendere ciò che non serve più esprime il non essere legati agli “oggetti”, esprime la facilità con cui ci si libera del superfluo e si riesce a partire senza guardarsi indietro. In un certo senso questo è un riflesso della storia degli americani, che con un carro e poche masserizie attraversavano le grandi praterie per cercare l’oro o la fortuna altrove. E alla fine gli americani sono ancora così.

Quando i figli se ne vanno, appena finite le scuole superiori per andare all’università o comunque non stanno ad abitare con i genitori, è facile che la coppia lasci la casa grande dove aveva fatto crescere la famiglia e vada ad abitare in una casa più piccola.Empty nesters: con il nido vuoto, vengono chiamati i genitori i cui figli se ne sono andati. Ho sempre trovato questa definizione tristissima ed ora che ci sto arrivando anche io, con mia figlia che inizierà l’università a settembre, la odio proprio! Se con facilità si lascia una casa dove ci sono i ricordi di una vita, immaginate con quanta facilità si possa lasciare una zuppiera o un tavolino vecchio! Ci si “restringe” e con facilità si vende o si butta via! Così nascono come funghi opportunità per vendere le cose vecchie o per comprarne. Ecco come.

Sewickley (la cittadina dove abitavamo in Pennsylvania) il sabato mattina è tradizione andare pergarage sales, dove chi ha qualcosa da vendere lo espone, appunto, in garage. Specialmente in estate, ogni fine settimana, ce ne sono a decine. Sul giornale locale c’è la lista degli indirizzi dove trovarli e con piantina in mano, di buona mattina, con banconote di piccolo taglio, per non creare problemi di resto, si comincia la caccia al tesoro. Perché certe volte parliamo proprio di tesoro. È noto come in certi garage sales alcuni fortunati individui abbiano trovato anche quadri o oggetti di valore di cui l’ignaro venditore non aveva la minima idea. Molte volte questi garage sales sono infatti “estate sales”, cioè muoiono i vecchi proprietari della casa e chi eredita si disfa di quello che non interessa. Comunque io di Picasso o Renoir non ne ho mai trovati, ma piccole gemme sì. Sedie di antiquariato, tavolini, vasi, un vecchio baule, poltrone: insomma per pochi dollari si arriva a casa con la gioia di ridare onore a cose che altrimenti sarebbero state dimenticate al loro destino, ma anche con tanto lavoro da fare, perché non è che tutto sia venduto in condizioni perfette. Per esempio io ho comprato un tavolino giallo limone perché mi piaceva la sua forma , poi con tanto lavoro ho scoperto essere di noce. Certo ho scartavetrato, respirato polveri e vernici per un bel po’!

L’eccitazione della caccia però certe volte supera di gran lunga il risultato! Ci si spintona per trovare il tesoro, ma ci sono anche dei professionisti dei garage sales, persone che studiano i percorsi, vanno il giorno prima a fare un giro esplorativo per vedere da fuori le case dove ci saranno le vendite, perché l’aspetto della casa e la “location” sono molto importanti. Immaginerete che se si va in un posto con case belle può essere più facile che le persone che abitano lì si disfino di cose più belle di quelle che si potrebbero trovare in altri posti. Il giornale poi porta, nei trafiletti di pubblicità dei vari garage sales, la categoria di merce venduta: mobilio, cose da bambini ecc. quindi i professionisti adocchiano, scelgono e si appostano per essere i primi. I professionisti dei garage sales non sono quasi mai persone come me, sono spesso esperti che lavorano da antiquari che, se gli va bene, fanno veramente degli affaroni.

Quando sono arrivata a Milwaukee un garage sale l’ho fatto anche io. Mi sono messa con due amiche e abbiamo venduto, tra l’altro, tutte le cose da bimbi che giravano per casa e non sarebbero più servite. Le leggi che regolano i seggiolini per la macchina, ma anche i lettini e molti giochi cambiano molto velocemente e diventano sempre più restrittive: tenere quelle cose per i nipotini che verranno è un rischio, meglio disfarsi di tutto. Per i lettini le regole sono particolarmente severe: lo spazio tra le barre, il tipo di materasso, lo spazio tra materasso e lettino, tutto è giustamente codificato in modo da limitare il rischio che al bimbo succeda qualcosa. Ammetto che da alcuni oggetti, specialmente quelli legati a ricordi, è stata una separazione difficile. Parte di me urlava silenziosamente “no! Non puoi! Potrebbe servirti!” e sì, lì la mia americanità è ancora lunga da venire…

Preparare il garage sale non è stato facile, anzi è stato un lavoraccio! Si parte prima a preparare lo spazio dove si vende. Di solito bisogna coprire quello che non si vuole vendere: potrebbero pensare che vendi il tagliaerba o la bicicletta, che invece son solo lì perché è… il garage! Poi si deve mettere un prezzo a quello che si vuole vendere. Se non si ha idea, meglio farsi un giro da Goodwill, il negozio dell’usato più famoso degli Stati Uniti, perché diventerebbe impossibile vendere cose ad un prezzo superiore a quello che potresti trovare lì, specialmente per i capi di vestiario. Poi bisogna mettere le cose in esposizione ed essere pronti a prendersi un sacco di caldo o di freddo e pioggia , oltre a dover girare come falchetti pronti a vedere se qualcuno fa self service senza pagare.

Mentre a Sewickley i garage sales sono solamente il sabato mattina, dalle 8 alle 12, qui la tirano lunga. Si comincia il giovedì mattina, poi il venerdì ed entrambi i giorni dalle 9 alle 15, mentre molte volte il sabato non è neanche considerato come possibilità. Comunque a me il garage sale è servito, ho racimolato un po’ di soldini per cose che sarebbero altrimenti ammuffite in cantina e anche occupato spazio: quindi risultato ottenuto, nonostante il magone… Tutto quello che non viene venduto è la regola che non rientri in casa. Si carica tutto in macchina e si dona a Goodwill, un negozio incredibile. È enorme e ci vengono vendute cose donate. Il costo di tutto è bassissimo. Può capitare di trovare un abito da sera o da sposa per 4.99 $.

Goodwill dà lavoro a moltissimi, senza distinzioni di razza, età, limitazioni fisiche o mentali. Ciò che viene venduto paga queste persone. Quando si portano le cose che non si usano più a Goodwill si fa del bene due volte. Si permette ad alcuni, che non potrebbero altrimenti, di mettersi un vestito sulle spalle o comprare un letto e andando a comprare si permette a molti, che non avrebbero facilità a trovare lavoro altrimenti, di averne uno. Comunque tutti vanno lì perché anche Goodwill è un luogo da caccia al tesoro! E che cose si trovano!!! Dalle scarpe da donna n. 45 con il tacco alto, al frullatore vintage anni ’50 a libri, piatti, biciclette, mobili… tutto! Per esempio ogni anno, alla scuola di mia figlia, i ragazzi dell’ultimo anno per una settimana si vestono in maniera strana: è una settimana goliardica che tutti aspettano. Decidono i temi per ogni giorno e in quel giorno si vedono girare per i corridoi personaggi strani. Dove trovare il necessario per vestirsi da supereroe o vecchietto/a o come una persona dell’altro sesso? Naturalmente Goodwill! E poi se servisse un ulteriore incentivo, ciò che viene donato a Goodwill può essere detratto dalle tasse. Goodwill rilascia infatti la ricevuta per la donazione.

Non avete voglia di imbarcarvi nella preparazione di un garage sale? Avete cose troppo belle da essere donate? C’è una terza alternativa: usare il “consignement” (consegna in conto vendita). Qui le regole di presentazione del capo o oggetto sono molto più restrittive. Ci sono anche “consignment boutique” e lì si trovano anche cose veramente molto belle, che possono costare anche parecchio, come abiti di stilisti o accessori firmati. Comunque la regola generale è che il capo o oggetto deve essere in perfetto stato: pulito, stirato e di moda. Il negozio deciderà a quanto vendere e si tratterrà, di solito, la metà del ricavato. Dopo un certo periodo, che può variare dai due ai tre mesi (così che tutto sia in stagione corrente), si va a prendere quello che non è stato venduto oppure si può decidere di lasciarlo al negozio perché possa essere donato. Mensilmente invece si riceve il pagamento per quello che è stato venduto il mese precedente.

Per i bambini è un tipo di negozio molto ricercato, naturalmente, e una bella salvezza per le tasche dei genitori: i bambini crescono così in fretta che si trovano cose nuovissime. Qui Sabina parla della sua esperienza a San Francisco. Credo che questo tipo di negozio stia cominciando ad affermarsi anche nelle grandi città italiane. Tutto questo rivela la tipica mentalità pratica delle persone qui e tutto fa muovere l’economia. Faccio un esempio. Se vendo un abito vecchio che non metto più perché ho cambiato taglia, non mi piace più o l’ho messo una volta e non lo metterò più, non vuol dire che non andrò a comprarmi qualcosa di nuovo. Lo stesso per tutto il resto. La regola che tutti applicano è che se un capo non lo metti per tre stagioni, devi eliminarlo.

Qui c’é il detto “your garbage, my treasure” (la tua spazzatura, il mio tesoro) ed è per questo motivo anche molto comune lasciare fuori casa sul bordo della strada cose da donare con un cartello che dice: free (gratis). Di solito la mattina dopo non ci sono più. Può essere un materasso, un tagliaerba, una lampada… qualsiasi cosa. Magari anche solo per ricavarci dei pezzi per aggiustare altre cose. Chissà per quanto tempo esisteranno ancora i garage sales e tutte queste forme di vendita e acquisto di cui vi ho parlato qui? Adesso con internet è il momento di Craig List. In ogni città degli Stati Uniti tramite Craig List puoi comprare e vendere di tutto: trovi dall’appartamento, al lavoro, dalla bicicletta al materasso, ma puoi anche trovare l’anima gemella (aprire il link per credere)

Per finire. Alcuni anni fa un giorno mi hanno suonato alla porta. Era una signora, con una foto della mia casa incorniciata sottobraccio. Era la proprietaria originale, quella che l’aveva costruita. Stava svuotando la casa dove abitava allora perché lei e il marito avevano deciso di lasciare tutto, comprarsi uno di quei mega camper che si vedono nei film e trascorrere alcuni anni della pensione a viaggiare per gli Stati Uniti. Aveva trovato la fotografia aerea della casa appena costruita, con gli alberi del giardino piccoli piccoli, così diversa da com’è ora, e aveva pensato che avrebbe potuto fare piacere al presente proprietario e così mi aveva suonato alla porta. Un lasciarsi indietro le cose inutili un pochino estremo, ma emblematico… forse è meglio che vada a fare pulizia in cantina!

2/03/2014
Claudia Pessarelli – Marquette University – redazione@alessandrianews.it
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2 pensieri su “I garage sales, dove gli americani si liberano delle cose vecchie

  1. Un'amica qui mi ha detto che mette tutti i vestiti nell'armadio con la stampella al contrario, quando ne mette uno, lo ripone poi nel verso giusto. Tutti quelli con la stampella al contrario alla fine dell'anno li dona a Goodwill, tanto se non te li metti per un anno, e' difficile che te li metti piu'…
    Bacioni da Reno, Lorena

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