Un viaggio andato male

36643822_565624613835550_7439937431840751616_nSono stata in Italia e sono tornata…già. Non ve ne eravate manco accorti vero?

A momenti neanche io. Dovevo rimanere  4 settimane e ci sono stata 10 giorni. Non ho preso neanche il fuso orario ( unica nota positiva).

Dovevo andare al mare, con mia mamma. Dovevo rilassarmi dopo un anno complesso e di vacanze saltate: dopo troppi viaggi in Italia, ma non per buoni motivi, anche se naturalmente andare in Italia vuol dire vedere gli amici e le persone più vicine e quello è sempre un buon motivo.

Il mare non l’ho neanche visto.

Sono caduta. Ho fatto uno di quei voli stupidi in una buca su un marciapiede. Ho messo giù le mani per proteggermi, come ti dicono di fare, e mi sono rotta.

Rottura del capitello radiale.

Detto così fa figo, ma vuol dire che mi sono rotta il gomito. Per fortuna non è una grande rottura. Rottura composta.

Veramente non mi ero neanche accorta di essermi rotta. Ero più incavolata perchè mi si erano rotti i sandali: sandali comodissimi, ma che avevo fatto aggiustare già una volta e che invece sarebbero dovuti finire già nella spazzatura quella volta, visto che allora era andata bene e non mi ero rotta niente.

Perchè , a dire il vero, non so se la rottura del mio gomito sia stata in realtà causata dal buco nel marciapiede o dai sandali, insomma rimarrà sempre il dubbio su come siano andati realmente i fatti. Alla fine comunque sono caduta rimanendo con il lato b per terra. Sola.

Il fatto è successo  alle 15:30 di un giorno infrasettimanale. Gente in giro ce n’era:  che mi abbia aiutata o chiesto se poteva fare qualcosa per me tipo chiamarmi un taxi, nessuno. Dovevo andare in un ufficio lì vicino e non potendo più usare il sandalo rotto, saltellavo appoggiando il meno possibile il piede per terra. Ho incrociato diverse persone e nessuno ha fatto una piega: perchè è normalissimo vedere persone andare in giro con un piede scalzo e saltellando sull’unica scarpa rimasta, vero?

Comunque alla fine sono arrivata all’ufficio, dove mi conoscevano e mi hanno dato un passaggio a casa.

Male ne avevo, ma non tanto da pensare di essermi rotta qualcosa…dopotutto potevo fare quasi tutti i movimenti del braccio e del polso esclusa la completa estensione e torsione esterna…..

Sarà la botta ripetevo.

Mi sono cambiata le scarpe e sono uscita ancora.

La sera ho preparato la borsa per partire per il mare il giorno dopo, ma la mattina svegliandomi  ho visto il messaggio di una delle mie Amiche di Fuso che mi suggeriva di andare a farmi controllare perchè lei era caduta in bicicletta e pur pensando che fosse la botta in realtà aveva il gomito rotto.

Ho seguito il suo consiglio e sono andata al Pronto Soccorso. Sono arrivata alle 7 di mattina e non c’era nessuno. Mi hanno mandata a fare i raggi e mi hanno detto di sedermi lì che mi avrebbero detto qualcosa. Alle 13 ero ancora lì.

Nel frattempo davanti a me sono passati decine di pazienti, non del pronto soccorso, il che sarebbe stato logico(..tutto sommato io ero cosciente e ben poco dolorante….non certo un codice rosso!), ma tutti i pazienti dell’ambulatorio gessi con le loro visite prenotate.Meno logico!

Finalmente il medico mi ha chiamato dentro per darmi la lieta novella: rottura capitello radiale. Tre settimane di doccia gessata e fisioterapia successiva perchè il braccio sarebbe stato rigido come uno stoccafisso.

Uscendo dal pronto soccorso avevo già deciso che sarei tornata in USA e così ho fatto. L’idea di stare in Italia a soffrire al caldo senza poter andare al mare non mi allettava per niente! Quella doccia gessata era come un termosifone: un caldo pazzesco. Lavarsi a pezzi perchè nelle case non c’è l’aria condizionata non era certo allettante. Con dispiacere ho cambiato il biglietto e sono partita domenica con già un appuntamento con uno specialista ortopedico qui per vedere se ci fossero state alternative a rovinarmi ancora di più l’estate.

Martedi sono stata vista. L’ortopedico mi ha vista dopo dieci minuti di attesa ed è entrato con un paio di forbici in mano. Mi ha immediatamente tolto la fasciatura e pur confermando la diagnosi, ha rigettato la prognosi, confermando ciò che il medico italiano aveva detto: che il gomito sarebbe stato da rieducare se fosse rimasto bloccato in quella posizione per così a lungo.

Sono uscita con un sostegno per il braccio e esercizi da fare ogni giorno per poter fare riprendere a poco a poco la mobilità al braccio.

Ho potuto fare una doccia, mi sono lavata i capelli e potrò guidare fra qualche giorno.

Se il medico italiano avesse avuto questo approccio io in questo momento sarei in spiaggia, invece ho lasciato mia mamma, mio fratello ed i miei amici per tornare qui.

L’Italia non è terzo mondo, ma anche questa volta la sanità si è rivelata vecchia!

Io ho comunque una teoria sul perchè.

In Italia con una rottura del gomito come la mia: un mese di malattia ed assenza dal lavoro.

In USA, dopo pochi giorni si deve tornare altrimenti non si viene pagati.

L’approccio terapeutico risente anche della diversa protezione del posto di lavoro.

A me però l’approccio italiano ha rovinato le vacanze. Bella sfortuna!

PS: aggiunto dopo un giorno dalla pubblicazione. Mi hanno fatto notare alcuni lettori che la malattia non viene data dal Pronto soccorso, ma dal medico curante. Non voglio modificare il post tagliandone la fine per rispetto di chi ha commentato in precedenza. Sappiate che questo rappresenta il mio primo incontro con la sanita` pubblica da quando mi sono trasferita in USA. Per questo motivo non avrei dovuto mettere un’informazione errata nel blog. Leggete, passate oltre e scusatemi: ero in buona fede!

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Massaggi?

massage composition spa with candles, orchids, stones in gardenSimona Fruzzetti, autrice di libri che vi consiglio caldamente di leggere, di cui l’ultimo ” Come hai detto che ti chiami?” è da morire dal ridere, ha un umorismo che adoro.

Poichè siamo amiche su FB, anche se non ci conosciamo di persona, quasi ogni giorno vengo allietata dalla sue avventure.

Lei scrive di situazioni in cui si trova, di persone che incrociano la sua vita, che sono anche le nostre: solo che noi queste cose le possiamo solo pensare, lei le scrive. E le scrive tanto bene. Continua a leggere “Massaggi?”