Tre giorni nella capitale, parte prima

Tratto dalla mia pagina Facebook. Ecco cosa ho scritto sulle impressioni a caldo del primo giorno: ”Ero già stata a Washington DC due volte: la prima proprio all’inizio della mia vita americana. Pasqua 1995: portavo in grembo la mia bambina, ma non lo sapevo ancora. La seconda l’anno successivo con quella bimba nel passeggino. In entrambi i casi eravamo arrivati in auto da Pittsburgh, che non dista molto dalla capitale e Washington era solamente una tappa di un giorno durante il viaggio. Da allora basta, mai più, fino ad ora. In mezzo ci sono 25 anni di vita, un trasferimento e la decisione di diventare cittadini statunitensi. Il ritorno nella capitale: i nuovi noi che ne abbracciano la storia ed il simbolismo. Perché la città ne e piena e forse solo ora la posso capire e mi sta emozionando molto. E alla fine non me lo aspettavo”.

È vero: non mi aspettavo che Washington mi piacesse così tanto.

Questa volta ci abbiamo trascorso 3 giorni interi.

E non sono bastati. A Washington c’è tantissimo da vedere e forse due giorni in più sarebbero serviti. Senza forse, sarebbero serviti. Punto.

Abbiamo preso un Airbnb in una zona che si è rivelata strategica e con un indirizzo niente male: Pennsylvania Avenue, sì lo stesso della casa Bianca…solo qualche isolato più a ovest, ma da dove a piedi abbiamo raggiunto tutti i siti turistici.

Siamo atterrati all’aeroporto nazionale Reagan, che dista dieci minuti di Uber dalla città, la sera di venerdi e dalla città siamo partiti martedi mattina per continuare la nostra vacanza in Virginia.

In mezzo ci sono stati tre giorni di grandi camminate, grandi emozioni e di una famiglia riunita, con nostra figlia, che ci ha raggiunti da New York per il fine settimana.

Come ho detto: abbiamo camminato e tanto. Sono convinta che per conoscere una città bisogna percorrerla a piedi. E così cerchiamo di fare sempre, limitando l’uso dei mezzi a percorsi impossibili da coprire a piedi.

Siamo stati anche molto fortunati con il clima. Direi che forse, a parte fine Marzo che è la stagione in cui ci sono i famosi cicliegi in fiore, Ottobre è il mese migliore per visitare Washington.

Temperature miti, giornate ancora lunghe e pochi turisti, hanno fatto sì che ce la siamo proprio goduta.

Il primo giorno dal nostro Airbnb siamo arrivati al Lincoln Memorial e alla Reflecting Pool. Avevamo già visto nei nostri viaggi precedenti il Memoriale dei caduti della guerra del Vietnam, ma se non ci siete mai stati è assolutamente da vedere. Impressionante nella sua semplicità, fa stringere il cuore. Anche gli altri Memoriali sono molto significativi: si trovano qui tra gli altri quelli della guerra in Korea e quello della seconda guerra mondiale.  

Allora non avevamo fatto il giro della Tidal Pool e abbiamo rimediato ora.  Sulle sue sponde si trovano i Memoriali di Martin Luther King, di Franklyn Delano Rooselvelt e di Jefferson. Poco fuori quello di George Mason.

Se tutti conoscono i primi tre, forse non molti conoscono George Mason, uno dei padri fondatori…dimenticati (aggiungo come il suo memoriale…non tenuto bene come gli altri). Gli altri tre memoriali invece sono ben curati e molto significativi.

Mi ha particolarmente colpita il memoriale di FDR: non me lo aspettavo così imponente. Vero è che FDR è stato uno dei presidenti più significativi del ventesimo secolo, ma  attraverso il suo memoriale, inserito in un giardino pieno di alberi e cascatelle d’acqua, si percorrono le sue quattro presidenze, l’ultima interrota dopo pochi mesi dalla inaugurazione per la sua morte, con innumerevoli statue, brani di discorsie frasi celebri. ( dopo la sua morte venne introdotta la legge che impedisce ad un presidente americano di servire più di due termini, cioè 8 anni)

Ecco un po’ di foto che spero rendano l’idea.

Tornati sui nostri passi abbiamo attraversato il Potomac attraverso il ponte dell’Arlington Memorial alle cui estremità si trovano due statue imponenti donate dall’Italia.

Con l’attraversamento siamo approdati in Virginia, dove si trova il cimitero di Arlington, assolutamente da visitare.

La visita al cimitero comincia nel Welcome Center dove si possono leggere le informazioni sulla storia del cimitero e sulla sua funzione ancora oggi. Dopo, muniti di mappa, conviene dirigersi verso la sommità della collina dove si trova la piantagione di Arlington House che è il nucleo originale del cimitero, ed anche un punto sempre visibile da usare come punto di riferimento. Lì intorno si possono trovare le tombe dei Kennedy, la tomba del Milite ignoto e da poco più di un anno anche quella di Ruth Bader Ginsburg. Nonostante RBG non abbia servito nell’esercito, le regole di Arlington permettono ai giudici della corte costituzionale di essere seppelliti ad Arlington. Per RBG poi è significato anche essere seppellita di fianco al marito Veterano di guerra e seppellito lì.

Beh che dire, la grandezza del cimitero è impressionante e ancora oggi praticamente ogni giorno avvengono funerali. Quando questo succede la bandiera in cima alla collina sventola a mezz’asta.

È facile perdersi ed e` anche un po’ angosciante camminare tra quelle migliaia di semplici lapidi bianche, ma l’ho trovata una visita da fare, specialmente se avete scelto gli Stati Uniti come vostra casa.

Finita la visita, siamo usciti dal cimitero e abbiamo chiamato un Uber per andare ad Alexandria.

Anche Alexandria è da visitare: il centro storico è carinissimo, con la sua strada principale King street piena di negozietti e il suo parco lungo il fiume pieno di gente e di ristoranti. Le case storiche sono diversissime da quelle di Philadelphia: più piccole e colorate, ma altrettanto attraenti (e probabilmente altrettanto costose). Ci abbiamo trascorso qualche ora quel giorno, ma ci siamo tornati anche alla fine della nostra vacanza nel sud della Virginia, perchè dovevamo lasciare il nostro alloggio di Richmond alle 10 e non avevamo l’aereo per Milwaukee fino a sera.

La piazza principale di Alexandria
case colorate su King street
la chiesa piu` antica di Alexandria

dal Wisconsin ad Alexadria, la fede dei tifosi dei Green Bay Packers non si spaventa per le distanze
e due bandiere dei Packers?
tipico battello per crociera sul Potomac

Alla sera abbiamo mangiato in un ristorantino etiope niente male ad Alexandria: Hawwi. Per noi era la prima volta a mangiare etiope, ma nostra figlia adora quella cucina e devo dire che è stata anche per noi una piacevole sorpresa.

Naturalmente abbiamo preso un Uber per tornare al nostro Airbnb.

Con 34000 passi, anche salire le scale della casa è stato molto faticoso.

Per fortuna sono abbastanza abituata a camminare, quindi la mattina dopo ero come nuova…mio marito meno!

Nel prossimo post vi racconto della nostra domenica ai Musei di Washington, con nostra figlia.

A presto!

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