Vendo casa, compro casa in USA

Durante l’ultimo viaggio in Italia ho iniziato la ricerca di un appartamento da acquistare nella mia citta` natale.

Gli anni della pensione si avvicinano ed io e mio marito abbiamo intenzione di passare lunghi periodi in Italia.

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 Quando ci eravamo trasferiti negli Stati Uniti avevamo venduto il nostro bellissimo appartamento italiano pensando che se fossimo mai tornati in Italia quell’alloggio non era stato creato con dei bambini in mente e non sarebbe andato bene.

Invece in Italia durante la nostra vita lavorativa non ci siamo mai tornati ed ora alla fine ne cerchiamo uno simile a quello che avevamo, che sarebbe perfetto per noi anche ora ed invece se lo sta godendo qualcun altro.

La ricerca ad ora è stata infruttuosa, di buono abbiamo dalla nostra il tempo e non abbiamo fretta.

Quello che però mi è saltato all’occhio è quanto sia diverso e per me, che ormai in questo sono totalmente americanizzata, sia scioccante l’approccio dell’acquirente e delle agenzie immobiliari qui negli Stati Uniti e in Italia.

Avendo io acquistato case sia in italia che in USA vi voglio raccontare le mie esperienze.

Partiamo dagli Stati Uniti.

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Devo premettere che il rapporto degli americani con la casa è molto utilitaristico.

Molto raramente la casa diventa un lascito ai figli che rimane nella famiglia per generazioni.

Tutti i miei conoscenti americani trovano veramente strano che molti di noi posseggano “la casa dei nonni”. Qui il mercato è veloce. Si cambia città spesso oppure quando i figli crescono e se ne vanno via di casa, ci si restringe ( downsize). Si vende casa, si vende/dona quello che non serve e si parte. L’ho già detto in qualche post del blog: gli americani rimangono il popolo delle carovane del far west. Di questo ne sono convinta. Non per niente i nostri amici americani si stupiscono tantissimo anche per i nostri mobili o quadri che arrivano dall’Italia.

Prima differenza: chi vuole acquistare casa va da un Agente Immobiliare ( Realtor), uno solo.

Durante l’incontro, anche telefonico, perchè molto spesso ci si trasferisce lontani da dove si vive al momento, i tempi sono ristretti e non si vuole perdere tempo, si chiariscono all’agente le proprie esigenze.

Naturalmente chi acquista arriva alla telefonata/ incontro già parzialmente preparato sulla città dove andrà a vivere, specialmente se si hanno esigenze particolari, ad esempio i tempi di percorrenza da e per il lavoro ( commuting time), oppure le scuole per i bambini ( come avevo scritto qui le tasse sulla casa pagano anche le scuole e se si hanno bambini piccoli, ma anche se si vuole fare un buon investimento per il futuro, meglio acquistare una casa più piccola in un distretto scolastico migliore, in cui le case costeranno di più sicuramente).

Bisogna ricordarsi innanzitutto una differenza basilare tra l’Italia e gli Stati Uniti: la grandezza e le distanze.

Anche una città non enorme come Milwaukee ha decine di sobborghi in cui ci possono essere differenze abissali di costi di case e qualità della vita/servizi.

Per quello è molto importante affidarsi ad un agente immobiliare esperto in “relocation”, perchè ascolterà le vostre esigenze e vi indirizzerà ad una ricerca oculata.

L’agente vi farà molte domande e sarà importantissimo che siate sinceri e non lasciate niente di sottinteso.

Di solito le cose che dovrete chiarire saranno (oltre alla distanza massima dal lavoro e le scuole) :

Prezzo della casa ( +/- 100000 dollari): non si vedranno case che costano di più o di meno, a meno che chi acquista dica altrimenti. Ad esempio se ci si rende conto che quello che si vede è al di sotto di quello che si vuole e si può sforare un po’ .

Tipologia di casa: appartamento, townhouse, casa unifamiliare su uno o più piani : chi non vive in metropoli come New York, dove molti vivono in appartamenti, non sceglierà l’appartmento come tipologia di casa se ha figli in età scolare. Di solito si preferiscono le case unifamiliari perchè hanno il giardino e un vicinato dove molti altri bambini vivono. Le townhouse sono un compromesso tra la casa unifamiliare e l’appartamento: non hanno giardino di proprietà, ma sono più grandi e danno la proprietà cielo/terra. Chi vuole vivere in città e ha parecchi soldini da spendere sceglierà una townhouse (se vi dico Brownstone, mi capite vero?)

Numero di camere da letto/bagni e se la camera da letto principale deve essere o no allo stesso piano delle altre: per la mia esperienza il numero di camere da letto minimo per essere sicuri di poter rivendere la casa è 3 con 2 bagni.

Casa pronta ad entrarci senza lavori oppure che può aver necessità di lavori.

Seconda differenza: a quel punto l’agente immobiliare vi farà vedere tutte le case sul mercato che corrispondono alle vostre esigenze, senza differenze tra le case listate dall’agenzia dove l’agente lavora e tutte le altre.

Chi paga la commissione di vendita è chi vende l’immobile, non chi acquista. L’agente immobiliare ha interesse a vendere velocememente per prendere la commissione. Sinceramente non so come si dividano le commissioni l’agente del venditore e quello che fa vendere una casa.

L’agente immobiliare presenterà le case e l’acquirente potrà fare una scelta a priori guardando le foto sul sito, l’agente coordinerà gli appuntamenti con gli agenti dei venditori e chi compra va a vedere tutte le case che reputerà interessanti. Noi quando ci eravamo trasferiti a Milwaukee da Pittsburgh in un giorno avevamo visto 20 case, il secondo giorno altrettante! In certi momenti l’inventario sarà minore, ma state tranquilli che vedrete tutte le case che corrispondono alle vostre esigenze.

Terza differenza: Finalmente andate a vedere le case, ma in casa non vedrete mai il proprietario e le case saranno solitamente pulite/ anonime, ma invitanti.

Probabilmente vi sarà capitato di vedere qualche programma di HGTV ( Home and garden tv), so che li fanno vedere anche in Italia, e avrete notato che le case americane hanno tutte poca personalità, ma allo stesso tempo, potreste quasi sedervi sul divano, accendere la TV e sentirvi a casa vostra. Questo succede perchè  le case subiscono lo STAGING ( da stage=palcoscenico), cioè vengono preparate per mostrare il meglio di se stesse.

Quando si mette la casa in vendita l’agente immobiliare dà dei suggerimenti perchè la casa venda al miglior prezzo e più in fretta. Visto che gli americani si trasferiscono spesso e non hanno voglia di trovarsi a dover vivere in albergo perchè la loro casa deve essere rinnovata, chi compra casa vuole arrivare nella casa nuova e metterci i suoi pochi mobili ed invitare i colleghi amici la sera stessa per un party.

Pensate che esageri? È successo a casa dei miei vicini: i vecchi prorietari hanno traslocato al mattino, al pomeriggio è arrivato il camion dei mobili dei nuovi proprietari che alle 19 avevano già una festa in casa. ( ok lo so cosa pensate e lo penso anche io: ma una pulitina almeno? Quello fa parte delle horror stories che se volete vi racconto un’altra volta).

Ritorniamo al concetto del prezzo migliore.

L’agente a cui si dà l’incarico di vendere la casa aiuterà a stabilire il prezzo e si baserà su diversi parametri:

  1. Prezzo delle case del circondario. Specialmente nei sobborghi americani, in quelle che si chiamano Subdivision, il prezzo medio delle case deve essere tenuto in conto anche per quanto riguarda le migliorie che si vogliono fare. Non è una grande idea far diventare una reggia la propria casa se si è in mezzo a catapecchie ( esagero per carità, ma è per far capire che non si può ricavare un milione di dollari da una casa, anche se ha la rubinetteria d’oro, per dire, se vicino il prezzo delle case è 300000$)
  2. Il numero delle camere da letto/bagni
  3. L’età della casa
  4. Se la casa ha bisogno o no di una rinfrescatina
  5. L’inventario delle case sul mercato in quel momento.

Per quanto riguarda l’ultimo punto: in questo ultimo periodo con il covid, si è vista una corsa a comprare case. La gente non ha fatto viaggi, si è trovata a lavorare da casa e ad avere i figli a casa in DAD e ha capito di volere una casa più grande e di avere più soldi a disposizione ( naturalmente se aveva mantenuto il lavoro). Il mercato immobiliare è impazzito e se una casa era bella e ben tenuta, veniva venduta in pochi giorni e con i prezzi al rialzo in quelle che vengono chiamate “bidding wars” ( con i prezzi che salivano di migliaia di dollari alla volta!). La bolla sembra già essere evaporata…male per chi vuole vendere, bene per chi vuole comprare.

Photo by Gladson Xavier on Pexels.com

La casa quando viene messa in vendita viene vuotata del “troppo”: troppi mobili, troppi vestiti, troppi soprammobili, troppe cose sulle superfici della cucina, troppi quadri, le foto della famiglia devono essere rimossi. Rimane così un ambiente poco personale, dove appunto chi va può pensarsi a vivere. Il vuoto rende tutto più ampio, ingrandisce. Le pareti se sono dipinte in colori forti o scure vengono ridipinte in colori chiari che illuminano ed ingrandiscono, nel forno ci saranno dei biscotti che cuociono inondando l’ambiente di profumo, la tavola verrà preparata e le luci saranno tutte accese.

Non si lascia nulla al caso.

Pensate che chi compra casa, comprerà anche la cucina, le armadiature nella casa, i lampadari, le tende e tutto ciò che è ”attaccato ai murie non può essere rimosso”: è normale che chi vuole acquistare apra gli armadi e gli armadietti della cucina e dei bagni.

Come dicevo più su, i proprietari devono lasciare la casa prima degli appuntamenti. Le chiavi vengono di solito lasciate in scatolette con una combinazione che l’agente possiede e gli permetteranno di fare vedere la casa.

Trovo il fatto di non avere il proprietario davanti molto liberatorio, si può commentare, dire ciò che si vede e che piace o no, tutto aiuta l’agente a farvi arrivare all’acquisto il prima possibile.

Quando ci eravamo trasferiti qui la ricerca su internet era ancora agli albori e di solito non c’erano molte foto degli interni. Ci è capitato di fare marcia indietro appena entrati in alcune case. Se ci fosse stato il proprietario sarebbe stato un insulto, come dirgli:”la tua casa mi fa schifo”.  Ora anche questo aspetto è molto curato: vengono fatte foto professionali sia degli interni che degli esterni e del giardino.

Questa è a grandi linee la compravendita di immobili negli Stati Uniti.

E in Italia? Siamo al medioevo, scusate se lo dico, e ho trovato la mia ricerca frustrante e inconcludente.

Oggi però mi fermo qui perchè questo post sta diventando un romanzo.

Alla prossima quando vi racconto della mia ricerca immobiliare italiana che per ora non ha dato alcun frutto.

12 commenti Aggiungi il tuo

  1. Articolo divorato 😀 . Mi chiedevo cosa fossero le “townhouse” , ed ho scoperto googolando essere le tipiche case americane con le scalette davanti la porta. Tipo, per chi ha memoria, quella del telefilm dei Robinson.

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    1. Grazie!!! Esatto, proprio quelle! E quella dei Robinson posso garantirti che costa qualche milioncino!

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  2. Rossella ha detto:

    Il volevo giusto aggiungere una storia divertente che ci era successa quando cercavamo casa. Una delle tante visite ovviamente … avevo aperto il walk in closet (cabina armadio) per vedere le dimensioni e sulla porta c’erano appesi una quantità esagerata di reggiseni, dai colori sgargianti e con coppe gigantesche… ovviamente l’agente immobiliare era lì (un uomo)… non vi dico il mio imbarazzo!!!!!🤣🤣🤣🤣🤣🤣

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    1. Omg! Da morire dal ridere! Per fortuna non mi è mai successo niente del genere

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  3. Eolo ha detto:

    Bell’articolo.
    Dove abito io (sempre nel Midwest, non so se e’ protocollo statale o della citta’) gli agenti (quello che segue il compratore e quello che segue il venditore) si prendono il 3% entrambi. Questo 3+3% e’, come dice te, detratto dal prezzo di vendita nel senso che il venditore intasca 6% di meno del prezzo pattuito con compratore.
    Sono curioso di sapere come funziona in Italia nel tuo prossimo post.
    Grazie
    Eolo

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    1. Sapevo del 6% negli Stati Uniti, ma non sapevo che fosse equamente diviso tra i due agenti. Non mi stupisce che le cose siano fatte bene qui. In Italia? Bella domanda! Da quello che ho capito pagano l’agente sia il venditore che il compratore, ma la percentuale è nebulosa… a discrezione dell’agenzia, il che potrebbe essere una sorpresa per il compratore

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  4. Alba ha detto:

    Articolo molto interessante. Anch’io non vedo l’ora di leggere il prossimo! 😉 Ciaoo

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  5. La Grazia ha detto:

    Le uniche case americane che ho visto sono l’appartamento di mia cugina ad Aspen che in ( in Italia le chiamerebbero villetteaffinacate o terracielo) ma li erano complessi residenziali per lavoratori stagionali . Di ottima fattura ma easy tre pezzi di legno una scala esterna a prova di neve e i termosifoni come tubicini sui battiscopa. Doppi lavabo e vasca che continua sulla parete quindi niente piastrelle. Moquette ovunque, finestre senza ferri e porta di ingresso a vetri che si può aprire soffiandoci sopra. Ma ne sono rimasta affascinata tanto da voler semplificare la vita qui in Italia ( ho di recente cambiato gli infissi dei balconi e pesano quintali ) quindi impossibile. più di tutto ho amato le baite di Aspen che hanno la vasca esterna e mille optional come la serratura con codice numerico ( niente chiavi niente impicci ) . In Italia le case americane le fanno vedere sempre marce ma gli agenti sono due gemelli molto carini

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    1. Certo! Saranno i property brothers!!! Sono gemelli. Certo fanno vedere case brutte che vengono ristrutturate, ma alla fine sono tanto carine.

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  6. comelapensoio ha detto:

    wow

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