Ritorno a New York

Sono stata a New York la settimana scorsa, dopo un anno e mezzo (l’ultima volta era stato per il Ringraziamento del 2019), se non per un breve attraversamento di Manhattan a riportare nostra figlia a casa dopo una settimana insieme a Philadelphia lo scorso dicembre, quando, come racconto qui, si era all’apice della seconda ondata, quando ancora i vaccini non erano stati approvati e i casi giornalieri di Covid toccavano negli Stati Uniti i 300000 e morivano migliaia di persone ogni giorno.

Quel giorno pioveva a catinelle, con le nuvole talmente basse che l’Empire State Bulding sembrava un palazzo di 10 piani, il resto era nascosto dalle nuvole.

Allora tutto era chiuso, c’era poco traffico e davvero sembrava impossibile che New York si potesse risollevare dopo la batosta ricevuta dal Covid nel 2020.

Ora ho trovato una città viva, piena di gente e di positività. Tanto hanno significato questi cinque mesi di vaccinazioni.

Adesso che il 60% della popolazione che puo` essere vaccinata, ha ricevuto almeno una dose di vaccino, si riapre, si puo` vivere di nuovo e New York è l’emblema di questa rinascita, perchè è stata l’epicentro del Covid nella prima ondata.

Mentre a Chicago il mese scorso avevo ancora sentito il peso che l’epidemia ha lasciato sulla città, a New York si respira di nuovo.

Si respira meglio anche perchè proprio alcuni giorni prima del nostro viaggio, il CDC (center for disease control) ha tolto l’obbligo di mascherine all’aperto e per persone completamente vaccinate anche certe limitazioni al chiuso.

Per andare a New York ho anche preso il mio primo aereo da un anno e mezzo.

Abbiamo volato da Chicago a La Guardia. L’aereo era pieno, ma tutti devono ancora portare la mascherina, come anche in aeroporto. Poco male: quanto mi mancava poter prendere un aereo e poter vedere di nuovo il mondo ritornare “piccolo e raggiungibile”.

A La Guardia i lavori per il nuovo aereoporto stanno procedendo veloci, mi sembra di aver letto che grazie al Covid (strano dire “grazie al covid”) sono riusciti a procedere molto più speditamente del previsto togliendo ben un anno alla data di fine lavori, che comunque sarà tra due o tre anni.

Che però il traffico aereo non sia ancora tornato ai livelli precedenti lo si nota da piccole cose, ad esempio la velocità con cui siamo riusciti ad avere un Uber e il tempo di avvicinamento al terminal alla nostra partenza, quando di solito arrivare ai terminal di La Guardia vuol dire andare a passo d’uomo per un bel po’ di tempo.

Con Uber siamo arrivati a Manhattan (non vorrei sbagliarmi, ma mi sembra che pure il costo della corsa sia diminuito).

Questa volta abbiamo scelto un albergo nell’East Village appena a sud di Union Square. Volevamo provare a “vivere” una zona differente della città e l’East village è una zona che non conoscevamo moltissimo, ma ci sembrava adatta anche a trascorrere qualche giorno insieme a nostra figlia perchè piena di ristorantini e di gioventù.

Il nostro albergo il Moxy ha dato un significato completamente nuovo allo “sfruttamento dello spazio”. La stanza era minimal…ma proprio per lo spazio e la totale mancanza di fronzoli: la larghezza della stanza era uguale alla lunghezza del letto, che era conficcato in fondo per cui chi dormiva dalla parte destra doveva letteralmente scavalcare la persona a sinistra per scendere dal letto(foto sotto). Non c’era nessun armadio nè frigobar nè l’onnipresente macchinetta per il caffè americano. In compenso la doccia era lussuosa.

Andarci per qualche giorno in una stagione in cui non si hanno cappotti e vestiti pesanti da portare con sè, non è stato male, ma lo sconsiglio per una vacanza invernale anche se la posizione è ottima.

Eppure anche l’albergo era pieno di gente: “sold out”. Come pure erano pieni i ristoranti.

Tantissime sono le strade bloccate in cui i ristoranti hanno posizionato i loro dehor, in altre più larghe i dehor sono sui marciapiedi. Parlavamo di quanto bello sia mangiare all’aperto in estate con la cameriera che ci serviva la prima sera e lei ci diceva che questa “moda” non era per niente comune a New York, che è nata dalla necessità di sopravvivere alla pandemia, ma che non pensa che i newyorkesi rinunceranno facilmente a questa benvenuta novità e che prevede un mantenimento del mangiare “al fresco” (come dicono qui) anche quando il Covid sarà un lontano ricordo.

Comunque come al solito a New York si mangia bene, perchè solo chi offre qualità ed innovazione sopravvive alla estrema competitività.

Noi, con nostra figlia vegana, scegliamo sempre ristoranti plant based oppure che offrono piatti vegani.

Non c’è comunque che l’imbarazzo della scelta: ci diceva nostra figlia che ormai lei non pone mai limiti alla scelta dei ristoranti dovendo dire che è vegana, perchè non ce n’è mai bisogno. Riesce sempre ad avere diverse scelte di cibo in qualsiasi ristorante.

Questi sono i ristoranti in cui abbiamo mangiato durante questo viaggio:

Bar Verde https://barverdenyc.com/ 65 2nd Ave (messicano: ottimo!)

Hangawi http://hangawirestaurant.com/ super chic ristorante coreano a Mid town. È la seconda volta che ci torniamo, confermo la qualità e raffinatezza. Magari un po’ più caro degli altri.

Quartino http://www.quartino.com/ ristorante ligure. La focaccia non è quella ligure, ma tutto buonissimo. I loro ravioli alle noci super!

PS kitchen non all’East Village, ma a Hell’s Kitchen https://www.ps-kitchen.com/ ottimi hamburger vegani!

A parte mangiare abbiamo camminato, tanto!

sabato saliti da Union Square alla 85th strada
Sabato: scesi dall’85th strada a Union Square

Abbiamo solamente preso la metropolitana un giorno in cui siamo andati a Brooklyn nella zona dove abita nostra figlia, per il resto abbiamo camminato.

Il clima era perfetto, e io avevo proprio bisogno di “sentire” la città.

Lunedi da Union Square a Battery park
da Battery Park attraverso Soho al Greenwich village

Non abbiamo visitato musei o mostre, se non la galleria dove lavora nostra figlia, ma con il naso all’insu` ci siamo goduti 3 giorni interi nella grande mela.

Sabato siamo andati al mercatino di Union Square, dove ho ritrovato le famose Matzu Apple che sono simili alle mie adorate renette ( ma perchè solo qui non si trovano?)

La città è pulita, la subway profumatissima, non ho visto molti senzatetto, o disordini, ma è una grande città e dire che è tutto perfetto è nascondersi dietro un dito.

Non ho trovato però quella situazione disperata di cui alcuni raccontavano solo alcuni mesi fa.

Diciamo che forse questo è il momento di visitarla, quando il turismo di massa non è ancora tornato, quando non ci si deve spintonare per farsi spazio sui marciapiedi.

Lo so, la mia è una affermazione un po’ snob, però posso essere sincera e dire che me la sono goduta più questa volta che non nel passato?

L’ultima sera abbiamo mangiato al ristorante di Hell’s Kitchen, molto vicino a Times Square. Erano anni che non tornavo lì.

Mia figlia, ormai snob newyorkese, evita Midtown come la peste, i newyorkesi chiamano quella zona “midtown hell” e di conseguenza è da quando lei vive a New York, che non ci capitavamo.

Lunedi sera a Times Square
Ancora chiusi i Teatri: questo e` sul tetto del teatro dove ritorneranno a settembre a fare Harry Potter

Ho visto, come tutti voi, le foto di una Times Square deserta e triste. Beh non è di certo più così: quella sera le luci, i colori e la gente erano tornati inclusi tutti i personaggi orginali che solo lì si riescono a vedere.

Vuol dire che la normalità è a portata di mano? Che ci siamo?

Me lo auguro.

Io le ho detto un arrivederci a dopo l’estate. Non vedo l’ora di tornarci di nuovo.

Spero che anche voi possiate farlo.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Francesco ha detto:

    Bello!

    "Mi piace"

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