A Chicago: aprile 2021

Ieri sono andata a Chicago.

Erano due anni che non tornavo in città e mi sono trovata in una città che sembra l’ombra di se stessa e devo ammettere che mi ha fatto impressione.

Lo so c’è il Covid, ma non mi aspettavo una città così vuota in un giorno infrasettimanale.

A Chicago ci sono andata per rinnovare il passaporto italiano al consolato, ma mi ero presa la giornata per girare un po’ per shopping a cercare un vestito per un matrimonio a cui andrò, spero, in Italia in estate.

Ho preso il treno da Milwaukee a Chicago e già all’arrivo a Union Station si capisce che non è un momento normale.

A parte che la stazione era pulitissima, era praticamente vuota.

Uscendo dalla stazione, ho atttraversato il fiume e mi sono trovata nel Loop. Per darvi un’idea la stazione si trova appena al di là del fiume all’altezza della Willis Tower.

Willis Tower

Di solito il Loop è abbastanza vuoto nei fine settimana, ma essendo la zona degli uffici è piuttosto trafficata e caotica durante la settimana.

Invece mi sono trovata nel deserto: le strade vuote di macchine ed i marciapiedi vuoti. I ristoranti che offrono colazioni e pranzi, tutti chiusi.

Ho percorso State street per arrivare al consolato che si trova su Michigan Avenue, vicino al Wrigley Building, e metà dei negozi sono chiusi perchè falliti, mentre gli altri hanno dei legni a proteggere le vetrine.

Non è che su Michigan avenue la situazione cambi molto.

Anche in questa, che è la strada commerciale più importante della città, molte sono le vetrine vuote.

Naturalmente non ci sono turisti e la giornata grigia e fredda non invogliava il passeggio, ma quello che mi ha colpita di più è stata la mancanza di traffico.

Le persone portano tutte la mascherina sia al chiuso che all’aperto ( regola che l’Illinois ha ancora, mentre in Wisconsin è obbligatoria solo al chiuso)

Anche qui i negozi sono tutti “boarded up”, con i legni che ricoprono le vetrine e non è per l’arrivo di un uragano, ma è perchè ci sono stati tanti disordini in seguito agli episodi violenti che hanno coinvolto la polizia e le minoranze ( l’ultimo episodio arrivato alla cronaca nazionale è stato l’uccisione del tredicenne da parte di un poliziotto, due settimane fa, ma purtroppo la città sta attraversando un brutto momento: violenza e povertà ne stanno minando l’equilibrio sociale e questi disordini sono arrivati anche al centro ricco e scintillante).

Vedere la città così mi ha depressa molto, e sinceramente mi ha tolto la voglia di fare shopping.

E comunque il mio shopping è stato un mezzo disastro perchè nei negozi non è possibile provarsi i vestiti. I camerini sono chiusi, e non è permesso neanche mettersi addosso una maglia ( pure sopra i propri abiti, se deve passare dalla testa).

Ho chiesto se ci sono cambiamenti in vista e mi hanno risposto che tra due settimane alcune restrizioni dovrebbero essere alleggerite.

Il motivo è che comunque si aspettava che in molti fossero vaccinati.

Così ho preso due cose in negozi che ci sono anche qui a Milwaukee, con meno scelta però, che posso restituire se non mi vanno bene.

il fiume, la Trumo tower, il Wrigley Building e il Chicago Tribune

Sulla strada del ritorno verso la stazione, mi sono fermata da Eataly, che di solito è un luogo pieno di gente, per fare una breve sosta e scaldarmi un po’ le ossa (che freddo!!!), ma anche lì dentro ho avuto la sensazione che stiano cercando di sopravvivere.

Insomma Chicago è una città che è l’ombra di quella che era nel 2019 e che ci ha fatto innamorare della sua architettura e dei suoi bellissimi paesaggi.

Tornerà a risplendere, ma che batosta le ha dato il Covid.

La mia vita nei sobborghi non è cambiata molto da quella che era prima della pandemia, e qui a Milwaukee, la differenza non si nota tantissimo, ma una metropoli come Chicago è stata messa in ginocchio.

Sono curiosa di vedere New York, dove andrò tra due settimane. Mia figlia che ci abita, la trova in netto miglioramento e in ripresa, ma lei l’ha vista durante i lockdown dell’anno scorso e per forza la vede meglio.

Ve la racconterò io che non ci vado dal Thanksgiving del 2019 ( a parte averla attraversata, senza scendere dall’auto a Novembre del 2020), quando era sfavillante di luci, colori e piena di caos!

Spero che abbia ragione.

Per Chicago non ci siamo ancora. Spero bene!

Hancock building come sfondo e un palazzo dell’universita` Loyola in primo piano

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