Una famiglia allargata

L’ho già detto parecchie volte: quando non scrivo sul blog, scrivo comunque sulla mia pagina FB omonima (un po’ di pubblicità non guasta…mi seguite anche sulla pagina?), perchè è più facile scrivere lì pensieri sparsi, che non qui.

Ho parecchi lettori affezionati che mi seguono dalla pagina e sono anche molto attivi, rimangono comunque una famiglia allargata, dove ci si conosce ancora se non con tutti di persona, con molti di vista, cioè riconosco i loro nomi e mi preoccupo se non li vedo commentare per un po’.

Ma anche la pagina è piccola: non mi sponsorizzo, non sono brava a creare collaborazioni, ma pure perchè non me ne chiedono (cioè me le chiedono, ma non mi sembrano serie: ti offriamo una collaborazione, ti chiediamo di scrivere così e cosà e poi mi raccomando il link al nostro blog/agenzia; in altre parole loro che fanno per te?)

Molti di meno sono i follower sul blog, anche se anche qui ho gli affezionati lettori e almeno 200 visioni del blog ogni giorno, pure quando non scrivo.

Di più (meno male) quando metto un nuovo post.

Mi va bene così: il blog e la pagina mi rappresentano. Non mi interessa diventare influencer ( e de che?). Da quello che scrivo esce fuori il mio vero ritratto.

Sono una persona che salta da considerazioni profonde al mettere la ricetta delle bugie di carnevale.

Perchè sono proprio così e meno male: vuol dire che so ancora ridere, di me e di quello che mi circonda, ma sempre senza astio e cattiveria.

Però…

C’è un grande però quando si scrive sulla pagina.

I post si perdono nell’oblio.  Invece ogni tanto mi piacerebbe che diventassero un diario della mia vita. Ci avevo provato, l’anno scorso con i diari sulla pandemia di covid.

Penso allora di scriverne presto un altro o più simili, raggruppando i post estemporanei della pagina in qualche post per il blog ( prometto di editare i post)

Di questo chiedo scusa ai miei lettori della pagina che leggeranno cose “vecchie per loro”.

Però di come siamo, dopo un anno dall’inizio di questo incubo, bisogna raccontarlo… per noi e per i posteri che vorranno sapere come stavamo.

Intanto come dicevo prima, qui sotto trovate il post di oggi della pagina, perchè innanzitutto devo ringraziare chi mi legge e che capisco, dalle parole nei commenti che ho ricevuto, mi vuole anche un po’ di bene anche se mi conosce magari solo virtualmente.

Sono qui, come al solito, sveglia, come al solito, presto, più di quello che vorrei, e che approfitto del silenzio che mi piace tanto. E penso. Penso alle relazioni, virtuali, ma che diventano molto reali, con le persone che ho conosciuto tramite il blog e poi questa pagina. Penso ai tanti lettori che sono qui perché mi hanno conosciuta attraverso i miei editoriali per Alessandria News, oppure per gli articoli che mi hanno dato “notorietà” ad Alessandria e che mi commentano e mi seguono da allora. Penso alle compagne di viaggio dei progetti dove sono stata, come Amiche di fuso o le Mamme all’estero con cui ho scritto il libro e ai rapporti che si sono instaurati con loro, sia con chi in Amiche di fuso c’è ancora, sia con chi le ha lasciate. Perche’ certe volte si lascia un progetto perché gli impegni personali non permettono più di esserci, ma ci si segue e ci si messaggia in privato se si vede che qualcosa non va. Credo di avere ancora qualche lettrice che mi segue da quei tempi. Insomma in questi anni di persone ne ho conosciute tante, e se non le sento bussare a questa porta, mi preoccupo. Se non le vedo attive sui social mi domando come stanno. Se non commentano poi, penso di averne combinata qualcuna delle mie. Invece magari e’ solo un cambio di rotta, un momento diverso della vostra vita dove le vostre priorità cambiano. E non dipende da me. Anche io, lo ammetto, sono così. Non leggo più i blog di mamme, che leggevo fino a qualche anno fa. Ho scritto anche molti post che 8 anni fa, quando il blog e’ nato avevano senso, ora non più. Non me la sento di scrivere per dare consigli sui figli perché i consigli sono validi solo quando si vive in contemporanea uno stesso problema e non quando il tuo problema è già vecchio di 15 anni. E poi ogni bambino e’ diverso, ognuno deve fare come crede. Quindi io non sono una che pontifica. Per mia fortuna il mio blog non era nato con i figli come unico argomento ed e’ riuscito ad evolvere e crescere con me. Mi mancano però tutti i lettori di quegli anni che commentavano attivamente e che ora non sento più. Tutto questo pippone,(vi va male che alla domenica io mi sveglio presto, ma mio marito ronfa beato di sopra ed io ho tempo a scrivere)per dirvi che se mi seguite e commentate, non siete nomi senza un volto o una storia, vi ricordo. Se mi leggete fatevi vivi che mi fa piacere. E a chi mi conosce perché scrive blog come me, o ci siamo conosciuti nei vari gruppi di expat, non stupitevi se vi mando ogni tanto un messaggio con un “come va?”. State percorrendo  tutti la strada della vita con me. E in questo momento è bello sentirsi vicini. 

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. MaryA ha detto:

    Lo scrivo anche qui…grazie per essere presente nella nostra quotidianità, fatta di stessi problemi, stesse mancanze, stessi periodi di smarrimento mischiati ai tantissimi momenti di felice condivisione. Un abbraccio virtuale.
    M.A.

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    1. Beh adesso non esagerare, che poi mi monto la testa!😂

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  2. Alba ha detto:

    Ciao Claudia!
    È tanto che non ti scrivo, ma leggo sempreee molto volentieri i tuoi post e mi fa molto piacere sentire che la situazione negli States sta’ migliorando. Io ti scrivo dalla provincia di Torino e come ben sai, il Piemonte non se la passa molto bene, ma ho fiducia che tutta questa storia finisca presto e che finalmente ci si possa riappropriare della libertà che ogni essere umano ha diritto di vivere. Nel frattempo, gioisco nel vedere che la primavera con i suoi colori e i suoi profumi, sta’ facendo capolino a dispetto di questa pandemia. E tanto mi basta per avere fiducia in un futuro più roseo.
    Un grande abbraccio!

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    1. Ciao Alba, che bello risentirti. Anche qui la primavera ha fatto capolino e molto in anticipo, rispetto al solito. Purtroppo anche qui i numeri della pandemia non stanno andando ora (rispetto al post di due settimane fa) nella giusta direzione, nonostante i vaccini. Ma siamo ancora lontani dalla soglia necessaria per la immunita` di gruppo e comunque hanno appena ora iniziato a vaccinare la grande maggioranza della popolazione, i giovani che ora sono quelli che si infettano. Speriamo bene! E me lo auguro di cuore anche per l’Italia. un abbraccio anche a te!

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