Le donne del Wisconsin

Marzo è il Mese dedicato alle donne negli Stati Uniti.

Stavo pensando a qualche iniziativa da proporre per il progetto USA Coast to Coast e mi è venuto in mente che avrei potuto chiedere agli autori di condividere sulla nostra pagina un post dei loro blog dedicato ad una donna.

A quel punto mi sono resa conto che io, che pure sono donna, non ne ho neanche uno specificatamente su questo argomento.

E cercando di scegliere una donna di cui raccontarvi che sia vissuta nel mio stato del Wisconsin, ho scoperto che ce ne sono tantissime!

Così tante che sto avendo qualche difficoltà a sceglierne solamente una.

Le loro storie sono sempre quelle di persone che precorrono i tempi, che osano quando altri non lo fanno e che mettono la loro vita a rischio per degli ideali.

Ho letto le storie di tante, i cui nomi non sono diventati così famosi da farle conoscere all’estero, ma che hanno veramente fatto cose speciali; ad esempio Mildred Fish-Harnack (1902-1943) che fu la prima donna uccisa per ordine personale di Adolf Hitler, perchè considerata una spia statunitense. Lei ed il marito fecero parte di un gruppo di resistenza quando si trasferirono in Germania, paese di origine del marito e pagarono con la vita entrambi.

Ma altre le conosciamo bene anche se forse non le abbiamo mai collegate al Wisconsin.

Un esempio per tutti: il primo ministro israeliano che partecipò alla creazione dello stato di Israele, Golda Meir (1898-1979).

Eccovi una piccola biografia:

Prima donna premier israeliana (e solo la terza nella storia del mondo), Golda Meir è stata una delle donne più visibili negli affari internazionali dagli anni ’50 agli anni ’70. Nata a Kiev, in Russia, il 3 maggio 1898, la famiglia di Golda Mabovitch fuggì dai pogrom russi per gli Stati Uniti nel 1906. La famiglia si stabilì a Milwaukee con l’aiuto della Hebrew Immigrant Aid Society.

Dopo il diploma di scuola elementare con il massimo dei voti nel 1912, Meir si iscrisse alla North Division High School di Milwaukee contro la volontà dei suoi genitori. La loro opposizione la spinse a scappare a Denver per unirsi a sua sorella. Non tornò a Milwaukee fino alla fine del 1914 o all’inizio del 1915. Al suo ritorno, rientrò al liceo e si diplomò nel 1916. Meir presto entrò nel programma di formazione per insegnanti presso la Wisconsin State Normal School ( quella che ora è la University of Wisconsin Milwaukee, la cui biblioteca è dedicata a lei), ma lasciò dopo un anno.

Nel 1917 Meir prese un posto di insegnante in una scuola di lingua yiddish a Milwaukee, che la mise più strettamente in contatto con gli ideali del sionismo laburista che avrebbero segnato il resto della sua carriera. Il 24 dicembre 1917 sposò Morris Meyerson. Non ebraicizzò  il suo cognome in Meir fino al 1956, su sollecitazione del primo ministro David Ben-Gurion.

Meir, allora una impegnata sionista laburista, e suo marito, un socialista devoto, si trasferirono nella Palestina del mandato britannico nel 1921 e si stabilirono nel Kibbutz Merhaviah. Successivamente si trasferirono a Tel Aviv dove nacque il loro figlio, Menachem, nel 1924, e poi a Gerusalemme, dove nacque una figlia, Sarah.  Meir divenne sempre più coinvolta nel movimento sionista e prese parte alla creazione dello stato di Israele dopo la seconda guerra mondiale.

Nel 1948 Meir partecipò alla firma della Dichiarazione d’indipendenza israeliana e fu nominata ministro dell’Unione Sovietica. L’anno successivo divenne il primo ministro del Lavoro, carica che mantenne fino al 1956, quando venne nominata ministro degli Esteri. In qualità di ministro degli Esteri, contribuì a stabilire buone relazioni con le nazioni africane e lanciò una serie di programmi di aiuto per aiutare queste nazioni a uscire da decenni di colonialismo europeo. Meir divenne segretario generale di Mapai, il partito politico dominante di Israele nel 1965.

Quando il primo ministro Levi Eshkol morì il 26 febbraio 1969, i membri della Knesset, il parlamento israeliano, esortarono Meir a tornare alla politica e, con il sostegno del partito laburista, divenne primo ministro.

La più grande sfida di Meir arrivò durante la guerra dello Yom Kippur del 1973, a partire dagli attacchi egiziani e siriani del 6 ottobre 1973. Il Segretario di Stato americano Henry Kissinger aiutò a mediare i negoziati di pace che conclusero la guerra. Meir trascorse gran parte del suo tempo come primo ministro a coltivare il sostegno occidentale per Israele. Quando la guerra finì nel 1974, Meir si dimise dall’incarico, affidando l’incarico al collega di partito Yitzak Rabin. Affetta da leucemia, morì quattro anni dopo, l’8 dicembre 1978.

Altre donne, come Golda Meir, nacquero in Wisconsin, ma nell’immaginario collettivo non sono legate a questo stato.

Tra di loro, sicuramente la scrittrice della Piccola casa nella prateria, Laura Ingalls Wilder (1867-1957).

 La famiglia Ingalls si trasferì dal Wisconsin in Kansas nel 1869, ma tornò in Wisconsin due anni dopo. Nel 1874 la famiglia iniziò di nuovo a trasferirsi: prima in Minnesota, poi in Iowa, di nuovo in Minnesota e infine in South Dakota, dove si stabilì. Poiché la sua famiglia era povera, Laura ebbe molti lavori anche umili mentre era ancora molto giovane. Nel 1882, all’età di 15 anni, ottenne il diploma di insegnante e iniziò ad insegnare in una piccola città vicino alla casa della sua famiglia. Lì incontrò suo marito; si sposarono nel 1885 e l’anno successivo ebbero una figlia, Rose.

La giovane famiglia Wilder si trasferì più volte prima di stabilirsi in una fattoria nel Missouri. Laura  lavorava nella fattoria ed era anche segretario-tesoriere della Mansfield Farm Loan Association. In seguito scrisse colonne per MISSOURI RURALIST, MCCALL’S MAGAZINE e altre pubblicazioni. Dobbiamo alla figlia Rose, anch’ella scrittrice  se Laura  cominciò  a scrivere libri. Laura Ingalls Wilder scrisse il suo primo libro all’età di 65 anni – PICCOLA CASA NEL GRANDE BOSCO, basato sulla sua prima infanzia a Pipin, in Wisconsin. Il suo terzo libro, LITTLE HOUSE ON THE PRAIRIE, era basato sugli anni della sua famiglia in Kansas e divenne l’ispirazione per la famosa  serie televisiva con lo stesso nome. Laura Ingalls Wilder ha pubblicato un totale di nove libri nella sua serie sulla sua infanzia da pioniera, di essi sono state vendute più di 60 milioni di copie e la serie è stata tradotta in più di 25 lingue.

Anche Georgia O Keffee, nativa di un paese vicino a Madison, è difficilmente associata allo stato del Wisconsin, che lasciò da molto giovane.

Ecco un estratto della sua biografia:

Una delle maggiori artiste americane del 20 ° secolo, Georgia O’Keeffe ha sviluppato un approccio unico alla pittura astratta che riflette i paesaggi che la circondano.

Nata seconda di sette figli in una fattoria vicino a Sun Prairie, O’Keeffe sapeva fin dalla tenera età che voleva diventare un’artista. All’età di 18 anni, aveva lasciato il Wisconsin e aveva iniziato la sua formazione artistica presso la School of the Art Institute di Chicago. Non molto tempo dopo, si trasferì a New York, dove studiò alla Art Students League nel 1907-1908. Sebbene le opere d’arte che realizzato da studentessa fossero state ben accolte, non era soddisfatta di se stessa, quindi decise di trovare lavoro come insegnante, in varie scuole e college in Virginia, Texas e South Carolina fino al 1918.

Durante questo periodo O’Keeffe realizzò una serie di disegni a carboncino che la portarono all’attenzione del famoso fotografo diventato gallerista Alfred Stieglitz che espose per la prima volta le sue opere nel 1916. Nel 1918, Stieglitz la convinse a trasferirsi a New York per diventare una pittrice a tempo pieno. I due svilupparono rapidamente uno stretto rapporto e si sposarono nel 1924. Fino alla sua morte nel 1945, Stieglitz fu un fermo promotore del lavoro di O’Keeffe, che fu mostrato in oltre venti mostre personali e numerose installazioni di gruppo.

Mentre viveva a New York e sul lago George negli anni ’20, O’Keeffe produsse alcuni dei suoi dipinti più famosi, che erano di paesaggi e fiori ispirati a dove viveva. I famosi primi piani di fiori iniziarono ad apparire nel suo lavoro nel 1924 e questi dipinti contribuirono a stabilire la sua reputazione di artista moderna innovativa. Ma le sfide del mondo dell’arte di New York, una relazione tesa con Stieglitz e una certa noia misero sotto pressione la salute fisica ed emotiva di O’Keeffe che nel 1929 fece il suo primo viaggio in New Mexico . Una volta lì iniziò immediatamente a dipingere le aspre montagne, introducendo nel suo lavoro i colori, la luce e le ossa di animali del sud-ovest e quelle caratteristiche sono arrivate a segnare un’altra fase importante della sua carriera. Il New Mexico divenne la sua casa permanente dopo la morte di Stieglitz, e da lì ha continuato a dipingere e la sua fama è cresciuta durante gli anni ’50 e ’60. Nel 1970 il Whitney Museum of American Art aveva una mostra che rappresentava il lavoro della sua vita, dimostrando che O’Keeffe era uno degli artisti più importanti e influenti negli Stati Uniti. Morì nel 1986 all’età di 98 anni.

Invece tante altre e alcune ancora viventi, sono diventate paladine dei diritti di eguaglianza e le “prime”, quelle che hanno rotto il soffitto di cristallo.

Una di queste è Tammy Baldwin, primo senatore del Senato Americano donna del Wisconsin e prima donna apertamente gay a sedere al senato federale dal 2012.

Si identifica come progressista. Sostiene Medicare for All( sanita` per tutti), i diritti LGBTQ , il controllo delle armi e si è opposta alla guerra in Iraq.

Vorrei ancora ricordare  Laurel Clark, l’autronauta che morì al rientro dello Shuttle Columbia, di Racine WI.

Ce ne sono tante, tante altre.

VI allego qui le loro storie. Il link e` in inglese, ma spero possiate leggerlo comunque perchè parla di donne di ogni origine sia sociale che razziale, donne che hanno significato molto come esempio per noi e le nostre figlie, insegnandoci che niente ci può fermare.

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