La confusione

Il mio blog langue (a parte i post sulle elezioni americane) e soprattutto da un po’ non riesco a scrivere di me.

In questi due mesi sono stata piuttosto attiva sulla mia pagina FB omonima, quello sì, perchè è facile scrivere brevi post per la pagina.

Li posso scrivere da telefono, magari al mattino sorseggiando il caffè. Sono pochi pensieri estemporanei: parlano di notizie di cronaca, certe volte oso pure parlare di politica.

Guadagno qualche like, delle belle discussioni con i miei lettori, con gli share ci guadagno anche qualche nuovo lettore o ne perdo altri. Va bene: quella che traspare dalle mie righe scritte sono io, non sono costruita ad hoc per la pagina e credo di venire apprezzata per questo motivo da chi mi segue.

Invece ogni volta che mi sono seduta al computer per scrivere un post, ho provato  il blocco dello “scrittore” (o di quello che umilmente sono).

Ho raggiunto la discreta somma di 23 post in bozza. Tanti inizi, poche conclusioni.

Eppure quest’anno sono abbastanza libera da impegni: non ho la scusa dell’insegnamento, dei corsi da preparare, dei compiti e degli esami da correggere. Come sapete sono a casa.

E non sono a casa perchè insegno da casa, a distanza, come fanno i miei colleghi. Per loro scappare all’aperto e non voler avere uno schermo di computer davanti agli occhi, sarebbe piu` che legittimo! Sono a casa perchè il budget dell’ università è stato tagliato, costringendo i dipartimenti a tagliare i costi= a tagliare il numero di corsi. Così è successo che io, ultima arrivata, sia stata la prima ad essere tagliata. Non cerco pietà o che mi diciate poverina.

Ci ero già passata quattro anni fa, quando pensavo che la mia esperienza di insegnante fosse finita, quando anche nella università precedente avevano tagliato budget e corsi. Mi sono invece stati regalati altri quattro anni di insegnamento, di crescita, di novità, di cari colleghi e fantastici studenti.  Va bene così. Si aprirà una nuova porta oppure no, ma sono ad un punto diverso della vita, in cui do priorità diverse.  E mi ritrovo a fare spallucce.

Ho dato la scusa  del mio blocco al volere stare fuori di casa per godermi le ultime belle giornate ed è vero, l’ho fatto. Ho camminato tanto per i sentieri del Wisconsin, ho scoperto zone che non conoscevo nonostante i 20 anni di vita qui.  Mi sono riappacificata con questi luoghi, fino alla prossima volta in cui mi lamenterò di nuovo perchè farà freddo, e sarà presto…ve lo garantisco. Camminare e macinare chilometri ogni giorno come se fossero una medicina, mi è servito per mantenere la sanità mentale e fisica. Ma le giornate, sempre più corte, stanno cominciando a lasciare il segno: ho poco tempo per stare fuori all’aperto e tanto per rigirarmi tra queste mura.

Mi ero ripromessa allora di riprendere i miei passatempi: ad esempio creare gioielli. Lo avevo fatto per alcuni anni prima di iniziare ad insegnare e ne avevo venduti parecchi! Avevo dato sfogo in quel modo alla mia creatività. Ma se ora mi metto davanti ai miei contenitori di perle e pietre, non provo più quell’urgenza a metterle insieme con una visione chiara del punto di arrivo. Rimangono pietre isolate.

Manca l’ispirazione e senza ispirazione non si va da nessuna parte!

Forse già capire da dove arrivi questa mancanza di idee può servire?  Certo, ma cambia le cose? Io da dove arriva la mia lo so benissimo. È dovuta a questo strano anno: un anno perso, un anno tolto alla nostra vita. Questo 2020 rimane vuoto perchè ci sono stati tolti gli affetti e la leggerezza nel fare le cose.

Mi sono sempre ripromessa di cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno in tutto, e ancora lo faccio (il vaccino arriverà, forse riuscirò presto a rivedere almeno mia figlia), ma la stanchezza mentale e l’angoscia che accompagnano le mie giornate sono evidenti e stanno lasciando il segno.

Voi come state?

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Sempre Mamma ha detto:

    Quest’anno ci ha tolto la leggerezza, è proprio vero, ma nell stesso tempo mi ha regalato la libertà da un lavoro che ormai mi stava stretto e da cui sognavo di scappare per vari motivi. La libertà dagli impegni ti costringe a crearti una nuova routine, a cercare nuovi interessi, a focalizzarti su ciò che di bello si ha.

    "Mi piace"

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