USA: chi ha vinto queste elezioni

A più di 10 giorni dal voto,  pur con il conteggio completato dei voti che ha dato a Joe Biden e Kamala Harris la vittoria sia per voto popolare che per collegi elettorali e di fatto ha dato a Biden il titolo di “President elect”, Trump non ha ancora concesso la vittoria al suo avversario. Biden ha vinto anche con la percentuale maggiore di voti popolari, 52% del totale, secondo solo a Franklin Roosevelt nel 1932.

Il titolo di President Elect incomincia il processo di transizione tra le due amministrazioni e dà a Joe Biden la possibilità di ricevere tra le altre cose, tutte molto importanti, il rapporto quotidiano delle riunioni dell’Intelligence americana. Gli Stati Uniti sono tra le potenze mondiali e i pericoli possono arrivare da molte parti: ogni giorno che passa è un tassello che manca ad una transizione completa. Sembra per esempio, fonti CNN, che lo stallo causato dal riconteggio dei voti della Florida durante le elezioni del 2000, che posticipò di fatto la dichiarazione di vittoria per Bush (contro Gore), abbia avuto conseguenze molto gravi per la sicurezza degli Stati Uniti, ad esempio la non conoscenza di minacce da parte dei gruppi terroristici legati ad Osama Bin Laden, che portarono all’attacco delle Torri Gemelle di New York pochi mesi dopo. Un fatto gravissimo!

E qui non si parla neanche solo di minacce esterne. Questo rifiuto di concedere la vittoria ha implicazioni anche sul piano interno.

Alcuni giornali urlano “è un attentato alla democrazia”. Magari non siamo ancora a quel punto ed  i miei amici americani sono da questo punto di vista molto più tranquilli di me, fiduciosi sulla stabilità del sistema, ma come stare tranquilli quando si vedono licenziare il capo del Pentagono con un tweet, sostituito da un fedelissimo, si sente che i direttori di CIA ed FBI potrebbero subire la stessa sorte?  Ho letto questo interessante articolo de “L’Independent” che vi allego qui. Leggetelo e ditemi cosa ne pensate. Che cosa potrebbe capitarci?

Nel frattempo,  come in Europa, i numeri dei positivi al Covid e purtroppo anche le morti stanno salendo.  

E l’amministrazione Trump si sta completamente lavando le mani del problema, direi che si sta lavando le mani di tutto, solamente interessata a combattere il risultato a suon di battaglie legali.  Stanno cercando con il lanternino prove di cospirazione (che Trump “prevedeva” mesi prima delle elezioni: stava preparando le basi per quello che sta succedendo in questi giorni, dichiarando che le votazioni sarebbero state corrotte, su quali basi non si sa) che stanno facendo male ai cittadini degli Stati Uniti, lasciati vulnerabili da questo disinteresse nei loro confronti.

Questa brutta storia sta facendo male agli Stati Uniti nella loro interezza: sicurezza, economia e morale. Così ogni giorno assistiamo allo spettacolo aberrante di componenti dell’amministrazione licenziati con un tweet (il caso del capo della Difesa) o di altri fedelissimi che volevano andare in vacanza (il vicepresidente Pence, messo a capo della task force per combattere il coronavirus non fa riunioni con il suo staff da più di un mese sarebbe dovuto andare in vacanza, cancellata non per la situazione in cui gli USA si trovano, ma perchè doveva andare in Florida e con l’uragano Eta il clima non sarebbe stato consono ad un “meritato” riposo…). Il presidente va a giocare a golf e i suoi fedelissimi stanno raccogliendo fondi per fare una marcia su Washington. Oltre a questo il silenzio.

Cioè siamo all’assurdità più completa. E noi siamo nel mezzo.

So che ci saranno commenti di chi la pensa all’opposto, ma storicamente tutti i perdenti in questo momento avevano già ammesso la sconfitta per il bene dei cittadini. Quindi scusate se sono nera e sinceramente anche un po’ spaventata. Il 20 gennaio, data della inaugurazione del nuovo presidente, mi sembra ancora spaventosamente lontana con sorprese quotidiane che ci terranno sulle spine. Ero positiva solo 2 giorni fa. Ma come tutti sono alla mercé di quello che mi succede intorno.

Quindi per rispondere al titolo. Ha vinto la politica, quella brutta. Quella che per “la sedia” butta alle ortiche tutto il resto.

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