Gli uragani negli Stati Uniti

Convivere con gli uragani è qualcosa che chi abita nel sud degli Stati Uniti impara da subito.

La stagione degli uragani inizia a fine giugno e finisce alla fine di novembre, ma il picco è tra i mesi di agosto ed ottobre.

noaa graph

Qui danno i nomi a tutti gli uragani e quest’anno la stagione si preannuncia così attiva che, per le previsioni che fanno, hanno finito le lettere dell’alfabeto americano.

Si prevedono tra 19 e 25 tempeste maggiori (quelle a cui vengono dati i nomi)

Se si formerà anche solo un ulteriore sistema tropicale dovranno usare le lettere dell’alfabeto greco.

È la fine di agosto e siamo già arrivati alla lettera M.

Perchè quest’anno è diverso?

Mi verrebbe da dire…perchè siamo nel 2020…ci dobbiamo stupire?

Secondo i meteorologi del Climate Prediction Center della NOAA, una divisione del National Weather Service: ”Le condizioni atmosferiche e oceaniche sono pronte ad alimentare lo sviluppo delle tempeste nell’Atlantico, portando a quella che potrebbe essere una stagione “estremamente attiva”.

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Questa settimana 2 uragani si sono diretti contemporaneamente attraverso le acque del golfo del Messico alle coste del sud degli Stati Uniti:  un evento molto raro per fortuna,che non succedeva dal 1959.

I due uragani di questa settimana, erano Laura e Marco, nomi che a noi Italiani ricordano la canzone di Lucio Dalla, ma agli americani del Texas e della Louisiana ricorderanno altro, specialmente Laura, che si è abbattuto sulle coste con Forza 4 ieri notte.

 I suoi venti a 150 Km/h e la possibilità di una marea alta 20 piedi ( due piani di casa) hanno fatto scattare imponenti misure di protezione da parte di FEMA, l’organismo federale che è come la nostra protezione civile.

Ci sono state evacuazioni obbligatorie della popolazione, che  è  stata messa in alberghi lontani dalla costa e non, come si fa di solito, in “shelter”( ripari) creati in palestre o stadi. Questo per evitare infezioni da Covid.

Laura ha lasciato una scia di distruzioni e purtroppo 6 persone sono morte, ma la tanto temuta marea con onde alte 10 metri non è avvenuta. Meno male, perchè a quanto pare è più l’acqua a far perdere vite umane che i venti. Sono le inondazioni che uccidono.

Come successe 15 anni fa, proprio in questo giorni.

Katrina

insurance business magazine photo

  Katrina rimarra` nella memoria di tutti, anche di chi lo visse dagli schermi della TV: il 29 agosto del 2005 colpì New Orleans lasciando dietro di sè 1836 morti e distruzioni, da cui ancora oggi New Orleans e la Louisiana cercano di risollevarsi.

Fu uno shock vedere immagini di quella citta`, dei suoi abitanti sui tetti, dei cadaveri nelle sue strade diventate fiumi.

Non tutti conoscevano la sua fragilita` strutturale , anche se in molti associano New Orleans all’acqua e al Mississippi river.

New Orleans ora è certamente più  pronta ad affrontare una catastrofe dopo che sono stati spesi ben 15 miliardi di $ per la sua ricostruzione e il rafforzamento delle sue dighe ( fonte USA Today), ma rimane il fatto che la città in alcune sue parti è  più  di due metri sotto il livello del mare e sta sprofondando.

Questo è  un interessantissimo video di National Geographic che lo spiega.

Gli uragani e una marcata stagione delle piogge negli stati del sud degli Stati Uniti, specialmente dalla parte dell’Atlantico e del Golfo del Messico, sono una caratteristica delle estati.

I tornado sono una caratteristica delle primavere negli Stati del centro degli Stati Uniti ( e possono coinvolgere anche noi “al nord”)

Le nevicate epocali ed il freddo intenso sono una caratteristica degli inverni qui al nord

Ed i terremoti ( e le eruzioni di vulcani) sono una caratteristica della Costa Ovest e delle Hawaii.

La Natura negli USA e` certamente bellissima, ma parla di un luogo estremo dove una civilta` “stanziale” ha una storia molto recente, mentre prima le sue popolazioni originarie erano prevalentemente nomadi.

Probabilmente il suo clima e la fragilita` del suo territorio, ne spiegano il motivo? Cosa ne pensate?

PS: Aggiunta. Ho nominato Katrina perche` domani ne cade l’anniversario. Putroppo l’elenco degli Uragani che hanno portato con se` morte e devastazione e` troppo lungo per essere fatto in questa sede. Permettetemi pero` di aggiungerne due.

  1. Maria e Irma che colpirono Portorico e le Isole Vergini nel 2017 . Quei territori ne portano i segni ancora oggi. 3057 persone perirono e fu uno dei pochi uragani di categoria 5. Dietro la facciata di luoghi di vacanze con alberghi scintillanti e spiagge meravigliose, in entrambi c’e` parecchia poverta` e gli uragani non aiutano di certo. Nelle Isole Vergini ci sono stata e di Portorico ho avuto colleghi ed alunni e sento questi luoghi molto vicino al cuore, avendo vissuto la loro angoscia come fosse la mia.
  2. Harvey che colpi` Houston nel 2017. Di quell’uragano ricordo la preoccupazione che sentivo nelle parole di Cristina, la mia amica che vive li`. Insieme all’uragano Katrina del 2005 e` stato il ciclone tropicale più costoso mai registrato, infliggendo $ 125 miliardi (2017 USD) di danni, principalmente a causa delle inondazioni catastrofiche provocate da piogge nell’area metropolitana di Houston e nel sud-est del Texas. 68 persone morirono.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Sempre Mamma ha detto:

    Ho visto un documentario su Netflix sulle problematiche degli abitanti di Portorico dopo l’uragano e dei problemi che hanno ancora oggi.
    Non so se mi abituerei agli uragani.
    Un notte, dal ritorno dal lavoro, mi sono trovata in mezzo ad una bomba d’acqua, fortunatamente avevo il SUV e mi sentivo più sicura, ma ho provato una gran paura ad affrontare strade allegate e visibilità azzerata. Se penso che un uragano è molto molto molto più forte… Treno al pensiero

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    1. Si’ e anche i temporali statunitensi, ma pure in Italia i fenomeni atmosferici si stanno estremizzando

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