Dimmi, ma cosa sta succedendo negli Stati Uniti?

Questa domanda mi viene fatta nelle ultime settimane troppo spesso.

E non sono riuscita a scriverne fino ad ora.

Lo avrete notato: il blog langue. Nessun post in questo ultimo mese.

Cosa vi posso raccontare? Che sono esausta e pure un po’ incazzata.

È stato un mese pesante.

Prima le proteste razziali, che hanno coinvolto tutti, se non direttamente nella nostra quotidianità, certamente a livello psicologico.

Sono state come uno schiaffo in faccia. Hanno reso palese quello che tutti sapevano e pochi volevano/potevano urlare: c’è ancora un razzismo mostruoso e una netta disparità di trattamento e possibilità se si nasce con la pelle di un colore diverso dal bianco.

 Poi la pandemia ha ripreso forza. E lì si è visto il peggio, cioè come si sarebbe voluto politicizzare l’aumento dei casi di questo ultimo mese, dicendo che era colpa delle proteste, quando invece tutti sanno che la colpa maggiore è stata la riapertura troppo precoce di bar e ristoranti e i festeggiamenti del Memorial day prima e del 4 di luglio poi.

Il martellamento continuo delle notizie, che io italiana, ho la sfortuna di sentirmi in italiano ed in inglese, ha fatto il resto: sono esausta. (l’ho già detto)

Mi chiedete: “Cosa sta succedendo negli Stati Uniti?” e per me già cercare di spiegarlo è una fatica enorme e sono un po’ stufa di doverlo fare.

Sta succedendo quello che doveva succedere.

Lo avrete sentito ai telegiornali: il numero dei positivi al Covid 19 sale, ed anche qui in Wisconsin. Non siamo ai livelli di Florida, California e Texas, ma ci difendiamo…ieri 945 nuovi casi con un trend in salita e piu` del 20% dei test che risultano positivi.

Infatti per questo motivo siamo stati messi anche noi nella lista nera degli stati a cui non e` permesso entrare per esempio nello stato di New York, se non facendo 14 giorni di quarantena. Per noi significa non vedere nostra figlia. Lei abita li` e noi saremmo dovuti andare ad agosto, in auto, per non dover prendere un aereo.

Comunque a parte la mia storia personale ed il dispiacere sincero che gli amici mi hanno espresso, devo dire che sono anche un po’ infastidita dal taglio che i telegiornali Italiani e molti lettori di gruppi e blog che riguardano gli Stati Uniti danno alle notizie sugli Stati Uniti.

Siamo noi adesso i paria del mondo.

C’è una certa dose di sadica soddisfazione nel parlare di come qui le cose non migliorino, di come sia colpa della politica, di come la gente se ne freghi.

Mentre in Italia…tutti in spiaggia, in vacanza, ed i contagi? Dovuti a chi torna!

Per carità, ve ne do atto:  per molti qui “fregarsene” è uno stato mentale. Ci sono quelli che se ne fregano ed usano questa pandemia per farne propaganda politica, ma la cattiveria con cui vengono riportate le notizie alla TV italiana, dà una immagine totalmente distorta di come in realtà sia la vita qui e fa dimenticare che tantissimi non se ne fregano affatto.

E ci mettiamo la mascherina, eccome! E sempre di più,perchè finalmente la stanno rendendo obbligatoria, allora meglio tardi che mai!

E stiamo attenti, e no, non tutti pensano che sia una semplice influenza.

Io sto facendo del mio meglio e sì, sono incazzata.

Sono incazzata perchè è anche politica veramente e i cittadini ne sono schiacciati; sono incazzata e quindi non chiedetemi: “Cosa sta succedendo negli Stati Uniti?”, come se non lo sapeste, perchè potrebbe succedere anche in Italia e forse sta succedendo di nuovo, perchè non sono tutti santi neanche lì e anche lì ci sono quelli che sono positivi, ma non lo sanno perchè nessuno li ha testati. Ci sono quelli che lo sanno, ma stanno bene e se ne fregano facendo da untori.

Ci sono quelli che tornano e la quarantena non la fanno, anche se dovrebbero. Ci sono quelli che tornano e la quarantena non devono farla,venendo da un paese EU, ma hanno preso un aereo e quello vicino a loro era positivo.

Poi ci sono quelli che seguono le regole e si sentono un po’ coglioni, ma va bene così.

Insomma, nessuno è santo e nessuno è colpevole. Saremo salvi quando avremo il vaccino, per il resto sta a noi vedere che rischi vogliamo prendere. Io sono ancora al livello che di rischi non ne voglio prendere, per amore delle persone che ho vicino. In Italia non verrò e anche qui le persone che vedo stanno sulle dita di una mano.

Quante rinunce.

Speriamo servano.

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. pietroprovenzano ha detto:

    Claudia, mi hai tolto le parole did bocca.

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    1. Guarda, mi sento sempre più intollerante nei confronti di chi generalizza tanto per parlare: gli americani…Conosco tantissimi americani che stanno prendendo questa pandemia ancora più seriamente di noi. Purtroppo le notizie vengono usate sempre in maniera politica: qui in usa, in Italia o in qualsiasi altra parte del mondo vengono usate per portare acqua al proprio mulino. Triste ma è così

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  2. Luca ha detto:

    Cara Claudia, io vivo in California, e devo dire che nel periodo in cui la pandemia aveva colpito duramente l’Italia, non ho visto nessun Americano esultare né tanto meno prenderci in giro per quanto stava accadendo. Anzi, tutti mi chiedevano notizie sulla mia famiglia, tutti esprimevano apprensione e dispiacere; la maggior parte degli Americani adora l’Italia, qualcuno ha perfino pregato per i nostri familiari. Non posso dire la stessa cosa per quanto riguarda i miei connazionali, che commentano con “Gli sta bene agli Americani” oppure “Ben ti sta. Hai voluto trasferirti? Adesso beccati questa” Questo è uno dei tanti motivi per cui non tornerei indietro. Qui ci sono molti problemi, certo, l’America non è un paese facile, bisogna dirlo, ma devo anche dire che qui non vivo quell’aria di oppressione, di rassegnazione e a volte “velenosa” che respiravo in Italia.

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    1. Proprio quello che dici mi ha fatto scrivere questo post! Siamo d’accordo! Buon weekend?

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    2. momrenata ha detto:

      Luca, ho notato la stessa cosa. Anche al lavoro (lavoravo in una bakery) tanti clienti, quelli regolari che sanno che sono italiana, chiedevano notizie della mia famiglia e mi hanno sempre salutato con “I will pray for them”. Bellissime parole, che uno creda o no.
      Dall’Italia mi sento dire “quei barbari!” e cose simili.
      A volte e` anche l’invidia che mette loro parole in bocca.
      Diciamo che noi quattro ci siamo auto-isolati. Un modo per fare un po’ di “pulizia”!
      Vediamo ora cosa succedera` con la riapertura dell’anno scolastico.

      Buona vita a tutti!

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