Per un uomo e per tutti gli altri

Questi sono giorni inquietanti, strani, sospesi per gli Stati Uniti.

Mentre continuano a crescere i contagi ed i morti per la pandemia di Covid 19, da 10 giorni e da ogni parte degli Stati Uniti ci sono gigantesche manifestazioni anti razzismo.

Il razzismo è un male strisciante negli Stati Uniti ancora ora nel 2020: lo sanno tutti. Bisogna avere la classica fetta di prosciutto sugli occhi ed essere oltremodo naive per non riconoscerlo.

Perchè si parla di razzismo in questi giorni?

La miccia a scatenare le manifestazioni di questi giorni è stata la morte di un uomo.

A Minneapolis 10 giorni fa un uomo di colore disarmato, George Floyd, è stato ucciso da un poliziotto che gli ha schiacciato la carotide e le vie respiratorie, tenendogli il ginocchio sul collo per più di 8 minuti.

Questi i fatti.

La scena è stata filmata da un telefonino e ha fatto il giro del mondo. Il video è assurdo, non si può concepire che sia davvero successa una cosa così atroce. Si vede George che continua a dire: “ I can’t breath (Non posso respirare)” , poi chiama la sua mamma, poi rantola fino alla calma della morte.

Mentre il poliziotto continua imperterrito a schiacciarlo sotto il suo peso.

Perchè George Floyd si trovava lì? Aveva provato a reciclare un biglietto falso da 20$ in un negozio e il proprietario aveva chiamato la polizia.

Diciamo che la storia in sè è andata in secondo piano per la tragedia che ne è conseguita.

La domanda che ogni cittadino rispettoso della legge (law abiding citizen) si può fare è: George Floyd stava infrangendo la legge, non doveva essere arrestato?

Certo! Morire no, però.

Il giorno stesso i poliziotti della pattuglia…per non sbagliare 4 ne avevano mandati…erano stati licenziati dalla polizia: sia quello che fisicamente ha ucciso, sia i tre che non hanno parlato.

In settimana sono stati tutti arrestati ed incriminati: quello che ha ucciso per omicidio di secondo grado, gli altri per averlo aiutato e aver coperto il collega. Queste sono le loro storie nel servizio di CNN

Prima di continuare, devo fare una premessa. Questa premessa si basa sulla mia storia, di donna, ma anche di bianca. Io sono per la legge, io sto dalla parte dell’ordine. Non ho mai avuto a che fare con la legge e se ho incontrato dei poliziotti, mi sono sempre sentita protetta.

Ho letto le carriere dei 4 poliziotti e mi sono messa nei panni dei due più giovani che non hanno fatto niente per prevenire l’uccisione di Gepge Floyd. Entrambi alla loro terza uscita come poliziotti! Ma ci pensate?  Sono stati zitti perchè erano dei pivelli, avranno pensato che quello era il loro superiore e si sarebbero messi nei guai se avessero fatto rimostranze. O magari no ed erano come il loro superiore, chi lo sa?

Fatto sta che sono stati zitti e sono stati considerati “complici” anche da parte del capo della polizia di Minneapolis.

Quanti George Floyd ci sono negli Stati Uniti?

Tanti

Sono tutti di colore?

No.

La maggior parte sì però.

Quanti poliziotti violenti ci sono negli Stati Uniti?

Spero pochi, molto pochi, perchè io di loro mi fido.

Li ho visti piangere , togliersi il casco e marciare con i dimostranti: imbarazzati, ma anche di più schifati dai loro colleghi.

Ma non volevo parlare di quelle poche mele marce che ci sono nelle polizie (di tutto il mondo posso aggiungerlo?)

Volevo fare solo un cappello introduttivo per spiegare, per mia memoria futura, perchè il mio blog racconta la mia vita, non sono una giornalista nè una scrittrice di professione, quanto sta succedendo e perchè adesso?

Brutto dirlo, ma George Floyd non è la prima persona disarmata a venire uccisa. Ne avevo già parlato qui, ne era scaturita qualche dimostrazione; qualche, ma non tutti, giocatore della NFL che si era inginocchiato all’inno nazionale, offesa molto grande alla bandiera, ma poco di più. Poi tutto dimenticato almeno per la maggior parte degli americani.

Questa volta no.

Volevo capirne di più e ne ho parlato con la mia amica Melissa.

Lei è americana di nascita, non come me che lo sono di adozione, ma siamo coetanee e di manifestazioni ne abbiamo viste parecchie nelle nostre vite.

Anche per lei questa è diversa.

È diversa perchè coinvolge tutti.

Si vedono marciare persone di tutti i colori e tanti giovani!

Secondo lei questa volta ci saranno più motivi di cambiamento e anche grazie al periodo in cui stiamo vivendo, grazie alla pandemia covid.

Perchè tanti sono a casa: dal lavoro, da scuola e hanno la possibilità di far sentire la propria voce, anche partecipando di persona alle manifestazioni.

Perchè la generazione di mia figlia e della sua, i ventenni, sono cresciuti in una società più aperta che non vede i colori, hanno amici e compagni di scuola che vengono da ogni strato sociale ed origine etnica.

Perchè i social sono uno strumento di unione in molti casi, e questo è uno di quelli, e il tam tam creato dal video di un uomo che muore ha superato addirittura i confini della nazione. Ci sono state manifestazioni in tutto il mondo.

Ci sono tanti perchè.

C’è la concreta speranza che ci sia un deciso passo avanti nell’unione dei cittadini americani, nel superamento delle divisioni razziali.

Un passo avanti deciso: un salto in alto ed in lungo come quello che era riuscito a fare Martin Luter King ,50 anni fa.

Per il resto non sono d’accordo con chi ha distrutto e rubato, facendo violenza alla proprietà privata di altri. Chi dice: tanto hanno distrutto dei negozi di catene che non soffriranno di certo. Magari no, ma il messaggio che passa è sbagliato e nasconde le ragioni della lotta degli altri.

Violenti o infiltrati? Come ci sono poliziotti bravi e poliziotti marci, anche tra i manifestanti ci saranno sicuramente violenti, approfittatori.

Ci sono però anche storie belle.

Lo scrivevo l’altro giorno sulla pagina USA Coast to Coast di cui sono tra gli amministratori.

A Milwaukee i manifestanti si sono uniti per ripulire le strade ed i negozi vandalizzati.

Un ristorante è stato vandalizzato e subito una colletta ha raccolto molto di più di quanto serviva per ripararlo. Il resto verrà dato ad altre associazioni.

Un mio ex studente che vive in Virginia ha indetto un “gofoundme” ed in poche ore ha raccolto migliaia di dollari per comprare acqua, Gatorade, filtri solari per i manifestanti.

Gli ex-alunni del distretto scolastico di mia figlia si sono riuniti a scrivere una lettera aperta agli amministratori scolastici per richiedere una lettura diversa della storia ed un’apertura maggiore ad insegnare sulla segregazione

Queste storie sono molto comuni ed il tam tam si ripete.

C’è speranza in un cambiamento.

Io ci credo.

Poi che questa sia una storia in evoluzione e che non sappiamo ancora come vada a finire questo è un altro dato di fatto.

Speriamo che gli animi si calmino, ma che il messaggio sia urlato forte e chiaro.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. alex87 ha detto:

    Non so, provo sentimenti contrastanti…
    Alla morte di Floyd ho fatto delle ricerche in rete e ho scoperto che vengono uccisi più bianchi che neri dalla polizia, al ritmo di quasi uno al giorno (circa 320 bianchi e 290 neri, non ricordo i numeri esatti)
    Sicuramente c’è un problema di polizia violenta in USA, ma questa protesta a me mi sa tanto di sciacallaggio politico: perchè Floyd si e gli altri no ?
    Le vite non sono tutte uguali ?
    Forse il video fa presa sull’immaginario collettivo e un semplice dato di 300 e passa persone uccise no, ma è forte il dubbio che se il morto era un bianco tutto questo macello non succedeva
    Si parla di razzismo ma il razzismo non c’entra nulla!!
    C’entra un poliziotto con 17 denunce per violenze!! Perchè era ancora in servizio ?
    Ma il capo della polizia è un nero a quanto ho letto e non glielo si chiede…

    A me chi protesta sembra un esercito di topolini a seguito del flauto dei democratici…
    Come se sotto Obama queste cose non succedevano, ma due giorni di scandalo e le cose finivano lì…

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    1. Certo quello che dici e’ vero, ma se pensi che la popolazione nera rappresenta il 6% della popolazione americana, i tuoi numeri prendono un significato diverso. C’è tanto razzismo negli USA e questo è un dato di fatto, essere neri ti fa diventare un sospettato. Pensa solo a questo: quando guidi qui a Milwaukee e vedi una auto fermata dalla polizia, quasi sicuramente c’è un nero alla guida. E la percentuale di abitanti di colore e’ uguale a quella nazionale. Le ragioni perché ora e non prima ho cercato di elencarle nel post. Io spero che cambi qualcosa

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  2. alex87 ha detto:

    Beh, certo che se è solo il 6% le cose cambiano molto e hai ragione…
    È un dato che mi stupisce molto: ho sempre pensato che i neri fossero all’incirca quanto i bianchi in USA, o forse solo un pò meno…

    ciao

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    1. Scusami mi sono sbagliata, comunque il numero corretto e` 12%, e` il 6% qui in Wisconsin dove vivo io!

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