L’estate in Wisconsin

Questa sara` un’estate diversa. Da quando e` scoppiata la pandemia di Covid 19, tutti i piani di viaggi sono saltati (e non solo quelli).

Per chi come noi vive lontano dalle famiglie, i viaggi non sono solo vacanza.

Da subito comunque era saltata la nostra vacanza di una settimana a marzo in Costarica, a cui avevamo rinunciato appena c’era stato sentore di chiusure di frontiere ed i primi casi di Covid qui negli Stati Uniti. L’aspettavamo tanto: dopo l’anno terribile trascorso nel 2019, ne avevamo proprio bisogno.

Era saltato il nostro fine settimana lungo a New York per andare a trovare nostra figlia, che non vediamo da Natale.

Ora pero` sono saltati anche tutti i progetti di viaggio in Italia e non sappiamo neanche ancora quando riusciremo a vedere nostra figlia, con New York ancora chiusa e ben lontana dall’essere sicura.

Di certo non andro` in Italia. Sarei felice di poterci magari andare a Gennaio del prossimo anno.

Spero ancora di poter andare a trovare mia figlia, magari viaggiando in auto, verso la fine dell’estate.

Oppure che davvero sia come ha detto appena ieri il dr. Zangrillo dell’ospedale San Raffaele di Milano, durante la trasmissione “Trenta Minuti” di Lucia Annunziata, che il virus non esiste piu`. Se vi siete persi l’intervista, ecco l’articolo dell’agenzia Rueters.

Se fosse cosi`, in Italia ci andrei anche prima, ma solo se saro` certa di non portarmi dietro il virus e passarlo alle persone a cui voglio bene.

In ogni caso tutti questi piani saltati e l’impossibilità di vedere le persone care, lontane, hanno avuto un effetto molto negativo sul mio umore.  Rubo a Mammeneldeserto questa immagine molto interessante: nata per spiegare le fasi di elaborazione del lutto, puo` essere usata anche in questo frangente.

Dove mi trovo in questo momento? Non sono ancora all’accettazione, forse sono tra depressione e negoziazione. Cerco comunque, con tutte le forze, di arrivare ad accettare questa situazione,  perchè non la posso cambiare. Allora quali sono le alternative? Da una parte c’è la disperazione, il vedere tutto nero, il dire “ Chissà quando potrò fare…, vedere…, viaggiare in….!!!”, piangendo con quel groppo in gola che diventa anche dolore fisico.

Fatto, ci sono passata. Non credo di essere stata la sola.

Non sono più nel baratro, almeno non lo sono adesso e spero che non ci sia niente che mi faccia tornare indietro.

Sono stati tre mesi duri. L’insegnamento online, da sola dietro lo schermo di un computer, non è tra le esperienze più soddisfacenti per un insegnante. Si fa di necessità virtù, ma da lì a dire che sia la cosa più bella del mondo, ce ne passa!

La solitudine dell’insegnamento, il saperci lontani da tutti, preoccupati anche per la loro salute sommati al fatto che sono mesi che non vediamo neanche gli amici che abitano qui, ha reso la vita molto triste.

Sono certa che se avessimo avuto con noi nostra figlia, non avremmo provato gli stessi sentimenti. Le mie amiche Francesca e Marinella si sono trovate la casa piena di gente ed sono felici come una pasqua! Loro sono mamme italiane, magari potete pensare che siamo solo noi a pensarla cosi`, invece pure la mia amica Kathy, che si è ritrovata i figli a casa, è felice. Le sembra di essere tornata a quando erano piccoli, non si lamenta neanche dei ritmi  familiari da “empty nesters” mandati a farsi benedire.

Noi soli…

E il clima? Va bene, ne ho già parlato molte volte sul blog, non voglio ripetermi.  Fatemi solo farvi un ripasso: il 20 maggio tra le gocce di pioggia c’erano fiocchi di neve. Sono uscita con piumino, guanti e cappello. Sugli alberi c’erano appena le gemme.

Però, capppotto o no, sfidando il vento gelido e la neve (e la grandine…non ci facciamo mancare niente) sono sempre uscita a fare la mia camminata quotidiana: 6 miglia nel quartiere. Le stesse sei miglia a vedere le foglie che ogni giorno cercavano di farsi vedere sempre di più. Sei miglia che mi hanno sempre fatto bene, perchè ho potuto sempre farle.

Qui mantenere la distanza sociale non è un problema.

Mi manca la vita delle città: lo dico sempre quando torno  in Italia, vado a Chicago o a New York.

Riconosco però di essere privilegiata per gli spazi immensi che abbiamo in questo stato, anche quando il clima fa c….e!

E qui basta un giorno. L’estate esplode davvero dopo la prima giornata calda.

E questo serve a risalire la china. A vedere la luce in fondo al tunnel.

Basta questo a fare respirare a pieni polmoni quest’aria pulitissima, a vedere il cielo ancora piu` blu.

A far dire: posso cambiare le cose? Avrò un riavvolgimento del nastro della vita e un anno aggiunto, perchè questo non conta?

Non credo!

Allora forse è meglio vivere ogni giorno al meglio, trovando il bello intorno a noi.

Non sarà il mare, non saranno i parchi nazionali, non saranno le bellissime destinazioni nel mondo, ma questi sentieri  sono qui e a portata di mano.

Volevo scrivere un post più turistico, ma come al solito non ne sono stata in grado.

Non sono una travel blogger, vi lascio allora solo con una serie di immangini scattate da me nel giro di una settimana.

Questo e` un sentiero che si chiama Bug Line: è lungo 15 miglia. In moltissimi lo percorrono in bici. Io cammino e corro, allora mi ci sono volute 3 volte a percorrerlo e me ne manca ancora un pezzo alla fine.

Tanto ho tutta l’estate davanti a me: un’estate diversa, l’estate in Wisconsin.

La prima farfalla dell’anno tra i fiori di caprifoglio selvatico
Un sentiero nel parco ” Lisbon community park”
Bark river
Mi sono seduta brevemente su una panchina di fronte a questo paesaggio
Prati immensi e la americanissima “picked fence”
Una fattoria tra i campi: le piantine di granoturco sono gia` nate

Un ponte sul Bark River
Una cava della pietra Lannon tipica del Wisconsin, con questo colore pazzesco
Il sottobosco
Gerani selvatici
Il lago del Menomenee Park, con la spiaggia. Qui si “potrebbe” fare il bagno, se fosse possibile quest’anno. Mi sembra che abbiano deciso di non aprire
Questo fiore si chiama Jack in the pulpit ed e` nativo di qui
Un altro fiore nativo: il Trillium
La mappa della Bugline

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