Diario di una pandemia ancora in evoluzione

Credo che questa sarà l’ultima puntata, per ora, del mio diario su questa pandemia (trovate le prime due puntate qui la prima e qui la seconda). Sono trascorse dieci settimane da quel primo giorno. Non è certo la fine, ma “sembra” che le cose vadano un po’ meglio, sia in Italia che qui. Vogliamo tutti una parvenza di normalità, che forse passa anche dal cercare di pensare a qualcosa d’altro che non sia il coronavirus. O per lo meno passa dal non volerne più parlare…almeno temporaneamente.

Allora ecco i pensieri sparsi di questo ultimo mese sempre raccolti dai post della mia pagina FB:

27 aprile

Domenica ai tempi del coronavirus: Ieri abbiamo avuto una bellissima giornata di sole, ma il regalo più grande sono state le temperature quasi estive del pomeriggio.
Ho lavorato in giardino: separato le perenni che si trovavano troppo vicine l’una all’altra. Ho dato alla mia vicina una scatola piena di piantine e ne ho ricevute altrettante che ho sistemato nella loro nuova posizione! (tutto rimanendo a distanza di sicurezza). Ho faticato e sudato. Lavorare all’aperto con le mani nella terra e’ catartico, fa stare bene, allontana i brutti pensieri. Rende normali.
Oggi è lunedì ed il cielo è grigio (per carità non che ci possiamo abituare troppo bene!), ma la giornata di ieri e’ riuscita a ricaricarmi. 

30 aprile

Io sono più efficiente quando ho delle scadenze. Questo periodo, in cui le uniche scadenze che ho sono le correzioni dei lavori degli studenti e quelle 3 lezioni dal vivo con uno dei corsi, mi trova apatica. Delle attività elencate in questa foto quali faccio regolarmente? Nessuna. Forse solo self care. Lo faccio per non sprofondare nella depressione, passando davanti ad uno specchio per riconoscermi ancora. Sono stata brava fino a qualche giorno fa a mangiare bene, aka stare a dieta e non mangiare schifezze, ma da qualche giorno ho fame! È fame nervosa, da noia! Lo so, ma rimane vera! Ho fatto dolci, ho trovato una vaschetta di gelato nel freezer e l’ho mangiata di nascosto! Finita da sola! Dormire? Dipende. Passo da notti in cui ronfo come una teenager a notti in cui mi sveglio alle 4 di mattina. Cucinare? Lo fa mio marito: gli piace lo rilassa ed io magno! Pulire? Il minimo necessario. Organizzare? Mi piace e mi rilassa, ma sono per le grandi organizzazioni che mi riempiono le giornate, ma che posso finire… invece ora mi distraggo, mi perdo nei particolari e poi mi trovo solo a dover reagire al caos di lavori non finiti. Scrivere? Dovrei! Non sarebbe il momento giusto per cercare di imbastire quel libro basato sul blog che molti mi chiedono? Energia zero. Guardo lo schermo del computer ipnotizzata e dopo dieci minuti in cui non ho concluso niente, mi alzo e vado in cucina ( vedi sopra). Fare? Volevo fare le mascherine. Ho tirato fuori la macchina da cucire: e’ rotta. Fine del progetto. Insomma, sono una frana!!! Ditemi che non sono l’unica! Vado a farmi un herbal tea che fa bene e intanto cerco di alzarmi dal divano. Vediamo come va oggi: la pioggia che durava da due giorni dovrebbe finire. Già il sole mi rende più attiva: la casa inondata di luce mi sprona!

Nessuna descrizione della foto disponibile.

3 maggio

Domani l’Italia riapre, si fa per dire. Almeno alcune persone ricominceranno a lavorare. Dicono 4 milioni. Forza ITALIA. Spero che vada tutto bene. Ho una domanda pero’: ma qualcuno di voi conosce davvero i congiunti fino al sesto grado? Io no!
Ma è una folla!!! Se fossi lì vorrei invece tanto vedere alcuni dei miei amici che sono più vicini al mio cuore di un cugino lontano. E quello non è ancora permesso. Una assurdità tutta italiana.

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5 maggio

Siamo finiti addirittura sul Guardian, ma quello che rimane vero anche dopo due settimane da questa pubblicazione e` che a Milwaukee, la distribuzione degli infetti non e` per nulla democratica. Rimane sempre a prevalenza povera, nera e negli impianti di macellazione di carne dove il numero di infezioni e` schizzato in maniera verticale

6 maggio

Tutti chiusi in casa. La violenza tra le mura domestiche raggiunge livelli molto alti qui a Milwaukee: una realtà che probabilmente condividiamo con altre città e regioni, ma che non riesce quasi mai a raggiungere l’importanza che serve per essere messa nei telegiornali. È così anche in Italia?

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7 maggio

Questa e` la settimana degli insegnati e ne approfitto per mandare un pensiero ai miei colleghi italiani ed in giro per il mondo. In questi mesi abbiamo lavorato ancora più duramente perché abbiamo dovuto cambiare rotta. Abbiamo creato corsi e didattiche online in pochissimo tempo. Abbiamo cercato di esserci sempre, lavorando dietro le quinte, cercando di rispondere alle email degli studenti a tutte le ore, ringraziando Zoom o gli altri sistemi che ci hanno permesso lezioni in tempo reale. Errori ne abbiamo fatti? Probabilmente: nessuno di noi “e’ nato imparato” e pur se avevamo fatto corsi sull’insegnamento online ( io li ho fatti), metterli in pratica, in pochi giorni e a metà di un percorso scolastico, non è stato facile. Ho sentito di insegnanti che hanno gettato la spugna, non voglio giudicare perché non conosco le loro motivazioni. Magari la scuola impreparata ad una situazione come quella che stiamo vivendo? Non lo so, magari me lo dite voi se avete incontrato situazioni del genere. In ogni caso e da tutto il mondo, gli insegnanti ci hanno messo il cuore e l’anima. Ne sono certa. Quindi ringraziateli, fateglielo sapere: non è stato facile per gli studenti, ma neanche per noi

8 maggio

33 milioni di americani senza lavoro. Il peggior livello nella storia americana. Peggio dei giorni più bui della “Grande depressione” del 1929. Speriamo che essendo un problema causato da un problema specifico, questa maledetta pandemia, quando finirà (perché finirà) riusciremo a ritornare a livelli pre- pandemia. Lo dico, ma sospetto che ci vorrà tanto tempo, specialmente per quei settori dove i clienti faranno più fatica a tornare: turismo, viaggi, divertimento, e shopping per cose non essenziali.

11 maggio

Scioccata da questa notizia, ho cercato di buttarla sull’ironia, traducendo, un po’ liberamente la conversazione nell’articolo. Spero di essere riuscita a strappare qualche sorriso…o no?

“Scusi Le dispiace se mangiamo qui, sa chiedo perché non possa sembrare che impongo la mia presenza”…Ma pregoooo faccia pure!!!!…”Siamo pacifici, siamo all’aperto per fare un po’ di esercizio fisico, per respirare un po’ di aria fresca”… Già anche io di solito vado al parco così, capisco! The demonstration took place during the first full day of a phased-in reopening amid the coronavirus pandemic.

12 maggio

Stamattina ho cominciato a fare il cambio di stagione. Nonostante faccia ancora freddo, le previsioni danno tempo caldo nel prossimo futuro e ho osato mettere via almeno i maglioni pesanti. Mentre piegavo e mettevo da parte le cose da rinfrescare prima di riporle nelle parti meno accessibili dell’armadio, mi e` venuto il magone. Ho messo via cose che non ho neanche fatto tempo ad indossare. Sono due mesi che vivo in legging e scarpe da ginnastica (almeno per quanto riguarda la parte inferiore del corpo) e anche per i meeting con gli studenti non e` che mi sia mai messa addosso le cose piu` belle che possiedo. Insomma mi e` bastato mettere via delle maglie per pensare che forse non e` neanche il caso che tiri fuori vestitini carini e sandali per i mesi estivi, che tanto sara` solo la versione estiva di cio` che e` stato fino ad ora: legging e scarpe da ginnastica, la mia divisa 2020. E voi lo avete fatto il cambio di stagione?

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foto Infosasso

13 maggio

La corte suprema del Wisconsin ha ribaltato la decisione del governatore che aveva prolungato il nostro “lock down” fino alla fine del mese. Insomma da domani tutto potrebbe ritornare come era prima di marzo, come se nulla fosse successo. La corte suprema e’ formata da una maggioranza di giudici repubblicani, il governatore e’ democratico. Sembra tanto una mossa politica: in mezzo i cittadini. In sostanza ad ora non si capisce niente di cosa succederà domani. Questo l’articolo del New York times

16 maggio

Oggi alla TV americana parlavano di Broadway. Per ora molte delle produzioni sono in stand by fino a settembre. I teatri sono chiusi fino ad allora a New York. Poi non si sa. Hanno intervistato un attore. Dovete pensare, e se ci siete stati lo saprete tutti, che sul palco si muovono decine di attori, ballerini e figuranti. I musical sono coinvolgenti anche per la grandiosità delle produzioni. Questo attore diceva appunto che per loro è utopistico poter riprendere finché non ci sarà una cura per il covid, visto che gli attori si abbracciano, si parlano e cantano “ in faccia” gli uni degli altri. Non tutti guadagnano come gli attori di Hollywood, anzi pochi ( leggevo che se ci sono attori di cui conosciamo il nome che decidono di passare da Broadway lo fanno per crescere e passione, non per i guadagni) e di certo non vengono neanche riconosciuti dal grande pubblico perché spesso indossano costumi che ne nascondono le fattezze (lui era Olaf di Frozen, la prima produzione Broadway che non tornerà più, chiusa per sempre) Un altro attore intervistato adesso è guarito, ma ha fatto il covid. Ora ogni giorno canta dalla finestra del suo appartamento di New York per allietare chi passa sotto casa sua. Queste sono 2 piccole storie tra tante. Tanti tasselli di un problema grande e di difficile soluzione. Turismo spettacolo cultura non essenziali per il pubblico, ma per chi ci lavora? ecco il link dell’articolo del New Yoek times

17 maggio

Dappertutto sia qui che in Italia, si sta cercando di tornare ad una qualche forma di normalita`.

Questo e` vero, se si escludono zone ancora “calde” come New York o stati come la California o il Michigan che hanno esteso ancora lo “stay at home” per qualche settimana.

In Wisconsin, la decisione di Lunedi scorso della Corte Suprema dello stato di ribaltare le regole date dal governatore, che sarebbero dovute durare fino al 26 maggio, ha scioccato metà della popolazione (quella democratica) e ha fatto esultare l’altra metà(quella republicana) che si è riversata a festeggiare nei bar a suon di birre e hamburger. Le immagini degli avventori tutti ammassati intorno al bancone, nessuno con la mascherina, hanno fatto il giro del mondo e fatto dire al governatore dello stato ” Questo è il Far West”.

A dire il vero non tutti sono andati nei bar, anche tra i republicani, ed e` anche vero che comunque ad un certo momento, anche qui ci sarebbe dovuto essere un allentamento delle restrizioni con riaperture oculate.

Quella sera però, poche ore dopo la decisione della corte suprema, è stata come una terra di nessuno: le regole non c’erano piu` e c’era da festeggiare come se si fosse vinta una guerra, ma sappiamo tutti che non è affatto così.

Gia` il giorno dopo le varie citta` dello stato, per fortuna mettendosi d’accordo tra di loro, hanno diramato regole e il “wild west” e` rientrato in canoni di normalita`. Si vedra` se fra una settimana i casi aumenteranno di nuovo o se costoro potranno continuare a dire che il coronavirus e` un “hoax”, una presa in giro.

Anche qui riaprono i parrucchieri e altri negozi, per ora sono ancora chiusi i negozi delle catene nazionali, ma dalla prossima settimana anche questi riapriranno con regole e limitazioni.

Dovremo abituarci a fare code fuori dai negozi prima di poter entrare, perche` all’interno ci potranno stare meno persone, dovremo abituarci alle limitazioni, ma sara` meglio di niente.

E` importante che l’economia riprenda a girare e non credo che si potesse aspettare un vaccino prima di riaprire.

Se mi chiedete se ho paura, vi rispondo che un po’ ne ho. Ne ho per i miei cari e per me, perche` se c’e`una cosa che sembra chiara e` che, se e` vero che le persone anziane hanno piu` problemi, e` anche vero che nessuno sa come il proprio organismo reagisca a questo virus.

Ma la mia paura piu` grande e` quella di esserne portatore sano ed infettare le persone vicino a me.

Ad oggi i morti negli Stati Uniti sono circa 90000 con un milione e mezzo di casi.

Per quello portero` la mascherina, sempre.

E spero anche io di poter rivedere presto i miei amici.

Fortunati, gli italiani che da domani potranno farlo!

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