Diario di una pandemia che deve ancora risolversi

Ho deciso di raccogliere in un post, che forse diventeranno due o tre, i post estemporanei scritti per la mia pagina FB, Un’alessandrina in America.

Mi sono resa conto che vorrei tenerli insieme come se fossero un racconto, mentre sulla pagina si perderebbero.

Sono davvero un diario, e alcuni leggendoli sono naive e di pura illusione, ma esprimono i miei sentimenti di quel giorno.

Dopo alcuni post di semplice condivisione di articoli come questo di Severgnini quando verso la fine di febbraio si ebbe il primo caso a Codogno

Oppure questo del 7 marzo quando Alessandria era stata inclusa nella zona rossa

Dalla settimana successiva ero passata a post piu` personali perche`si era capito subito che le cose qui non sarebbero andate tanto diversamente che in Italia.

Eccoli qui in ordine cronologico.

10 marzo

L’epidemia di Covid-19 sta evolvendo rapidamente anche qui negli Stati Uniti. Sempre piu` casi accertati, anche qui in Wisconsin e la necessita` a cambiare stile di vita volenti o nolenti. Arriveremo ad una quarantena forzata per tutti? Non lo so. Vedremo.

Certo come sono cambiate le cose rispetto ad una settimana fa quando si accennava all’epidemia nelle news con un certo distacco, come se qui non potesse succedere.

Si potevano trovare solo notizie politiche, tutti presi a parlare del Super Tuesday e delle primarie democratiche. Eppure i virologi continuavano a dire: non e` questione di SE, ma di QUANDO. Ed il quando e` qui. Ma credo che a voi in Italia sia successa la stessa cosa. Vediamo come si comporteranno gli Americani. Vi raccontero`. Quello che personalmente mi crea molta angoscia e` che sento l’italia, ma anche mia figlia dall’altra parte degli Stati Uniti, lontanissime! In 25 anni di vita qui non mi sono mai sentita cosi` isolata ed impossibilitata a muovermi ci fosse un’emergenza. Questo mi spiazza e molto. Speriamo che tutto si risolva e presto, che siano davvero 14 giorni, ma per noi non credo. Devo dire che avendo vissuto tutte le vicende italiane perche` mia mamma, mio fratello e le nostre famiglie sono li`, da ormai 3 settimane, e` come se in una quarantena virtuale ci fossi gia` anche io. Per carita` non posso paragonare la mia situazione fino ad oggi alla vostra, ma psicologicamente e` altrettanto stressante. Vi penso e vi ammiro.Maps show the extent of the coronavirus outbreak and the number of cases and deaths by state.NYTIMES.COMTracking Every Coronavirus Case in the U.S.: Full Map

11 marzo

Sempre utile ricordare le cose! Dopo questo prometto di parlare d’altro per distrarvi/ distrarci. Perché la vita continua, ma forse dopo questa esperienza sapremo apprezzare di più tutto ciò che diamo per scontato in periodi “ normali”. Qui oggi di normale c’è che nevica, il che è più normale delle temperature primaverili che abbiamo avuto nello scorso fine settimana. Io che ho voluto fare la ganza e sono uscita a camminare intorno a casa domenica ( e come al solito ho incontrato solo pochissime persone da cui è stato facilissimo mantenere le distanze di sicurezza vista la “folla”) sudando, oggi sono senza voce. Ben mi sta!

12 marzo

Domani sarà l’ultimo giorno di lezioni in classe all’università. La settimana prossima saremmo già stati in vacanza per spring break, ma l’università ha deciso di estenderlo di una settimana per dare la possibilità a noi insegnanti di trasferire online tutti i corsi. Per ora dicono che le lezioni saranno online solo fino a Pasqua, ma intanto hanno già cancellato tutti i programmi di studio all’estero per l’estate e chissà se torneremo mai ad insegnare in un’aula durante quest’anno accademico? Ieri ho salutato i miei studenti del corso che insegno il lunedì e il mercoledì. Domani gli altri. Che tristezza! Sabato sarei dovuta pure partire in vacanza, invece abbiamo cancellato tutto. Le cose stanno degenerando anche qui, ma finalmente si vede che prendono delle decisioni! Fino a qualche giorno fa tutto normale, troppo! Solo noi espatriati italiani che stiamo vivendo le vicende italiane da 3 settimane ci preoccupavamo ed ora siamo esausti! Siamo già in zona rossa perché ci siete voi e noi e’ come se fossimo lì con voi! Chissà cosa succederà ma speriamo sia breve!

16 marzo

USA Coronavirus.
In pochi giorni anche noi ci stiamo trovando a vivere una situazione simile alla italiana. Magari non e` ancora cosi` restrittiva, ma la gente comincia a prenderla sul serio…per fortuna! Certo vi invidio un po’ con i vostri canti dal balcone ed il sentirsi vicini anche se lontani. Qui presto ci sentiremo proprio soli! Gia` normalmente quando si esce da casa nostra, nel nostro quartiere di case con i giardini, non e` che ci sia la folla, ma mi aspetto ancora meno gente del solito. In piu` fa ancora freddo! Sarebbe bello poter uscire e lavorare in giardino, ma con 2 gradi centigradi, ma che c’e` da fare?
Da oggi io lavoro da casa, ma in realta` per 15 gg siamo in “vacanza”. Questa settimana sarebbe il nostro spring break e la prossima esso verra` esteso per darci la possibilita` di portare tutti i corsi online. Ho lavoro da fare, ma me la prendo allora comoda per almeno qualche giorno. Cerco di non lasciarmi prendere da quello che qui chiamano “cabin fever” cioe` lo stare chiusi in casa per troppo tempo. Mi sto dando delle regole.1) sto continuando le mie sfide a distanza con le mie amiche di fitbit: siamo in tutto il mondo e cerchiamo di “sfidarci” a chi fa piu` passi. Psicologicamente serve per non impigrirsi troppo. 2) sto pulendo casa. Non potro` avere piu` scuse per dire che non ho tempo. 3) leggero` 4) telefonero` alle mie amiche nel mondo! Fatemi sapere come state! #iorestoacasa

19 marzo

Questa visione così negativa di un mondo che non tornerà più come prima, mi ha sinceramente scioccata e spaventata. Mi rendo conto che qualcosa cambierà, ma speravo in meglio. Speravo dicessero che magari stiamo riscoprendo i veri valori umani, che la lontananza anche fisica dai nostri cari ci renderà nel futuro, gli abbracci con loro più preziosi. Ma qui ipotizzano un futuro spaventoso in cui dovremo avere paura dei nostri simili, in cui verremo controllati, in cui non potremo più andare in musei o a vedere concerti. Un mondo in cui molte professioni spariranno. Allucinante questo articolo

19 marzo

Scusatemi. Vorrei scrivere come stiamo qui, ma vi racconterei le stesse cose che state vivendo voi, con l’unica differenza che noi non abbiamo neanche i balconi da cui affacciarci e salutare il vicinato. Siamo isolati nelle nostre casette con il giardino fuori, attaccati ai computer per lavorare e ogni tanto ci sgranchiamo le gambe andando su e giù per le scale… per fortuna la casa e’ grande. Ogni giorno gli infetti salgono perché si fanno più tamponi, ma per fortuna non così i morti. Ogni giorno c’è un bollettino, in cui si mescolano fatti e speranze, stimoli economici e ce la faremo. Speriamo.

26 marzo

Oggi ho scritto il post del Blog: Qui va cosi` l’ho intitolato e mi avete letto in tantissimi

27 marzo

Oggi mi sono vestita bene ( dalla cintola in su), mi sono truccata, mi sono pettinata i capelli cercando di nascondere la ricrescita- se mi leggete sapete che io sono Sergiodipendente e sopravvivo con il colore che lui mi da da portare negli Stati Uniti, ma perché sciupare un prodotto così prezioso per stare in casa? Allora ho usato uno di quei mascara colore solo sulla riga davanti, tanto chi mi vede?-e mi sono messa gli orecchini ed un tocco di rossetto. Poi ho acceso il computer… per una videoconferenza con gli studenti. Nella parte inferiore leggings e ciabattone di pelo finto… relazioni e lavoro ai tempi del coronavirus. Già questo attimo di normalità mi ha fatto bene. Nei giorni in cui non insegno sono come nel disegno sotto. E a voi come va il lavoro?

31 marzo

Della serie …. queste sono le cose tragiche(🤣🤣🤣). Ieri sera abbiamo finito l’ultimo biscotto Nutella portato dall’Italia. Quando in autunno la gente in Italia impazziva per questi biscotti che non si trovavano più sugli scaffali dei supermercati, io ignara di tutto, ridevo. Quando la mia amica che abita qui me li aveva chiesti come “regalo di Natale” perché sarei andata in Italia di lì a poco… ancora ignara, ridevo! In Italia a gennaio la corsa al biscotto si era ormai affievolita e li avevo facilmente trovati in negozio. Ne avevo comprati 2 pacchi per me e 2 per la mia amica. Non ne avevo però neanche ancora assaggiato uno! Li avevo dati a mio marito che li aveva portati qui negli Stati Uniti perché io sarei rimasta ancora un po’ in Italia. Pensate che al duty free di Malpensa mio marito li aveva trovati in offerta e ne aveva comprati altri 2 pacchi. Mi ricordo che gli feci pure un cazziatone: “ Cosa li hai comprati a fare se ti vuoi mettere a dieta?”. Non sapevo ancora… E’ stato solo nel momento in cui ho messo in bocca il primo che mi sono resa conto di quanto la corsa al biscotto avesse avuto le sue buone ragioni. Cavoli, se sono libidinosi. La frolla contiene un cuore di Nutella che fuoriesce quando li addenti. Ecco ieri sera sono finiti, centellinati per 2 mesi e mezzo. Approfitto pure di questo post per dire alla mia amica, a cui ho effettivamente dato i due pacchi che mi aveva chiesto come regalo, di considerarlo come un segno di vera amicizia. Glieli ho salvati parecchie volte dalle grinfie di mio marito arrivato pure a suggerirmi: “ Dille che te ne sei dimenticata!”…🤣 Cosa non si farebbe per un biscotto?
Disclaimer( scusante): scrivendo queste righe pensavo a quanto eravamo viziati e a quanto siamo cambiati in pochi mesi. Allora mancavano solo i biscotti dagli scaffali dei supermercati…

4 aprile

Direi che qui in Wisconsin il “resto a casa” lo hanno capito. Guardate la mappa.

5 aprile

Camminando nel mio quartiere, si vedono i messaggi dei bimbi che ringraziano i lavoratori essenziali e i medici, intanto si vedono le prime gemme

Look always at the bright side of life. E oggi ci si deve credere


7 aprile

Qui in Wisconsin i contagi rimangono abbastanza stabili, per fortuna.

Nei sobborghi come il mio viviamo in case separate con i giardini e già normalmente non si vede nessuno in giro. Le persone mi sembrano coscienti della situazione intorno a loro. Possiamo andare a fare camminate, ma indossiamo sciarpe o qualche tipo di mascherina fatta in casa (qui proprio non si trovano quelle commerciali) e quando ci si incontra si svicola tanto da allontanarsi più di 3 metri dall’altra persona o si aspetta che l’altra persona passi se c’è una strettoia.

Si vedono molte auto davanti ai garage e molte porte aperte, il che significa che la gente è a casa. Non esco da 3 settimane (intendo non prendo la macchina perché qui per andare da qualsiasi parte abbiamo bisogno delle 4 ruote), ma mio marito è andato a fare la spesa dopo aver provato a ordinare online senza molto successo! (nessuna consegna disponibile e nessuna possibilità a prenotarle oltre i 3 gg) e ha detto che ormai succede come in Italia: entrate razionate nei supermercati, linee sul pavimento per delimitare le distanze, mascherine per chi lavora e guanti. I numeri dei casi che vedete in questa foto che ho appena preso durante il telegiornale locale sono purtroppo localizzati a Milwaukee città ed in una zona specifica dove a quanto pare non riescono a tenere le distanze.

Ieri c’è stata una grande polemica perché alcune chiese se ne sono fregate degli ordini dati di stare a casa e per la domenica delle Palme hanno fatto servizi con grandi aggregazioni di gente. Quanto succede qui in città, succede a New Orleans, New York, Detroit dove il maggior numero di casi succede in zone povere delle città con una grande percentuale di casi in uomini di colore. Questo non vuol dire che gli altri non si ammalino, ma che anche qui e’ il fatto che si sia poveri, si viva vicini gli uni agli altri senza possibilità di isolarsi se ci si ammala e si debba andare a lavorare non potendo lavorare da casa, che fa la differenza e fa pendere la bilancia nelle percentuali. Questo è il mio “ oggi va così” e oggi in Wisconsin si vota pure. Ieri il governatore ha cercato di posticipare il voto ma la corte suprema ha bocciato il suo decreto. Sinceramente la politica qui e’ nel dimenticatoio. Sarebbe pure il giorno in cui si vota per scegliere il candidato democratico alla presidenza, colui che dovrà combattere contro Trump a novembre. Quasi quasi ci siamo dimenticati chi siano i contendenti: dove sono finiti Biden e Sanders?

13 aprile

Sabato mio marito ha preso la mia auto per andare a fare la spesa al supermercato. Ne ha approfittato per farmi il pieno perché il serbatoio era quasi vuoto. L’ultima volta che lo avevo fatto era la fine di febbraio. La benzina allora costava già poco 1.99$ al gallone. L’altro ieri la benzina costava 89$ al gallone, il pieno della mia Subaru e’ costato 12$.
Neanche durante la crisi del 2008 il prezzo della benzina era sceso così in basso.
In altri momenti sarei stata felice di spendere poco. Ora mi fa una grande tristezza. https://www.gasbuddy.com/GasPrices/Wisconsin

Ecco siamo arrivati ad oggi.

I morti in Wisconsin oggi sono arrivati a 144 ed i casi a 3341

mentre negli Stati Uniti sono 580000 circa con 23000 morti

Oggi si parla di riaprire l’economia dopo il 1 maggio.

Si fanno gli stessi discorsi in Italia.

Vedremo.

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alba ha detto:

    Ciao Claudia! Ho appena finito di leggere il tuo lungo post e sono pervasa da un grande senso di tristezza! Ci sono delle mattine che mi sveglio e prego che sia stato tutto solo uno spaventoso incubo, ma dura poco perchè subito realizzo che invece è tutto vero! E mi assale questo senso di impotenza e di incertezza del futuro. Ma voglio, anzi devo essere ottimista, per me, per la mia famiglia e perchè voglio credere che questa “dura prova” a cui siamo messi di fronte, ci renderà più forti e consapevoli che solo rimanendo tutti uniti e solidali gli uni con gli altri ne verremo fuori!
    Un forte abbraccio!

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    1. Un forte abbraccio anche a te: ce la faremo!

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  2. La Grazia ha detto:

    Se risolvono tutto in tre mesi appena non è una grande soluzione la quarantena dovrebbe durare quaranta giorni dall’ultimo caso accertato ed essere per ceppi o famiglie.
    Almeno come la facevano vedere nei tanti film sull’argomento.
    Una quarantena di stato non si è vista nemmeno agli inizi del secolo scorso perché non c’erano controlli e informazioni.
    Ma risolvere tutto prima della fine di maggio porterebbe i bambini ad ammalarsi.
    Oggi il tg ha mostrato che gli ospedali stanno comprando lettini e culle, a centinaia.
    E le mamme non potrebbero assistere o meglio solo i più piccoli. Se gli ospedali si attrezzano così avranno le loro ragioni.

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    1. Ormai siamo arrivati a 6 settimane qui negli USA…io non credo che a fine maggio saremo liberi. Spero che si sbaglino sui bambini

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      1. La Grazia ha detto:

        Io spero che in Italia tutto maggio restino chiusi i luoghi ammassati sarebbe stupido perdere tutto. Anche se qui tutti credono di essere immortali e hanno girato senza protezioni
        A cosa ti riferisci sui bambini ? 👶

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      2. Che sembravano salvi dall’ammalarsi, invece ci sono contagi anche tra loro

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      3. La Grazia ha detto:

        In Italia per fortuna i bambini sono tutti salvi, credo di aver sentito massimo tre casi in tv ma la ripresa della scuola …..bho

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