A proposito di “politically correct”

Ogni semestre nei nostri corsi universitari di lingua italiana facciamo vedere agli studenti un film italiano.

Lo guardano in lingua originale con i sottotitoli, e cerchiamo nella scelta della pellicola di spaziare tra i film che li fanno pensare e riflettere sulla storia, sulla società e sulla cultura italiana.

Abbiamo una discreta selezione di titoli nella nostra biblioteca ed alcuni di essi sono piuttosto recenti.

Possono essere anche commedie, ma fanno sempre riflettere.

Molte volte sono gli studenti stessi che richiedono un certo titolo: per esempio l’anno scorso una mia studentessa di famiglia ebraica ha chiesto se potevamo guardare insieme “ La vita è bella”. Lo aveva già visto, ma voleva che anche i suoi compagni ne conoscessero la trama. Devo dire che non molti di loro sapevano del destino degli ebrei in Italia e delle leggi razziali nel nostro paese. È stato interessante parlarne in classe e conoscere le loro reazioni.

Nel corso di italiano 104 questo semestre ho fatto vedere il film ” Perfetti sconosciuti“. Lo avete mai guardato?

Se la risposta è no, ecco un breve riassunto della trama.

Un gruppo di cari amici di vecchia data si trova insieme a cena a casa di due di loro. Un vero classico italiano: compagni di scuola che continuano a frequentarsi negli anni coinvolgendo le compagne di vita, le quali a loro volta diventano amiche tra di loro.

Decidono di fare un gioco. Per una sera i loro cellulari saranno a disposizione di tutti: nessun segreto! Ogni telefonata o messaggio ricevuto sarà letto e condiviso da tutti.

Immagino che capirete che non andrà a finire molto bene. Quanti segreti ci sono nei nostri telefoni ( a dire il vero non nel mio ne’ in quello di mio marito di cui condividiamo le password … almeno per quello che ne so… giuro che mi fido di lui e non ho mai neanche guardato, pur potendo farlo) ?

Di certo ce ne sono molti nei loro.

Non voglio rovinarvi la sorpresa se mai voleste guardare questo film, il finale sicuramente vi stupira`.

Questo post lo sto scrivendo per parlarvi invece del linguaggio nel film, degli argomenti trattati e delle reazioni dei miei studenti americani.

Avevo già guardato questo film alcuni anni fa, ma devo dire che la mia scelta e` anche caduta su questo titolo per convenienza, lo ammetto! Ha una durata tale da poter essere contenuto in due ore di lezione, cosa che elimina molti film italiani, la cui lunghezza è solitamente esagerata.

Insomma pur ricordandomi la trama a grandi linee, naturalmente non mi ricordavo il linguaggio usato nel film.

Mentre lo proiettavo e sentivo parlare gli attori, mi venivano i sudori freddi: l’uso di terminologie ben poco politicamente corrette, l’uso di “frocio” per designare l’amico gay, il modo in cui gli amici di una vita reagiscono alla “ uscita dall’armadio” ( coming out from the closet) di uno di loro…insomma mi aspettavo reazioni sconvolte e indignate.

Alla fine del film gli studenti dovevano completare un quiz breve, per farli ragionare su quello che avevano visto. 4 domande tra cui anche “quali sono le differenze che hai notato tra un film italiano ed un film americano” . Le loro risposte mi hanno favorevolmente  impressionata, anche perchè le temute risposte inorridite non ci sono state: come siano diversi i film italiani da quelli italiani invece quello e` stato evidenziato da molti di loro.

Ecco una delle risposte: “Dopo aver visto questo film, ho appreso che altre culture non sono così fissate sulla correttezza politica nell’industria cinematografica. Questo però non mi disturba, l’ho trovato molto energizzante e innovativo. Capisco che forse gli americani sono dalla parte più rigida dello spettro per quanto riguarda questo argomento, e talvolta questo porta a produrre film meno che divertenti. Consiglierei questo film a chiunque sia disposto a guardarlo.”

Un altro studente invece  nota che “Una delle maggiori differenze che penso di aver notato è che in questo film italiano sembra che l’uso della diffamazione  nei confronti dei gay sia più aperta e accettata, mentre penso che i film americani almeno quelli moderni si astengano da tali argomenti. Sembrava che quasi tutti i personaggi del film fossero d’accordo nel colpire il ragazzo che pensavano fosse gay”

Il film nonostante tutto ha solo ricevuto commenti positivi.

Mi domando se questo è stato perchè era un film straniero e per quello avranno pensato “ sono proprio strani questi italiani!” oppure perchè era spontaneo, mentre in realtà ormai qui ci si muove in punta di piedi nei confronti di ogni argomento che sia anche minimamente controverso. E questo fa perdere loro la freschezza.

Non so darmi una risposta certa. Forse questa sta nel mezzo, ma lascio la parola a voi. Diciamo che dal mio punto di vista, ogni volta che mi trovo in frangenti in cui il linguaggio puo` dare adito a situazioni di disagio, sono io sulle uova: sono diventata piu` sensibile all’argomento, mentre prima non me ne rendevo neanche conto. In definitiva non so se questo film lo faro` nuovamente vedere….

Sono esagerata?

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. SiSaMaNonSiDice ha detto:

    Sei esagerata ?
    Assolutamente si!

    Il politicamente corretto è solo un modo che hanno le elite per dirigere i comportamenti delle folle
    Ogni giorno un passettino minuscolo in più per vietare questo o quello, e senza accorgertene di strada ne fai tanta dopo un pò di tempo
    Basta vedere quanti personaggi scomodi vengono mandati via per un termine detto male o per una accusa di molestie di 30 anni prima, dove sei colpevole fino a prova contraria, alla faccia della migliore democrazia del mondo
    Ho saputo (potrai confermare o smentire magari) che nelle aziende i capi non salgono in ascensore con le impiegate sennò lei denuncia una molestia indimostrabile e ha risarcimenti astronomici (mentre il dirigente ha chiuso)
    Tra un po vi diranno pure quando andare il bagno, per ora si limitano a imporvi la terminologia da usare (cosa 1 e cosa 2 o qualcosa del genere)
    Da ragazzo amavo gli USA,ora se penso a Orwell penso a loro

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    1. Sull’ascensore non so, ma di certo quando abbiamo gli studenti in ufficio la porta è socchiusa, mai chiusa, che siano ragazzi e ragazze. Facciamo corsi per riconoscere sia quando potremmo essere vittime o “ carnefici” ( anche inconsapevoli) di situazioni di harassment. Io sinceramente come donna li trovo una cosa giusta. Naturalmente non tutti sono santi e sicuramente qualcuno ci ha marciato, ma il concetto di base è giusto: la protezione di chi si sia trovato in condizioni di sopruso. In Italia non c’è nessuna protezione: infatti le storie di sopruso, che non è solo sessuale, sono per tutti in un momento o in un altro della propria vita. Qui è forse troppo, in Italia troppo poco… questo riflette proprio la mentalità ed il modo di reagire diverso tra i due popoli.

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  2. SiSaMaNonSiDice ha detto:

    Eh, che il concetto di base sia giusto va bene, ma se applicato male diventa una forma di fascismo e causa di grosse ingiustizie, alle quali non facciamo caso finchè non ci colpiscono personalmente
    E se un giorno fosse tuo padre, tuo marito, tuo fratello o tuo figlio ad avere la vita rovinata dai fanatici del #MeToo ?

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    1. Ma se non ci fosse neanche una considerazione dell’esistenza del problema allora diventerebbe tutto giustificabile…eh no!

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    2. Comunque guarda che mi fanno piacere i tuoi commenti: mi fanno pensare! Quindi ti prego continua, anche se posso non essere sempre d’accordo sui tuoi punti di vista!

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  3. SiSaMaNonSiDice ha detto:

    Ti ringrazio…
    A me piace leggere blog dove altre persone parlano della vita all’estero, così posso farmi una idea di certe realtà (anche se, ovviamente, sono tutti blog “di parte” nel senso che ogni persona si stabilisce dove trova un luogo adatto alle sue aspirazioni ed esigenze)

    E questo è un bel blog

    Anche se, lo ammetto, mi fa una certa impressione non sentire una condanna netta di certi fenomeni
    https://www.linkiesta.it/it/article/2018/08/25/il-metoo-e-degenerato-in-follia-torniamo-allo-stato-di-diritto-e-ai-i-/39215/
    https://www.linkiesta.it/it/article/2018/02/10/ecco-perche-il-metoo-ha-fatto-a-pezzi-il-garantismo-e-lo-stato-di-diri/37086/

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    1. Guarda sono sei anni che ho questo blog e la mia voce si è levata forte e netta diverse volte. Però non è un blog politico è un blog che parla di vita quotidiana, di fatti divertenti o tristi… insomma di me. Certo che sono di parte: se fossi distaccata non sarebbe un blog personale, ma un libro sulla vita negli Usa. Per mia fortuna personalmente non sono stata vittima di soprusi negli Usa invece noto come il rispetto per gli altri sia il massimo nell’ambiente universitario dove lavoro. Per il resto non lo so: non conosco le persone coinvolte negli scandali del me too. Certo sono uscite dall’ombra tutte insieme… forse perché finalmente si è levato il velo di omertà che proteggeva chi faceva soprusi?

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  4. asaashel ha detto:

    Purtroppo dopo anni di frequentazioni di forum dove gli utenti sono in gran parte statunitensi, non posso fare a meno di notare che il politically correct fa rima quasi sempre con ipocrisia, con tutta una serie di strascichi laterali.
    Il fatto di non poter esprimere liberamente quello che si pensa, nel timore di offendere qualcuno, e non mi riferisco ad offese o calunnie vere o proprie, ma qualcosa di legato più alla diversa sensibilità delle persone verso determinati argomenti, crea delle insicurezze e frustrazioni nelle persone, che poi si riflettono in altri modi, dalla necessità di possedere un’arma perchè non c’è l’abitudine a confrontarsi anche duramente con gli altri, allo sfogarsi in rete in maniera anonima perdendo ogni remora o inibizione razionale.
    Premetto che non penso che la “via italiana”, sia migliore, l’ideale sarebbe trovare un punto di equilibrio tra le due parti, ma io ti sconsiglio di evitare di proporre materiale che pensi che possa urtare la sensibilità culturale dei tuoi studenti, non avrebbe senso nemmeno da un punto di vista didattico visto che se frequentano il tuo corso sono sicuramente interessati a conoscere anche le differenze culturali, e poi sai che shock se arrivassero in Italia con una visione distorta e addomesticata della nostra cultura?
    Per la loro sicurezza non sarebbe responsabile da parte tua tenerli all’oscuro delle parti meno positive.
    Non mi piace questa chiusura in reparti stagni nel modo di relazionarsi degli americani influenzato anche dal concetto di politically correct, mi rattrista vedere come a volte perdono l’occasione di approfondire alcune conoscenze che potrebbero evolversi in bellissimi rapporti interpersonali, solo perchè vogliono evitare in tutti i modi il confronto diretto su argomenti sui quali c’è una, presunta, diversità di vedute, quando magari basterebbe confrontarsi civilmente e scoprire che non si è poi così distanti o che, comunque, quella singola cosa non è così importante da condizionare il loro rapporto.
    Sono questi assolutismi che mi lasciano basito e mi ricordano molto il modo di approcciare il mondo da parte degli adolescenti.
    Trovo molto positivo che tu sia consapelove delle differenze culturali e che tu voglia in qualche modo evitare inutili tensioni ai tuoi studenti, ma proprio perchè tu ne sei consapevole potresti fare questa premessa: Qualcosa potrebbe urtare la vostra sensibilità, ma non sarebbe corretto nascondervela perché, anche quella cosa, fa parte dell’identità culturale degli italiani.

    Detto questo, penso che un insegnante che ha dei dubbi sia preferibile ad un insegnante convinto di essere il depositario della Verità.

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