USA: Cosa e` l’appropriazione culturale?

Vi ricordate quando ci vestivamo da Indiani di America per Carnevale?

Quante Pocahontas e Toro Seduto si vedevano per strada?

E quanti di voi si sono dipinti la faccia di nero per copiare magari il faccione di Louis Amstrong o diventare per una sera sosia di  Michael Jackson ?

A Carnevale ogni scherzo e ogni maschera vale……o valeva?

Di certo non potreste mai vestirvi o vestire i vostri figli in questo modo per Halloween se viveste, come me, in USA, e neanche potreste utilizzare le penne per decorare le vostre teste se voleste rappresentare l’incontro con gli indiani nativi americani durante il periodo del Ringraziamento.

Solo un nativo americano può usare il suo copricapo tipico, come solo una persona di colore ( di qualsiasi colore!) può avere la faccia colorata del suo colore naturale.

Per tutti gli altri si tratta di appropriazione culturale e qui negli Stati Uniti questa è una cosa totalmente NO.  

NO, NO, NO

Non so se è arrivata anche in Italia la controversia sul premier canadese Trudeau che quasi venti anni fa, nel 2001, si era vestito da Aladino con la faccia dipinta? A momenti ci rimetteva la poltrona di primo ministro. Ha dovuto scusarsi pubblicamente dicendo che dal suo punto di vista privilegiato non aveva capito questo oltraggio ad un’altra cultura; questo il link

E lui non è il primo..e di solito non finisce bene. Una nota giornalista ha dovuto lasciare, tacciata di razzismo per un costume simile.

Diciamo che se sono personalità politiche o televisive, stanno tirando fuori tutti i loro scheletri dagli armadi. Anche perchè se non lo fanno loro c’è sicuramente qualcuno nel loro passato che provvederà a tirarli fuori, per avere 5 minuti di fama. Guardate chi sono i colpevoli qui

Allora forse è meglio che io spieghi cosa è l’appropriazione culturale e soprattutto che specifichi che essa non è solo limitata ai nativi americani o agli african american, ma copre tutte le minoranze.

Forse la cosa sta anche, a mio parere personale, scappando un po’ di mano….

Come al solito, ed è nella natura degli americani , qui si vede tutto o bianco o nero…nel senso che tutto è: sì o no, tutto o niente. I NI o il GRIGIO non esistono, compromessi mai!

L’appropriazione culturale è definita come appropriazione indebita di simboli che appartengono ad un’altra cultura.

Da Wikipedia:

 “Coloro che vedono questa appropriazione come sfruttamento affermano che il significato originale di elementi culturali viene perso o distorto quando vengono rimossi dai loro contesti culturali di origine e che tali manifestazioni sono irrispettose o addirittura una forma di profanazione. Gli elementi culturali che possono avere un significato profondo per la cultura originale possono essere ridotti a moda o giocattoli “esotici” da quelli della cultura dominante.  Kjerstin Johnson ha scritto che, una volta usato un elemento di un’altra cultura, “chi non sperimenta quell’oppressione è in grado di” giocare “, temporaneamente, conuna cultura differente ed esotica “, senza sperimentare alcuna delle discriminazioni quotidiane affrontate da essa.” L’accademico, musicista e giornalista afroamericano Greg Tate sostiene che l’appropriazione e il “feticismo” delle culture, infatti, alienano gli elementi caratteristici  della cultura originale.”

Mia figlia che è nata qui, è molto sensibile all’argomento.

Giustamente, se il camuffamento ha un aspetto di derisione.

Ne avevamo parlato a casa e ho scoperto per esempio che diventa cultural appropriation anche vestirsi con un sari, anche se hai vissuto in India, ma non sei indiano. Diventa no, ed infatti non lo ha mai più indossato, vestirsi con il bellissimo abito cinese di seta che mio marito le aveva portato dalla Cina.

Diventa un no, ed infatti non me lo aveva permesso, comprare uno di quei chimono che avrei potuto usare come vestaglia, quando siamo stati in Giappone.

E naturalmente diventa no truccarsi con la faccia dipinta da scheletro del “ Dias de los muertos” se non sei messicano.

Come ho detto prima però si è un po’ esagerati perchè alla fine si ri-creano le minoranze e non si smussano le differenze.

Conoscere le culture passa anche dal conoscere i costumi tipici e farli propri con rispetto.

Allora quando sarà appropriazione culturale anche mangiare il sushi o un taco?

Spero non si arrivi a tanto!

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. La Grazia ha detto:

    Nell epoca del tatuaggio total body, la vedo dura a dover restare in riga, forse halloween e carnevale hanno significati troppo diversi, di sicuro mascherarsi da può sembrare un elogio o un oltraggio, forse l unico rispetto per le diverse etnie è share condividerle, molto interessante questo articolo che hai scritto. Halloween in America mi fece un po impressione sembrava davvero avessero aperto le gabbie, vederli tutti in processione alla biglietteria di disneyland non come famigliole gioiose ma gruppi di mostri allo sbaraglio è stato …. Formativo….

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  2. nevicancora ha detto:

    Riflessione interessante.
    Sarò sincera: anch’io trovo spesso difficile comprendere i motivi per cui alcuni dei comportamenti citati nel post sono considerati offensivi.
    In Italia non sembra essere un tema particolarmente scottante, sebbene vi siano state polemiche riguardo al programma “Tale e Quale” per via del trucco (riconducibile al concetto di “blackface”) utilizzato da alcuni concorrenti. Casi come questi (ovvero quando l’intento non è quello di denigrare, ma piuttosto rendere omaggio ad un artista di grande fama) sono di certo esempo di “area grigia”.
    Tuttavia, forse il motivo per cui risulta così difficile comprendere le ragioni delle lamentele è proprio il fatto di non essere parte di una data cultura e, di conseguenza, non avere lo stesso retroterra culturale che permetterebbe, altrimenti, di “sentir proprie” certe battaglie.
    Quando ho dubbi, preferisco che siano gli esponenti della minoranza in questione a decidere cosa costituisce un comportamento discriminatorio nei loro confronti, per poi adattarmi di conseguenza.

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    1. Anche per me è la stessa cosa: l’importante è che i miei comportamenti non siano offensivi per una minoranza e che essi si sentano rispettati. Grazie per il tuo commmento!

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