Alessandria piange

La mia sonnolenta città italiana raramente balza alle cronache nazionali.

Il carattere dei suoi abitanti, un po’ chiusi e burberi, ma solo in superficie, ed il suo clima specialmente nei mesi invernali la rendono ovattata e noiosa.

“ Nulla succede tra Tanaro e Bormida” e a noi alessandrini in fondo va bene così.

Così quando due notize superano i confini dei giornali e delle tv Locali per diventare nazionali  nello spazio di pochissimi giorni, sono rimasta scioccata.

Sono due notizie tristi, ma di una tristezza diversa. La prima è una notizia triste, ma positiva. Una lo è perchè ci sbatte in faccia la cattiveria pura.

Poteva succedere da altre parti, ma è successo nella mia città.

Ecco le due notizie, riassunte per chi non ne fosse a conoscenza e anche per non dimenticare: in entrambi i casi.

Gli eroi

foto “La Stampa”

Ad Alessandria tre vigili del fuoco hanno perso la vita nell’esplosione e successivo crollo di una cascina dove qualcuno aveva posizionato delle bombole a gas collegate ad un timer. Non è stato un incidente, ma un atto doloso. Chi abbia messo queste bombole che sono diventate bombe e perchè lo abbia fatto, lo stabilirà la giustizia. Quei tre vigili del fuoco che sono periti perchè sono andati al lavoro per aiutare qualcuno che per loro era in pericolo, chiedono giustizia.

Oggi la città si è stretta intorno alle loro famiglia e silenziosa li ha accompagnati nel loro ultimo viaggio. Le immagini della mia città piena di gente nelle strade e nel Duomo, sono una stretta al cuore. La tristezza assale, ma è positiva perchè Matteo, Marco e Nino rappresentano il buono della società italiana. Ho visto anche io il video di Marco, uno di loro, sul sito dei Vigili del fuoco e mi sono commossa. Non erano eroi secondo lui, invece lo erano eccome!

Stefania Cava, giornalista e mia amica, ha sempre le parole giuste e voglio condividere il suo scritto con voi:

Fa un freddo che morde le ossa. Il cielo è quello di novembre -grigio, monotono, con qualche spicchio di azzurro che fa capolino, ogni tanto, con timore. In testa mi ronzano mille domande, appesa alla punta delle ciglia ho una lacrima che dondola da giorni, ma non cade, aspetta. Ci sarà tempo dopo che le notizie avranno smesso di ronzare, quando a regnare non sarà più il clamore, lo sdegno, la rabbia e il senso di impotenza. La mia vita precedente, quella con un taccuino in mano, m’ha lasciato questa cicatrice, piango solo quando s’è esaurita la cronaca. Dentro, però, son grigia e fredda e umida come sta giornata di novembre, che morde le ossa.
I ragazzi volevan parlare di quello che è capitato ai tre Vigili del Fuoco, così abbiamo affrontato l’argomento. Di tutti i commenti, uno squilla più forte, quel “non è giusto” che abbiamo tutti più o meno pensato, detto e provato, in un’Alessandria, in un’Italia, che si è ritrovata unita, sorella nella sofferenza. Hanno chiesto, domandato, ricordato. Per un attimo son rimasti tutti zitti, mentre tentavo maldestramente di spiegar loro perché abbiamo tutti un nodo alla gola. Anche se non conoscevamo Matteo, Marco e Nino. Anche se cerchiamo di restare impassibili di fronte al dolore, con la spavalderia dei dodici anni che fa commuovere di nascosto. Grazie per aver lasciato un segno senza mai calpestare nessuno.
Fate buon viaggio.

La razzista

foto di “La Repubblica”

Ed ecco invece la tristezza negativa, lo stupore davanti alla pura cattiveria.

Una donna su un autobus ha le borse sul sedile di fianco, una bimba vorrebbe sedersi su quel sedile libero e la donna le dice: “Non puoi sedeti qui”. Lo avete capito il perchè vero? Sì, purtroppo nel 2019 si è ancora giudicati per il colore della propria pelle.

Ecco il racconto di quanto è accaduto fatto da una persona che era su quell’autobus e ha visto tutto. Chi parla e` Vittoria Oneto, consigliere in comune.

´ Alabama 1955? No, Alessandria 2019

Questa sera ho preso l’autobus per tornare a casa. Pochi posti a sedere. Io rimango in piedi. Salgono una mamma con due bambini. Lei si appoggia in uno spazio largo col passeggino e la bambina di circa 7 anni prova a sedersi in un posto vicino ad una signora di circa 60 anni che aveva appoggiato la sua borsa della spesa sul sedile. La signora guarda la bambina e le dice : NO NO TU QUI NON TI SIEDI! Io dico alla donna di spostare la borsa e di fare sedere la bambina, ma lei insiste e mi dice in modo arrogante di farmi gli affari miei. Peccato, hai trovato la persona sbagliata. La madre della piccola non dice nulla e guarda a terra.

A quel punto alzo la voce sempre di più e le intimo in malomodo di fare sedere immediatamente la bambina e di vergognarsi con tutto il fiato che avevo in gola. La signora a quel punto la fa sedere ma continua a borbottare e a guardare schifata la bambina. Tutte le persone sull’autobus mi guardano in parte compiaciute, in parte no ma nessuno osa dire nulla.

Secondo voi di che colore aveva la pelle quella bambina?

Sì proprio così.

Ho pianto. Sono scesa dall’autobus e ho pianto. Per il nervoso, per la tristezza per il senso di sconfitta che ho provato e provo.

Come se questi giorni non fossero già dolorosi.

È questo quello che siamo? È questo quello che vogliamo essere?

Io non voglio crederci.

Citazione da La repubblica

E oggi il sindaco di Alessandria minimizza l’accaduto definendolo un gesto idiota.  No, non è un gesto idiota: è razzismo, non nascondiamoci dietro un dito.

L’Italia è diventata razzista. La caccia a chi è diverso arriva anche a una bimba di 7 anni, che nella sua innocenza, spero non sapesse neanche di essere “diversa”. 

Ma diversa da chi? Io di cuore le auguro di sentirsi  sempre nella vita diversa da quella donna che l’ha insultata.

Non diventare come lei, bambina che non conosco, non hai meno valore di una borsa della spesa.

Costruisci un futuro diverso, anche per chi non capisce che siamo tutti uguali.  Non lasciarti sconfiggere dall’ignoranza e dal razzismo. Non sono tutti così gli alessandrini. “

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alba ha detto:

    Nulla al mondo è più pericoloso che un’ignoranza sincera ed una stupidità coscienziosa.
    Martin Luther King

    "Mi piace"

  2. SiSaMaNonSiDice ha detto:

    Ciao, e complimenti per il blog
    Perdona la polemica, ma forse in Italia l’immigrazione è stata (ed è) gestita malissimo
    Solo per far guadagnare le coop dell’accoglienza (DIMOSTRATO da inchieste passate sulla loro gestione)
    Abito in una delle periferie di Roma…
    Nell’ultimo anno, i rom sono venuti tre volte a rubare nel mio palazzo (e per fortuna non hanno massacrato di botte nessuno per avere soldi) , due volte alla fermata del bus mi hanno rubato soldi e documenti, mia sorella e mia nipote sono state molestate pesantemente, la notte tra risse e viados rischi ad uscire di casa…
    Io credo che tanti italiani non siano razzisti, ma solo esasperati da chi prende i migranti senza limite e li sbatte tutti nelle periferie, mica nei quartieri-bene dove vivono lorsignori
    Se arrivano in tanti e trovano lavoro lo fanno per due soldi e fanno crollare il mercato,se non lo trovano in qualche modo devono mangiare

    Volevo specificare perchè sono un pò stanco del solito semplicismo (e di ideologia,diciamolo) di chi vive altrove e certi problemi non li prova sulla sua pelle e/o li ha lasciati alle spalle

    "Mi piace"

    1. Ogni commento è benvenuto se espresso con educazione. Grazie! Non è vero che non capiamo: solo che magari vivendo fuori da quella realtà ma vivendone altre non sempre rosee riusciamo a vedere le cose con distacco ed episodi come quello successo nella mia città devono essere categorizzati come razzismo e cattiveria. Capisco la tua rabbia ed il senso di impotenza di fronte alla criminalità, ma prendersela con una bambina vista come simbolo dell’ immigrato non mi sembra un bell’esempio per i nostri figli. Bisogna sempre pensare a come ci sentiremmo noi se fossimo la parte lesa.

      "Mi piace"

  3. SiSaMaNonSiDice ha detto:

    Forse è proprio il distacco che impedisce di capire la rabbia se non ti capitano certe cose personalmente
    E la rabbia è spesso cieca, se la prende con chiunque
    Hai fatto una affermazione precisa: l’italia è diventata razzista: io non credo affatto che sia così, semplicemente tanti non ce la fanno più a vivere in quartieri che sono sempre più delle favelas
    Già ti ci rode qui in Italia sentirti dare del razzista da chi vive in quartieri-bene e certi problemi non li ha (o li ha in misura sopportabile), o da chi per ideologia politica manco morto ammette l’esistenza di certi problemi disturba…
    sentirsi dare del razzista pure da chi vive in un altro mondo (per cultura e altro)…
    ….fa un pò effetto

    Ciao e auguri ancora per il blog

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...