New York: Upper East e West Side

Dove vi porto oggi?

Avevate capito, da quello che vi avevo anticipato alla fine del mio post precedente, dove saremmo andati?

Ma nell’Upper East Side, naturalmente! Qui davvero la ricchezza dei suoi abitanti si respira nell’aria.

Devo dire comunque che mi piace passeggiare per le sue strade famose: Madison Avenue, Park Avenue e Lexington Avenue.

Mi piace guardare le vetrine dei negozi costosi e delle grandi firme ( guardare e non toccare!), entrare nelle gallerie d’arte e nei suoi musei.

Mi piacciono le strade laterali con le case brownstone perfettamente ristrutturate e il Central Park che ne fa da sfondo. Mi piace Madison Avenue  con la sua collina all’altezza della 86esima strada, collina che non ti aspetti a Manhattan, e quella specie di castello di mattoni rossi anch’esso inaspettato, che è poi una parte sopravvissuta della vecchia Armeria.

Ho avuto modo di conoscere meglio questa zona di NY  nell’ultimo anno,  perchè mia figlia ha lavorato in una galleria francese che si trova su Madison Avenue e ha fatto uno stage al museo Guggenhein che è lì vicino.

Ogni volta che sono stata a NY nell’ultimo anno ci sono passata.

Del Guggenheim probabilmente sapete già tutto, come anche del Metropolitan Museum, invece magari non siete mai andati ad altri tre musei che trovate in questa zona e che vi consiglio. Essi sono il MET Breuer ,  il Frick Museum   e la Neue Gallery .

L’ultima volta che sono stata a New York ho visitato la Neue Gallery, che poi è la collezione della fondazione Estee Lauder, sì la casa dei cosmetici.  Si trova nella casa dove visse l’erede di Estee Lauder con il compagno e forse il dipinto più famoso che contiene è il ritratto di ADELE BLOCH-BAUER I, dipinto da Gustav Klimt . Ora, io questo dipinto l’avevo già visto a Vienna, nel lontano 1989, prima che venisse restituito ai legittimi proprietari e vi devo dire che mi sono sentita nello stesso tempo emozionata, ma anche vecchia!!!!gustav_klimt2c_19072c_adele_bloch-bauer_i2c_neue_galerie_new_york

Le persone dell’Upper East side si riconoscono per la nonchalance con cui si muovono, solitamente con al guinzaglio un cane. Se i cani sono più di uno si tratta di dogsitter, e quanti ne ho incontrati!.

Nessuno ha indosso abiti colorati:  il bianco e nero, al massimo il cammello sono i colori piu` gettonati nel vestiario. Fanno eccezione pezzi iconici e coloratissimi, facilmente riconoscibili di qualche stilista, ma sono appunto una eccezione.  Le signore di tutte le età non sono mai “stropicciate”: che faccia un caldo atroce o si sia sotto un acquazzone tremendo, loro sono perfette, mentre tu sei distrutta. Hanno i capelli da parrucchiere, ma raccolti in chignon, e hanno un accessorio in comune: gli occhiali da sole grandi e scuri sempre.  Sono il simbolo dell’understatement che si può permettere chi ha soldi.

Attraversando il Central Park ci si trova all’opposto lato del parco, nell’Upper West side.

Non è  una zona della citta che conosco benissimo perchè ci sono stata tanti anni fa, per poi tornarci di corsa e vederne parti limitate ogni volta che sono tornata a New York.

Nel viaggio di  molti anni fa camminammo tanto facendo Broadway Avenue da Columbus Circle proseguendo verso nord. Allora non esisteva neanche il centro commerciale di Columbus Circle. C’era invece una seconda Trump Tower ( la prima si trova sulla Quinta strada).

Sulla Broadway ( che e` l’unica strada trasversale di tutta Manhattan), dopo poco  si incontra il Lincoln Center, la casa dell’Orchestra Sinfonica di NY, poi Broadway diventa meno commerciale e più residenziale.

Ancora ultimamente mi è sembrata una delle zone meno turistiche della città.

Mi ricordo che mangiai lì il primo bagel della mia vita e fu amore! Li comprammo da Zabar’s , una istituzione newyorkese  e leggemmo sulla guida turistica che il modo più caratteristico per mangiarli era con cream cheese e salmone affumicato. Comprammo anche quelli e con i nostri cartocci ci preparammo i bagel seduti in un parco prospicente l’Hudson river, guardati a vista da uno scoiattolo che sperava tanto in qualcosa da mangiare, ma rimase molto deluso quando non ci separammo neanche da una briciola di quella cosa cosi` buona che avevamo appena scoperto!.

La gente che vive nell’Upper West side è sicuramente benestante, ma la zona è più normale ed eterogenea, non è smaccatamente ricca come l’East side.

Che parte della popolazione sia di origine ebraiche lo si nota anche dei numerosi bagel shop dell’area, visto che i bagel arrivano dalla tradizione ebraica.

Da Wikipedia: “L’Upper West Side è un importante quartiere ebraico, popolato sia da ebrei tedeschi che si trasferirono alla fine del secolo scorso, sia da rifugiati ebrei che fuggirono dall’Europa di Hitler negli anni ’30. Oggi l’area tra 85th Street e 100th Street ospita la più grande comunità di giovani single ortodossi moderni al di fuori di Israele. [21] Tuttavia, l’Upper West Side presenta anche un numero considerevole di ebrei non ortodossi. Numerose principali sinagoghe si trovano nel quartiere, tra cui la più antica congregazione ebraica degli Stati Uniti, Shearith Israele; La seconda più antica e la terza più antica sinagoga ashkenazita, B’nai Jeshurun; Rodeph Sholom; la sinagoga gratuita di Stephen Wise; e numerosi altri.”

Nell’Upper West Side, più a nord, anche più a nord della fine di Central Park c’è il bellissimo campus della Columbia University, una delle Università Ivy league degli USA. Se avete voglia di visitare un vero campus universitario americano e siete a New York, quello della Columbia è  il più vicino alla realtà, perchè quello di NYU è meno “evidente” essendo molto cittadino.

L’ultimo imperdibile luogo che vi porto a visitare virtualmente oggi è vicino al campus universitario ed è la cattedrale di St. John the Divine, cattedrale episcopale su Amsterdam Ave. Definita la cattedrale più grande al mondo, affermazione  un po’ ardita di fronte alla grandezza di San Pietro, è comunque un luogo assolutamente da visitare. . Nota soprattutto per l’altare disegnato dall’artista della pop art Keith Harin, in realtà questa chiesa è una vera e propria galleria d’arte.

Consultate il link che vi allego per visitarla. Non ne rimarrete delusi.

Non dimenticatevi che lì vicino c’è il museo di Storia Naturale, imperdibile se avete bimbi.

Tornerò con una quarta puntata di questa mia guida personale di  New York, in cui vi racconterò di Brooklyn, il quartiere che ora mia figlia chiama casa.

 

 

 

 

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