E` mancanza di valori?

istituto_vinciNon scrivo molto sul blog ultimamente.

Ho una vita tranquilla e monotona, che non credo interessi molto ai miei lettori.

Sono negli USA , ma potrei essere da ogni parte del mondo. Mi sveglio la mattina e ripeto gli stessi gesti quotidianamente.

Va bene così,  per carità, ma non è che l’andare a lavorare, tornare a casa e andare in palestra, possa diventare l’argomento di un post. Invidio chi scrive e riesce ad interessare gli altri, con una vita normale.

Però ci sono argomenti che mi animano e mi fanno adirare.

Argomenti che mi fanno prendere questa penna virtuale in mano e sui quali non posso stare zitta.

Quello di cui scrivo oggi è uno di quelli e si basa su due storie che avvengono ad un mondo di distanza, ma che, secondo me, sono figlie della stessa malattia sociale.

La malattia di cui parlo è la mancanza di valori.

Ecco le storie.

Alessandria ( Italia- sfortunatamente anche la mia città e la scuola dove la mia mamma insegnava fino a prima di andare in pensione): un gruppo di studenti lega con lo scotch alla sedia l’insegnante supplente con difficoltà motorie, le fa scherzi, la deride e fa video con i telefonini. La classe compatta non rivela i nomi di chi ha fatto la cosa e cancella le prove, la preside sminuisce l’accaduto come una ragazzata. L’insegnante non denuncia. Si cerca di coprire l’accaduto e la classe viene condannata ad un mese di sospensione- badate bene,con obbligo di frequenza, ditemi cosa vuol dire per favore- e a pulire i cestini della scuola. Leggi qui l’articolo.

Florida ( USA): il ragazzo che ha sparato ed ucciso 17 persone nella scuola superiore di Parkland riceve pile di lettere ( e soldi) in carcere da parte di ragazzine adoranti che gli esprimono il loro amore e la loro devozione. Leggi qui l’articolo. C’è da dire che in realtà lui non ha letto nessuna delle lettere perchè non gli vengono consegnate e vengono invece aperte dai responsabili del carcere. Non mi chiedete come funzionino queste cose in USA perchè non lo so, ma non mi parlate di poco rispetto della privacy per favore! Chi gli scrive sono ragazzine normali che avrebbero facilmente potuto essere le vittime della sua strage.

In entrambe le storie la prima domanda che mi faccio è:  dove sono i genitori di questi ragazzi?

Dove sono quelli di Alessandria che non hanno saputo instillare il rispetto per le altre persone in ragazzi di 15 anni, che frequentano una scuola superiore, da sempre rispettata,  in una città normale, non in un quartiere degradato?

Dove sono quelli americani che non hanno saputo educare i figli che la vita umana è sacra e chi la distrugge, non deve essere osannato, ma è un criminale?

La seconda domanda è: dove sono gli educatori?

Nella storia di Alessandria, ciò che fa specie è lo sminuire una violenza come “ragazzata”. Poverini, hanno chiesto scusa e l’insegnante stessa non ha sporto denuncia. Negli USA i ragazzi in questione si sarebbero probabilmente fatti un giro in prigione, tanto per non sapere nè leggere nè scrivere.

Nella storia americana, fa specie che gli educatori non si siano resi conto della solitudine di queste ragazze che trascorrono il loro tempo idolizzando un mostro. Educatori che non hanno saputo inculcare nelle menti dei loro alunnni l’amore per la vita ed il rispetto per la vita altrui, fatto per cui la vita delle persone uccise dal ragazzo in Florida, non ha valore, mentre il figo è l’assassino.

In entrambe le storie, c’è l’incapacità sia dei genitori sia degli educatori di rivestire il loro ruolo.

Quando a scuola andavo io, una vita fa, ma anche quando mia figlia andava a scuola in USA ed ero io il genitore che andava alle udienze, i genitori ascoltavano con rispetto gli insegnanti e la ragione andava a loro. Il ragazzo riceve brutti voti? È perchè non studia, non si trovavano scuse.  Oggi molti genitori mettono in discussione l’insegnante, il loro pargolo ha sempre ragione: è lui la parte lesa, l’incompreso. Dalla cronaca italiana e anche dai racconti di amiche insegnanti in Italia, alcuni genitori arrivano pure ad aggredire verbalmente e a picchiare gli insegnanti. Che messaggio diamo ai figli comportandoci così? Non osiamo neanche più punire i nostri figli? Abbiamo paura? Paura di loro?

Non siamo più sicuri che il metodo educativo rigido e fatto di NO che abbiamo ricevuto noi sia poi quello giusto, ma non abbiamo saputo modificarlo rimanendo comunque in una posizione  che ci faccia vedere come educatori e non come gli amici dei nostri figli.

E gli insegnanti? Si rispettano così poco da giustificare come bravate, episodi di violenza grave?

Infine, dove siamo noi genitori? Siamo davvero così impegnati da non accorgerci che qualcosa non va? Ho molte domande e poche o nessuna risposta. Sono solo scioccata e mi domando quali siano i valori nel mondo attuale e dove stiamo andando. Voi cosa ne pensate?

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