Il congiuntivo, i pronomi e lo scempio fatto della lingua italiana.

 

sydz6Va bene, ammettiamolo: la lingua italiana ha molte regole. Credo che altre lingue ne abbiano pure di piu`, ma se sei straniero e vuoi impararla, di errori ne farai.  Tanto di cappello a chi si mette a studiare la nostra bella lingua.

Anche tanto di cappello a chi si trasferisce all’estero, come ho fatto io e molte persone che conosco,  e deve imparare la lingua del luogo dove va ad abitare, qualsiasi sia.

Anche noi di errori ne abbiamo fatti e ne faremo nelle nostre lingue acquisite, ma fa parte del gioco e puo` diventare argomento di conversazione, ricordi ( anche se qualche volta imbarazzanti) e di figuracce fatte o sentite.

Io in inglese ne ho fatte…uhhhh tante.

“I live in a condom” ( vivo in un preservativo) invece di” I live in a condo” ( abbraviazione comune di condominium= condominio), detto da una mia amica.

“ I would like an orange Jew “ ( questo ho detto: “vorrei una persona di religione ebraica arancione” mentre pensavo di avere detto “ I would like an orange juice” , un succo d’arancia)

“ A cock, please” ( organo maschile) detto da un’altra mia amica.

“ Italy is full of beautiful bitches” ( pensavo di avere detto beaches, spiaggie, invece avevo detto una parolaccia)

Queste sono alcune chicche collezionate negli anni, altre le ho sentite pronunciare da persone straniere in Italiano. Memorabile una signora inglese dopo una cena, dove aveva mangiato troppo, che se ne usci`con “ Ora ho solo voglia di scopare”, invece di “scoppiare”

Nella mia esperienza come insegnante di italiano all’estero, ne ho sentite di tutti i colori.

Ho andato ( detto da una studentessa) e` un classico, mi ho vestirato ( sarebbe mi sono vestito….) un altro classico.

Cercare di insegnare il passato remoto e in un esercizio dove gli studenti dovevano riconoscere e sottolineare i passati remoti in una storia e verdersi sottolineato Vinci…in Leonardo da Vinci…evvai!

Ho visto di tutto: ho visto martoriare verbi e pronomi, generi e plurali, articoli ed avverbi. Niente si salva passando attraverso l’immaginazione degli studenti, altro che petaloso!

Eppure scuso qualsiasi cosa, perche` so che non e` una lingua facile e soprattutto gli studenti la scelgono e non sono obbligati. La scelgono per mille motivi, ma potrebbero sceglierne un’altra, tipo lo spagnolo, molto piu` comune qui.

Eppure vogliono studiarla e non si possono colpevolizzare troppo. Si accettano gli errori, si correggono e dopo un po’ a forza di ripetere “ sono andata/o”, “mi sono vestito” etc etc, imparano e si innamorano non solo della lingua, ma della cultura, dell’arte della storia e cosi` via.

Invece non scuso gli errori fatti dagli italiani in Italiano.

Non ce la faccio.

In un paese dall’educazione scolastica obbligatoria fino a sedici anni, non posso scusare l’uso improprio di congiuntivo e condizionale.

A dire il vero pero` mi da` ancora piu` fisicamente fastidio l’uso scorretto dei pronomi, specialmente quello dei pronomi di oggetto indiretto. Sara` che proprio oggi ho trascorso l’ora di lezione di italiano 103 ( primo semestre di italiano elementare) ad insegnare che “gli” e` riferito ad una persona di sesso maschile e “le” ad uno femminile, che vedere usato in un forum  il pronome “gli” riferito ad una bimba….mi ha fatto cadere le braccia. E fosse capitato solo una volta! Ormai quasi nessuno usa piu` i pronomi oggetto in modo giusto, tanto che sono andata a controllare se dal giorno in cui mi sono trasferita all’estero, avessero cambiato la grammatica italiana.

Ora non e` che questo sia dovuto al voler essere a tutti i costi “politically correct”, vero?

Il rispetto per le idee o il modo di vivere delle persone e` altro.

Dovremmo cambiare tutta la grammatica italiana allora.

Forse sono ancora piu` insofferente su questo aspetto della grammatica, che non sul congiuntivo o l’imperativo formale

Dopotutto, rido ancora dopo 30 anni e piu` al “Ragioniere, batti Lei” di fantozziana memoria.

La consecuzio temporum ha fatto impazzire molte generazioni di italiani : amen.

Mia figlia parla un ottimo italiano, nonostante sia nata e vissuta all’estero, ma ogni tanto la vedi che vorrebbe formulare una di quelle frasi ipotetiche complesse e si blocca. E ci deve pensare….

Ma che “le” sia riferito a una Maria e non ad un Mario quello lo sa, nonostante tutto.

Secondo me l’uso incorretto delle regole grammaticali e` invece solo dovuto a sciatteria, noncuranza, ma non ad ignoranza. Di questo sono profondamente convinta: visto che io in USA insegno le regole grammaticali italiane corrette, immagino che ancora di piu` esse siano insegnate nelle scuole italiane.

Questo e` solo un post di un piccolo, piccolo blog ed io non sono una purista.

Di errori ne faccio qualche volta anche io, spero non di grammatica.  Sono sicura di farne nell’uso dei termini, visto che la mia lingua ormai e` contaminata dall’inglese. Ne avevo parlato in questo articolo che avevo scritto per il giornale tempo fa: eccolo

Il mio sfogo un po’ “antipatico” lo ammetto, e`​ dovuto al fatto che sono profondamente convinta che se degli studenti del primo anno di lingua straniera in scuole lontane dall’ Italia imparano  che e` giusto dire “ Non ho visto Maria, ma le telefono oggi pomeriggio “ e non gli telefono o la telefono, dovrebbero saperlo anche gli italiani che la scuola l’hanno fatta in Italia e la cui lingua madre e` l’italiano.

Voi cosa ne pensate? Anche a voi fa accapponare la pelle il modo in cui si parla l’italiano sui media?

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Roberto ha detto:

    Hai ragione in pieno!
    Ma sulla frase “Non ho visto Maria, ma le telefono oggi pomeriggio” sono pronto a giurare che il 90% degli Italiani dice “gli telefono oggi pomeriggio”.
    Anzi, oso dire che tra un centinaio di anni il “gli” diventerà ammesso anche al femminile.

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    1. clapessa1512 ha detto:

      Mi fa accapponare la pelle comunque. Fra cento anni sarò da un’altra parte… non il mio problema 😇

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