Massaggi?

massage composition spa with candles, orchids, stones in gardenSimona Fruzzetti, autrice di libri che vi consiglio caldamente di leggere, di cui l’ultimo ” Come hai detto che ti chiami?” è da morire dal ridere, ha un umorismo che adoro.

Poichè siamo amiche su FB, anche se non ci conosciamo di persona, quasi ogni giorno vengo allietata dalla sue avventure.

Lei scrive di situazioni in cui si trova, di persone che incrociano la sua vita, che sono anche le nostre: solo che noi queste cose le possiamo solo pensare, lei le scrive. E le scrive tanto bene.

Molte volte mi ritrovo a commentare le sue storie, dicendole come stanno le cose negli USA, che lei ama, in cui ha parenti e che visita appena può. Oggi pero` mi sa che non mi limiterò  a commentare la sua avventura, ma vi racconterò la mia.

Ecco a voi, quindi, il post di Simona che mi ha dato lo spunto per raccontarvi la mia esperienza con il massaggio americano.

Il massaggio dall’estetista (Simona Fruzzetti)

“Entriamo dentro la saletta (che è piccola e bislunga) e mi esorta con un gesto «Si spogli pure dietro il paravento e in-dossi queste.» Mi piazza in mano un sacchettino dove io spero ci sia una muta da sub, invece tiro fuori delle mutande di carta velina. Aspettate un attimo. Come indossi queste? Ma queste non sono di carta, sono un’ostia. Se mi surriscal-do un attimino, le struggo. E poi la misura è della Barbie. Per di più non sono nemmeno mutande ma è un tanga. Die-tro c’è un filo interdentale.

Sto sudando. Sono dietro il paravento con in mano un paio di mutande di carta velina e sto studiando come potrei fare a scappare senza dare troppo nell’occhio.

«È pronta?» mi chiede Lara dalla saletta.

«Mmh… sì. Arrivo.» Merda.

Mi faccio coraggio ed esco dal paravento.

«Bene, si sdrai qui, a pancia in giù.»

Per la vergogna, dal paravento al lettino ho fatto una breve corsetta e durante lo slancio finale manca poco mi strappo le mutande e anche un muscolo della coscia.

Lei nel frattempo ha acceso un bastoncino d’incenso e messo su della musica dove il sitar ne è il protagonista. Tutto questo dovrebbe rilassarmi. Invece penso che il bastoncino sia al rosmarino e una volta finito il massaggio ci infili tutti i miei pezzi a mo’ di spiedino.

«Questo massaggio è rilassante. Rilassi i muscoli e si senta a suo agio.»

Non ce la faccio non ce la faccio non ce la faccio…

«Ecco, adesso userò l’olio al muschio.» Al muschio? Non solo l’ostia, ora divento anche un presepe.

«La sento un po’ rigida. Cerchi di pensare a qualcosa di positivo, lasci libera la mente…»

Senti un po’, cara la mia Gandhi della Garbatella, non mi posso rilassare più di tanto, va bene? Ma come faccio a sen-tirmi a mio agio tutta nuda e unta? Mi ci manca una mela in bocca e sono pronta da fare arrosto!

O mio Dio. Se mi fossi immaginata tutto questo, non sa-rei certo venuta. L’idea di essere sotto le mani di qualcuno che mi tocca e mi strizza come un fornaio maneggia la pasta della pizza, non mi fa essere a mio agio. Una vocina fasti-diosa mi ricorda che ieri sera, anche in una posizione ben più scomoda, non facevo tutte queste storie. Scaccio il pensiero con un gesto del braccio e Lara, dopo avermelo preso, me lo adagia lungo un fianco.

«Cerchi di rilassarsi,» mi ripete ancora. «Ha mai provato a fare yoga? O qualche disciplina orientale?»

«No,» replico secca. Niente di tutto ciò mi ha mai attrat-to. L’unica volta che mi sono approcciata a queste cose è quando mi sono incollata involontariamente tutti e due i pol-lici agli indici con l’attaccatutto. Un giorno intero con le dita delle mani incollate: è stato il periodo più zen della mia vita.”

Il massaggio ( Claudia).

Mio marito mi aveva regalato tempo fa una gift card ( in Italia si dice “ un buono”, ma non credo che vada molto come regalo, almeno non andava ai miei tempi italiani) da usare per la mia cura personale. Se pensate che mi fossi offesa del regalo pensando che nascondesse un messaggio subliminale tipo:” Hai bisogno di un lifting, curati di più, sei da rottamare”, vi sbagliate. Cioè queste cose le so già da me, non ho bisogno che me lo dica qualcun altro, poi, dopo quasi 30 anni di matrimonio, lo conosco solo quel tanto che mi fa dire che fosse un regalo senza messaggi nascosti e che sappia che sono in fondo tirchia e che se non mi regala lui queste cose, io non ci vado da sola.

Comunque questa gift card era generica e poteva essere usata sia nelle SPA ( qui l’estetista si chiama SPA, che fa molto figo, ma è sempre l’estetista) sia da parrucchieri sia da massaggiatori.

Io, in vena di  esperienze mistiche, avevo optato per un massaggio.

Poichè da un massaggiatore non ero mai andata, ho letto un po’ di recensioni prima di scegliere il posto. Queste mi sembravano ottime: “ Esci che sembri nuova”, “ Ti massaggiano muscoli che non sapevi neanche di avere” etc etc.

Allora prenoto. Arrivo e mi apre la porta una tipa orientale, con un accento fortissimo. Immaginate la nostra conversazione con accenti: io facevo fatica a capire lei, lei me. Alla fine però ho capito di avere diverse scelte, sia per il tipo di massaggio sia per la durata dello stesso.

Le ho spiegato che ero un po’ rigida e lei mi ha consigliato il Deep Tissue massage ( massaggio profondo) e una sessione di un’ora.

Mi ha fatto entrare un una stanza grande ed aromatizzata di oli essenziali, con una musica di sottofondo, che più che musica era un concerto di cinguettii, in penombra  e mi ha detto di spogliarmi completamente e di stendermi sul lettino a pancia in giù, coprendomi la schiena  ed il sedere con un asciugamano.

Il lettino era uno di quelli con alla fine uno spazio dove infilare la faccia senza dover girare il collo, così non potevo vedere niente ed infatti io la mia massaggiatrice , che non era la tipa con cui avevo parlato, non l’ho mai vista in faccia. Quando dopo mi sono girata sulla schiena, mi ha coperto gli occhi con una mascherina profumata.

Parole sue poche, solo direzioni su cosa fare o non fare e quale olio essenziale volevo che usasse tra eucalipto/pino, lavanda e arancio. Quindi l’alternativa era uscire da lì profumando a scelta come un albero di Natale, un cassetto della biancheria o una torta. Ho scelto di profumare come un albero di Natale, che faceva allegria.

Nessun commento sulla mia incapacità a rilassarmi ( cara Simona sono con te…come cavolo si fa a rilassarsi quando ti impastano come la pasta della pizza?), non credo che sia permesso dare giudizi, visto che potrebbe essere visto come “politically incorrect” ed discriminazione nei confronti del cliente.

Comunque il mio massaggio tanto rilassante non era:  non avevo  mai sentito il mio corpo “scricchiolare” prima di allora, non pensavo un corpo scricchiolasse. Invece, lo giuro, scricchiolava come una porta non oliata, cric croc..rumori molto spaventosi. Mi ha massaggiata tutta, compreso ogni singolo dito di piedi e di mani,  e tutto ha fatto rumore..o era un lamento?

Mi ha girata e rigirata ( come un calzino), ma niente mutande di carta. 1) le chiappe non te le massaggiano 2) ti coprono e scoprono a seconda di dove ti lavorano per il resto sei coperta da un telo di spugna dalla  testa ai piedi.

Mi ha fatto anche un sacco di male. Ero io che mi lamentavo da sempre che le estetiste americane non ti puliscono in realtà la pelle, quando vai a fare la pulizia del viso, perchè hanno paura che ti possa lamentare se esci con qualche segno rosso sul naso, se ti hanno schiacciato qualche punto nero? Così esci lucida e unta come un arrosto pronto per essere infornato, ma con tutti i tuoi bei punti neri ancora intatti….

Si vede che questa regola non si applica ai massaggiatori. Potenza, schiacciamenti, stiramenti, impastamento…tutto vi viene fatto: parte del servizio, si vede…

Dopo essere stata manipolata, sono stata “ripassata”  con un massaggio fatto con le pietre calde, quello sì che è molto rilassante.

Alla fine mi ha lasciata lì da sola nella camera semi buia a rilassarmi ancora un po’ finche` non avessi ritrovato le forze per rialzarmi, cosa che ho potuto fare solo dopo cinque minuti…credo, o 10, oppure mi sono addormentata?.

È uscita silenziosa ed invisibile, come era entrata.

Di forza nei muscoli non me era rimasta più,  mi sentivo come un sacco vuoto e tutto mi faceva male.

Rivestita ho pagato la signora lasciando anche la lauta mancia obbligatoria ( 15-20%)  per la mia massaggiatrice invisibile e me ne sono uscita nel freddo del Wisconsin.

La spossatezza è stata momentanea pero`.  Poco dopo le energie mi sono tornate e con esse anche la capacità di fare movimenti che non potevo più fare da tempo.

Risultato, la mia esperienza è stata scioccante da un lato, ma raccontatola a mio marito, molto simile a quella che aveva avuto lui quando, su suggerimento di un suo cliente cinese, era andato a farsi fare un massaggio a Shanghai.

Dall’altro è stata positiva, la massaggiatrice era molto professionale e il massaggio molto efficace anche a lungo termine.

Mio marito aveva provato a Shanghai  anche un massaggio fatto con i piedi e quando gli ho detto che lo offrivano anche lì, mi ha detto che avrei dovuto provarlo.

Mi farò massaggiare di nuovo?  Probabilmente sì. Se mio marito mi regalerà un’altra gift card e le congiunzioni astrali mi permetteranno di trovare un’altra mezza giornata da dedicare a me. Sono e rimango fondamentalmente tirchia e 70$ ( più mancia) per un massaggio mi ruga spenderli…. Lo so, sono così…tirchia per quelle cose, meno, molto meno per altre…..

E voi avete provato i massaggi ? Cosa mi raccontate?

Grazie ancora a Simona, per avermi dato lo spunto per scrivere questo post e non solamente un commento al suo.

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