Quando non sei tu che vai via…

quando-figli-crescono

Vi ricordate quando siete partiti voi per espatriare? Il momento in cui l’avete detto ai vostri genitori?

Vi siete comportati come noi che abbiamo aspettato 3 mesi prima di annunciarlo alla famiglia, anche se la decisione di partire l’avevamo gia` presa da un po’, solo perche` non sapevamo come dirglielo?

Mi ricordo la loro reazione come fosse oggi: erano tutti felici per noi, ma tristi perche` ci separavamo da loro, la nostra vita prendeva strade diverse dalla loro e i momenti condivisi sarebbero diventati di meno.

Cosi` e` stato, perche` fino ad allora anche se eravamo gia` sposati da un bel po’ eravamo comunque molto vicini, anche fisicamente, alle nostre famiglie.

Eravamo nella stessa citta`, quindi molto vicini, ma metto nella categoria vicini anche chi vive a qualche ora di macchina.

Un oceano di distanza e fusi orari diversi, quello e` essere distanti.

Mia mamma me lo ricorda sempre, ogni volta che ci sentiamo: anche se e` una distanza solo fisica, non di cuore, ma e` comunque una separazione. E` la mancanza di abbracci quotidiani, e` il condividere solo cose belle per non preoccupare l’altro.

Ora a partire non sono io, ma mia figlia e sto capendo molto di piu` come la separazione fisica sia come un groppo, un nodo all’imboccatura dello stomaco, che al pensiero di lei lontana, mi fa male.

Sto capendo , dopo 22 anni di espatrio, cosa hanno provato i nostri familiari.

Chi legge il mio blog e mi conosce, sa che la ragazza e` ormai fuori di casa da 3 anni: va all’universita` in un’altra citta`, ma siamo “nello stesso fuso orario” , veramente con lei siamo anche ad un’ora e mezza di macchina dalla citta` in cui si trova. Anche se non viene a casa spesso, diciamo ormai quasi mai a causa dello studio,del lavoro e della mancanza di amici rimasti nella citta` in cui viviamo, se c’e` una necessita` so che posso essere da lei in poco tempo. E nelle feste e` a casa; se c’e` un weekend lungo, torna.

Sono abituata ormai  a questa routine e sono cosciente del fatto che la sua vita sia lontana dalla mia: l’altro giorno ho letto che qualcuno ha scritto che i figli ci sono dati in prestito.

E`vero! Anche se e` impossibile da concepire quando i bambini sono piccoli e pensare che da totalmente dipendenti da noi, possano un giorno spiccare il volo: e` cosi`. Se avete figli piccoli e vi lamentate di non poter neanche andare in bagno o di non avere una notte di sonno ininterrotta, pensate che li avete anche a sbaciucchiarvi, ad abbracciarvi e a condividere con voi le scoperte che fanno con lo stupore negli occhi. Dopo rimangono solo i ricordi.

Per carita` e` naturale ed e` giusto che sia cosi`.

Ora lei e` partita e per sei mesi ci sara` un oceano tra di noi.

Come molti altri studenti sta facendo un’esperienza all’estero.

Ci sono parecchi fusi orari ora a separarci e mi rendo conto di come sia piu` difficile comunicare con lei. Da una parte per non volere essere oppressiva nei suoi confronti e non volerle dare l’impressione di controllarla, sono diventata “subdola”…. la seguo su Instagram e controllo che abbia messo un post nuovo, su FB mi basta vedere il puntino verde di “online” per rasserenarmi, che tutto stia andando bene e conto fino a dieci prima di chiamarla su Facetime, cosi` mi passa l’impulso..che altrimenti divento la mamma rompiballe!

Pero` capisco mia mamma, che mi chiama ogni volta che mi vede online.

Visto che ogni tanto, causa le 7 ore di differenza, mi becca mentre sto uscendo di corsa per andare a lavorare e la lascio li`, dopo poche parole, sapendo di darle un dispiacere, non voglio  fare lo stesso con mia figlia.

Pensatemi nei prossimi mesi, che,  anche se so che voleranno, cosa sono poi 6 mesi?, saranno un altro passo che mi abituera` sempre di piu` a capire il senso del “prestito” perche` la sua vita e` proprio la sua ormai e dopo l’universita` chissa` dove andra`.

( forse devo leggermi il libro di cui ho messo l’immagine di copertina…)

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10 pensieri su “Quando non sei tu che vai via…

  1. MaryA

    …che mamma fantastica ha tua figlia!
    L’hai messa al Mondo e adesso la stai “dando” al Mondo….e non c’è regalo più grande, in entrambi i casi. Un abbraccio.

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  2. É tremendamente vero… e troppo spesso ce ne dimentichiamo… I figli non sono una nostra “proprietà”. L’unico compito che abbiamo è di prepararli alla vita nel miglior modo possibile, ma poi, anche loro spiccheranno il volo…come abbiamo fatto noi che ora scriviamo da ogni angolo di mondo, a volte perché sia anche solo una piccola porticina socchiusa su ciò che abbiamo lasciato.
    Un abbraccio

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  3. ciacco.29

    Al momento, ti confesso, che l’idea di vederli partire per un paio di mesi, mi sembra un sogno lontano.
    Mi vedo già: un bagno in vasca, con calma, una serie di impacchi per capelli e mani, maschere (di gesso, ormai solo quello mi può aiutare) per la faccia, lunghe sedute sul divano senza mattoncini malefici o acutissimi “mamma dove sei?” appena sollevo un libro, cene serene senza polemiche al grido di “ancora roba verde? ma mamma lo sai che non la voglio”, lunghe chiacchierate con le amiche senza nessuna interruzione, di nessun tipo…
    Insomma bello…però devono lasciare qua l’odore della pelle del collo, quello nella buchetta subito sotto il lobo, e certe risatine, quando faccio loro il solletico.

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