Un libro per riflettere

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Ieri sera ho finito un libro bellissimo.

Si intitola ” Small great things” ed e` dell’autrice americana Jodi Picoult. Non so se la conoscete, se e` famosa in Italia come lo e` qui negli USA.

Lei e` l’autrice di “My sister’s keeper”, uno dei suoi primi libri, da cui era stato tratto un film alcuni anni fa. “My sister’s keeper” e` un libro bellissimo e pieno di spunti di riflessione. Quasi tutti i libri di quest’autrice lo sono perche` di solito si occupano di problematiche di attualita`molte volte controverse, mentre il film era stato una gran delusione, anche perche` finisce in maniera opposta al libro.

Il titolo “Small great things” Jodi Picoult ha detto di averlo preso da una frase di Martin Luther King Jr.

“If I cannot do great things, I can do small things in a great way”

“Se non posso fare grandi cose, posso fare piccole cose in modo grande”, che e` una frase molto bella, pronunciata da un grande uomo: un uomo di colore.

Questo infatti e` un libro su cosa vuol dire essere nero nella societa` americana di oggi.

Visto quello che sta succedendo in questi mesi negli USA e ancora di piu` in questo ultimo mese, dopo l’elezione di Trump alla presidenza, direi che e` di una attualita` sconvolgente.

Parla della percezione della diversita` dovuta al colore della pelle, dell’idea della supremazia bianca

Non vi racconto la trama, ma sappiate che vi fara` riflettere.

Su di me ha avuto un certo effetto: come persona di pelle bianca  mi sembrava assurdo dapprima cio` che l’autrice raccontava, attraverso le parole dei vari protagonisti del libro, ma mi sono documentata un po’ di piu` sulla comunita` nera di Milwaukee e ho scoperto anche di vivere nella citta` piu` segregata degli USA. Ho cominciato allora a farmi delle  domande e a vedere la citta` che mi circonda in modo diverso.

Vi stupisco dicendovi che Milwaukee ,  e` segregata?  Pensavate magari a citta` grandi come Chicago o New York, vero?  No, siamo noi! Che bel primato!

Cosa vuol dire segregazione oggi?

Vuol dire un divario enorme tra le possibilita` che “i bianchi” hanno rispetto a quelle dei “neri” o di altre minoranze come gli ispanici, sia di educazione che di ricchezza.reeves-21716003

Vuol dire una netta differenza, un muro invisibile, tra i quartieri bianchi e quelli degli altri. Ne avevo parlato gia` qui, ma in quel post era la mia sensazione di bianca che affrontavo, mentre il libro la affronta dalla parte di una persona di colore, una donna che per tutta la vita ha cercato di “uscire” dalla sua situazione, con l’educazione, il suo lavoro e la sua casa in un quartiere bianco, negando l’evidenza di essere comunque considerata diversa per il colore della sua pelle.

E allora ho aperto ancora di piu` gli occhi, e ieri ho notato macchine della polizia ferme a controllare i documenti sui bordi della strada e nelle macchine i guidatori erano tutti di colore e le macchine sgangherate; ho notato gli sguardi sospettosi nei negozi nei confronti dei clienti “diversi” , visti come probabili ladri e molte altre cose.

Non voglio trasformare il mio blog in uno studio sociologico, ne` dire che ho le soluzioni al problema della segregazione, ne` dire che io sono perfetta.

Non lo sono: sono quella che magari evita di trovarsi in situazioni di pericolo, e che le situazioni di pericolo le percepisce in ambienti diversi dal mio ( leggi: cerco anche di non attraversare quartieri neri di sera, so dove sono le strade dove non andrei mai).

Con questo post volevo solo suggerirvi di leggere questo libro, per entrare almeno un po’ nella testa di chi dovrebbe essere uguale a noi, ma non lo e` perche` ( come disse Berlusconi) “e` un po’ abbronzato”.

 

 

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6 pensieri su “Un libro per riflettere

  1. Elena

    …Mi ritrovo in ciò che scrivi e non posso che provare tristezza per le verità delle quali sei testimone…J.Picoult è molto nota anche in Italia…Gli spunti di riflessione che hai offerto mi spingono, a gran forza, ad acquistare questo libro oggi stesso! 😉Thanks for sharing!

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    1. Io ho amato molto anche The pact; questo se dopo aver letto Small great things ti rimane la voglia di leggere anche altro della stessa autrice. Lo avevo comprato ai tempi in cui non avevo ancora il Kindle da leggere mentre ero in Italia; l’avevo cominciato in aereo, ma l’avevo dimenticato li`. Era stata una vera tortura aspettare il mio ritorno negli USA per sapere come andava avanti il libro!

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