Un lungo weekend di festa: pensieri sparsi

francesca-seconda-media

Che bello riavere mia figlia a casa.

Che bello che abbia portato un’amica inglese, studentessa di Leeds, che sta facendo un’anno di universita` a Madison, a vivere qui con noi una delle feste piu` importanti del calendario americano: quella in cui le famiglie si riuniscono.

Che bello e` stato cucinare per preparare la cena del giorno del Ringraziamento, anche se la nostra ospite e` vegetariana ed il tacchino non l’ha mangiato.

Che bello.

Mi mancava mia figlia, mi manca e mi manchera` nei prossimi mesi ancora di piu`, quando non sara` piu` sufficiente prendere la macchina per colmare almeno temporaneamente la voglia di essere ancora mamma per lei, ma ci sara` un oceano a separarci e 7 ore di fuso orario.

Non so come sara` quando l’avro` cosi` lontana, ma non voglio pensarci ancora, anche se i giorni stanno passando molto velocemente e oramai lo intravvedo gia` il giorno in cui partira` per il semestre di studio all’estero.

Mi piace mia figlia, mi piace la donna che sta diventando, mi piaccciono le sue idee, mi manca forse ancora di piu` per quello.

Certo che non e` giusto. Quando sei genitore con i figli in casa, cioe` quando sono piccoli, e` vero che ti godi tanti momenti irripetibili, ti godi le loro scoperte quotidiane, li vedi crescere e ti rimangono sulle guance per l’eternita` i loro baci bagnati, ma sei tutto preso nella tua figura educativa.

Non parliamo poi degli anni dell’adolescenza. Li` diventi una persona che non riconosci, sei esausta, perche` l’essere genitore diventa un “lavoro”  estenuante: devi avere gli occhi aperti tutto il tempo e vieni sommersa di richieste, la maggior parte delle volte assurde, le piu` assurde che puoi immaginare e la prima risposta che ti esce dalla bocca e` NO.

Certe volte poi cerchi di motivare la tua risposta negativa, altre volte le richieste sono talmente assurde che motivare un NO e` fiato sprecato. Loro ci provano….tu rimani spiazzata. Non credo che mio marito abbia detto tanti no, come me..diciamo che io sono sempre stata il filtro delle richieste. Ero io quella cattiva.

Anche quello pero` e ` stato educarla, lasciandole spazi, ma guidandola a prendere le decisioni giuste, perche` se sapessero tutto a 14 anni o a 16 sarebbero adulti e non lo sono. Certe volte e` stato necessario lasciarla cadere e prendere delle facciate,ma sempre pronti noi con la scatola del pronto soccorso. Sono stati anni duri, gli anni dell’adolescenza, e dire che lei non ci ha dato grandi problemi.

Tant’e` sono passati anche quegli anni, ma appena ha finito l’adolescenza e` partita per il college e la donna che e` diventata, non sta piu` a casa.

Ma quando torna  vedo la donna che e` e, anche se e` diversa da me, vedo che ha piccoli pezzi di me, e capisco che essere genitori ha un senso e lascia il segno.

Mi parla, e mi piace quello che mi dice. Le manco quel tanto che e` giusto.  E` indipendente e sicura di se`, e` matura e andra` tutto bene…

Io saro` sempre qui ad aspettarla.

Oggi e` gia` il giorno i cui le devo portare indietro all’universita`: rimane da riempire il frigo di cose buone cucinate a casa e fare la spesa.

Ieri sera siamo anche riuscite a fare l’albero di Natale, la nostra tradizione: lo facciamo sempre insieme e sono contenta che ci siamo riuscite anche quest’anno.

La rivedro` per Natale. Allora l’orologio della partenza fara` un tic tac assordante…che forse non riusciro` ad evitare di sentire,

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8 pensieri su “Un lungo weekend di festa: pensieri sparsi

  1. MaryA

    Ciao Claudia. I post che parlano della tua stella sono sempre molto toccanti e delicati, la ami e la rispetti molto, e io credo tu abbia svolto il tuo compito di madre, educatrice, amica, nel migliore dei modi e non hai nulla da rimproverarti. Non so cosa dire per alleggerire il sentimento di “mancanza” che provi…sono stata sempre e solo figlia, e il rapporto con mia madre non è stato e non è tuttora dei migliori. Ho sempre cercato di essere migliore di lei, ho sempre giustificato, capito e sopportato ma così facendo, non sono diventata quella che avrei voluto essere e mi manca molto non aver avuto gli stimoli giusti per spiccare il volo ed essere una persona migliore……quando ti leggo mi riappacifico con quella parte di me che ribolle in sentimenti altalenanti. Baci italiani.

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  2. Mila

    Ce la si fa. Esperienza vissuta in prima persona, ancora in essere e che, per me, sarà per sempre. Mancano, ma, dopo non molto, sul sentimento di assenza prevalgono la gioia di vederli diventare ciò che loro vogliono essere e la serenità di sapere che non hanno più bisogno di noi per reggersi. Sono sentimenti che riempiono tanto da far dimenticare che, forse, sono arrivati lì anche grazie a noi; quest’ultimo pensiero viene sentito poco importante.
    Poi i mezzi di comunicazione attuali aiutano tanto, anche in presenza di nove ore di differenza di fuso orario come nel mio caso. Infine, ogni tanto anche l’aereo è una soluzione.
    Essenziale è sentire che anche per loro è importante mantenere i legami affettivi con noi e ciò è sicuramente vero per voi.
    Quindi: ce la si fa e anche con gioia

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    1. E` vero! Hai ragione! Capisco molto di piu` ora mia mamma che mi ha vista partire e mi ha cosi` distante. E poi 20 anni fa non c’erano tutti i mezzi per vedersi e comunicare che ci sono ora. Oggi con mia mamma mi vedo su Skype quasi tutti i giorni e credo che sara` cosi` anche con mia figlia..anche se cerchero` di limitarmi per lasciarle i suoi spazi e farle fare le sue esperienze

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