Continua il dolore

Continua il dolore che appesantisce il cuore e ci stringe la gola.

Cio` che e` successo a Nizza, cosi` vicina a noi italiani, cosi` cara al mio cuore, mi ha sconvolto. Quante volte ci siamo andati da Borgio, dove eravamo in vacanza in Liguria, con i miei, durante le estati della mia giovinezza. Facevamo shopping perche` era una Parigi a portata di mano. Mi ricordo il negozio di Dior, dove mia mamma mi aveva comprato una borsa ed un foulard abbinato, con scritto DiorDiorDior, forse la mia prima borsa firmata… La bella Promenade , in cui si trascorrevano momenti di frivolezza, e il cui nome fa affiorare tanti ricordi.

Non e` vero che ci sono morti di serie A e di serie Z, ma e` vero che se in un luogo abbiamo passeggiato spensierati in vacanza o ci abbiamo vissuto, cio` che succede diventa piu` grande, il dolore si amplifica .
Non ho molte parole, anzi forse le ho esaurite da un po’, infatti il blog ne sta soffrendo e se scrivo, scrivo di dolore , di morti e di ingiustizia. Sono mesi che ho in progetto post frivoli o che parlano della normalita` della mia vita, ma che non riesco a scrivere, perche` mi sembrerebbe di fare un oltraggio a tutte quelle vite che sono andate perdute nelle ultime settimane da molte parti del mondo. Non passa giorno che i telegiornali non riportino notizie scolvolgenti: Orlando, i nostri connazionali trucidati nel ristorante di Dakha, i morti nell’incidente dei treni in Puglia, l’eccidio di Nizza e nelle ultime ore il colpo di stato in Turchia.
Ma e` la morte di tutti quei bambini a Nizza che mi ha annientato.
Non ho parole e non voglio usarle a sproposito. Nel silezio, il mio rispetto e`  per loro. Pero` questa mattina ho letto sul La Stampa queste poche righe, che mi hanno colpita e voglio ricordare . Le ha scritte il giornalista Domenico Quirico  e nella loro essenzialita` colpiscono al cuore:
“Il volto dei bambini morti a Nizza dobbiamo immaginarlo. Quella serietà estremamente misteriosa, quando la morte cancella dal volto tutto ciò che prima rappresentava la giovinezza: il sorriso, la malizia, la bellezza. Quel che rimane è diverso, indefinibile. Non chiede nulla, non ci chiama, non trasmette alcun messaggio. Come se quella piccola vittima avesse appreso troppo presto qualcosa per cui avrebbe avuto diritto di attendere tutta una vita. “
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...