La bellezza di essere diversi

Apprezzo, ma tanto, le persone anticonformiste.
Quelle che con si piegano alle mode, che hanno uno stile proprio e soprattutto che osano.
Quelle che la moda non la seguono perche` sono loro che la creano.
Io ho una figlia anticonformista.
Una che osa, che fa cose che io non avrei mai osato fare nella provinciale Alessandria.
Io ero pecorona: gonne scozzesi e Lacoste, perche` andavano di moda. Mi sarei vestita da Abercrombie e Fitch se ci fossero stati allora. Facevo di tutto per nascondermi e per mescolarmi alla massa. Per fortuna con gli anni sono cambiata, ma non del tutto. Ogni tanto la pecorona esce ancora, ve lo garantisco.
Invece mia figlia e` anticonformista, in tutto: dal colore dei capelli che ora ha

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Lettera aperta agli alessandrini da uno scoiattolo americano

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I miei cuginetti Cip e Ciop

Ciao,
mi chiamo Max e sono uno scoiattolo americano che vive nel giardino di Claudia, quella che voi chiamate Un’alessandrina in America.
La suddetta, come ogni mattina, stava leggendo le notizie alessandrine al computer: la vedo perche` come tutti gli scoiattoli passo molto tempo arrampicato sugli alberi, lo sapevate no?
Di solito quando Claudia legge le notizie alessandrine e` silenziosa, al massimo intristita, qualche volta contenta, ma stamattina rideva a crepapelle.
Allora dal mio ramo ho cercato di capire perche`. Continua a leggere “Lettera aperta agli alessandrini da uno scoiattolo americano”

Le vacanze “acquatiche” degli abitanti del Midwest americano

Da Alessandria news dell’11 aprile 2016

OPINIONI – È l’8 aprile, guardo fuori dalla finestra della mia casa in Wisconsin e vedo scendere qualcosa di bianco: è neve. Sta nevicando, continua a nevicare. È stato un inverno molto mite, che ci ha regalato temperature insolite per questi luoghi. Non siamo mai scesi alle temperature assurde a cui comunque un po’ sono ormai abituata. Un inverno mite che però non ce la fa a tramutarsi in primavera.
Di solito ad aprile il clima è piovoso, infatti c’è il detto “April showers bring May flowers” (le piogge di aprile portano i fiori di maggio) , invece quest’anno nevica e lo fa ogni giorno. Non si ferma più sulle strade, ma copre i prati ed i rami degli alberi che timidamente cercano di tirare fuori qualche misera fogliolina. Quando la neve si scioglie, il colore dominante è comunque ancora il marrone invernale.
Invece dalle vostre parti…Tramite i miei amici su Fb, mi arrivano foto di giardini alessandrini in fiore e tutto è verde o ha colori accesi, ma soprattutto tutti mi deliziate con foto di puntatine fuoriporta, weekend trascorsi al mare in Liguria o nelle colline intorno alla città o nelle città d’arte e di questo vorrei scrivere.
Giornate come quelle di oggi mi creano un po’ di invidia nei vostri confronti: è umano vero? E penso che qui non è così. Allora parliamo di vacanze per gli americani del Midwest?
Vedete un mare vicino da raggiungere comodamente in macchina? (foto in alto a sinistra). No, non c’è. Ci sono i grandi laghi che sembrano un mare, il lago Michigan è grande quanto l’Adriatico e in estate è bello, ma rimane freddo (almeno qui dalle mie parti) ed è ventoso e pure inquinato. Non è un posto dove fare il bagno.
Chi fa le vacanze sui grandi laghi nei mesi di giugno, luglio ed agosto (alla fine di agosto, sul lago Superiore può già nevicare) si gode le coste frastagliate e fredde del nord che ricordano quelle dell’Irlanda o della Cornovaglia, in bicicletta o facendo trekking sui sentieri e tra le foreste. Pure ad agosto ci si deve portare dietro il maglione e la giacchetta. Le spiagge sono selvagge e molte volte si è soli, nessuno in vista. Le spiagge attrezzate, dove il bagnino ti porta alla cabina e al tuo ombrellone, qui non esistono proprio, ma neanche sull’oceano. Solamente se appartengono a hotel hanno qualcosa di simile alla spiaggia italiana, ma devi essere cliente dell’albergo per usufruirne.
Invece il Midwest è costellato da migliaia di laghetti sorgivi. Quelli di solito sono poco profondi, ghiacciano in inverno con il ghiaccio che può raggiungere anche lo spessore di un metro, ma si scaldano facilmente in estate e farci il bagno è piacevole. Molti di questi laghi però sono privati e solo chi ha la casa può usufruirne. In altri c’è magari un approdo pubblico dove arrivare con l’auto e far scendere la barca, ma spiagge non ce ne sono.
Andare al lago significa conoscere qualcuno che ha la casa, trascorrere una giornata sul prato del giardino e magari buttarsi a fare una nuotatina dal pontile privato: ecco, questa è una tipica giornata “al lago” per un americano. L’acqua è accessoria al barbecue e alle risate in compagnia.
Intorno a Milwaukee avere una casa al lago non è economico! I prezzi delle case con accesso ai laghi schizzano in alto anche per catapecchie, che però ormai non esistono più perché tutte le case sono state da lungo tempo comprate e ristrutturate e “affari” non se ne fanno più da tempo.
Invece da queste parti molti posseggono cottage (casette) al “nord” perché il loro costo è inferiore o perché appartengono alla famiglia da generazioni: il nord è ricco di laghi e foreste dove gli americani di qui vanno a trascorrere una settimana in estate per rilassarsi.
Questi cottage sono magari anche a 5 ore di macchina da Milwaukee, vengono chiusi per l’inverno e poi riaperti per una breve stagione estiva, dove magari riunirsi con tutta la famiglia allargata. Ognuno però può permettersi solo pochi giorni di soggiorno perché i giorni di vacanza dal lavoro per gli americani sono molti di meno per per gli italiani. Qui è già un lusso potersi permettere una settimana ininterrotta di vacanza.
E “al mare” ci vanno in pochi, perché il mare è l’oceano e l’oceano con temperature miti vuol dire Florida (in California le temperature miti ci sono , ma l’oceano è freddo), Messico , Hawaii o le isole Caraibiche e lì ci si va in inverno, perché in estate piove e ci sono gli uragani.
E questa è un’altra differenza degli americani, almeno parlando di quelli del Midwest o di chi vive nelle regioni fredde del nord: qui in vacanza si va a febbraio, marzo. Quelli sono i mesi di alta stagione. Complici le vacanze di primavera nelle scuole, le famiglie partono e cercano in questo modo di rompere l’inverno infinito con una cura intensa di vitamina D e caldo nelle ossa.
Però volete mettere la differenza di costo tra un fine settimana in Liguria e una settimana in Florida o nelle altre destinazioni “esotiche”? Non essendoci l’equivalente di Ryanair, già il biglietto aereo economico non è e non tutti si possono permettere di mantenere un appartamento che poi si usa solo per poco o anche solo trascorrere una vacanza in albergo.
Allora molti che vivono qui l’oceano non l’hanno mai visto e la Florida diventa in molte zone, il regno dei pensionati, quelli che stanno benone economicamente e stanno “al nord” in estate ed emigrano al sud per mesi in inverno.
Quelli che lavorano ancora invece, se possono, fanno brevi comparse, poi ritornano al freddo: li si riconosce per l’intensa abbronzatura dei primi giorni dopo il rientro al lavoro, abbronzatura che svanisce presto perché qui all’aperto non ci possiamo ancora stare…
Ed intanto continua a nevicare…
11/04/2016
Claudia Pessarelli – redazione@alessandrianews.it

Di fronte al dolore..

 Molti di voi sapranno che insegno.
Insegno in una scuola superiore, online, e in questa esperienza, mi sento piu` distaccata perche` il computer mi separa , in un certo modo, dai miei studenti, di cui molto spesso non conosco neanche le facce.
 Delle loro vite so poco, se non sono loro che mi cercano e mi coinvolgono, oppure perche` le scuole mandano delle note per dirmi che un certo studente ha un problema.
Cosi` l’anno scorso avevo saputo di una mia studentessa che aveva perso la sorella minore di una brutta malattia. Nel mio piccolo ho cercato di darle tutto il tempo per recuperare,  e penso che lei lo abbia apprezzato.
Ma ora?
Sto insegnando all’universita` e sto toccando con mano, vedendolo nei suoi occhi, il dramma di una mia studentessa la cui mamma sta morendo. Questa ragazza si sta per laureare. Fra un mese e mezzo avra` la sua giornata di gloria, quella in cui lanciare in aria il cappello e sentirsi pronta ed eccitata a cominciare la sua vita da adulta.
La sua mamma non ci sara` probabilmente piu`.
Stanno aspettando che muoia: terminally ill. Forse vivra` ancora un settimana forse no.
Non lo sanno
E lei studia e viaggia, cerca di tornare a casa ( e` di una citta` diversa) per poterle stare vicina, ma tenendo i piedi per terra per non perdere troppo tempo negli studi.
Mi ha scritto la settimana scorsa per dirmelo, perche` aveva un progetto da finire nel mio corso: aveva gia` preparato tutto, mi avvertiva solo che non sapeva se sarebbe stata in classe per la presentazione del progetto, di scusarla e che avrebbe fatto di tutto per esserci.
Non sapevo cosa risponderle. Sono rimasta di gelo: cosa potevo dirle?
Le ho detto che non doveva preoccuparsi di niente, di stare con sua mamma e godersela per il tempo che le rimane, ma avrei voluto aggiungere:”Baciala ed abbracciala, respira il suo profumo per imprimertelo nella memoria, tienile la mano e non lasciarla fuggire”. Non l’ho detto, non volevo farla piangere, ma ho il cuore pesante e le lacrime che tentano di uscire anche adesso che scrivo queste parole.
Cosa potro` fare per lei quando tornera` in classe?  Beh , ho gia` deciso che se anche non potra` fare piu` niente, non riuscira` ad essere in classe per esami o quiz, le confermero` il voto che aveva nella prima parte del semestre. Nessuno avra` niente da ridire se le daro` una A.
Poi se tornera` in classe: l’abbraccero`  stretta.
Negli USA tutti sono restii ad avere contatti fisici, timorosi di invadere lo spazio privato dell’altro; eppure ieri ho visto una mia allieva di due anni fa e mi e` corsa incontro abbracciandomi e oggi quella stessa ragazza ha scritto un post su FB in cui raccontava  che ieri era in crisi, era stanca e ne stava parlando con un’amica in un luogo pubblico dell’universita`. Un’ insegnante che lei non conosceva ha sentito che era stressata  e triste , ha appoggiato la borsa per terra e, avvicinandosi a lei, l’ha abbracciata dicendole: ” Non essere stanca e stressata cara, sono sicura che tua mamma vorrebbe che qualcuno ti abbracciasse proprio ora” e poi ha raccontato di aver visto me e che la giornata le era sembrata improvvisamente migliore.
Ecco perche` abbraccero` la mia studentessa: non serviranno molte parole.
Di fronte al dolore non servono le parole, ma i gesti sono importanti.
Sii coraggiosa, M.

Una torta che fa il giro del mondo

foto proprieta`” Sardegna Cooking Studio” di Claudia Casu

Come fa un gruppo di donne  a sentirsi vicino attraverso oceani, fusi orari e vite diverse? 
Ma che domanda!
Cucinando!
E cosi` una ricetta di torta fa il giro del mondo e viene ripetuta in decine di cucine:  dal Giappone agli Stati Uniti, dall’Inghilterra , ai paesi scandinavi , dal Peru` ai Caraibi, dal Canada al Libano fino all’Australia.
La ricetta in questione e` una torta tradizionale sarda, e sarda e` la ideatrice di questa idea: Claudia Casu, che vive in Giappone. 
Vi presento Claudia, dalle sue stesse parole:”  Vivo a Tokyo da sette anni, sono food designer. Insegno cucina sarda tradizionale e creativa, Sono producer per alcuni ristoranti e organizzo eventi e sono mamma di un bimbo di due anni che adora sia la cucina italiana che quella giapponese.”
La torta in questione e` la torta con ricotta e arancia.
Lei l’ha fatta per prima, probabilmente una ricetta di casa sua, di quelle che ognuna di noi fa ad occhi chiusi e che teniamo care perche` ci ricordano casa. 
Infatti cosi` Claudia parla di questa torta:”In Sardegna, già dai primi di Marzo si può degustare la migliore ricotta: nei pascoli spunta l’erba nuova e le pecore producono il latte migliore.

Questa torta riporta ai profumi e ai colori della mia Terra, così aspra e generosa allo stesso tempo.
La bontà della ricotta si sposa perfettamente con il profumo inebriante delle arance e l’effetto è di una sofficità incredibile. Ho rivisitato la ricetta classica montando a parte gli albumi, incorporando quindi più aria al composto.
Insomma pochi ma buoni ingredienti per ottenere un prodotto genuino, che sa di casa.”
Un giorno di qualche mese fa Claudia ha postato la foto e la ricetta della sua creazione ( PS: le sue foto sono bellissime, si vede che e` una professionista!)sul gruppo delle “Ambasciatrici del buon gusto“, un gruppo di cui faccio parte e di cui vi ho gia` parlato in miei post qui. Il gruppo ha anche un blog molto bello e raccoglie donne italiane in giro per il mondo, donne che tengono vive le loro tradizioni in cucina, nonostante molte volte si abbiano difficolta` a reperire gli ingredienti. Eppure il bello di questo gruppo e` che ci si aiuta e non sorgono mai discussioni che degenerano in litigate furiose, cosa che e` quasi la regola quando si mettono insieme donne. E in questo gruppo di donne ce ne sono piu` di mille.
La ricetta era intrigante e abbastanza facile e le Ambasciatrici hanno cominciato a rifarla e poi ancora ed ancora. Cosi` a Claudia e` venuto in mente di mettere la foto di un planisferio nella pagina FB del gruppo e chi faceva la torta si doveva taggare . Cosi` e` stato e decine di donne hanno aggiunto il loro nome e come dicevo all’inizio, i loro nomi spaziano per i 4 continenti.
 Finalmente sabato, complice un giorno di neve ad Aprile ( su questo non commento…) anche io sono riuscita a fare la famosa “Torta giramondo” e posso dire con certezza che non solo e` molto buona, anche se la ricotta che ho usato non era la ricotta fresca sarda, e le arance non avranno sicuramente avuto il gusto delle arance italiane, ma e` anche molto facile da fare. Per questo motivo e con il permesso di Claudia, ecco la ricetta della Torta di ricotta e arancia di Claudia Casu.

Torta sarda tipica di ricotta e arancia.

Ricetta per uno stampo di 18 cm circa:
200 g farina 00
150 g zucchero
200 g di ricotta freschissima
lievito per dolci
2 uova intere
scorza grattuggiata di un’arancia e il suo succo
30 g di olio extravergine d’oliva DOP Sardegna
1. In un contenitore molto ampio sbattete i tuorli d’uovo con lo zucchero e amalgamare bene la ricotta;
2 In una ciotola a parte montare a neve molto ferma gli albumi;
3. Aggiungere al composto 1. la scorza dell’arancia e il succo filtrato, l’olio d’oliva a filo.
4. Aggiungere la farina e il lievito setacciando per bene, e amalgamare uniformemente il composto.
5. Infine versare delicatamente gli albumi, cercando di non smontarli troppo, mescolando con una spatola in senso rotatorio finchè non si saranno uniformati al composto.
6. Versare il composto ottenuto in uno stampo oliato e leggermente infarinato e cuocere in forno riscaldato a 180 gradi per circa 45/50 minuti. Controllare bene la cottura con uno spiedino di legno, facendo attenzione a non far asciugare troppo la torta.
7. Spolverare a piacere con zucchero a velo, oppure aggiungere granella di mandorle alla superficie della torta prima di infornare.
Vi lascio cosi`, facendovi venire l’acquolina in bocca e con un’ultima foto della torta, come si presenta tagliata. Lo sapete qual e` un altro suo vantaggio? E` che rimane bella umida ed e` buonissima anche il giorno successivo…se mai ne rimanesse.
Spero la facciate anche voi e fatemi sapere dove e` finita la torta giramondo.
foto proprieta`”Sardegna Cooking Studio” di Claudia Casu
 Se volete saperne di piu` su Claudia e le sue creazioni bellissime eccovi il link alla sua pagina FB: Sardegna Cooking studio