Costa Rica: pura vida

parco Manuel Antonio

Meta’ di febbraio 2015, una sera a casa.
 Io:” L., io avrei spring break( vacanza di primavera) la settimana dopo il mio compleanno,ma Francesca no. Purtroppo non posso prendere giorni quando e’ a casa lei. Che facciamo? Mi piacerebbe staccare un po’ e fare qualche giorno via, che dici?”.
L.:” Bella idea, ma dove vuoi andare?” 
Io:” Vorrei un posto dove non si trovano quegli alberghi giganteschi pieni di americani in vacanza, con cocktails in mano ad ogni ora e assolutamente non all inclusive, perche` non avendo figli piccoli, vorrei poter essere indipendente da baby pool e caos e vorrei muovermi e scoprire cosa offre il paese. Che ne dici del Costa Rica?”.
 L.:” Costa Rica e chi te ne ha parlato?”
… non oso ammettere che il nome mi e’ uscito di getto per aver visto HgTV “House hunter international”, ma che non so niente del paese, se non forse dove di trova…circa …. E che forse e’ uno dei pochi paesi del centro America stabili politicamente. Stop.

Ma suona bene ed esotico: richiama idee di foreste lussureggianti e spiagge incontaminate , ma vediamo se hanno qualche hotel dove poter usare i punti che mio marito fa su a valanghe viaggiando per lavoro e qualche aereoporto dove si possa arrivare comodamente da Milwaukee per non usare troppo del poco tempo a disposizione in viaggio. Così ci sediamo al computer e cominciamo la nostra ricerca,che non si dimostra troppo difficile, visto che ci innamoriamo immediatamente e perdutamente di un hotel.Le recensioni sono pazzesche: definito uno dei 100 migliori alberghi del mondo da Travel Magazine e con 4.7 su 5 di Travelocity, sito che ormai abbiamo imparato ad usare come nostra guida perché le recensioni sono solitamente veritiere.

Hotel Punta Islita.

la piscina dell’hotel Punta Islita

Sei nostro. Avranno posto? Si hanno ancora una stanza. Aspetta che vediamo se c’è un aereoporto vicino. Si c’e` a due ore di macchina. Pochi posti ancora liberi. Dai sbrighiamoci: ce la facciamo. In due ore abbiamo la nostra vacanza, senza pero’ neanche sapere molto del paese…solo per una trasmissione di HGTV .

Leggo un po’ di notizie del paese, ma niente mi prepara a quello che mi troverò davanti e che mi fa capire il motto del Costa Rica “pura vida”. E’ un paese dove l’ ecologia e’ considerata un fiore all’occhiello e dove la natura si sbizzarrisce a mostrare molte facce diverse. Così ci sono i vulcani, ed uno si e’ messo a fare sentire la sua voce mentre eravamo nel paese, coprendo di fumo e cenere la capitale e chiudendo uno degli aereoporti del paese, proprio quello più trafficato, ma non il nostro, più lontano. C’è la costa sul mare dei Caraibi,e poi c’è la costa del Pacifico piena di insenature , ma pur sempre oceano, con le sue potenti maree e una natura totalmente selvaggia ed incontaminata.

la folla

i cavalli selvaggi

Incontaminata vuol dire anche dover guidare su strade sterrate per 40 km prima di arrivare all’ albergo e questo forse può scoraggiare le masse..per fortuna. Fuori dall’ albergo il niente, solo piccoli paesini di poche case e ristorantini dove il pesce fresco viene pescato da qualcuno di famiglia e dove sono tutti parenti. Tutti sono gentili e cordiali, sorridenti e semplici. ….

Un post questo che non ho mai terminato…chissa` perche`? Un post che, a dire il vero, non mi ricordavo neanche piu` di aver iniziato. Fatto sta che e` passato un anno ed ora vi sto scrivendo da un terrazzo con davanti lo stesso oceano Pacifico, nello stesso paese, il Costa Rica, ma siamo in un’altra zona del paese e questa volta abbiamo con noi anche nostra figlia, che, quest’anno, ha lo spring break ( la vacanza di primavera) che si sovrappone al mio e che ci ha permesso di portarla con noi.

la vista dal balcone della nostra stanza, Herradura


Non ho ancora deciso quale delle due zone di questo meraviglioso paese mi piaccia di piu` perche` sono entrambe stupende. Di certo la Peninsula di Guanacaste dove eravamo l’anno scorso era piu` selvaggia. Per arrivare all’hotel avevamo dovuto transitare su strade sterrate, come ho scritto, e quel paradiso non e` per famiglie con bambini. Perche` lo dico? perche` mio marito si era infilato una spina sotto il piede camminando sulla spiaggia e non avevamo, non solo trovato un posto medico, ma neanche cerotti e bende..per fortuna poi la sera in albergo io avevo una pomata antibiotica, ma neanche li` non avevano un armadio di pronto soccorso e neanche dei cerotti! Non so se porterei bambini in un luogo dove non ci sia un medico a portata di mano, ecco!

Poi era un posto senza attivita` adatte ai bambini e anche molti pericoli, specialmente se sono toddler. In compenso la` io sono andata a cavallo per la prima volta in vita mia e dal cavallo ho visto un tramonto stupendo sull’oceano.Si puo` fare zipline e si possono fare escursioni in canoa tra le mangrovie.
Dove siamo ora e` piu` civilizzato e le strade per arrivare qui e per raggiungere le spiagge sono tutte asfaltate. In ogni caso noleggiate una macchina( e possibilmente un fuoristrada con le 4 ruote motrici: noi abbiamo dovuto guadare un fiume). Io non capisco proprio chi fa vacanze in resort e non vede niente fuori dalle porte dell’albergo. Eppure ce ne sono! Sia l’anno scorso che quest’anno abbiamo incontrato persone che non hanno fatto nessuna escursione, che hanno trascorso le loro giornate ai bordi delle piscine dell’albergo senza avventurarsi alla scoperta del paese, compreso cenare in ristoranti dove il massimo e` poter mangiare un hamburger…ma?

un ristorante: mangiate ceviche e mariscada


Eppure basta fare pochi chilometri e si arriva in luoghi dove ci si trova da soli in spiagge incontaminate, basta fare pochi chilometri e si assaggia il miglior pesce che vi potete immaginare, pescato la notte precedente.
Con la macchina da qui siamo andati a visitare il parco nazionale Manuel Antonio che e` un’esperienza da fare assolutamente.

le scimmiette del parco

Un consiglio? Prendete una guida per visitarlo se volete vedere la sua fauna spettacolare. A parte le scimmie, che vedrete, anche senza cercarle, tutti gli altri animali potreste averli anche sopra la testa, ma non li vedreste mai se non ci fosse la guida che sa come riconoscerli tra il verde e ve li fa vedere con il cannocchiale: sloth, iguane , scimmie di varie specie, uccelli colorati, ma anche insetti e molti pipistrelli.
Fermatevi a fare un bagno sulla spiaggia di sabbia bianca all’interno del parco, che nulla ha da invidiare a quelle dei Caraibi, poi continuate ad esplorare sui sentieri..
Insomma anche qui e` bellissimo, anche se le spiagge sono quasi tutte di sabbia scura, perche` non lontano dai vulcani, con qualche eccezione di spiagge coralline come quella del Parco nazionale Manuel Antonio.
Un altro giorno abbiamo fatto un’escursione su un’isola sulla punta della penisola di Guanacaste, ma raggiungibile piu` facilmente dalla cittadina di Puntarena. L’isola si chiama Tortuga Island e il viaggio e` decisamente turistico. Si viene prelevati in albergo al mattino, si arriva a Puntarena , si prende il catamarano e con esso si attraversa la baia e dopo un’ora e mezza di barca, navigando a fianco dei delfini ( la mia felicita`: avevo tanta voglia di vederli liberi nel loro ambiente!), si arriva su quest’isola dalla sabbia formata da coralli e con l’acqua blu. L’isola e` una riserva naturale e parte del”pacchetto” e` lo snorkeling, e basta infilare la testa nell’acqua per vedere migliaia di pesci colorati che nuotano intorno a te.

isla Tortuga


Si viene rifocillati dalla squadra con frutta, bibite e anche il pranzo. Dopo la giornata trascorsa sull’isola si riprende il catamarano e si torna indietro, attraverso un arcipelago di isole selvagge e di spiagge incorniciate dalle palme ed un tramonto mozzafiato.Nonostante l’esperienza sia piu` turistica di quello che piace a noi, non avremmo mai potuto vedere questo angolo di paradiso se non fosse stato per quel viaggio organizzato.
Il viaggio da queste parti vale davvero la pena: noi ci torneremo. Anche questa volta non ne abbiamo avuto abbastanza. Il paese ha molti microclima diversi, con la natura che in ognuno esplode di colori. Abbiamo fatto amicizia con il padrone del ristorante dove abbiamo cenato 2 volte durante la vacanza. Pesce freschissimo e cucinato in modo semplice e divino ( se abitate negli USA come me, apprezzerete sempre di piu` quando troverete un pesce cucinato alla piastra senza salse o spezie di sorta..e sentirete bene il profumo ed il sapore del pesce ad ogni boccone), camerieri che dopo 5 minuti ti chiamavano per nome…insomma qualcosa che qui non si trova. Abbiamo fatto amicizia, dicevo, e siamo stati invitati da lui a visitare una piantagione di caffe` di un suo amico….magari! Ci stiamo facendo un serio pensiero!

Annunci

Ci vuole poco….Le cose che rendono piu` facile la vita di tutti i giorni

foto di: Donna.nanopress. it

Vivendo qui negli USA ogni tanto capita di stupirsi.
Per me si tratta di stupirmi per cose che sono piccole e magari per alcuni non sono importanti. Per questo motivo cio` che leggerete qui, e` una visione molto soggettiva derivante dalla mia esperienze personale. Continua a leggere “Ci vuole poco….Le cose che rendono piu` facile la vita di tutti i giorni”

Milwaukee: Wisconsin Avenue

Wisconsin Avenue e` la strada principale del centro di Milwaukee.
A est finisce nel lago Michigan e lo fa in un modo molto teatrale ( qui direbbero: dramatic) con una vista da cartolina. In fondo a Wisconsin Ave infatti si vedono le ali aperte del Museo di arte ( MAM) che, se il tempo e` bello, si stagliano contro il blu del cielo e dell’acqua.

Continua a leggere “Milwaukee: Wisconsin Avenue”

La fine dell’espresso?

Pubblicato da Alessandria News l11 marzo 2016

OPINIONI – Starbucks apre il suo primo punto vendita in Italia, a Milano per la precisione. Lo sapevate? Sarà la fine dell’espresso? Il bar italiano è destinato a sparire? No, ma sicuramente ci sarà una piccola rivoluzione che, mia opinione personale, non sarà del tutto negativa.

Innanzitutto dovete conoscere Starbucks per sapere di che cosa parlo Starbucks è un concetto, non è solo una lista di bevande, molte della quali scimmiottano nomi italiani. È un qualcosa che quando lo scopri, passi sopra al fatto che se chiedi un espresso ti danno tanto caffè da farti stare in piedi per tre giorni o che “latte” non è in realta` latte che in inglese si dice milk. Ma andiamo con ordine.
Starbucks è un brand americano, nato dall’idea di tre ragazzi di Seattle, nello stato di Washington, negli anni 70. Se siete fan della serie televisiva Grey’s anatomy, sapete esattamente di che città parlo, se no, vi consiglio vivamente di visitare lo stato di Washington, che è una delle meraviglie naturali degli Usa, anche se noto soprattutto per la pioggia. Seattle è una gran bella città. Tra le tante cose da vedere (non lo scopo di questa opinione, però) è il mercato Pike Place market dove è divertentissimo osservare i venditori di pesce fresco che si lanciano da lontano pesci anche di grandi dimensioni anche facendoli passare sopra la testa dei clienti (e dove era situato il primo punto vendita di Starbucks).
A Seattle e nello stato di Washington hanno il culto dell’espresso. Forse per quello i tre ragazzi avevano trovato terreno fertile per la loro idea. Quando arrivi da quelle parti e ti trovi ad ogni angolo e anche in mezzo al nulla (e da quelle parti è facile trovarsi in mezzo al nulla) uno stand che vende caffè espresso, capisci perché Starbucks viene da qui e prima di Starbucks altri produttori di caffè.
Leggetevi la storia di Starbucks da Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Starbucks) poi sta a voi gioire o maledire, quando scoprirete che un viaggio in Italia fu galeotto e l’idea di Starbucks nacque proprio per, secondo loro, ricreare l’idea delle caffetterie italiane.
Forse nel 1970 i bar italiani erano più simili a Starbucks di quello che sono ora, forse Starbucks non era lo Starbucks che ora sta invadendo il mondo, fatto sta che per un americano Starbucks è ora sinonimo di caffè. Ho detto all’inizio che Starbucks è un concetto e vi spiego che cosa intendo, se non siete mai entrati in un suo punto vendita. A parte i punti vendita dentro aereoporti o negozi che sono piccoli, moltissimi Starbucks sembrano dei confortevoli salotti di casa. Ci sono poltrone e divani dove sprofondare, in alcuni ci sono camini schioppiettanti, in tutti tavoli con prese elettriche a disposizione. Da ogni parte c’è gente di tutte le età. Molti sono con i computer aperti a lavorare, altri che si incontrano lì per studiare, altri per meeting o colloqui di lavoro.
Perché quello è Starbucks, è un posto per sedersi e stare lì delle ore senza che nessuno ti venga a rompere o a farti sloggiare dal tavolo e dove internet è gratis. Io in Italia posti così non ne ho mai visti. Internet libero e gratis, a disposizione dei clienti? E quando mai?
Io per esempio mi incontro con alcuni dei miei studenti privati da Starbucks, stiamo lì un’ora e più e nessuno ci viene a guardare perché non c’è servizio al tavolo e non ci sono camerieri che puliscono I tavoli. In compenso ci sono dei grandi bidoni dove quando si va via, si buttano tovaglioni e bicchieroni di carta, e vassoi dove si lasciano le tazze di ceramica o le stoviglie non usa e getta. E tutti lo fanno.
Parliamo dei baristi di Starbucks. La velocità non deve essere uno dei requisiti per l’assunzione. Diciamo che si prendono il loro tempo. Se mai un barista di uno Starbucks Americano venisse catapultato in un bar italiano 1) gli verrebbe un infarto 2) verrebbe licenziato dopo 10 minuti. Un barista italiano fa 15 espresso nel tempo che un barista di Starbucks ci impiega a prepararvene uno.
Parliamo dei prodotti. Prima di tutto non sono una brodaglia, come molti credono, anche perché non molti vanno da Starbucks per prendere un caffè Americano (quella lavatura di piatti marroncina che fa inorridire ogni italiano in terra Americana). Il loro cappuccino non è male per niente, una volta che avete capito che “grande” è in realta` il più piccolo delle dimensioni di tazza, ma non esiste un corto… vah beh mica sono tenuti a sapere l’italiano, ma vi posso garantire che grazie a Starbucks, tutti i miei studenti almeno un aggettivo italiano se lo ricordano: grande e lo usano in tutte le salse!
Per cosa si va da Starbucks? Prima di tutto per il loro Frappuccino, che come dice il nome è un misto frappè e cappuccino, per i loro Latte e i loro Moka. Se un caffè si chiama Milk Chocolate Melted Truffle Mocha e pensate di bere solo un caffè, vi sbagliate. Molti dei loro prodotti hanno le calorie di un pasto, per cui devo dire che io, sempre in lotta con l’ago della bilancia non sono una grande esperta delle varie opzioni, ma quelle che ho assaggiato, mamma mia, sono come una droga… altroché!!! Serviti in bicchieri di carta con il tappo a cupola per farci stare bene la panna montata che ci viene messa sopra, insieme a vari sciroppi e cioccolato: una goduria… D’estate tutte queste bevande vengono vendute fredde, ghiacciate. Si possono anche comprare alcuni dolci da accompagnare i caffè, tra di essi gli scones (inglesi), i muffin (americani) e tra i migliori croissant su suolo americano (perché sono dolci come i nostri cornetti),
Chiedetelo a tutti, italiani expat compresi, e vedrete che di reazioni negative al nome Starbucks non ne riceverete molte.
Da qualche anno Starbucks è anche diventato una linea di prodotti da comprare al supermercato: si possono comprare le miscele tostate dei caffè da preparare a casa e le lattine di Frappuccino, da refrigerare e bere freddo.
Quindi Starbucks farà pure innorrridire i puristi dell’espresso e se vorrete bervi un buon espresso, non andate da Starbucks a lamentarvi e continuate ad andare del vostro bar di fiducia, ma se il concetto di questi bar riuscirà a ritagliarsi un posto nel mercato italiano come un posto rilassato, dove trovare internet gratis per lavorare, dove ci sono anche libri e giornali a disposizione dei clienti per essere letti , perchè no?
Ho finito: non credo che Starbucks in Italia sarà la fine del bar italiano, la pizza che si mangia negli Usa, quella su cui ci mettono anche il pollo, coperta da un quintale di formaggio che chiamano mozzarella, ma che mozzarella non è, non ha fatto finire la storia della pizza italiana, nè Mc Donald in Italia ci ha trasformati tutti in mangiatori di hamburger, mi immagino sarà lo stesso per questo concetto nuovo che noi italiani adotteremo e che magari ci farà diventare un po’ meno rigidi e più estrosi. Pensate al marocchino e al bicerin: anche lì si gioca sulle sfaccettature del caffè, o no?
Ps: questo post, che era già mia intenzione scrivere, è stato arricchito nei suoi contenuti dalle conversazioni fatte nei gruppi Fb da espatriati italiani, che ringrazio qui pubblicamente: Valentina, Tiziana, Luciano e tutti gli altri.