Puebla, la citta` delle ceramiche

Uno dei viaggi che abbiamo fatto in giornata da Citta` del Messico ha avuto come destinazione Puebla che dista circa 2 ore e mezza, 3 ore di viaggio dalla capitale. Continua a leggere “Puebla, la citta` delle ceramiche”

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Adesso mi piacerebbe averla nel lettone?

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Faccio parte di un gruppo di mamme all’estero e, nonostante molte volte io passi e vada oltre, senza leggere i post che molte scrivono, perche` non mi interessano piu`, visto ormai sono fuori dal quel periodo (anche se certe volte, mi piacerebbe essere ancora alle prese con pannolini e allattamento, perche` vorrebbe dire averla ancora con me a casa) ogni tanto mi fermo a leggo dei problemi delle neo mamme
Badate bene,  quando dico  che vorrei tornare indietro non e`perche` io abbia sbagliato qualcosa troppe cose e abbia storie drammatiche da raccontare ed errori madornali da correggere : per merito suo, piu` che mio, mia figlia e` stata una bambina facile da gestire.
Ha dormito 6 ore a 10 giorni di vita ( ed io e mio marito con lei, salvo poi svegliarci nel panico pensando che fosse morta nella culla) e ci ha fatto perdere ben poche notti di sonno e ..uhm forse tanto perfetta non era, ma ora mi volto indietro solo con nostalgia. Continua a leggere “Adesso mi piacerebbe averla nel lettone?”

Ho salutato un’amica

Ieri ho salutato Greta ed i suoi bambini. Sono passata da casa sua e ne sono uscita con dei ricordi.
Eravamo tutte e due con le lacrime represse: le ho detto di non piangere, che non e` un addio, ma un arrivederci. Ma entrambe sappiamo che comunque la nostra vita, cambiera` e la prossima volta che ci vedremo, probabilmente in Italia e non prima di un anno pero`, Lia non mi riconoscera` e Noah sara` gia` una trottolina vagante per casa.
Greta, conosciuta per caso e virtualmente. Si`, se non ricordo male stavo cercando un’informazione su Milwaukee, ho digitato il nome Milwaukee nella ricerca di Google e, poiche` il computer sa che sono italiana, tra le prime cose, e` uscito il titolo “Buongiorno Milwaukee”. Come  “Buongiorno Milwaukee”? E chi scrive da Milwaukee? Cosi` apro il link e la trovo, appena arrivata, ancora senza una casa, ancora a scrivere da una camera d’albergo: un albergo perso nel nulla dei sobborghi americani. E le scrivo. Le lascio il mio numero di telefono, ci sentiamo e le do qualche indirizzo utile per sopravvivere, ma mi sembra una tosta, una che non si piange addosso e che le cose le sa fare da sola. Poi mi sembra felice di questa scelta di seguire il neo marito in quest’avventura e l’entusiasmo e` la cosa piu` importante quando ci si trasferisce all’estero.
Dopo un po’ ci incontriamo davvero: caspita e` giovane, molto piu` di me. Potrebbe essere mia figlia.
Si` l’eta` c’e`: potrei avere una figlia quasi trentenne, se l’avessi fatta presto, senza aspettare di aver finito l’universita` e…beh la mia storia la sapete.
Ecco e per la prima volta da quando incontro neo expat, invece di “amica” mi sento mamma.
Glielo dicevo ieri: “Quando ti ho incontrata, ho pensato anche a mia figlia. Ho pensato che se un giorno si trovasse a vivere all’estero, ad iniziare una nuova avventura di vita , sarebbe bello se trovasse una persona che le da` una mano, che non la faccia sentire troppo sola, che abbia passato le sue stesse storie e porti la sua esperienza”
E cosi` e` stato.
I primi mesi l’ho  portata a scoprire un po’ di negozi..errata corrige: l’ho portata ad innamorarsi di qualche negozio. Mi ricordo i suoi occhi che da TJMaxx si sono illuminati..da li` ho capito di aver creato un “mostro”.
Siamo andate insieme in giro, ma soprattutto ho capito che era davvero una tosta e che di amiche se ne sarebbe trovate da sola e parecchie senza il mio aiuto( mamma mia pero` che fifa che avevo avuto quando mi aveva detto che lei e Andrea avrebbero usato “couch surfing” per trovare amici…mi sono davvero sentita mamma..poi per fortuna tutto e` andato bene e, incredibilmente hanno conosciuto persone che anche io conoscevo- Si`, Milwaukee e` un paesone….).
Poi dopo l’estate e` tornata da una vacanza con la notizia  che un fagiolino stava crescendo dentro di lei ed e` nata Lia.
Ma prima di Lia e` nato questo blog, che non sarebbe mai nato se non fosse stato per Greta!
E con Lia mi sono sentita anche un po’ nonna, ma i mesi sono passati veloci e con essi i tre anni della loro permanenza qui: ho vissuto le due gravidanze e ho visto nascere i miei due nipotini e ho avuto la fortuna di vedere crescere almeno per un po’ Lia.
Ho ricevuto qualche bel sorrisone da Noah, ma di Noah avro` soprattutto il ricordo della notte in cui e` nato e del fatto che sono stata la prima , dopo papa` e mamma, a dargli il benvenuto nel mondo.
Ieri sono andata a salutarli e sono uscita dalla loro casetta ormai semi vuota, con tanti ricordi e Maria.
Maria, la piantina.
La curero` Maria, la faro` crescere, la nutriro` e mandero` foto, come ricevero` foto delle due piantine che cresceranno rigogliose in Italia o dove la vita li portera`.
Le amicizie all’estero sono diverse, sono inscindibili..anche se la vita molte volte le porta a prendere strade diverse.
Buon viaggio amica mia e grazie.

L’editoriale di Febbraio: Caucus e Primarie, cerco di spiegarvele qui..almeno ci provo…

Opinioni

Caucus, primarie e la legge del Far West…

I governi degli Stati sono a capo delle primarie, i partiti dirigono i Caucus. All’interno dei due partiti maggiori (quello Democratico e quello Repubblicano) i Caucus si svolgono in maniera diversa e, se non fosse che si sta scegliendo il futuro presidente degli Stati Uniti, sono anche un po’ ridicoli
OPINIONI – Chi di voi ha visto il film The man who shot Liberty Valance? Forse non molti di voi, se non vi piace il genere western e non siete un po’ avanti negli anni.  Bene, fatemi spiegare perché ve ne parlo. In quel film, del 1962, uno dei due protagonisti (James Stewart, l’altro era John Wayne, mica due attori qualunque!) decide di partecipare alle elezioni per diventare senatore dello Stato. Per essere scelto e partecipare alle elezioni generali, deve prima opporsi al tipaccio cattivo, il personaggio Liberty Valance, nelle elezioni locali (che poi il tipaccio cattivo faccia una brutta fine e come vada a finire il film, quelli sono particolari che vi lascio approfondire, se siete interessati). Le elezioni locali avvengono pubblicamente, nel saloon della cittadina per alzata di mano e dopo che il candidato ha perorato la sua causa ed elencato il suo programma.

Ecco, quel tipo di elezioni negli Stati Uniti, ancora oggi, sono chiamate Caucus e sono una forma di elezioni primarie, sponsorizzate dai partiti.  Come vediamo nel film, una volta i Caucus erano la forma più comune di scelta dei candidati politici, ora invece non molti stati li usano ancora. Oggi Alaska, Colorado, Hawaii, Kansas, Maine, Minnesota, Nevada, North Dakota, Wyoming e Iowa sono gli unici Stati a fare affidamento esclusivamente sul Caucus, secondo la Federal Election Commission.  Al di fuori dei 50 Stati, anche i territori delle Isole Samoa americane, Guam e le Isole Vergini utilizzano il caucus (se non sapevate che questi territori sperduti nell’Oceano Pacifico sono americani ora lo sapete). Tutti gli altri Stati e Portorico utilizzano elezioni primarie o una combinazione dei due sistemi di voto.

In Italia, grazie al movimento Cinque Stelle, che se non sbaglio fu il primo alcuni anni fa a indire una forma di primarie, con scelta online dei candidati da mandare alle elezioni, tutti sappiamo cosa sono le primarie italiane e come si svolgono.

Cosa siano i Caucus e come si svolgano io l’ho scoperto di recente, e vivo qui, immagino che anche per voi questo sia un argomento nuovo, anche se sono settimane che i telegiornali italiani ne parlano, specialmente dei Caucus dell’Iowa, avvenuti 2 settimane fa, che sono i primi e ogni volta servono ad “assottigliare” le file dei candidati, dove ce ne sia bisogno. A questo punto pensate di sapere tutto vero? Anche io lo pensavo, invece no.

Innanzitutto la differenza principale tra le primarie americane e i Caucus è chi le fa: i governi degli Stati sono a capo delle primarie, i partiti dirigono i Caucus. Dal sito del Washigton Post: “I soldi dei governi degli Stati pagano per fare elezioni primarie più o meno allo stesso modo in cui si fanno le elezioni generali in autunno. Gli elettori vanno in un seggio elettorale, votano e se ne vanno. L’elezione primaria è una forma di scelta che dovrebbe aiutare a ridurre il potere dei partiti nella scelta dei candidati”.

L’altra differenza è tra elezioni primarie o Causus aperte o chiuse. A quelle aperte tutti possono partecipare, a quelle chiuse solo chi sia iscritto al partito. All’interno dei due partiti maggiori (quello Democratico e quello Repubblicano) i Caucus si svolgono in maniera diversa e, se non fosse che si sta scegliendo il futuro presidente degli Stati Uniti, sono anche un po’ ridicoli.

Negli Stati dove si svolgono i Caucus, nei giorni precedenti alle elezioni, i candidati, come delle trottole, girano nelle varie sedi dove si svolgeranno le elezioni, e che possono essere municipi, teatri, scuole, centri sociali, ma anche ristoranti e altri luoghi di aggregazione.  Loro girano e mandano anche i loro familiari: qui i valori della famiglia sono ancora molto importanti, almeno a livello di elezioni.
Per questo si vedono mogli, figli, fratelli, sorelle, madri (Jebb Bush ha persino tirato fuori dalla naftalina la madre novantenne Barbara, ruspante first lady degli anni 90, e naturalmente il fratello, infatti ha solo il 2 % dei voti: la dinastia a cui gli americani sono legati è quella dei Kennedy, forse perché estinta, ma di Bush ne hanno avuti già troppi), che a loro volta fanno comizi e cercano di portare i voti degli indecisi ai loro candidati.

La sera delle elezioni sono tutti fritti, cotti, distrutti, ma con un sorriso a 32 denti stampato sul viso a ancora e sempre disponibili a raccontarsi e stringere mani per portare ancora qualche voto degli indecisi dalla loro parte. Trump, la sera dei Caucus in Iowa, aveva lo sguardo fisso e persino il ciuffo dava qualche segno di cedimento…

I Caucus, come le primarie, scelgono i delegati che andranno poi alle convention generali che avverrano in estate, a votare per il candidato che poi sarà il candidato finale del partito. Ai Caucus, in molti Stati, come ho scritto sopra, possono partecipare solo gli iscritti al partito. La percentuale degli iscritti ai partiti che va a votare nei Caucus è comunque molto bassa (circa il 10%). I Caucus sono molto veloci, la votazione dura un’ora circa, quindi ci vanno solo i più motivati.

Ma vediamo come si svolgono e quali siano le differenze tra i Caucus democratici e quelli repubblicani.
Nei Caucus democratici i sostenitori dei candidati si separano fisicamente in gruppi (questa volta da una parte c’erano i sostenitori di Sanders, dall’altra quelli della Clinton, in mezzo i pochini che sostenevano il terzo candidato democratico, talmente di successo che non mi ricordo neanche il suo nome, aspettate che lo cerco… ah ecco: O’ Malley, ora ritirato), in una stanza separata vengono messi gli indecisi. Da loro i rappresentanti dei candidati vanno a cercare di convincerli e di portarli dalla loro parte fino all’ultimo momento. Quando si vota, si contano le mani alzate, a questo punto dopo mezz’ora si ferma l’elezione e si decide quali due candidati siano quelli con il maggior numero di voti. Si dà allora il tempo ai candidati degli altri di spostarsi fisicamente a casa di uno dei due che nella prima parte aveva ricevuto il maggior numero di voti e si vota di nuovo.

I Caucus repubblicani invece sono per voto in urna, molto simili alle nostre primarie Ma per arrivare a quella sera in cui si scelgono i delegati che andranno a votare per i due prescelti, ci sono stati alcuni livelli precedenti di votazioni di cui le prime addirittura possono avvenire in case private.

Perché i Caucus dell’Iowa sono così importanti? L’Iowa è uno stato notoriamente repubblicano e conservatore e alla fine il numero dei suoi grandi elettori che voteranno per il presidente a novembre è proprio basso e non significativo del totale.
Vi allego un link in italiano dove molto bene l’autore spiega dove è l’Iowa e come sia la sua economia e la sua popolazione, perchè non credo che nessuno di voi verrà mai da questa parte del mondo per farci un giretto…
I Caucus dell’Iowa sono importanti perché sono le prime votazioni ed aiutano la selezione, quando di candidati ce ne sono tanti, come questa volta nel partito repubblicano. La selezione viene fatta anche a suon di colpi bassi tra candidati per portare l’acqua al proprio mulino

E pure questa volta i Caucus dell’Iowa hanno fatto le loro vittime.  Una di loro il noiosissimo dottorCarson, soprannominato Valium, uomo-sonnifero, soporifero tanto che nessuno ne aveva capito il programma in quanto nei dibattiti televisivi quando parlava lui tutti si addormentavano… A parte gli scherzi, sembra che la sera delle elezioni, fuori dai seggi ci fossero i sostenitori di Ted Cruz, che andavano a dare notizie false sul fatto che Carson si fosse ritirato, solo per portare chi avrebbe voluto addormentarsi per i prossimi 4 anni, verso il proprio angolino.  Ci sono riusciti! Ha vinto Ted Cruz, davanti a Trump e Rubio, con Carson quarto. Lui, che dato al 9% fino a poche ore dai caucus, è crollato nei voti e sondaggi ed ora è ad un mero 3%. Dalla parte democratica ha vinto Sanders, davanti alla Clinton per una manciata di voti.

Adesso gli americani aspettano le primarie del New Hampshire, uno stato grande come un francobollo, dove la popolazione però ha un reddito molto più alto dei contadini dell’Iowa, una tendenza politica opposta e con dei cittadini che votano molto alle primarie, con la più alta percentuale di aflluenza alle urne di tutti gli Usa, insieme alla Carolina del Nord. Inoltre nel New Hampshire c’è un’altissima percentuale di indipendenti (il 44% della popolazione) a cui è permesso votare per le primarie e che sono “la matta” che può fare pendere da una parte o dall’altra le votazioni

Quando leggerete quest’articolo esse saranno già andate nella storia.
Mi dispiace che il finale sia ancora una sorpresa per me, ma non per voi. Spero comunque che abbiate imparato qualcosa oggi di questo lungo, macchinoso, dispendioso processo che sono le elezioni presidenziali americane.

Ne riparleremo a novembre. Per ora vi lascio con due domande: chi avrà ucciso Liberty Valance? E chi è il Liberty Valance delle Elezioni 2016?

11/02/2016

La politica ed i falsi amici.

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Se pensate che questo sia un post politico vi sbagliate, ma la politica c’entra anche se i falsi amici non sono quelli che prendono ed accettano mazzette per fare “favori”. Quelli di cui vi parlo oggi sono i “falsi amici” linguistici altrimenti chiamati in Inglese “cognate”. Gia` li` “cognate” non cercate di leggerlo come se vi riferiste alle vostre cognate Ernestina e Gianfilippa, con la gn di gnomo,gnocco etc etc…questo suono deve essere letto “GHN” con la g dura. E` uno di quei suoni strani della lingua inglese, quelli che mettono a dura prova la nostra lingua e pure le nostre tonsille. Poco male: direte voi, quand’e` che usi la parola cognate, se non insegni? Ecco, quello stesso suono e` piuttosto comune nella lingua inglese : provate a chiedere ad ogni donna italiana rimasta in dolce attesa sul suolo degli USA, di pronunciarvi “pregnant”( incinta)?
Ma torniamo alla politica e cognate..ed aggiungiamoci pure la proprieta` di linguaggio e la ricchezza di vocabolario che un candidato dovrebbe avere.
Sono sicura che, anche se non vi interessate di politica, saprete che in questi mesi negli USA e` in corso la campagna elettorale per la scelta del presidente, scelta che avverra` a novembre.
La campagna elettorale negli USA e` intensa, costosa, strana nel modo in cui i candidati sono scelti ( ne parlo nell’editoriale che ho scritto per Alessandria News e che verra` pubblicato l’11 febbraio), ma quasi interessante, anche per chi come me, non e` appassionata di politica.
Cosi` quando in TV c’e` un dibattito elettorale, lo guardo e cerco di capire chi sono quegli uomini o donne tra i quali ci sara` la persona che avra` in mano, per almeno 4 anni,nel bene e nel male, le sorti di una delle potenze mondiali.
Di solito la caratteristica principale di ogni figura politica e`, al di la` delle idee politiche, il saper parlare.
Il presidente Obama ha questa caratteristica: ammalia con le sue parole, uno puo` essere d’accordo con lui o contro di lui, ma nessuno puo` negare che sappia parlare ed esprimere con una incredibile ricchezza di vocabolario le sue idee.
Alcuni giorni fa c’e` stato il dibattito tra i candidati repubblicani ed io ero davanti alla TV.
Ai candidati vengono fatte delle domande dai giornalisti, loro sono in piedi davanti ad un podio, gli viene dato un certo tempo per rispondere, poi suona un campanellino, il tempo finisce e loro smettono di parlare appena hanno finito il concetto che stavano esprimendo. Il tono e` sempre molto civile.
Tra i candidati repubblicani c’e` il multi-miliardario Trump, che ad oggi e` sempre in testa ai sondaggi, ma intanto ha perso il primo “scontro” : i caucus dell’Iowa ( leggete l’editoriale e vi spieghero` cosa sono i caucus: un po’ di pubblicita`non guasta!).
Io non so che tipo di presidente costui possa diventare, certo che quello che gli manca, e` un linguaggio articolato.
Nelle sue risposte la parola piu` usata e` stata TREMENDOUS.
Tremendous e` un falso amico perche` non vuol dire tremendo, che in Inglese, si tradurrebbe come terrible o unbearable, ma viceversa significa splendido, eccellente, incredibile.
Avrei voluto contare le volte che Trump ha usato questo aggettivo, ma mi sono persa nel conteggio. Sono state davvero troppe.
“I have a tremendous relationship…” ” My people are tremendous..” Tutto era  tremendous per lui. Al di la` del fatto che a me non interessa molto che lui abbia tutti questi passati “tremendous” vorrei che mi facesse sapere cosa potrebbe fare di cosi` tremendous per la nazione!
Ma questo e` un giudizio politico e vorrei rimanerne alla larga..quello che mi ha dato fastidio e` che non sia riusciuto a trovare dei sinonimi e che invece abbia dovuto ripetere sempre lo stesso termine.
E dire che se c’e` una cosa della lingua inglese che nessuno puo` negare e` l’incredibile, ricchissimo vocabolario,mentre la sua grammatica e`relativamente semplice.
Il mio problema, quando parlo inglese, ancora adesso e nonostante gli anni di vita qui, e` l’uso appropriato al contesto di determinate parole.
All’inizio anche solo ricordarsi che orologio ha due traduzioni in inglese, che vanno ad indicare due oggetti diversi: watch (orologio da polso) e clock ( da muro) e che la nostra borsa puo` essere Purse ( borsetta da donna) e Bag ( piu` generico) mi creava problemi, ora sono differenze piu` sottili e se vogliamo sofisticate, ma l’inglese non e` la mia lingua e non ho velleita` politiche!
Da un politico ” native speaker”mi aspetterei di piu`!
E naturalmente essendo il suono di tremendous, cosi` vicino a tremendo, ecco un altro falso amico che ,come tremendous, a noi italiani ricorda una parola dai connotati negativi e non positivi. TERRIFIC, che non significa terrificante, ma splendido: un aggettivo che qui viene usato tantissimo e che, quando viene usato per definirti, lascia le tue orecchie italiche un po’ frastornate. Terrific a me? Terrific sara` tua sorella! Invece e` un complimento!
I “cognate” o falsi amici sono uno dei trabocchetti che chi impara la lingua inglese deve superare…. e che sono anche quelli di chi impara la lingua italiana. Basta chiedere ai miei alunni: “Chi sono i “parenti” in Italiano?”