Il diario

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Non avevo piu` dormito nella mia camera da letto nella casa dei miei dalla notte prima del mio matrimonio. Probabilmente allora non dormii molto, ma sono passati troppi anni e di quella notte ho ricordi molto vaghi. Per fortuna mi ricordo ancora del giorno dopo, quello del mio matrimonio.
Dopo quella notte non c’e` mai stata la necessita` di dormirci nuovamente: mentre vivevamo ancora in Italia avevamo casa nostra e io e mio marito non abbiamo mai litigato in modo tale che io dovessi” tornare dai miei”, poi dopo il trasferimento negli USA quando tornavamo in Italia, stavamo da mia suocera, che aveva una casa molto piu` grande dove noi tre ci potevamo allargare ben bene. La mamma di mio marito pero` ci ha lasciati e con lei ora se ne andata anche la sua casa. Mia mamma con molto piacere ci ha fatto invadere il suo spazio, insieme si sta bene anche se si crea qualche scompiglio, ma si e` famiglia e va bene cosi`! Insomma al posto del mio lettino singolo ora c’e` un comodo divano letto dove possiamo dormire in due, mentre mia figlia e` nella camera di mio fratello.
Certo che dormire di nuovo in quegli spazi fa un po’ impressione. Mia madre negli anni non ha buttato via niente e da un cassetto e` uscito un mio vecchio diario.
Avevo 17 anni quando scrivevo quelle pagine. Una vita fa. Erano i momenti in cui tutto era esagerato, drammi e eccitazione, tutti i sentimenti erano estremi. Il diario era in realta` un’agenda, quelle che le banche davano ai clienti, prima dell’avvento del digitale, con le pagine grandi a righe e con a pie` pagina le massime del giorno o i consigli per pulire la casa o ancora le ricette per le lasagne.
Da quell’agenda sono uscita io, sono usciti i miei amici ed i professori, perche` la scuola occupava sicuramente gran parte della mia vita.
” Oggi primo giorno di scuola di liceo (n.d.a: ho fatto il classico quindi terzo anno): sono nel banco con Maurizio M. davanti a Marco M. e Gabriele G., penso che ci divertiremo.” Ed infatti quanto ci siamo divertiti, tanto che per i tre anni di liceo quella e` rimasta la formazione di quell’angolo di classe: io e Maurizio nel primo banco fila di sinistra , dietro Marco e Gabriele. ” Oggi prima lezione di filosofia, il professore e` proprio bello, ma deve essere uno stronzo”. Il prof di filosofia: credo che tutte le sue studentesse fossero innamorate di lui, carismatico, sinistroide,innamorato della filosofia piu` che della storia -l’altra materia che ci insegnava- nell’ultimo anno di liceo ci ha praticamente insegnato solo Marx ( o per lo meno e` quello che mi ricordo). Era giovane, controcorrente, sposato, ma poi si era scoperto essere gay, e questo aveva sconvolto il perbenismo di una citta provinciale come la mia anche perche` poi era mancato troppo presto e portato via da un tumore per cui allora non c’era via di scampo.
Le annotazioni di compiti in classe, interrogazioni, delle ore passate a studiare si ripetono regolarmente su quelle pagine, ma tra quelle compaiono cuoricini,” I love you”, poesie ( ma come? A me la poesia non piace molto!) e sono tutte rivolte ad un amore nascente ed e` per colui che  e` ora mio marito.
Mamma mia!
Era gia` presente nella mia vita!
In effetti quello era proprio il periodo di transizione. Avevo preso una cotta per uno e ci ero uscita qualche mese, poi pero` mi ero accorta di “lui” e allora crudele avevo lasciato il tale per perseguire il nuovo amore. Amore? A quell’eta` non sono tutti tali? Non e` normale passare da un filarino all’altro a 17 anni? Meno normale e` fermarsi vero?
Ho riletto alcune di quelle pagine, ma non ho trovato nelle mie parole di allora nessun accenno a qualcosa di diverso, niente che facesse intravvedere che quello era il porto dove mi sarei fermata. C’era l’entusiasmo di un sentimento che faceva palpitare il cuore di una diciassettenne, ma poche pagine prima lo stesso palpitamento lo provavo per uno che sarebbe scomparso dalla mia vita poco dopo.
Insomma fa bene o fa male rileggersi dopo tanti anni? Non lo so, di certo non ho riletto passaggi degni di un premio Pulitzer. La mia scrittura era proprio scolastica ed immatura, i sentimenti erano proprio semplici. Di certo non e` un diario da fare leggere a mia figlia, credo che lei a 17 anni fosse molto piu` matura di me alla stessa eta`. C’e` da dire che le esperienze a cui noi l’abbiamo esposta e che lei ha potuto fare in questi primi 20 anni della sua vita sono molte di piu` di quelle a cui ero stata esposta io. Il mondo poi era piu` piccolo e limitato senza l’aiuto di Internet, che pur con tutti i suoi limiti, espone anche le persone giovani, ma curiose a cose che noi non ci immaginavamo neanche.
Cosa faro` del mio diario ritrovato? Lo straccero` e buttero` nel camino? Lo lascero` dove l’ho trovato ed e` rimasto negli ultimi 30 e passa anni? Secondo voi cosa dovrei farne? E` capitato anche a voi di rileggervi?

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6 pensieri su “Il diario

  1. Io non tenevo un diario ma durante gli anni delle superiori,io ho fatto ragioneria, avevo dei quadernini dove scrivevo delle lettere ad una mia amica e lei mi rispondeva. Era una sorta di diario a due, dove facevamo delle confessioni e parlavamo dei nostri amori, dei pettegolezzi di classe e della scuola.
    Lo scorso anno ho ritrovato quei quaderni ed ho deciso che era giunto il momento di farli avere alla mia amica, quindi a Natale glieli ho regalati e ci siamo commosse entrambe. E' stato bellissimo rileggere alcune pagine insieme!
    Secondo me sono cose che vanno conservate per sempre!!!
    Comunque anch'io a 17 anni scrivevo già di un ragazzo che oggi è mio marito.

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