E` difficile tornare a scrivere..

E` ancora troppo difficile tornare a scrivere dopo quello che e` successo a Parigi.
..e pure quello che e` successo sul Sinai, in Kenia, a Beirut, ma se e` anche vero che non ci sono morti di serie A e serie B, come dice Lettere da Berlino in un bel post che vi invito a leggere intitolato Perche` Parigi non e` Beirut: a Parigi probabilmente ci siamo stati.
Io ci sono stata.
E mi fa impressione quello che e` successo, come mi aveva fatto impressione l’11 settembre di NY perche` quegli alberi ed i vecchietti che giocavano a scacchi nei giardini sotto le torri gemelle erano li` impressi nella mia memoria e lo sono ancora, come vi avevo raccontato qui.
Da Place de la Republic ci sono passata centinaia di volte, sia sotto terra che in superficie. I nomi delle strade dove sono successi gli attentati mi sono noti. Su Boulevard Voltaire c’e` l’albergo dove sono stata con Francesca, mia mamma, la mia amica Marie e sua figlia Juliette l’ultima volta che sono stata a Parigi, per un viaggio di tutte donne che e` una memoria bellissima di un’amicizia che continua nonostante la lontananza.
Le zone intorno all’albergo erano brulicanti di vita e di ristoranti di tutti i generi, la cucina emblema della multi-etnicita` di una citta` dove convivono molti anime in una laicita` che e` nella storia francese e dove, per la prima volta, ho provato couscous e kebab. Tutti questi ricordi belli si mescolano all’orrore visto negli ultimi giorni.
Ho sentito Marie l’altra sera appena dopo gli attentati. Ho pensato subito a lei e alla sua famiglia. Sono di Parigi e se anche lei,expat come noi, da anni gira per il mondo, i suoi ragazzi hanno scelto di tornare in Europa per l’universita` e molto spesso tornano a casa in Francia per stare con i nonni e gli amici di lunga data. Potevano essere anche loro li`. Non lo erano per fortuna, ma chissa` se conoscevano qualcuno tra quei poveri innocenti che sono usciti di casa per andare a divertirsi e non sono mai tornati.
Ed e` difficile tornare a scrivere perche` tutto quello che si scrive diventa banale, ovvio …
Di cosa posso scrivere?
Allora mi prendo ancora qualche giorno di silenzio per non cedere alla tentazione di scrivere altre parole su qualcosa che mi lascia ancora senza parole, per metabolizzare quanto e` successo e per pensare a come ritornare forti e non lasciarsi annientare dalle azioni di chi non trovo parole per  definire. NON sono ancora a quel punto…………..

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