La mia moda

Elleit

C’era una volta….
C’era una volta una farmacista che, dipendente di farmacia pubblica, aveva uno stipendio dignitoso, ma normale, sposata e alle prese con molte spese per la casa da ristrutturare. Eppure quella farmacista in Italia vestiva in boutique, con marchi famosi ( e pure costosi, anche se non come ora): i pantaloni erano tutti di New York Industrie,  i maglioni e giacche di Emporio Armani,Sportmax, Max Mara e soprattutto Max &co. La farmacista aveva scarpe di Prada e borse di Fendi( quelle con le F incrociate..cosi` si vedeva che erano di Fendi). La farmacista ci teneva ad essere vestita bene, anche sotto il camice, con quello che si vedeva nelle vetrine dei negozi della sua citta`, le piaceva la moda e nelle citta` provinciali dove viveva e dove lavorava la conoscevano tutti. “Buongiorno dottoressa” “Come sta dottoressa?” ( il che imponeva anche l’essere vestiti bene per andare a buttare la spazzatura nel bidone in strada). La farmacista spendeva per la moda. La farmacista era anche un po’ provinciale lei stessa ed insicura( ma era giovane e la dobbiamo scusare): non voleva essere diversa, originale e si conformava alla massa.
La farmacista decise ad un certo punto di partire per gli USA a seguire il maritino, un passo che la fa crescere in molti modi e stupisce anche lei stessa. Lascia il lavoro, la citta`..e lo stipendio.. ( in primis, lascia la famiglia…ma questo non c’entra molto con la nostra storia oggi). Bene, immagino capiate dove vado a parare. Non c’e` neanche molta suspance in questa storia:avevate pure capito gia`chi e` la farmacista, no?
Insomma, arrivo negli USA ed entro in crisi acquisti/moda. Per prima cosa non ho piu` uno stipendio ed un lavoro. Mio marito non mi ha mai fatto questioni di soldi, ma senza lavoro psicologicamente non sono piu` indipendente, non riesco per un po’ a spendere per me. Poi oggettivamente ne ho di cose portate dall’Italia e non mi “serve niente”. Essendo pure in dolce attesa..non e` che una donna sia in un momento in cui fa grandi acquisti per se stessa. Se mai costruisce il guardaroba del nascituro. 
Poi non sapevo dove comprare e cosa comprare.
In Italia e` cosi` facile fare shopping, capire cosa va di moda e sapere quali sono i trend dell’anno. Perche`? Perche`in Italia se una cosa non va di moda, non si trova! Secondo voi questo non uccide un po’ la personalita`? E se io volessi mettermi un maglione giallo? Queste due considerazioni sono di una persona che vive lontana ormai da molti anni, allora non mi sarei mai neanche messa in mente di indossare un maglione giallo ( PS: se vi chiedete se ne posseggo uno,la risposta e`no perche` non mi piace molto il giallo vicino al mio viso ne` mi starebbe molto bene..gialla di capelli, gialla nei vestiti? magari no! )
Arrivando negli USA, a Pittsburgh c’era da una parte Sacks’ 5th Ave ( che raccoglie tutte le firme piu` costose della moda internazionale), dall’altra parte Sears ( che viceversa incarna lo shopping dell’americano medio che vuole comprare il trattore taglierba nello stesso luogo dove compra le scarpe e le magliette). O per lo meno cosi` mi sembrava all’inizio, non conoscendo alternative.
Erano anche gli anni in cui il dollaro era fortissimo nei confronti della lira. Sentendomi come un Paperon De Paperoni in gonnella tornavo in Italia a far shopping e non mi sembravano cosi` alti i prezzi… poi stavo in Italia molti mesi ( la bimba deve stare con i nonni, no?) e ritornavo ad essere presa dal vortice: Non ho niente da mettermi. Non sono aggiornata.= Compro.
Le valigie al ritorno negli USA assumevano dei pesi mostruosi ed erano al massimo del numero consentito 2 a testa e le piu` grandi disponibili.
Questo mi ha portato ad avere vere e proprie avventure durante i viaggi..diciamo incubi, che credo molti expat abbiano passato. Ad esempio trovarsi a riaprire tutte le valigie per ridistribuire i pesi eccedenti…
Poi tutto cambio` e l’introduzione dell’Euro forte ribalto` tutto. Tutto si mise a costare e tanto. I prezzi  vennero raddoppiati immediatamente. I furbasti convertirono 1000 lire= un euro, invere il cambio vero era piu` vicino alle 2000Lire =un euro.I numeri cosi` rimasero visivamente uguali, ma accidenti se lo erano . Cosi` un maglione di Benetton che fino all’anno prima si comprava con centomila lire, comincio` a costare 100 Euro( quasi duecentomila).Questo lo sapete, se vivete in Italia e non siete cosi`giovani da non ricordarvi la vita prima dell’Euro ( no Salvini, non sto combattendo la tua battaglia, non voglio tornare indietro, sto solo evidenziando un comportamento che fu generalizzato. Non fu colpa ne` dei commercianti, ne` dei produttori, ne` di chi continuo` a comprare, ma di tutti indistintamente)
Per me a quel punto divento` obbligatorio non basarmi solo sugli acquisti in Italia che divennero piu` eccezioni che la regola.
Anche perche` i viaggi in Italia divennero anche loro piu` rari e come per il parrucchiere, lo stesso valse per i negozi: dovetti trovare delle alternative.
Poi ricominciai a lavorare e dovendomi “vestire” tutti i giorni avevo bisogno di piu` cose, no????
Una cosa che non riuscii piu` a fare e` spendere tanto per un singolo capo. Non ce la faccio! Ho un limite mentale, che mi sono data io, un limite di spesa che non supero. Per quello ho cominciato a fare la caccia al tesoro per fare affari e non compro quasi mai a prezzo pieno.
Cosi`cominciai a girare per negozi e a fare delle scoperte, di cui ora non potrei piu` fare a meno. Negli USA ci sono negozi, che non sono outlet, cioe` non vendono cose dell’anno prima, ma vendono gli ordini cancellati da parte di catene di negozi, o surplus di produzione. Li` si compra benissimo.
Oppure vado nei negozi monomarca, nella parte posteriore dove ci sono sempre i saldi. Saldi di cose correnti. Ne avevo parlato proprio all’inizio delle mie collaborazioni con il giornale italiano, e potete leggere il mio articolo sui saldi, di come le collezioni qui si susseguano velocemente, altro che cambio autunno/inverno e primavera/estate. Capaci che qui dopo 3 settimane si trovi l’invenduto al 50 % di sconto! 
Cosi` quando devo comprare qualcosa di nuovo passo prima da TjMaxx, dove se uno ha fortuna davvero si compra benissimo, dove si possono trovare cose di marche italiane a prezzi bassissimi. Negli anni  ho trovato li` parecchi tesori, compresi una gonna di Prada a 40$, dei pantaloni di Emporio Armani a 70$, un maglione di Les Copains….non continuo per non fare venire l’invidia ai miei lettori.
Il difetto di questi luoghi e` che non sono le boutique dove tutto e` ordinato e ci sono pure le commesse che aiutano. Li` bisogna perderci del tempo per discernere tra la merce normale ( alcune cose proprio straccetti…) ed il tesoro. E se c’e` una cosa che li` non e` facile e` capire cosa va di moda.
Veramente negli USA tutto va di moda, perche` le persone si costruiscono la loro moda. Lo stile e` personale piu` che dettato dagli stilisti.
Cosi` se vedete nelle riviste quelle sezioni ” La moda della strada” e` vero: ognuno si costruisce la sua immagine attraverso i vestiti che indossa.
Quest’anno per esempio qui e` tutto il revival anni ’70 con la moda hippie ed i fiorellini, i vestitoni…ma quelli si vedevano anche 2-3 anni fa!
Anche se non ho piu` l’eta` per fare la figlia dei fiori, questa cosa mi piace tantissimo
E` anche l’anno dei vestiti squadrati MOD degli anni ’60 e dei maglioncioni pesanti che sembrano fatti a mano.
Nei negozi si trova di tutto, anche il maglione giallo!
E ci si sente liberi di esprimersi attraverso i vestiti. Cosi` e` stato anche per me.
La mia moda e` diventata molto piu` personale sia nei colori che nei tagli.
Il mio stile e` evoluto anche per colpa dell’eta`:  bisogna rendersi conto che ci sono limiti e quello che si indossa a 20anni, a 50anni puo` solo sembrare ridicolo.
Cosi` il mio stile ha preso una direzione decisa, che ogni tanto lascio per qualche colpo di testa, tipo la pellicciotta sinteticissima che mi fa sembrare un orsacchiotto di peluche, ma che ho messo lo scorso inverno tantissimo:
Oppure borse, scarpe ed altri accessori con colori vivaci che riscaldano i miei colori base: in primis il grigio che adoro…
Certo ci sono persone qui a cui come si vestono non interessa per niente, che mettono le prime cose che trovano nell’armadio senza pensare a colori o forme.Image result for mom jean Negli USA questo e` molto piu` evidente che non in Italia, dove non si puo` dire che lo stile vada di pari passo con possibilita` economiche. La gente in Italia ci tiene di piu`. Punto.
C’e` un codice silenzioso, non scritto, ma seguito da tutti che da` priorita` all’apparire. Ci piace fare bella figura.
Siamo cosi` geneticamente programmati, pochi scappano da questa verita`.
Anche se si vive all’estero e si diventa magari piu` liberi dai condizionamenti , come e` successo a me, molto spesso si comprano cose pensando di essere ancora in Italia.
Il fatto di aver comprato una gonna di Prada a 40$, fa piacere a me..che so che e` di Prada ( l’ho vista e ho sentito quella sensazione di vittoria ed eccitazione….), ma gli altri vedono una gonna blu, sara` pure un bel tocco di blu, ma e` una gonna normale…
Certo il fatto che spesso io venga fermata per avere informazioni su dove io abbia comprato una certa cosa, mi fa dire di essere riuscita ad unire alla moda il gusto e lo stile, che sono i miei.
Dove vivo si usano gli abiti invernali molto di piu` di quelli estivi e sono 5 anni che non vado in Italia in Inverno. Ci tornero` quest’anno.
Sono curiosa di vedere come mi sentiro`li` con le cose che ho nel mio guardaroba.
Di certo le cose comprate in Italia qui le ho messe, specialmente le scarpe e gli stivali, ma sempre meno sento la necessita` di riempire le valigie quando torno in Italia. Anzi mi stanco a stare nella mia citta` dove tutte le vetrine hanno le stesse cose e tutti in giro sono vestiti nello stesso modo…fondamentalmente poi con cose il cui marchio si veda…chiaramente…come nella mia borsa di Fendi…che deve essere rimasta a casa di mia mamma…se non e` gia` stata buttata via molti anni fa..



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10 pensieri su “La mia moda

  1. Io sono ancora a mezza via…stare negli Usa mi ha reso molto molto piu' rilassata nel vestire, nel senso che so che a nessuno importa niente per cui mi metto anche cose che magari non mi stanno proprio benissimo ma mi piacciono. Pero' devo dire che quando vado in Italia vengo presa un po' dal panico, tutto il mio guardaroba americano mi pare importabile e comincio a mandare messaggi disperati alle amiche italiane per sapere cosa va di moda! E poi quando arrivo in patria tutto l'abbigliamento mi sembra cosi' di classe rispetto a quello qui e faccio incetta di tutto…anche se non mi manca di certo la fighetteria di provincia per cui se non hai il capo giusto ti guardano malissimo!

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  2. la fighetteria di provincia: brava! ottima descrizione…
    Io negli ultimi anni essendo andata in Italia solo in estate non ho mai avuto la sensazione di essere vestita male…certo quegli sguardi sottecchi a guardare i mie pantaloni gialli ( non ho il maglione, ma ho i pantaloni!) che in nessuna vetrina del corso c'erano..non mi sono certo sfuggiti!!! vedremo quest'inverno..la prova del fuoco!

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  3. L'anno trascorso in Italia, dopo quattro anni di Kuwait con frequentazioni prevalentemente di inglesi, mi ha fatto sentire piuttosto fuori moda e a disagio. Ma sinceramente preferisco essere vestita “bene” ma con un mio stile e non seguire per forza la moda del momento. Trovo che le donne italiane spesso siano schiave della moda, però ti confesso che quando torni in Italia dopo tanti mesi di estero tutte le donne italiane sembrano così belle ed eleganti!

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  4. Quante verita'! Anche io sono una cacciatrice di tesori, Nordstrom Rack e qualsiasi altro outlet sono i miei posti preferiti dove fare shopping 🙂 devo dire ci trovo pure piu' soddisfazione che comprare a prezzo intero!! Ma sai che c'e' ? Sappiamo cosa acquistare! certe volte i tesori trovati ad una frazione di frazione del costo, attirano molti complimenti e domande proprio perche' sappiamo cosa scegliere!! 🙂

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  5. Io a lavoro,nella maggior parte dei casi, ci vado vestita con quello che capita 😛
    Ma vero è che devo stare comoda x forza di cose,venire qui vestita carina magari la notte non è che mi aggrada molto.
    Però mi sbizzarrisco fuori, con uno stile un pò particolare ma che sento mio,quindi va bene così!

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  6. onestamente io non sono mai impazzita per le griffe, nonostante sia cresciuta a Milano, ho sempre cercato uno stile più personale e libero. però non nego che mi piacciono i bei vestitini, le scarpe ecc… che se in Italia qualche volta riesco a mettere, in Germania ciao proprio, in genere jeans maglioncione e via… Davvero dopo 1 anno in italia e in procinto di riaprtire guardo i vestitini nuovi e mi dico ma quando mai li userò?! ciao, vale

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  7. tu vivi in una grande citta` e le grandi citta` d'Italia “permettono” di vestirsi come si vuole..lasciano una liberta` che le piccole citta` di provincia non lasciano…triste ma vero, reprimono ogni originalita` e se uno vuole vestirsi come vuole di solito viene visto come strano ed eccentrico, ma soprattutto deve andare a comprare da altre parti perche` nei negozi in citta` non si trova niente che esca dalla corrente …

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  8. Condivido. Io le cose italiane le metto quando mi voglio sentire bene e in certe occasioni, perche` la qualita` di un capo made in Italy si sente anche addosso. Certo quando mi vesto di cose italiane e poi prima di uscire di casa mi guardo allo specchio, mi rendo conto di essere “troppo” e mi chiedo” Ma dove vai?”. Specialmente sul lavoro non fa sentire neanche bene la sensazione di essere sempre “elegante”, anche se non hai niente di speciale addosso..ma solo il gusto di saper abbinare colori e forme…ed una qualita` che si vede

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