Da bambine a donne: pensieri sull’adolescenza di una mamma che e` stata figlia

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Mia figlia e` grande ormai ed ha superato la fase di transizione da bambina a donna. Per questo motivo ogni tanto ci fermiamo a parlare degli anni appena trascorsi, alcuni dei quali non sono stati facili, specialmente quelli che corrispondono alla scuola media. Ma non e` cosi` per tutte noi donne?
Vi ricordate come eravate voi alle medie? Io si` ed i ricordi non sono belli. Non ero piu` bambina, non ero ancora diventata una ragazza.
Nei primi anni di vita ero stata una bambina magra, bionda, con i capelli dritti e con gli occhioni blu ( bellina vero?),

 ma che mangiava poco ed ero ormai quasi figlia unica, coccolata come unica nipote da nonni e zii ancora tutti vivi, fino a che dopo 5 anni era nato mio fratello e si era dimostrato ancora piu` difficile di me: non mangiava, era biondissimo e gracilino e tutte le attenzioni si erano riversate su di lui, anche perche` io ce l’avevo messa tutta a mandare il “rompiballe” al creatore quando gli avevo portato a casa da scuola il morbillo e lui aveva solo 3 mesi.
Povero fratellino se l’era vista brutta, pero` ce l’aveva fatta e, anche se ancora adesso e` un po’ rompiballe, gli voglio bene. Pero` negli anni successivi di quell’affronto si era ben vendicato portando lui a casa ogni possibile malattia esantematica che regolamente trasmetteva a me, quindi tanto “santo”nei miei confronti non e`stato!
Comunque nato lui, io , me lo dicono perche` non mi ricordo di questa cosa, mi ero trasformata in un lupo famelico e mi ero messa a mangiare di tutto e di piu`. Questo aveva fatto si` che, io che ora svetto alla grandiosa altezza di un metro e cinquanta centimetri, fossi in 5a elementare la piu` alta della classe. Questo si` che lo posso confermare. Nelle foto di classe e` stata l’unica volta che sono stata messa nella fila dietro.( la foto ce l’ha ancora a casa mia mamma, quindi non posso allegarvela, ma mi credete vero?) Mi ero alzata si`, ma anche allargata parecchio. Alta, grossa, con i capelli sempre legati in una coda da cui usciva una massa riccia e crespa: non ero bella, ma non lo sapevo. Non ero ancora negli anni in cui le ragazzine si guardano nello specchio. Ero una brava bambina, giudiziosa e una donnina, come mi definisce mia mamma parlando di me bambina, avevo amiche care e stavo benone con me stessa.
In prima media pero` tutto cambio`: per prima cosa c’era stata la realizzazione che qualcosa stava succedendo al mio corpo e che mi stavo trasformando. In che cosa? Di certo non ancora in una donna, ma in un essere non ancora definito: un ibrido pustoloso e con gli ormoni a mille. Negli anni delle medie ero perennemente cotta di ragazzini, a loro volta pustolosi e totalmente ignari della mia presenza. Quelli che mi filavano non erano mai quelli che mi piacevano e mi davano pure un fastidio notevole, ma a quanto pare allora la quantita` era meglio della qualita` e negli anni delle medie oltre ad aver perso il peso in eccesso, ho collezionato numerosi filarini e tutti di questo genere: mi chiedevano di “uscire” rispondevo di si`  e poi li lasciavo dopo una settimana senza manco esserci “uscita” una volta!
A quanto pare questa memoria dei filarini deve essere stata una delle cose piu` importanti dei 3 anni delle medie, in cui a scuola le classi erano ancora divise per sesso e le scuole per piani. Questo dimostra quanto io sia ormai vecchia vero? I ricordi di quegli anni sono ormai persi in qualche parte della memoria che non vuole riemergere, se non proprio il ricordo di come io e le mie compagne di scuola trascorrevamo gli intervalli a scuola e della sottoscritta, affacciata con le altre alle finestre interne sul cortile della scuola, a sospirare ” aneliti d’amore” verso i maschi al piano di sotto, che continuavano a giocare ignari della nostra presenza, loro ancora bambini nella testa e nel corpo, felici a pallone.
Triste vero che io di quei tre anni mi ricordi solo quello e poco poco altro e anche quell’altro non e` un ricordo sereno e racconta un malessere interiore, una tristezza diffusa e un pensiero: ” SONO TUTTI CONTRO DI ME E NESSUNO MI CAPISCE”
Un’altra cosa che mi ricordo era cosa pensavo di mia mamma.
Lei era bellissima, giovane ed elegante e magra ed io ero il brutto anatroccolo. Mi sentivo in competizione con lei. Adesso posso capire che si trattasse di competizione, allora provavo solo malessere ad invidia. Non credo di averle mai detto “ti odio” ( anche perche` mi sarei presa uno sganascione da lei e/o mio padre da farmi girare la testa dall’altra parte, loro che non mi hanno mai toccato con un dito, tanto che l’unico schiaffone preso da mio padre in tutta la mia vita, mi brucia ancora sulla pelle, mentre non mi ricordo assolutamente il motivo per cui me lo avesse rifilato), ma il concetto era quello
E voi come eravate? Vi ritrovate in quello che ho scritto?
Allora capita che decennni dopo anche i ricordi di mia figlia delle scuole medie sono confusi, e non belli.
 Ci credo! La mia cucciola si era trasformata in una s….a ed io ero uno dei suoi obiettivi preferiti da colpire.
Come ho detto all’inizio, di questo io e mia mamma e anche io e mia figlia ne abbiamo parlato e riso insieme, ma anni dopo…perche` i ” ti odio” che si dicono alle mamme in quegli anni non sono veri” ti odio”, ma sono un “ti voglio cosi` bene che vorrei tanto essere come te, ma tu sei irraggiungibile nella tua perfezione ed io non so esprimere quello che sento, quindi esprimo questo sentimento con le parole che conosco e sono:ti odio”
Le mamme sono veramente cosi` perfette? Certo! No, non lo siamo affatto, ma dobbiamo sembrarlo davvero agli occhi delle nostre figlie perche` ci riservino un trattamento cosi`!!
Gli anni delle medie di mia figlia sono abbastanza recenti da ricordarmeli, ma abbastanza lontani  da poterne parlare con distacco. Ormai mi trovo una donna vicino, con cui ho un bel rapporto adulto, in cui entrambe siamo arrivate ad accettare l’altra anche per come esprime i suoi sentimenti. Io cerco di non forzarla ad essere quella che non e` e lei si e` rassegnata ad avermi cosi` come sono, che tanto non cambio piu`.
Pero` in quegli anni, mi faceva male, forse perche` non avevo ancora elaborato cio` di cui con distacco sto scrivendo ora, come ogni mamma ero solo stupita della sua cattiveria e della meticolosita` con cui riusciva a colpirmi nei miei punti deboli.
Per me il punto debole era la mia diversita` come straniera ed il fatto che io dentro mi sentissi diversa.
Forse ne ho gia` parlato nel blog, ma io non sono mai stata trattata in maniera diversa perche` straniera, ne` sono stata discriminata come diversa, se mai il contrario. E anche agli occhi delle amiche di mia figlia io dovevo proprio apparire “cool”, visto che l’erba del vicino e` sempre la piu` verde!
Cosi` a lei dava infinitamente fastidio che le sue amiche le dicessero come io ero elegante quando andavo a scuola a fare volontariato e come il mio accento fosse bello e particolare.
Invece io ero solo vestita normalmente perche` passavo dalla sua scuola ad aiutare prima di andare ad insegnare, quindi non ero in tuta e scarpe da ginnastica. Mi ricordo che un giorno mia figlia se ne usci` con un” Mamma mi fai vergognare, sei sempre troppo elegante, mentre le mamme delle mie amiche vestono casual. Ma non puoi venire a scuola in tuta anche tu?”
Lei avrebbe voluto solo essere come tutte le altre, sparire e la mia presenza, la faceva invece emergere. L’anno della terza media poi e` stato durissimo, lei e` entrata in crisi, non so ancora adesso per che motivo, e io sono entrata nel panico pensando che potesse arrivare a farsi del male. Erano anni in cui intorno a noi molte ragazzine erano anche arrivate all’estremo sacrificio, a suicidarsi. Ragazzine belle, normali, senza problemi apparenti con famiglie normali, amiche con cui parlare e nessun episodio di bullismo a conoscenza delle famiglie e delle scuole.
Io quando mia figlia mi ha detto che non stava bene dentro, ho avuto veramente paura e ho reagito subito, senza aspettare e senza minimizzare il suo disagio.
L’ho portata dal pediatra, la quale l’ha ascoltata ( io ero stata fatta attendere fuori) e ha suggerito di portarla da una terapista e cosi` ho fatto. L’ho portata a parlare con una persona che sapeva come reagire ai suoi problemi e valutarli al di fuori della famiglia e con occhio professionale. Dopo poche sessioni la terapista mi ha detto che mia figlia non aveva piu` bisogno di andare da lei e che aveva solo avuto bisogno di acquisire un “metodo” per saper reagire a come si sentiva. Io non ho mai partecipato alle sessioni e l’unica cosa che mi era stata detta e` che mi avrebbe avvertita solo se avesse percepito un pericolo reale, cosa che non e` stata. Neanche le sono mai state date medicine di nessun genere. Dopo anni mi domando se ho esagerato a ricorrere ad uno specialista. Poi mi dico di no- d’altra parte non si va dallo specialista se si ha un male da qualche parte?- ed e` per questo motivo che ne scrivo qui, con il cuore in mano e per la prima volta.
Sperando che non ne abbiate mai bisogno, pero` mi sento di affermare che ho fatto la cosa giusta e l’ho aiutata. Non avrebbe mai parlato con me per come era allora, e come mamma mi sarei fatta coinvolgere troppo: meglio una persona in grado e con gli strumenti adatti a tirarle fuori le cose importanti, magari anche quelle che alle mamme non si dicono. Quindi vi dico che se le vostre figlie/i vostri figli vi chiedono aiuto , dateglielo…non si sa mai che se aspettate possa essere troppo tardi!
Credo che mia figlia dopo quell’episodio abbia capito quanto bene le voglio/ le vogliamo ( perche` mio marito mi aveva appoggiato totalmente nella mia scelta) e abbia sviluppato un rispetto per noi che l’ha fatta crescere la donna forte e sicura che e` ora! Ma ancora adesso non mi ha detto cosa l’aveva fatta andare in crisi e forse non me lo dira` mai. Non importa alla fine. A me basta che lei stia bene.

mia figlia 14enne

io 14enne

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8 pensieri su “Da bambine a donne: pensieri sull’adolescenza di una mamma che e` stata figlia

  1. Io sono stata una brava adolescente…stranamente ho avuto un periodo di “lotta” con i miei dopo a causa di una cattiva compagnia!
    Per quanto riguarda tua figlia, hai fatto benissimo a rivolgerti a uno specialista…..c'è chi si vergogna a farlo o dirlo ma francamente è una stupidata…perché vergognarsene?

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  2. Era il problema che mi facevo a dirlo…poi ho pensato? Ma perche` devo farmene un problema? Anzi direi che ne sono orgogliosa! Ho preso sul serio mia figlia, ne ho guadagnato il rispetto. Lei ha acquisito degli strumenti che le serviranno tutta la vita e non avra` probabilmente mai piu` bisogno di ricorrere ad un aiuto esterno per risolvere momenti difficili. Bisognerebbe vergognarsi di altre cose!

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  3. Anche io ho avuto i miei periodi “di lotta”,anche se adesso definirli di lotta fa quasi sorridere! 🙂
    E anche io ero gelosa del fatto che molte mie amiche erano affascinate dalla mia mamma.. ma adesso lo so: è una mamma fantastica, non si può non esserne affascinati 🙂

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  4. Che dirti cara Claudia? Io sono stata un'adolescente difficile, ho sofferto molto e ho fatto soffrire i miei genitori. Sono stata autolesionista e ho avuto dei periodi di bulimia. I miei genitori sono andati da uno psicologo/sociologo per farsi aiutare a gestirmi ma non mi hanno mai mandata da nessuno e io non l'ho chiesto… In compenso mi hanno mandato un anno in USA e tutti i miei problemi sono svaniti! Hai fatto benissimo ad aiutare tua figlia quando te l'ha chiesto…. xx

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  5. Questo post esprime tutto il tuo amore per tua figlia, la difficoltà di vederla crescere, la paura che qualcosa vada completamente storto. Ed oggi che mia figlia è piccola e mi ama incondizionatamente vorrei che questo non finisse.

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