Chiamami: Mamma e Call me: Mom. Mamme a confronto

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Post pubblicato da Alessandria News 11-7-15 per Opinioni
 
 
In vena vacanziera non voglio aggiungere alle vostre pene alle prese con afa e zanzare, temporali monsonici e magari niente vacanze estive e questo mese non vi tediero` con un’opinione  troppo seria. Invece voglio parlarvi di piccole manie e, con un po’ di ironia, vorrei parlarvi delle mamme italiane e delle mamme americane….e anche di una terza categoria: la mamma italiana trapiantata in USA, di cui io rappresento un esemplare.
Le differenze tra le mamme italiane e le mamme americane si vedono gia` alla nascita del pargolo, anzi molto prima: gia` in gravidanza!  Le differenze essenziali durante la gravidanza sono due. In Italia che io sappia si fanno in media 2- 3 ecografie, in USA una nelle prime settimane, poi basta. Dopo ti misurano la pancia con un metro tipo da sarta e se la pancia cresce, vuole dire che cresce anche il bambino e arrivederci  alla visita successiva, il mese dopo (questa e` la regola a meno che non ci siano condizioni di salute di mamma e feto che  richiedano indagini piu` frequenti). Le visite ginecologiche sono mensili, ad esclusione dell’ultimo mese, quando sono quindicinali e degli ultimi giorni, specialmente se e` passata la data del parto, quando praticamente si vive dal medico. Negli USA durante la gravidanza nessun medico ti dice: “Signora si fermi: se mangia cosi` diventera` una portaerei!”: me la sono goduta senza pensare al domani, sono diventata una portaerei felice, ma ci ho messo un bel po’ a tornare a quella che ero prima.  Probabilmente in Italia mi avrebbero consigliato un regime alimentare, negli USA quello non viene contemplato ( anche perche`non sarebbe politically correct da parte del medico dare della portaerei ad una donna incinta), a meno che non ci siano problemi di diabete gestazionale o di pericoli per il feto. Non pensate che non ci siano cure prenatali, e` che tutto e` molto rilassato: la gravidanza e` vissuta normalmente e le donne vanno al lavoro fino agli ultimi giorni, prima di partorire. Generalmente ci sono al massimo solo 12 settimane di permesso per la maternita` e non sono pagate, comunque vengono  prese e le neomamme lavoratrici preferiscono avere piu` tempo dopo il parto a casa con il neonato che prima, se stanno bene.
La permanenza in ospedale e` molto corta, si torna a casa il giorno successivo al parto se si trattava di parto naturale, dopo due giorni se si e` avuto un cesareo, come era successo a me.
Quando si porta a casa il fardello di gioia ( bundle of joy, come viene chiamato) ecco che le differenze diventano ancora piu` evidenti. I neonati non vengono pesati  prima e dopo la poppata, anzi proprio la bilancia pesaneonati qui non la vendono . Niente viene sterilizzato, lo sterilizzatore non viene proprio considerato. Quando l’avevo chiesto al dottore, mi aveva detto che queste cose si trovano in commercio, ma vengono “prescritte” solo se il bambino e` prematuro e quindi a rischio. Certo che si va dal pediatra molto, molto spesso ( non ho termini di paragone con l’Italia, so che i bambini qui negli USA vengono portati dal medico anche se il piccolo e` malato perche` il pediatra non fa mai visite a domicilio)
Lavare tutine e cose dei bimbi separatamente da quelle degli adulti? E quando mai?
E poi, cosa manca assolutamente del guardaroba di ogni americano di ogni eta`? La canottiera o maglietta della salute: l’idea del colpo d’aria e del “ti ammali se prendi freddo alla pancia” e` tutta farina del nostro sacco italico. Cosi` succede che vedi genitori che prendono in braccio bimbi e tirandoli su, a-10C in inverno gli si scopre pancia e schiena e tu pensi a tutte le raccomandazioni che le mamme italiche fanno: “Ti sei messo: guanti cappello sciarpa scarponcini giacca pantaloni?” e che probabilmente avresti fatto anche tu , se non fosse che ti sei vista arrivare a casa tua bambini in pigiama ed infradito in pieno inverno e ti rilassi, che qualsiasi cosa in piu` tu  possa fare e` sempre meglio
Il rapporto tra madri e figli poi parte da presupposti diversi. In Italia c’e` il leit motif: “Stai attento che cadi!”..il bambino cade: “Ecco , te lo avevo detto che cadevi!” Negli USA: niente. Il bambino cade, allora la madre tira fuori dalla borsa capiente l’ospedale da campo, dotato di :salviette che vengono usate per pulire eventuali ferite o per lavare la faccia moccolosa dopo il pianto, pomata antibiotica, cerotti, un succo di mela( onnipresente) e varie ed eventuali.Efficienza e silenzio, nessuna recriminazione.
I bambini americani non fanno mai capricci, perche`? Me lo sono domandato anch’io e sono giunta alla conclusione che non ho mai sentito dire un NO dalle mie conoscenze ai loro figli. Dotate di santa pazienza, SPIEGANO non sgridano e mai e poi mai, neanche un buffetto! Sarebbe da denuncia..io ho il No facile..ancora ora, ma ho imparato bene e da subito che usare le mani non e` proprio considerato un metodo educativo valido.
Moltissime mamme americane, se appena possono, stanno a casa dal lavoro per crescere i figli e ritornano a lavorare quando i bambini vanno a scuola e con orari flessibili, di solito lavorano nelle ore in cui i figli non sono a casa.
Finche` hanno i figli a casa,( o quando hanno…) le mamme americane si annullano. Sono al servizio completo della prole, ma in un modo diverso da quello che potreste pensare. Se le pensate a cucinare manicaretti di qualita` per i figli..vi sbagliate. La maggior parte delle mamme americane non cucina MAI!
La dieta dei bambini spazia  da chicken nuggets ( palline di “pollo” macinato di dubbia origine) e patatine fritte di Mc. Donald ai cubetti di formaggio e verdure crude, per le piu` virtuose. Cottura ed impegno: zero assoluto. In compenso sono intrattenitrici indefesse e le loro automobili ( solitamente minivan) sembrano case a quattro ruote, dove si trova di tutto. Non invitano bimbi a casa, ma vanno fuori con le altre madri e stuoli di mocciosi a fare i “play date”. Puo` essere la biblioteca, il museo, lo zoo: si muovono in branco e solitamente hanno molti piu` figli di noi italiane.
Praticita`, pochi fronzoli, niente attenzione nel vestire ( e anche costi molto bassi per vestire i bambini), le mamme americane non si lamentano mai e soprattuttto non si autocelebrano. Non ho mai ascoltato storie di parti epici, discorso molto frequente invece tra donne italiane in eta` fertile, ma non ho mai neanche sentito mettersi su un piedistallo pensando di avere tutte le ragioni di questo mondo. Vivono e lasciano vivere e non mettono mai i loro marmocchi in competizione con gli altri.” Mio figlio va benisssssssimo a scuola , ha tutti 9 e 10.” “ Mia figlia lei sara` la futura Samantha Cristoforetti, sa ha preso nooove di  scienze…diventera` il prossimo premio Nobel.”Questo non lo direbbero mai dei propri figli.  E questo atteggiamento lo riflettono sui propri figli, che crescono senza tirarsela. Non c’e` competizione? Eccome c’e`: la scuola e` molto competitiva, ma i genitori se ne stanno fuori e i ragazzi sembrano tutti uguali. Non lo so, ma secondo me questo e` solo un bene per tutti.
Mi sembra che questo atteggiamento faccia anche bene ai ragazzi che si sentono piu` liberi e meno dipendenti dai genitori, che comunque li lasciano andare a volare con le loro ali ( magari cadendo, sbattendo il muso e rimettendosi in piedi da soli) molto prima dei genitori italiani.
Da quanto ho scritto si potrebbe pensare che adoro le mamme americane e sto alla larga dalle mie connazionali. Beh…calma! Le amicizie che si formano tra italiane rimangono per tutta la vita, quelle tra la maggior parte delle madri americane sono totalmente dipendenti dalla scuola o dalle attivita` dei figli. Basta che i figli non si frequentino piu` e le amicizie tra le madri si sciolgono come neve al sole, molto raramente sopravvivono. Noi italiane saremo pure un po’ estreme e piene di opinioni, ma oltre che mamme rimaniamo pure donne ed i nostri rapporti sono pieni di sfaccettature: parliamo di tutto e se troviamo delle persone con cui ci troviamo bene i figli diventano parte del rapporto , ma non il centro.
E le mamme italiane all’estero? Danno un colpo al cerchio ed uno alla botte, mediando gli eccessi e trovando un giusto mezzo…che raggiunge la PERFEZIONE….( cos’e` questo coro di BOOOOO???)

 

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6 pensieri su “Chiamami: Mamma e Call me: Mom. Mamme a confronto

  1. Che bello questo post! Interessante conoscere abitudini e modi in cui si comportano le mamme straniere e soprattutto mi piace il confronto con quelle italiane. Di tutto ciò che hai scritto posso dire che mi rivedo nelle mamme americane per quanto riguarda la semplicità e la praticità: mai sterilizzato, mai lavato i vestiti dei miei figli separatamente dai miei.
    Però tifo per la canottiera, non potrei mai vivere senza!

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  2. ne avevo gia` parlato, ma questa e` diventata una sintesi per il giornale e dai commenti dei lettori italiani sono stata massacrata: mica e` facile ammettere i propri difetti e dire che si puo` vivere bene anche diversamente e alllora si attacca dove si puo` mescolando preconcetti ed ignoranza. La sanita` americana diventa uno schifo perche` non ti fanno ecografie a tutto spiano ( pero` se c'e` qualche dubbio sulla salute di mamma e bimbo corrono come il vento e ti fanno veramente tutte le indagini necessarie) o mettendo insieme nell'immaginario, la mamma americana normale con quelle….che mandano i figli in TV a fare le starlette.. Per il resto, brava! Ma tu sei expat anche se non vivi in America , hai raggiunto la perfezione..o quasi ( la canottiera……tze tze! 😉 )

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  3. Sono andato a leggere su Alessandrianews, ma non ho trovato i commenti, per qualche motivo. Davvero non capisco che critiche avrebbero avuto da fare. Ma ci sta, per tanta gente il mammismo italiano, che ha rovinato il paese va bene così.

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  4. Luciano, mi contraddico: dopo essere stata ad Al ho notato come abbiano fatto molti lavori in stazione che l'hanno migliorata moltissimo. Adesso rimane la riqualificazione dei giardini antistanti dove alcune strutture che una volta erano il centro della vita alessandrina sono chiuse e dismesse da anni

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