Lingua e memorie

Image result for acquavenaInsegnare italiano all’estero non e`  un lavoro: e` un regalo che viene fatto a te ogni volta, perche` si incontrano persone speciali. Insegnare ad adulti poi e` un’esperienza bellissima, perche`, se forse l’alunno ha il cervello meno “elastico” di quello di un ragazzino e magari ci impiega di piu` ad imparare le cose, quello che ti viene dato in cambio, in termini di amicizia e rapporti umani, e`tantissimo. Potrei parlare di tutti i miei alunni e delle belle amicizie che abbiamo costruito negli anni, ma oggi vorrei scrivere dell’ultimo arrivato, Donald.
Poche settimane fa, tramite una conoscenza, vengo messa in contatto con questo signore che ha deciso di andare per la prima volta in Italia e non come semplice turista, ma a visitare i luoghi dove suo papa` era nato.
Suo papa`era emigrato qui da un paesino della provincia di Salerno a 5 anni e non era mai riuscito a tornare in Italia. La storia di questo signore e` simile a quella di molti altri emigrati. E` la storia di duro lavoro, sacrifici ed esempio per i figli. I figli che sono poi andati all’universita` ed ora hanno bei lavori, belle famiglie e begli ideali.
Poi il papa` di Donald e` mancato, senza poter tornare a rivedere i luoghi della sua infanzia, ma ha lasciato in eredita` il suo sogno. Ed e` arrivato il momento in cui Donald ha deciso di farlo avverare. Grazie a internet ha fatto ricerche
 e trovato i parenti nella natia Acquavena, grazie a Google translate e` riuscito a comunicare per iscritto con loro e a dirgli che sarebbe stato li` per alcuni giorni.
Mai si sarebbe aspettato all’inizio quello che sarebbe poi successo, ma credo che quando e` arrivato da me, ne avesse gia` un’idea precisa, tanto che,dal volere imparare qualche frase usando app come Duolingo, era passato a voler parlare italiano con i suoi parenti.
Per entrambi una bella sfida!
Certo che non posso dire  che dopo 5 settimane lui parli Italiano, ma spero di avergli dato qualche nozione e tolto qualche paura a parlare e buttarsi, facendogli capire che comunque l’affetto che avrebbe ricevuto e gli abbracci della gente  avrebbero prevalso su tutti gli errori che avrebbe ( sicuramente!) fatto.
E cosi` e` stato. Donald non e` ancora tornato, per cui il racconto dei festeggiamenti e` quello dei post e delle foto messe da lui o in cui e` stato taggato, ma posso dire che sono 3 giorni che ho il cuore pieno di emozione ed orgoglio.
Si`, orgoglio per la mia terra italica e la sua popolazione, che ha fatto festa ad un figlio partito e ritornato. La gente italica che non ha bisogno di tante parole, ma i cui abbracci fanno sentire un calore che scalda il cuore. La gente italica che condivide cibo e vino e fa sentire a casa. Sono contenta per Donald e anche per me, perche` conoscendo lui ho potuto condividere questi momenti di gioia ed ero anche io li` con lui a camminare per le strade del paesino ed a brindare al suo arrivo. Chissa` se ha dovuto usare la frase:” Vorrei andare a vedere la casa dove e` nato mio padre” oppure non ce n’e` stato neanche bisogno?

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