Il leone di Milwaukee

Da dieci giorni un’ altrimenti perfetta estate, costellata da giornate con cielo terso, poca umidita` e sole, perfette per trascorrere tempo all’aperto, e`macchiata dalla possibilita` di trovarsi davanti un leone in giardino.
Come sapete di incontri piu` o meno piacevoli, nel mio giardino ne ho fatti parecchi, arrivando anche a contemplare seriamente il trasferirmi in un appartamento, quando mi sono trovata di fronte la carcassa mezza mangiata di un cervo. Come, non ve lo ricordate piu`? Eccovi il link al post per rinfrescarvi la memoria. Avevo finito il post dicendo che se mi fossi trovata davanti un orso , mi sarei trasferita sicuramente in citta`.
Non avrei mai pensato che tra gli animali possibili ci fosse un leone, o forse due…
No, non ho il leone in giardino, non ancora!
E` che a Milwaukee ne gira uno da 10 giorni. Prima si pensava fosse una bufala, poi hanno cominciato ad investigare anche in seguito a questo video

E la cosa e` diventata seria quando anche i poliziotti hanno cominciato ad avvistarlo.
Il problema e` che il leone di Milwaukee  da 10 giorni dovrebbe “stazionare” in una precisa zona di Milwaukee, che ora e da 3 giorni, hanno coperto di trappole, ma io mi domando: Ma sara` ancora li`?
Per prima cosa il leone ormai dopo 10 giorni avra` una discreta fame!
Se capisce che tutti i tacchini vivacchiano beati dalle nostre parti magari quello decide di percorrere quei 6 km che ci separano dalla zona incriminata e farsi uno spuntino “chez Claudia”.
No, non scherzo! Cosa sta mangiando il micione?
E se sono davvero due? Perche` da qualche giorno gira anche la storia che alcune persone ne abbiano avvistati due. Uno grande ed uno piu` piccolo.
Sul sesso del leone qualcuno ha azzardato: leone maschio giovane, tutto dalla camminata…bravi!
Ma da dove arriva/arrivano?
Ad un certo momento si pensava ad un puma, che qui chiamano mountain lion, ma dal video questo e` stato escluso per la corporatura e la dimensione della testa. Che i puma ci fossero nel nord del WI questo lo sapevo, ma a dieci ore di MACCHINA da qui, che potessero scendere fino qui e ogni tanto lo facciano quello nessuno me lo aveva mai detto!!!
Le trappole vengono messe al mattino e tolte la notte.
Io nella mia ignoranza avrei pensato che la notte fosse il momento in cui si sarebbe avventurato fuori a cercare cibo, invece a quanto pare il DNR o Department of Natural resources che si e` preso carico di catturare la /le bestiole,  le toglie perche` di notte e` sicuro di catturare tutto un altro campionario di animali: coiote, volpi, orsetti lavatori, puzzole, opossum etc etc..
Tutto questo succede sotto gli occhi dei curiosi: le strade della zona pullulano di gente, che va li` per vedere il leone.
Oggi al telegiornale una alquanto spazientita portavoce del DNR, diceva come le persone si avvicinino alle trappole, per vedere se c’e` qualcosa dentro, i ragazzini le fanno scattare rendendole inutilizzabili e file di macchine passano di li`: guardate il video dove un uomo si trasforma in esperto di leoni!
Immaginate come il leone abbia voglia di uscire allo scoperto!
Oltretutto la storia del “nostro” leone si sovrappone a quella tragica di Cecil the lion, ucciso da un cretino, che dall’America, ha pensato di andare in Zimbabwe ad uccidere leoni per “sport”. Il leone di Milwaukee  assicurano che verra` preso vivo.
Se verra` preso dagli ufficiali, perche` per ora l’unico ad essersela vista brutta e` stato un povero pittbull, che come vedete dalla foto e` UGUALE ad un leone, vero?
Il cagnone si e` preso una pallottola in una zampa, perche` un cretino ( un altro) pensava di essere a fare un safari in Zimbabwe.
Intanto il leone o” the elusive creature” come viene chiamato,  e` attivissimo sul web: ha una pagina di Facebook ( anzi 3), un account di Twitter e molte foto.
Il web e` impazzito per lui….che intanto si sta facendo beffe di tutti…dite che e` finito cosi`? Facendo un giro dei bar di Milwaukee ..forse si`!

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Un’estate …NON..al mare!

Varigotti.it

Erano anni che non ci perdevamo l’estate in Italia.
E ` piu` di un anno che non ci torno.
Se ho avuto la fortuna di avere la mia mamma qui con noi per 3 settimane, tutti gli altri sono in Italia ed e` piu` di un anno che non ci vediamo.
Mi mancano alcune persone, con cui il legame e` familiare o inscindibile, anche se siamo lontani: mio fratello innanzitutto e pochi altri, se mi state leggendo sapete chi siete, ma tutti gli altri sono scivolati/ stanno scivolando nell’oblio dei ricordi: belli sicuramente e che fanno parte di me, ma dire che mi mancano e` dire una bugia.
Mi piacerebbe se alcune persone venissero qui a trovarci, ma possiamo contare sulle dita delle mani le persone che hanno attraversato l’oceano per noi.
Se per alcune si tratta di non poterselo permettere economicamente,  per molti altri e` solo mancanza di voglia, dato che sono andati in vacanza in luoghi anche molto piu` lontani ed esotici degli USA.
Mi viene spontanea allora la domanda sul perche` mi debba  muovere sempre io e se questo non mi dovrebbe mettere di fronte alla realta`: che i rapporti umani dovrebbero essere sempre come una strada a doppio senso e se si percorre sempre e solo un senso…si dovrebbe capire qualcosa del rapporto. Cioe` che non gli interessiamo, ahime`!
Allora meglio lasciar perdere.
Oggi non so neanche dire se mi manca qualcos’altro.
Mi mancano la focaccia, il buon cibo, le citta` d’arte che ho visitato? Forse un poco, ma vivo bene anche senza perche` posso fare nuove scoperte e visitare qualcosa di nuovo.
Ecco questo lo sto ammettendo, mentre lo sto scrivendo, per la prima volta anche con me stessa.
Questa ammissione mi fa capire come io e la mia vita siamo cambiate.
Se leggete il mio blog da un po’ , vi ricordate come solo un anno fa in questo post ancora io mi domandassi dove fosse casa veramente.
Forse questo ultimo anno mi ha cambiata tanto.
Forse la risposta me la sono data, inconsciamente prima e sempre di piu` razionalmente man mano che passa il tempo, attraverso i fatti della vita.
Ho visto mia figlia imparare a volare da sola prima andando all’universita` lontano da noi , poi ora , tornata a casa per l’estate, mentre indipendente si e` cercata un lavoro e si e`messa a lavorare .
Fra un mese tornera` all’universita` e avra` la sua prima vera casa, una che non includera` anche noi genitori.
 Tutto questo mi sta facendo capire come forse, invece del guardare al passato , sia utile tessere i legami per il futuro.
Questa estate a Milwaukee, senza mare, senza gli amici di sempre, si sta rivelando un momento in cui costruire ricordi nuovi da tramandare, cioe` invece di voltarmi indietro a quello che e` stato, guardare avanti a quello che sara`.
Un giorno, fra qualche anno, forse potremo ricordare, ridendo, dei pomeriggi trascorsi nel garage a verniciare e scartavetrare mobili del rigattiere per restituirgli una nuova vita, e farli diventare il mobilio della sua casa shabby chic/etnica , delle belle giornate con il cielo terso, quell’immenso cielo americano che molti notano quando arrivano qui. Ci ricorderemo dei pochi intensi giorni di vacanza, insieme noi tre. Ci ricorderemo delle scoperte fatte insieme in questi giorni piu` lunghi degli altri. L’estate e` breve ed intensa qui. Andando in Italia l’abbiamo sempre persa e ci siamo ritrovati nella routine del lavoro e delle giornate brevi e poi sempre piu` fredde, troppo velocemente.
Ieri io e mia figlia siamo andate al lago, quel lago immenso che sembra un mare e che ieri aveva anche il profumo del mare. Mi sembrava strano, ho chiesto a mia figlia: Ma anche tu senti l’odore del mare?  E lei mi ha risposto di si`.
Ho potuto riannusare il mare…Va bene cosi`!
Stamattina poi mi sono messa a canticchiare la canzone di Giuni Russo: Un’estate al mare e mi sono messa a ballare da sola!

Se pagassero tutti le tasse…

Image result for Io non pago le tasseOggi al telegiornale italiano,il giornalista diceva che il presidente del consiglio italiano Matteo Renzi ha intenzione di abbassare le tasse che salassano le tasche dei contribuenti italiani e che: “… questo sarebbe possibile se solo tutti pagassero le tasse”.
Uno puo` essere proRenzi o antiRenzi, pro-contro Salvini, pro-contro ..tutti, ma non si puo` obiettare che pagare le tasse e` un dovere di ogni cittadino, a seconda delle sue possibilita`.
Fa piacere pagare le tasse? Eccome: siamo tutti pronti ad aprire generosamente  i nostri portafogli: “Ma si` prendetemene ancora un po’…ne volete?” Utopia vero?

USA: Mia figlia ha appena iniziato a lavorare, ne avevo parlato qui, e alla prima busta paga a momenti sveniva per la percentuale di soldi che le era stata tolta in tasse.  Abituati mia cara: sara` sempre cosi`.
Sono tutti cosi` contenti di pagare le tasse che c’e` pure una festa che celebra il TAX FREEDOM DAY, perche` fino a quel giorno si era lavorato per pagare le tasse dell’anno. Il giorno della liberta` e` verso la fine di aprile e cambia di poco ogni anno.
Tutti rilasciano le ricevute e tutti pagano le tasse.
Ma  non e` vero che qui tutti sono santi e in Italia sono tutti farabutti. In 20 anni di permanenza negli USA una persona che mi ha proposto un piccolo sconto se pagavo in contanti senza ricevuta c’e` stata: UNA in 20 anni!

Italia: L’altro giorno  ho visto il mio studente appena tornato dall’Italia. Vi ricordate? La persona di cui ho parlato in questo post. E` ritornato con un bagaglio di mille belle memorie e qualche storia di cui noi italiani non dovremmo andare fieri.
Una di queste mi ha fatto girare i “cabasisi” ( come direbbe Montalbano) e mi ha fatto vergognare non poco. Mi sono sentita in dovere di dare uno spiegone al poveretto, che forse non pensava di aver detto o fatto chissa` cosa ed era solo stupito di cio` che gli era successo.
Vi racconto: nel loro giro sono andati a visitare la costiera Amalfitana ( ma sono sicura che sarebbe successo lo stesso da altre parti) e per spostarsi hanno preso un autista. All’atto del pagamento il tipo gli ha detto: sono 400 Euro con carta di credito e 200 E in contanti.
Alla faccia! Andiamo bene: il doppio!
Voi cosa avreste fatto? Pagato 400 euro o 200?
Bene, non sapendo che stava aiutando il tipo ad evadere le tasse, ha pagato in contanti.
 Perche` pagare il doppio?
Stranieri, turisti, presi di mira e sfruttati!
Chissa` al tipo quante volte e` riuscito il giochetto!

Scontrini non fatti, ricevute non rilasciate, poveri davanti alle tasse, ma con tenori di vita da ricconi…
Quanti ce ne sono, li conoscete tutti: ne sono sicura!
Al racconto del mio studente mi sono sentita piccola piccola e sporca, mi sono vergognata di quel tipo, poi ho pensato. Io si` che avrei saputo come reagire: lo avrei denunciato!. E poi? Cosa poteva succedere?
Se avessi pagato i 400 Euro con la carta di credito, avrebbe potuto dire che mi sognavo la storia e avrei preso io una bella denuncia
Se avessi pagato i 200Euro in contanti, sarebbe sempre stata la sua voce contro la mia, e avrebbe potuto sempre dire che mi inventavo tutto e lui manco mi conosceva.
In ogni caso sarei stata inerme.
Se non cambia qualcosa anche sul fronte dell’evasione fiscale, l’Italia non potra` cambiare. Altro che diminuire le tasse, finche` si pagano anche quelle per questi bei tipi, le tasse non diminuiranno. Non potranno diminuire!

Customer service: le cose che ho restituito.

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livingonthecheap.com

Una cosa che stupisce noi italiani che viviamo negli USA e` il poter restituire gli acquisti ai negozi . Non credo la gente qui se ne approfitti ( troppo), di certo se lo aspetta e se ne ha necessita` sfrutta la possibilita`. Le file ai banchi “return and exchange” sono sempre lunghe!
Credo che lasciando libero il cliente di poter restituire cio` che ha comprato, l’acquisto venga fatto piu` a cuor leggero: “tanto posso restituirlo” e alla fine per il negozio e` piu` conveniente rischiare che il cliente restituisca la merce piuttosto che non comperi.  Credo comunque che la facilita` con cui si puo` restituire la merce si applichi principalmente alle catene di grande distribuzione, perche` non sono sicura che la stessa nonchalance ci sia nel proprietario del negozio che sulla vendita di ogni singolo oggetto ci campa, ma in 20 anni non mi e` mai successo di restituire qualcosa in un negozietto.
Come ogni italiano che si trasferisca a vivere qui, il fatto di poter restituire solo perche` non serve non mi era passata neanche per l’anticamera del cervello e non l’ho sfruttata per tutto il primo anno di permanenza da questa parte dell’oceano. Nessuno me lo aveva detto, non c’era internet o gruppi expat che condividono aspetti del vivere all’estero e che diventano anche un aiuto concreto per chi si trasferisce. Negli anni 90 era ancora il secolo scorso , no?
Cosi` ecco come e` andata la mia prima volta.
Appena arrivata negli USA avevo comprato un wok per cucinare cinese. Era antiaderente ed era venduto con tutto il suo corredo di accessori compreso delle spatole che non avrebbero dovuto rovinare la protezione antiaderente. Invece l’avevano rovinata e non me l’ero sentita di usarlo ancora. Vivevamo in un appartamento in affitto allora e il wok era stato dimenticato sotto il lavandino, dove apparentemente c’era una piccola perdita perche` il wok si era tutto arrugginito. Poi presa dal nuovo arrivo in famiglia ( la mia bimba) mi ero dimenticata del wok, finche` un giorno vado nello stesso negozio per comprare una spatola nuova. Esordisco con la commessa: “Vorrei una spatola per pentole antiaderenti, ma per favore che sia davvero per antiderenti perche` quella che avevo prima mi ha rovinato una pentola”. Lei:” Ma l’aveva comprata da noi?’ A mia risposta affermativa, mi aveva detto di restituirla. Con uno sguardo sempre piu` stupita comincio: “Ma guardi che sono trascorsi mesi, non ho lo scontrino….” e lei sicura: “Non importa”. Ma come non importa, ma in Italia ( allora, e` ancora cosi`?) non ti accettano la restituzione di qualcosa anche se  difettoso …
Insomma ho restituito un wok arrugginito con tutto il suo corredo di spatole vecchie e mi e` stato dato indietro l’importo completo…
Da li` mi si e` aperto un mondo, ma non ne approfitto, cioe` non compro una cosa con lo scopo di usarla e restituirla dopo. So di gente che usa abiti per una serata e lascia l’etichetta per poterli restituire…
Negli anni di cose pero` ne ho restituite eccome e mai ho ricevuto una risposta negativa.
Ho restituito un paio di sandali che avevo usato ad un matrimonio per la prima ed unica volta e che avrei tenuto perche` mi piacevano proprio! Avevo pero` trascorso una giornata rovinata da quei sandali. Ogni passo che facevo il listino posteriore scendeva e mi trovavo a sciabattare, rischiando di perderli e rompermi una gamba.Li avevo restituiti senza scontrino, quasi scusandomi, ma ricevendo la risposta che non ero la prima cliente tornata indietro con quei sandali che quindi erano considerati difettosi…
Ho restituito parecchie creme e prodotti cosmetici provati una volta. Ho la pelle sensibile che mi fa capire subito se una crema mi da` fastidio o se il suo profumo mi fa venire mal di testa. Visto che non e` di solito un piccolo investimento..io restituisco.
Ho restituito una bombola di Co2 per gasare l’acqua che si era vuotata troppo presto e che mi e` stata restituita ricaricata gratuitamente.
Si puo` restituire anche il cibo: si compra qualcosa e va a male prima della scadenza, in teoria si puo` restituire..quello non ce la faccio proprio a farlo…
Compro spesso cose per mio marito, le porto a casa, se le prova e quello che non gli piace porto indietro, ma il piu` delle volte finisce che si tiene tutto ed e` facile  esagerare e riempire le case di cose in eccesso.
Quello e` un lato negativo della facilita` di restituire:l’accumulo delle cose che si comprano per avere piu` scelte e poi non vengono restituite,  in Italia non sarebbe possibile.
E` il consumismo americano! E voi cosa ne pensate?

PS: cito di nuovo, due giorni di seguito, Velentina ed il suo blog Parole Sparse qua e la` che aveva parlato di Customer service

Shush: non alzare la voce!

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theage.com.au

Una cosa che ho imparato negli anni di vita negli USA e` domare la mia focosita` italiana almeno con gli estranei e fuori casa. Dentro casa continuo ad essere il fiammifero incazzoso, che si infiamma facilmente ed alza la voce. Quando dico che alzo la voce non dico che mi metto ad urlare, solo che la mia voce assume un tono acuto pigolante e, lo ammetto fastidioso, di chi vuole avere ragione. Ottengo qualcosa quando faccio cosi`? Il piu` delle volte non ottengo niente e se ottengo qualcosa e` perche` mi vogliono zittire.

Ecco ho imparato che fare la voce grossa con gli americani non solo e` fondamentalmente inutile, e` anche molto controproducente.

Ho parlato gia`nel post Soddisfazione garantita, e come me molti altri blogger americani come Valentina, del customer service e del fatto che siano tutti gentilissimi sia nei negozi, dove capita di restituire cose per ogni motivo, dalla rottura o perche` si e` comprato qualcosa che non serviva, sia negli uffici sia al telefono. Il cliente ha sempre ragione, ma ottiene tutto solo se rimane pacato nei toni: di certo tutto l’opposto dell’atteggiamento”Lei non sa chi sono io!”

Ecco, la parola chiave e` pacatezza: l’atteggiamento, il tono di voce e soprattutto se si e` in presenza della persona, non si devono mai superare le  “boundaries” ,che cosi` vengono definite dal vocabolario:
bound·a·ry
ˈbound(ə)rē/
noun
plural noun: boundaries
a line that marks the limits of an area; a dividing line.
“the eastern boundary of the wilderness”
a limit of a subject or sphere of activity.
“a community without class or political boundaries”
synonyms:
dividing line, divide, division, borderline, cutoff point
limits, parameters, bounds, confines;
ambit, compass
“the boundaries of acceptable behavior”
 
L’ultima definizione e` molto importante per un americano e parla anche di spazi fisici che si devono mettere tra le persone. Avvicinarsi troppo, produce automaticamente un passo indietro nell’altro perche` si entra nello spazio della persona: “You are in my space!”. Quando parlo di avvicinarsi troppo non dico di persone che dimostrano un atteggiamento aggressivo, parlo di un semplice passo. 
In ogni modo altrettanto importante e` l’uso della parola, perche` alzare la voce otterra` lo stesso risultato del dare delle testate contro un muro di gomma: magari non faranno male, ma non servono a nulla!
Quando al telefono ti trovi l’impiegato che non capisce o non stai ottenendo nulla, alzare la voce otterra` se mai un risultato opposto, meglio farsi passare il Supervisor , il capo, solo perche` magari la persona con cui si e` parlato prima non aveva capacita` decisionali, ma e` importante farlo sempre con estrema calma e con un tono di voce normale, anzi basso…anche quando gli urleresti nelle orecchie” Ma lo sei o ci fai???”
Qui la gente non alza mai la voce, in nessun caso.
L’altro giorno ero con mia figlia all’Ikea. Dovevo andare a prendere la macchina mentre lei rimaneva vicino alle cose da caricare. Avevo gia` fatto qualche metro, mi ero dimenticata di dirle una cosa, allora con voce alta ( ma non stavamo litigando, solo che le ho parlato in italiano) l’ho chiamata e le ho detto quello che dovevo dirle. Tutti quelli intorno a noi si sono fermati e girati verso di noi. Io, che mentre stavo parlando mi stavo gia` da sola dando delle manate sulla fronte, rendendomi conto di stare facendo una cosa non usuale qui, avrei voluto diventare piccola come una formica.
E Le mamme? L’ho gia` detto: non urlano mai, spiegano con voce anche cantilenante e ripetono con pazienza infinita, mentre noi italiani siamo sempre li` a dire( di solito ad alta voce): Vieni qui, non fare quello, etc etc.
E nei rapporti di lavoro?
Nei rapporti di lavoro, a maggior ragione, anche quando si subisce un torto marcio o quando si pensa che l’enfasi possa dimostrare un maggiore interesse o coinvolgimento in quello che si fa, No! Il contrario.
L’ho vissuto io in prima persona. Pensavo di dimostrare coinvolgimento ed attenzione e protezione per un progetto che stavo seguendo ed invece sono stata “letta” come eccessiva. Da allora non parlo piu`, accetto con un sorriso, stoica…molto zen!
Non pensate che mi fossi messa ad urlare! Non sono il tipo, ma ero diventata rossa come un peperone ed era uscita la vocina stridula di cui parlavo prima e questo e` un NO grande come una casa. 
Da allora, cornuta e mazziata, ho deciso: inspiro profondamente, espiro. Il sorriso mi si stampa in viso, e  dentro di me posso continuare a mandare, con il dito alzato, la persona a …fanc….ma sempre in maniera molto zen!