Amicizie vere

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Ho ricevuto un regalo molto bello la settimana scorsa.

Dopo sei anni ho rivisto una persona molto importante per me.
Ho trascorso una giornata a Chicago con Marinella
Marinella e` la mia amica, ma in realta` la considero piu` di un’amica: lei e` mia sorella. Non ci sono legami di sangue tra di noi, ma e` come se ci fossero: con lei ho camminato i primi anni della mia vita americana, con lei ho riso, ho pianto, ho fatto cazzate e sono cresciuta.
Insieme abbiamo fatto crescere un’amicizia profonda: quelle amicizie expat che se siamo fortunate e riusciamo a trovare, non ci lasciano piu`, anche se a dividerci sono poi migliaia di chilometri di distanza.
Mi manca, mi manca quotidianamente.
Mi manca perche` non potremmo essere piu` diverse, fisicamente e di carattere, ma ci completiamo.
Io sono piemontese, bionda, lei e` pugliese e bruna. Io sono ( ero) chiusa e poco propensa ad esternare le mie emozioni, lei e` irruente e focosa. Pero` quando ci siamo incontrate non ci siamo piu` lasciate.
Grazie a lei sono uscita dalla spirale della depressione post partum. Probabilmente non era ancora depressione, ma sicuramente era solitudine. E piangevo e stavo diventando incapace di funzionare e non avevo nessun adulto con cui interagire se non mio marito. E se anche ero innamoratissima della mia bambina, non ne potevo piu` di stare sempre e solo con lei. Marinella e` stata la mia  salvezza. Lei allora di figli non ne aveva ancora, io finalmente con Francesca di 20 mesi avevo deciso che era tempo per lei di andare qualche ora all’asilo per imparare l’inglese ( e dare qualche ora di liberta` alla sua mamma). La portavamo insieme e poi via per le nostre avventure!
Francesca appena vedeva salire in macchina Marinella metteva il broncio. Non era perche` non le piaceva andare all’asilo, ma capiva che tra di noi c’era un’amicizia che la escludeva. Marinella ha sempre creduto che Francesca la “odiasse”: non e` vero! Ora la adora e sa quanto lei sia importante per me, ma agli occhi di una bimba di un anno e mezzo doveva proprio sembrare “la persona che mi ruba la mamma”.
Le nostre avventure! Quante ne abbiamo avute.
Entrambe con case da riempire, ma pochi soldi ( o magari non era neanche una questione di soldi, solo che avevamo scoperto che ci piaceva andare per rigattieri e trovare tesori dove altri vedevano solo roba vecchia) e tante idee.
Entrambe con lo stesso gusto nel vestire, innamorate di Homegoods,Marshalls e TJMaxx eravamo un pericolo ambulante insieme.
Gli anni di Pittsburgh sono trascorsi troppo in fretta e quando ci siamo salutate quella mattina, quando siamo partiti definitivamente per Milwaukee, io  ho pianto per parecchio tempo mentre guidavo verso la nostra nuova vita. Francesca di tre anni, nel seggiolino, quindi ancora piccola, ma gia` una piccola donnina giudiziona, che cercava di consolarmi.
Quando ho lasciato Pittsburgh, mi immaginavo a tornare a trovarla nei nostri luoghi e continuare le nostre avventure li` nella nostra citta` americana
Quel giorno non sapevamo ancora che lei si sarebbe trasferita dopo poco piu` di un anno.
Nel frattempo era nata Valentina e stava arrivando Arianna.
E Marinella si e` trasferita al sud degli USA e si e` trovata a casa.
Ci sta bene, e` il suo clima, il suo sole: se a Pittsburgh sopravviveva infagottata ed infreddolita costatemente, li` sta bene.
Sono andata a trovarla nella sua nuova casa parecchie volte, quando non lavoravo ancora. Prendevo la macchina, caricavo Francesca e dopo 16 ore di viaggio attraverso gli Stati Uniti arrivavo da lei e capivo perche` le piaceva. Annusavo il profumo dei pini marittimi e dei fiori: riconoscevo gli stessi profumi della costa ligure cosi` familiare e mi sarei fermata li` per sempre, anche io.
E sempre stato bello ritrovarsi ed e` sempre stato come vederci dopo 2 giorni: nessun imbarazzo, nessun dubbio sui pensieri e sulle idee dell’altra.
E` nata anche Federica: tre figlie!
E sono sempre andata io da lei: piu` facile per me muovermi con una figlia che per lei muoversi con tre. Poi egoisticamente ho sempre preferito andare da lei e togliermi dal freddo qui. Pasqua e` sempre stata la nostra festa e complice il bel tempo da lei e le vacanze a scuola di Francesca, ci fermavamo da lei un’intera settimana.
Ma da quando ho cominciato a lavorare, le vacanze pasquali sono diventate corte e l’ultima volta che ci eravamo viste era quando eravamo andati da loro il giorno del Ringraziamento di sei anni fa. Poi da allora solo telefonate, foto e skype.
Nonostante la distanza fisica, siamo sempre state presenti l’una per l’altra. lei lo e` stata per me e spero che anche lei abbia sentito la mia vicinanza, quando ne ha avuto bisogno!
Poi  ci siamo viste a Chicago dopo tutti questi anni: ci siamo abbracciate e ci siamo ritrovate come se fosse passato un minuto dall’ultima volta.
La giornata e` trascorsa troppo in fretta, ed e` stata dura salutarci.
Ci siamo riviste due giorni dopo con i nostri mariti e anche quelle ore sono trascorse troppo in fretta.
Ma questa volta portandoli all’aereoporto sappiamo che sara` diverso. Le nostre figlie sono grandi ed io non insegnado piu` dal vivo in universita` potro` lavorare con il computer da ogni luogo anche stando a casa sua.
E lo faro` presto.
Non posso pensare di non vederla per altri sei anni!!!

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