Di suocere e mammoni: i maschi italiani

z089
Ilgruppone.it

 

Leggevo l’altro giorno un post sulle suocere in un gruppo di mamme.
Io sono stata fortunatissima. Ho avuto una suocera invisibile. 
Lei non ha mai messo becco nelle nostre faccende, non si e` mai comportata da prima donna, ne` ha messo volontariamente zizzania tra di noi e gli altri figli e rispettive famiglie.
Perche` ho scritto volontariamente? Perche` anche una suocera tappetino, che per paura di dire la sua sta sempre zitta e non difende posizioni giuste, ma lascia che buchi diventino voragini, non va molto bene, lasciatemelo dire. 
Comunque lei e` stata una mamma amatissima dai suoi figli ( tre maschi) e questo non si puo` dire di tutte le mamme del mondo. 
Purtroppo ci ha lasciati 4 anni fa in questi giorni e un po’ questo post e` anche per lei, perche` la mia suocera atipica, e` stata una seconda mamma anche per me. Le ho voluto molto bene.

Ripeto sono stata fortunata, non molte di noi lo sono altrettanto vero?
Le suocere italiane pero`, sono l’evoluzione delle madri italiane di figlio maschio, e per cosa sono conosciute nel mondo? 
Per essere iperprotettive nei confronti del proprio figlio, specialmente se questo ha la somma sfortuna di essere pure figlio unico; tanto che e` pure stato coniato un termine per definire un rapporto non proprio totalmente “sano” tra madre italiana e figlio maschio: Mammismo.
Se vi capita di aver sposato o di convivere con un maschio italiano appartenente a questa categoria, povere voi! 
Pero` siate felici perche` comunque siete state scelte, cioe` vostro marito/ compagno ha gia` fatto un bel passo avanti: ha lasciato il nido, cioe` ha tagliato il cordone ombelicale che lo legava a mamma` e se siete brave riuscirete a renderlo “normale”.
A quanto pare pero` esistono in Italia, molti uomini che manco fanno lo sforzo di sposarsi o avere una compagna con cui condividere una casa ed una vita insieme e continuano a vivere con mamma ( e papa`, ma costui ha l’importanza di un 2 di picche) fino alla fine dei loro giorni. I mammoni, quelli veri, hanno fatto un’arte del detto” questa casa non e` un albergo”, perche` concedendosi con generosita` a mamma, questa non oserebbe mai dire ” questa casa non e` un albergo” perche` felice di esserlo: cucinare, lavare, pulire, siiiii`purche` il “pargolo sia a casa”!
Purtroppo l’esistenza di questa specie di “maschio italiano”, che avremmo voluto tanto tenere nascosta, ha valicato i confini nazionali e a quando pare ha fatto ridere di noi mezzo mondo.
Non so se ricordate che sto insegnando Italiano online in queste settimane. Ogni settimana ha un leit motive culturale: cibo, moda, orari, la domanda come stai? Che non e` affatto come chiedere ” How are you?” in inglese, il bar e la piazza e questa settimana: la famiglia! Sull’argomento nasce un dibattito tra gli studenti, dopo avere preso visione di diversi video o letto articoli. 
Per farla breve: in fase di preparazione, quando si e` trattato di cercare dei video sulla famiglia, la collega americana che mi ha affiancato per la parte tecnica e strutturale del corso, se ne esce con”Ho io il video perfetto” e mi ha fatto vedere un video di CBS, la tv americana, che fa vedere parecchi trentenni e quarantenni italiani che vivono ancora a casa di mamma dormendo nel letto singolo di quando erano teenager. Immaginate il mio shock, nel venire a conoscenza che il nostro segreto, tanto segreto non e`!
Non vi dico la reazione dei miei allievi che stanno affrontando il dibattito in questi giorni. Non ce n’e` uno che baratterebbe la sua liberta` con un letto fatto o un “homemade meal”, l’unica cosa che ammettono essere positiva e` il fatto che gli anziani italiani, ancora inseriti nelle famiglie invecchiano meglio e piu` attivi. 
Leggendo poi questo articolo ci si rende conto che ai mammoni del video tanto bene non e` poi andata: non per niente altre statistiche dicono che gli uomini sposati vivono piu` a lungo degli scapoli.ok..questa la cancello!
In fondo la reazione dei miei studenti  mi ha fatto rendere conto di un’altra cosa, se ne avessi ancora avuto bisogno. Mi ha fatto vedere da dove viene la voglia di indipendenza di mia figlia, che invece non vedo in nessuno dei figli di miei amici italiani, anche piu` vecchi di lei.In questo aspetto lei e` totalmente americana. Si`e` anche una femmina, ma e` pure figlia unica, se questo puo` contare. Ed io sono una mamma italiana, ma soprattutto mio marito e` un papa` italiano!Non e` stato facile lasciarla volare via, ma alla fine meglio cosi` che avere una trentenne che gira per casa perche`: ” Questa casa non e` un albergo!”

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10 pensieri su “Di suocere e mammoni: i maschi italiani

  1. guarda claudia, io ho la stessa età di tua figlia e posso confermare che qui di ragazzi che avrebbero voglia di uscire di casa, essere indipendenti e farsi la loro vita ce ne sono (inclusa me), solo che si nascondono e non dicono nulla soprattutto ai genitori (mamma in primis) perché hanno paura che gli ridano in faccia con frasi del tipo ma dove vuoi andare a 20 anni e bla bla bla, e per evitare si tengono tutto dentro e poi scoppiano dal nulla. per farti un'esempio parlando di me, mi era stata offerta l'opportunità di fare un'esperienza negli USA e sai perché ho rinunciato? per paura, perché ho avuto paura di dirlo soprattutto a mia mamma (mio padre lo sapeva e mi appoggiava) la quale pensa che NON E' NECESSARIO ANDARE ALL'ESTERO e continua altro che ripetermi vedrai che qualcosa salta fuori (da mesi lo dice e si è visto proprio)….come avrai capito mia madre è totalmente contraria all'uscire dall'italia e secondo me lo dice perché si fa molto influenzare dall'opinione comune e perché lei e mio padre oltre a montecarlo non sono mai andati…..e quindi mi chiedo, come fanno a fare di tutta l'erba un fascio se poi ai giovani italiani non viene data la possibilità di dimostrare quanto valgono davvero? questo vorrei sapere

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  2. Greta, sai perche` si fa di tutta l'erba un fascio ( anche se si dicono cose non totalmente vere?) perche` e` piu` facile generalizzare che andare nel particolare. Detto questo l'ho fatto anche io nel mio post. Ogni situazione e` diversa e mi dispiace molto per te. dovresti fare capire a tua madre che il vostro rapporto sarebbe molto meglio, anche a molti km di distanza se lei ti desse fiducia. Per quanto riguarda l'aver paura di dire ai tuoi che te ne vai? beh pensa che io e mio marito,ci avevamo impiegato 3 mesi prima di dirlo…e non era stato facile. Ma poi le nostre famiglia ci avevano visto felici e mai ci hanno rinfacciato la nostra scelta.Se ci tieni e pensi che sia importante per te, cerca di farglielo capire! un abbraccio

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  3. sono tipo 2 anni che cerco di dirglielo ma sicuramente ci riproverò a farglielo capire anche perché non è giusto, l'anno prossimo compirò 21 anni e proprio per questa sua contrarietà ai viaggi all'estero mi ha tolto ogni occasione per uscire dall'Italia (non sono mai uscita dal mio Stato per colpa delle sue idee, neanche una vacanza studio)
    e ora come ora non vedo proprio nessuna prospettiva di farmi una vita qui in italia. Per fortuna che ho uno dei miei migliori amici e uno zio militare entrambi americani e ho già preso accordi con il mio amico per aiutarmi a prepararmi per prendere una certificazione di inglese. Pensa che ho studiato a indirizzo turistico e guarda tu in che situazione sono

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  4. ricordati che anche all'estero, non sono tutte rose e fiori….e non e` facile trasferirisi perche` bisogna farlo legalmente.. ottenere visti di lavoro per gli USA non e`come dirlo.informati bene prima di partire. Io non sono la persona indicata, ma ci sono molti siti dove prendere informazioni. ciao!

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  5. è vero è difficile lasciarli andare, i miei sono ancora piccoli e forse è presto e presuntuoso da parte mia parlarne. penso, però, che al di là del distacco(che penso sia doloroso per ogni genitore e pure per tanti figli ) sapere che un figlio può camminare da solo, uscire da quella porta per andare a prendersi il suo futuro possa essere per noi la migliore delle gratificazioni. E’ il sapere che ce la possono fare anche senza di noi che a mio parere ci dice che il nostro lavoro di genitori è stato fatto bene. In fondo non ci impegniamo ogni giorno per questo? per renderli individui forti, liberi capaci di vivere la loro vita come noi abbiamo vissuto la nostra. Ecco, voglio essere una madre che sorriderà salutandoli!! grazie Clapessa per il bel post!! dovrebbero leggerlo in tanti.

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