La Nutella e l’autismo

Alcuni giorni fa e` morto Michele Ferrero, lo saprete tutti ormai, quindi nulla di nuovo. 
Lui era il proprietario e la mente dietro il marchio Ferrero e prodotti che hanno fatto parte della nostra infanzia e che sono diventati icone mondiali come Kinder e Nutella. 
Le pubblicita` su Carosello del Mon Cherie sono entrate nella storia della TV, come molte altre che pubblicizzavano i suoi prodotti. 
Come sono sicura che quasi tutti quelli che mi stanno leggendo hanno in casa i mitici bicchieri della Nutella, ve li ricordate? Il mio personale, che uso ancora quando torno in Italia, ha Bugs Bunny…
Che poi qui negli USA pensino che Kinder sia un marchio tedesco e non sappiano che la Nutella e` italiana, e` un dato di fatto, che pero` difficilmente si trovino persone che non hanno mai infilato il dito nel mitico barattolo…idem, come si fa a resistere?
La Nutella americana pero` e` diversa da quella italiana,e` piu` liquida. A me manca molto quella densa e cioccolatosa che dovrebbe essere l’originale e viene venduta in Italia, credo che qui l’abbiano cambiata per renderla piu` simile al peanut butter ( burro di arachidi) ed infatti all’inizio veniva pubblicizzata come una “alternativa piu` salutare” al Peanut butter e s’erano pure beccati una denuncia legale, ma questa e` un’altra storia.
Inflazionato come soggetto di un post, la morte di Ferrero sarebbe rimasta un fatto normale della vita, se non fosse che questa mattina un’amica ha pubblicato cio` che leggerete qui di seguito.
Cio` che scrive mi ha fatto riflettere, perche` certe volte gesti normali come infilarsi in bocca un dito coperto di Nutella-chi ha bisogno di un cucchiaino?- diventano un gesto straordinario, un modo per far uscire un bambino autistico dal suo mondo.

 

Se La Nutella e` servita anche solo a Francesco basta per me.
Ecco la sua storia e grazie alla sua mamma, Paola, che mi ha permesso di farvela conoscere:

 
un intreccio speciale…..
….L’abbraccio tra Nutella e Autismo.
Francesco , a due anni, era un putto biondo con boccoli d’oro e viso da angelo. Era pero` totalmente assente , chiuso nel suo silenzio ostinato e insuperabile.
Nulla lo interessava. Ne` i giochi….ne` le carezze…….ne` i cartoni animati…….ne` gli amici…..niente.
Un giorno , la sua Tata, che era ed e` per me come una sorella, con la testardaggine dei suoi 18 anni, che le facevano pensare che lo avrebbe fatto parlare, scelse come strategia di stimolo dall’isolamento il barattolo della Nutella.
Infatti Francesco era ed e` ancor oggi un goloso per eccellenza ed un buongustaio , nonche` un grande amante della Nutella che naturalmente gli era quasi proibita come a tutti coloro che la amano veramente !
Ecco…… la sua Tata decise che avrebbe usato il famoso barattolo come attivatore di attenzione e di piacere per il bel Francesco e così fece. La strategia era questa : chiamava a se’ Franci in cucina…..gli dava un cucchiaino di nutella direttamente dal barattolo ……riponeva il barattolo in uno scaffale alto della cucina…….mostrava a Franci più volte la posizione…..gli metteva lo sgabello sotto affinché lui salendo lo raggiungesse e lui……alla faccia dell’autismo ….seguiva le istruzioni ed il percorso e si andava a rubare il barattolo tutto fiero!
Ecco amici, scriverò alla Ferrero già lunedì e chiedero loro di attivare uno spot pubblicitario con questo messaggio, nella speranza di regalare anche qualche attimo di piacere al di fuori dell’educazione e delle attività diverse……a tanti bambini autistici…….
Ma il messaggio vero, per tutti noi e` che l’amore e la costanza misti al coraggio ed alla caparbietà portano dove mille enciclopedie non arrivano.

 

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4 pensieri su “La Nutella e l’autismo

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