4 Febbraio 1978: 37 anni insieme

Ho dovuto contare sulle dita, come i bambini, per non perdermi nei numeri che stanno diventando molto grandi.
Sono passati 37 anni da quel giorno di Febbraio in cui mi hai chiesto di diventare la tua ragazza. Eravamo bambini davvero. E ora che nostra figlia ha un ragazzo di cui si e` innamorata alla stessa eta` in cui abbiamo cominciato noi, e` strano. Ci sembra ancora troppo piccola per iniziare una cosa seria,  poi pero`ci guardiamo negli occhi e cosa possiamo dirle? Stai sbagliando, goditi la vita, prova esperienze diverse?
Ma allora vorrebbe dire rinnegare quello che la nostra vita e` stata e io tornerei indietro e ricomincerei tutto daccapo e sempre con te.
Quasi, quasi sono al punto che non mi ricordo la vita prima di te, se penso a qualcosa: ci sei anche tu. E io spero di esserci stata per te.
Non so se mi rendevo conto quel giorno di febbraio che saresti stato tu il compagno della mia vita ed il padre di un  figlio a cui di certo a 15 anni non pensavo.
Eravamo al Liceo e poi avremmo avuto ancora tutta l’universita` davanti. Che matti, eppure gli anni passavano e non c’era motivo per non continuare. Ci volevamo bene e allora perche` lasciarci?
Di dubbi io ne ho avuti, alcuni, ma passeggeri, magari anche tu. Ma se siamo qui vuol dire che erano appunto passeggeri. Poi la laurea, il lavoro, la prima trasferta. Dai sposiamoci prima!E noi, che erano gia` nove anni che eravamo insieme, alla fine ci siamo sposati in fretta e furia perche` tu dovevi andare in trasferta e non volevamo aspettare un altro anno.
Cosi` la casa non c’era e abbiamo passato i primi mesi in un appartamento ammobiliato. Ti ricordi? Le settimane di insalata caprese perche` non sapevo cucinare niente?  Negli anni sono migliorata, dai, ma soprattutto ho sposato te che ti sei rivelato un ottimo cuoco.
E poi l’incidente ed il primo anniversario passato in ospedale. La mia mente e` ancora molto annebbiata a proposito. Ero fuori di melone e lo sono stata per un bel po’, forse un po’ lo sono  rimasta. Ma ci penso a quel giorno , che ha lasciato un buco nella mia memoria, e piu` ci penso, piu` mi rendo conto di come siamo stati fortunati, potevamo non essere piu` qui. Per me sarebbero bastati pochi centimetri e probabilmente sarei morta li`. Non avrei avuto la vita che abbiamo avuto e la nostra Francesca.
E poi gli anni passano e siamo una coppia senza figli, ma a quell’eta` tanti amici con figli non ne avevamo, per cui andava bene cosi`. Per mettere via i soldi per comprarsi la casa, ristrutturarla e poi con due lavori stabili pensare ai figli.
Ma i figli non arrivano e allora io comincio a vedere solo donne incinte e pancioni e comincio a pensarci e mi sento vuota e facciamo di tutto, ma non cambia niente: siamo sempre in due. 
Ma in realta` cambia eccome qualcosa. Ti chiedono di partire per una possibilita`di lavoro temporanea 3 anni, ma io non voglio rimanere in Italia. Voglio stare con te.
E partiamo e ricominciamo di nuovo: lasciamo le famiglie e gli amici, il mio lavoro e la nostra nuova casetta, che non ha neanche fatto in tempo di essere usata.
E avviene il miracolo: dopo due mesi il test di gravidanza risulta positivo.
La vita cambia, ancora. Siamo genitori dall’altra parte dell’oceano, di una piccola italiana che per caso e` nata negli Stati uniti. Per caso o per un destino che a riguardarlo mi sembra una favola.
Altri cambiamenti, certo, ma questa storia la sto raccontando nel mio blog, in cui ci sei sempre tu vicino a me.


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