Buon compleanno BLOG. Hai un anno!

Se mi leggete da un po’ saprete da dove nasce questo blog. Saprete che la colpa di tutto non e`, nel mio caso, il  trasferimento in paese straniero o la nascita della prole o un modo per far conoscere una mia passione.

Per la nascita della prole e il trasferimento in un paese straniero potevo gia` dire FATTO da molti anni. Per quanto riguarda la passione? Dello scrivere?  Non scrivevo da parecchio e, se proprio vogliamo dirla tutta, non scrivevo di argomenti non scientifici dagli anni del liceo classico, quando mi  limitavo sbuffando a scrivere i temi di italiano.  Di argomenti scientifici invece, non scrivevo dai primi anni dopo la laurea, da quando avevo scritto alcuni articoli di presentazione di prodotti cosmetici, che avevo aiutato a formulare per la ditta per cui ho lavorato per qualche tempo. Ah, non avevo detto che ho lavorato nei prodotti cosmetici? Ebbene si` e mi piaceva proprio, ma l’esperienza in se` e` stata un flop ed e` durata per fortuna poco. Diciamo solo che sto molto attenta da allora a quello che mi metto sulla pelle e da dove arriva.
Mai scritto un diario: neanche negli anni dei sospiri dell’adolescenza.
Non scrivevo e stavo benone. Non conoscevo il mondo dei blog. Anzi non sapevo proprio che scrivere un blog fosse diventato cosi` comune. I miei incontri con blog altrui si erano limitati fino ad allora a leggere i resoconti-blog delle mie studentesse ( direi che il mondo blog e` in prevalenza femminile, anche se conosco interessanti eccezioni) che andavano in Italia per un semestre e scrivevano questo tipo di diario per parenti ed amici a casa.
Basta.
Poi ho cononosciuto Renata e tramite lei il primo blog di La Greis e poiche` viviamo in zona ci siamo conosciute realmente, diventando amiche, ma qui nessuna idea ancora di scrivere. 
Ma il destino ci mette sempre lo zampino e due anni fa, mentre ero in Italia alla disperata ricerca di partners con cui fare scambi linguistici con i miei studenti dell’universita`, sono capitata all’Associazione Cultura e Sviluppo nella mia citta` e non solo ho trovato i partner linguistici, ma anche una richiesta fattami direi a scatola chiusa. Scrivere degli articoli per uno dei giornali online della mia citta`: Alessandria News che con Cultura e sviluppo condivide spazi e persone.
E cosi`, molto titubante, ho cominciato a scrivere per loro e a venire, con mia sopresa, letta.
Naturalmente gli articoli per il giornale dovevano essere di argomenti che fossero interessanti per chi mi leggeva in Italia, quindi erano un po’ zoppi: mancavano dell’aspetto personale. Erano articoli di costume e in quella pagina erano relegati….
Ne parlavo un giorno con La Greis ed e` lei che mi ha messo in mente l’idea del blog. E cosi` e` nato Un’alessandrina in America.
Perche` ho scelto questo nome? Lo ammetto: mancanza di fantasia, era questo il titolo del primo articolo per il giornale. Invece l’indirizzo web e` un po’ piu` fantasioso: claudiablabla….perche` , lettori miei, se siete qui e` perche` in fondo  il mio blaterare non vi dispiace.
Quindi se sono qui dopo un anno, se siete qui dopo un anno, da ringraziare siete soprattutto voi miei cari lettori. Spero di continuare ancora a intrattenervi facendovi divertire o riflettere con le mie parole. Per me siete una continua fonte di stimoli ed idee. Grazie per esserci!
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La scuola americana, si va alle medie

Il post e` vecchiotto, ma era diventato virale su internet, cioe` ogni giorno  avevo 200 “lettori” del post e forse una trentina di commenti spam. Allora ho deciso: ho cancellato il vecchio post , sperando che le sanguisughe virtualli non si attacchino ad un altro post. a voi il Piacere di rileggermi. 

PS: nel bene o nel male ho preso in cosiderazione tutto l’iter scolastico americano sotto le tag: studiare in USA se vi interessa saperne di piu`!

Scuole Usa: e poi il gioco finisce

pubblicato da Alessandria News il 5 ottobre 2014.
Questa e` la prima parte del mio post sulle scuole medie americane: poiche` c’e` parecchio da scrivere ed era diventato parecchio lungo , il giornale lo ha suddiviso in due parti. Domenica prossima la seconda parte. 
MILWAUKEE – Una sera di fine inverno della quinta elementare, con tutti gli altri genitori nell’aula magna della scuola media, durante la presentazione del programma dei tre anni successivi, davanti a grafici, tabelle e presentazioni power point, ci si rende conto (o per lo meno noi, poveri stranieri che abbiamo vissuto tutto come una prima volta, sulle spalle della figliola) che quell’aria di gioco di cui era intrisa la scuola elementare era in realtà una precisa strategia pedagogica e educativa per ottenere il migliore risultato, perché qui le scuole sono considerate come aziende e devono funzionare bene.

E qual è il migliore biglietto da visita di un distretto scolastico? Che i suoi studenti abbiano i voti migliori negli esami statali e che poi vengano ammessi nelle università migliori. Per questo motivo il distretto scolastico manda ai residenti, come se noi fossimo gli azionisti di un’azienda, il resoconto annuale: spese, introiti e risultati. Quella sera e con quei grafici ci venivano presentati i possibili scenari educativi per i nostri figli, con i loro limiti o le loro eccellenze. Se tuo figlio è in questa classe di matematica o inglese ora, potrà arrivare alla fine delle superiori ad un certo livello che gli permetterà di ambire ad andare ad Harvard o nelle università migliori, altrimenti no.La cosa è effettivamente un po’ crudele. Ci sono ragazzi che maturano dopo, ma alla fine questo metodo fa si che si instilli nei ragazzi l’idea che la meritocrazia ripaga e che studiare servirà veramente per arrivare dove si vuole.

Chi parte svantaggiato (la differenza tra i ragazzi e ragazze è soprattutto evidente negli anni delle medie: ci sono ragazzine che sembrano donne e altre ancora bambine e lo stesso per i ragazzi, molte volte la differenza non è solo fisica, ma anche di maturità mentale) può recuperare ancora alle medie e gli verrano dati sempre gli strumenti per farlo. Il No Child Left Behind vale sempre.  Mi ricordo quella serata ancora oggi: ne ero uscita confusa e frastornata, parlavano per sigle ed elencavano parametri… oh mamma! Per fortuna non si è mai lasciati soli e ci sono sempre molte figure professionali nella scuola pronte ad aiutare i genitori come noi, incontrandoli ed illuminandoli sul futuro dei figli.

Come vengono esaminati i ragazzi? Naturalmente per prima cosa con i voti che gli insegnanti danno e gli esami finali alla fine di ogni corso. Ogni materia è indipendente e le votazioni vanno in senso decrescente alla A alla D, poi la F che significa Fail, cioè torna un’altra volta. Non c’è consiglio di classe, così gli insegnanti non vengono influenzati dai giudizi degli altri e non conoscono i voti che lo studente ha ricevuto in altri corsi. Ogni decisione è individuale. Chi riceve F in un corso deve ripeterlo, perchè non ne ha ricevuto i crediti.

Poiché per diplomarsi alla fine di un percorso scolastico bisogna aver raggiunto un certo numero di crediti, per permettere a chi deve ripetere di arrivare in tempo e diplomarsi con i compagni dello stesso anno, alcuni corsi come ginnastica e altri vengono anche offerti durante la summer school (scuola estiva). Non sono corsi di recupero all’italiana. Frequentano la summer school anche coloro che vogliono togliersi di mezzo corsi obbligatori, ma meno “importanti” per far posto a crediti Ap o Honor durante l’anno scolastico.

Lo so che a questo punto vi ho persi, ma poiché questo è più importante durante le superiori, ne riparlerò allora. Per ora è importante che sappiate che non è infrequente ripetere un corso, ma è molto infrequente ripetere un grade (anno) e comunque ogni studente che fallisce (fail) è visto non come una colpa sua, ma come un fallimento della scuola. Posso garantirlo e lo vedo anche in università.

L’altro metodo di giudizio è tramite gli esami statali. Questi esami non vanno a toccare il voto del ragazzo in un soggetto, ma ne esaminano la maturità e la conoscenza. Rimangono nella storia del ragazzo e vengono esaminati dal distretto per valutare metodi migliorativi. Praticamente durante tutti gli anni del ciclo scolastico obbligatorio, che qui arriva fino alla fine delle superiori (12th grade), e specificatamente dalla terza elementare in poi con l’esclusione della prima superiore (9th grade) c’è qualche forma di esame statale chiamato Wkce (Wisconsin Knowledge and concept examinations) A questi test si aggiungono altri test federali: Explore, Plan e poi Act o/e Sat di cui vi parlerò a proposito della scuola superiore. Il voto ricevuto nell’ultimo sarà invece essenziale per l’accettazione alle università.

In altri stati lo stesso concetto di esami statali prende altri nomi. In Texas, si chiama Staar acronimo per State of Texas Assessments of academic readiness, in Pennsylvania è il Sas, standard aligned system. Comunque guardando i loro siti web, funzionano nello stesso modo, mentre può essere diverso il periodo dell’anno in cui vengono somministrati. Per gli studenti americani è come dare un esame di terza media o una maturità tutti gli anni. Con una differenza: l’esame di maturità in Italia certe volte assume i connotati di una roulette russa, in cui i voti finali non si sa bene da dove arrivino, mentre qui chi esamina e dà i voti, non sa neanche chi sei e dove vivi. I test sono scritti a risposta multipla e quindi non soggetti a giudizi o simpatie/antipatie personali. Solo in un caso ci sarà una porzione scritta soggetta al giudizio di chi legge.

Come voi potete giudicare ciò che io sto scrivendo e come lo sto scrivendo, ma non mi conoscete, anche lì il giudizio arriverà da chissà chi e chissà dove. Credo che siano un po’ come i test Invalsi, ma con più materie e non solo matematica e italiano. Se già nelle elementari viene stimolata l’eccellenza, ma sotto forma di gioco, e la prima media ha ancora alcuni connotati di gioco, in terza media, tutto è serio e proiettato al futuro universitario.

[continua]

(Nda: le foto sono tratte dal sito della scuola e potete anche vedere la pantera, mascotte della scuola)

La Nutella e l’autismo

Alcuni giorni fa e` morto Michele Ferrero, lo saprete tutti ormai, quindi nulla di nuovo. 
Lui era il proprietario e la mente dietro il marchio Ferrero e prodotti che hanno fatto parte della nostra infanzia e che sono diventati icone mondiali come Kinder e Nutella. 
Le pubblicita` su Carosello del Mon Cherie sono entrate nella storia della TV, come molte altre che pubblicizzavano i suoi prodotti. 
Come sono sicura che quasi tutti quelli che mi stanno leggendo hanno in casa i mitici bicchieri della Nutella, ve li ricordate? Il mio personale, che uso ancora quando torno in Italia, ha Bugs Bunny…
Che poi qui negli USA pensino che Kinder sia un marchio tedesco e non sappiano che la Nutella e` italiana, e` un dato di fatto, che pero` difficilmente si trovino persone che non hanno mai infilato il dito nel mitico barattolo…idem, come si fa a resistere?
La Nutella americana pero` e` diversa da quella italiana,e` piu` liquida. A me manca molto quella densa e cioccolatosa che dovrebbe essere l’originale e viene venduta in Italia, credo che qui l’abbiano cambiata per renderla piu` simile al peanut butter ( burro di arachidi) ed infatti all’inizio veniva pubblicizzata come una “alternativa piu` salutare” al Peanut butter e s’erano pure beccati una denuncia legale, ma questa e` un’altra storia.
Inflazionato come soggetto di un post, la morte di Ferrero sarebbe rimasta un fatto normale della vita, se non fosse che questa mattina un’amica ha pubblicato cio` che leggerete qui di seguito.
Cio` che scrive mi ha fatto riflettere, perche` certe volte gesti normali come infilarsi in bocca un dito coperto di Nutella-chi ha bisogno di un cucchiaino?- diventano un gesto straordinario, un modo per far uscire un bambino autistico dal suo mondo.

Continua a leggere “La Nutella e l’autismo”

Italia, mia bella

Image result for italians severgniniBeppe Severgnini mi e` sempre piaciuto molto. 
Attraverso il suo libro ” Un italiano in America”, di cui ho un po’ scimmiottato il titolo per il mio blog, ho scoperto gli USA ed il suo stile pungente ed ironico . Se non lo avete ancora letto, anche se e` un libro che ha piu` di 20 anni leggetelo, specialmente se e` vostra intenzione venire a vivere negli USA, cosi come vi consiglio di leggere ” Inglese lezioni semiserie” .
Veramente io ho letto tutti i suoi libri, ad esclusione di quelli sportivi, mi dispiace niente Inter qui, e ce ne sarebbero molti altri che potrei consigliarvi, quindi vi mando al suo sito, se ci fosse ancora qualcuno che non conosce il Beppe nazionale .
Un po’ una delusione e` stato l’ultimo libro che ho letto ” La vita e` un viaggio” , secondo me ha esaurito un po’ gli argomenti di cui scrivere, si e` autoinflazionato…. comunque rimane sempre una lettura piacevole ed ironica.
Perche` parlo di Beppe Severgnini oggi? Perche` per caso , guardando la mia pagina Facebook, ho notato a sinistra una nota di quasi 4 anni fa.
L’avevo tratta da Italians, la rubrica che Beppe Severgnini ha da anni sul Corriere della Sera, e vorrei qui riproporla.

A voi giudicare se obsoleta, condiscendente, attuale o solo strappacore…

Da Italians di Bebbe Severgnini: 15 motivi per festeggiare l”italia

PublicFriendsFriends except AcquaintancesOnly MeCustomClose FriendsFamilySee all lists…Marquette UniversityMilwaukee, Wisconsin Areachatnon conoscoMarquette studentsMarquette UniversityAcquaintancesGo Back

1 Perché il Risorgimento era rock. Uno dei nostri momenti epici, insieme alla Grande Guerra, alla ricostruzione post-1945 e all’emigrazione.

2 Perché altri hanno avuto i fratelli Grimm, i fratelli Karazamov e i fratelli Cohen; ma anche i nostri fratelli Cairoli non scherzavano.

3 Perché se l’Arsenal gioca con le maglie rosse è merito di Garibaldi. La squadra le ricevette in dono dal Nottingham Forest che, al momento della fondazione (1865), aveva scelto come colore sociale il “Garibaldi Red”, in onore del condottiero italiano e delle sue Camicie Rosse.

4 Perché siamo grati alla monarchia, ma non ne abbiamo nostalgia (anche perché ci toccherebbe Emanuale Filiberto, e balliamo già abbastanza)

5 Perché in un piccolo impero abbiamo combinato grandi disastri, così non ci siamo allargati

6 Perché non abbiamo mai preso sul serio neppure i dittatori (figuriamoci i presidenti del Consiglio).

7 Perché Bossi ha la camicia verde, abbiamo i conti in rosso e il governo va spesso in bianco. Più patriottico di così.

8 Perché ne abbiamo viste di tutti i colori, sotto il tricolore.

9 Perché siamo individualisti, ideologici, impulsivi, occasionalmente iracondi: però lo sappiamo.

10 Perché siamo geniali, gentili, gustosi, generosi e grintosi. Anche perché senza grinta, qui, non si sopravvive.

11 Perché diciamo “randomico”, “splittare” e “foruardare”, ma l’italiano è una gran bella lingua

12 Perché abbiamo vinto più Mondiali (4) e Champions (12) che guerre (due o tre), ma va bene così.

13 Perché l’Italia è acqua gallurese, cielo siciliano, verde lombardo, neve dolomitica, vento adriatico. Una cartolina? Certo, però è meravigliosa.

14 Perché essere italiani è un lavoro a tempo pieno (lo so: non è una consolazione per i troppi disoccupati).

15 Perché sì, oh bella (ciao).

Considerazioni dopo 3 giorni di astinenza..da pasta e dolci, che pensavate?

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Depurarsi.com

Vi domanderete come una persona sana di mente possa passare bellamente da un giorno all’altro dal trattare di argomenti seri come la Chiesa Cattolica in America, ad argomenti molto piu` frivoli, come la dieta.
 Beh, chiedetelo alla mia testa e al mio stomaco borbottante e vi diranno che sono seri anche quelli.
Ma cominciamo dall’inizio, anche se alla fine sono appunto solo 3 giorni che si e` iniziata la dieta in questo angolo di mondo e per questo motivo  una fine  e` ancora da venire  e speriamo che arrivi davvero.
Allora la storia inizia con i compleanni che passano e  agli anni davanti ci metti un 5 e se ancora per un annetto riesci a mantenerti, dopo basta che smetti di andare in palestra perche` hai tanto da lavorare e ti sembra di perdere tempo se ci vai, ed invece di andare in palestra passi il tempo in cui non lavori a fare l’autista per tua figlia ancora in casa e magari la porti alle attivita` cosi` lontano da casa che non puoi tornare a casa nel frattempo, allora vedi l’amica, ma fa freddo e allora invece di andare a camminare, ti vedi con lei ad un tavolo di ristorante, e poi magari altre volte sei stanca e mangi per noia per staccare un attimo..eeee… 
Insomma cominci a chiudere a fatica la zip dei pantaloni o, ancora peggio, la chiudi e tutto quello che prima stava sotto ha la tendenza a fuoriuscire con prepotenza al di sopra, con quello che qui negli Usa viene chiamato “muffin top”muffin-topUno schifo, da depressione. Allora ti metti a dieta e hai fretta, vuoi rimetterti il bikini che, cavoli, in Italia si mette anche tua mamma e le vacanze si avvicinano. E fai una cosa che sai bene che non dovresti fare, ti affidi ad una di quelle diete che promettono una perdita di peso veloce. Ed i chili li perdi davvero, stai bene. Ti metti il bikini, stai bene nelle foto, mangi come un uccellino, nel senso che ti inghiummi ( non esiste il verbo inghiummare vero? pero` rende…ingurgiti in abbondanza riempendoti la bocca di “sostanze” poco caloriche e molto fibrose che sono MOLTO difficili da deglutire) solo di crusca, fai frittelline tristi a base di crusca di avena e bianchi d’uovo, che usi come pane e che trovi pure buone….
Ma appena smetti perche` ti rendi conto di effetti collaterali di cui non sto a raccontare….i chili non solo ritornano, ma si avvinghiano ai tuoi fianchi, sul tuo lato B  e C e pure D con la disperazione di chi ti dice: “ti prego non lasciarmi, sei parte di me…” come nei peggiori melodrammi strappalacrime.
Insomma questa sono io, che penso di mangiare normalmente dopo la dieta ed invece mi ritrovo con un bel po’ di chiletti in piu` che mi fanno guardare allo specchio e non riconoscere ( anche la faccia comincio a non riconoscerla piu` specialmente al mattino..ma quella e` un’altra storia).
E mi ritrovo anche un marito che boicotta ogni mio sforzo.
Penserete ad un marito sportivo ed aitante come il bel ragazzino che avevo sposato 37 anni fa, beh continuate ad immaginarlo cosi`. Caro marito, lo sai che ti voglio bene e che ad ognuno il suo e neanche io sono quella di 37 anni fa….
Ma mio marito anche lui il 5 lo ha messo davanti agli anni e anche lui non e` che faccia una vita molto attiva, in piu` viaggia per lavoro e mangia nei ristoranti ancora piu` spesso di me, e gli piace mangiare e cucinare. E cucina e le sue porzioni negli anni si ingrandiscono e molte volte per 3 persone la pasta per cena non veniva neanche pesata e il pacco, direttamente versato nell’acqua (“Cosi` la porto domani per pranzo al lavoro”, peccato che poi la finisse per cena)insomma tutti e due ci siamo allargati, ma parlargli di dieta era un insulto…apriti cielo.
Poi arriva Natale 2014 ( si` due mesi fa) e sotto l’albero mi trovo un bigliettino con scritto: ” buono per rimetterci in forma” e parte del pacchetto e` un pass per la palestra e per le alcune sessioni di personal trainer, ma soprattutto l’impegno a stare a dieta, ma non una dieta veloce, una dieta per stare bene, che sia possibile mantenere come stile di vita, per affrontare gli anni che ci aspettano in buona salute e  poter fare le cose insieme, tante ancora.
Abbiamo dovuto posticipare anche un po’ l’inizio serio della dieta vera e propria, per le feste prima e per un viaggio gia` organizzato, ma in palestra abbiamo cominciato ad andarci, con il risultato che qualche muscolo abbiamo realizzato che ancora c’e`e si puo` recuperare.
La dieta` vera e propria l’abbiamo iniziata lunedi scorso, 4 giorni fa.
La mattina dopo nell’email mi sono vista recapirare una tabella excel con il grafico per tenere sotto controllo il peso( ecco che l’ing. esce fuori)
La dieta consiste specialmente nella riduzione delle porzioni, perche` come modo di mangiare non sbagliamo.A parte qualche rara eccezione non mangiamo nei fast food, non compriamo junk food ( cibo spazzatura) e insomma, ho studiato questa roba, quindi in teoria so tutto.
Quindi tante belle insalatone con pesce e carne bianca, frutta fresca, ma per ora bye bye pastasciuttone e soprattutto dolci.
Cosi` al mattino avviene la pesa… e li` si vede come sia bello essere donna, con il metabolismo che dopo i 50 anni ha la velocita` di un bradipo ..ogni giorno lui mi sventaglia in faccia le sue “perdite” 500 g un giorno , 400 l’altro etc. in 4 giorni 2 kg…io dovrei avere una bilancia che pesa i grammi per vedere qualche cambiamento.
Ieri ho mangiato prima di andare ad insegnare, erano le 11:30, solita insalatona alle 3 avevo un mal di testa feroce e arrivando a casa una fame da lupo. In casa niente di commestibile ( se non altra insalata) senza lunga preparazione ( a dire il vero quello e` il segreto per non mangiare schifezze no?), allora presa dalla disperazione ho mangiato una tazza di cereali con il latte. Mal di testa passato subito, ma stamattina 400 gr. di piu` alla pesa…ma che c@#@# eh no!

Per fortuna e` bello parlarne e non essere sola. Sostenete gli sforzi che avvengono in questo freddo inverno di Milwuakee, dove cioccolate calde e supercalorici Frappuccini di Starbucks sarebbero benvoluti. Sostenete me e la mia cara amica Greisdipity che in questo angolo di mondo siamo accomunate oltre che dall’affetto reciproco anche dalla lotta contro i kg di troppo