Round Robin, Pot Luck e strane abitudini americane a tavola.

Vi voglio parlare oggi delle strane abitudini che accompagnano certi inviti a cena quando vivete negli USA.
Immagino che come italiani , siate abituati che se qualcuno vi invita a cena vuol dire che potete rilassarvi.
Penserete a come vestirvi, magari usando la cena come una scusa per mettervi eleganti e pure andare dal parrucchiere e truccarvi per benino ( le donne tra di voi) e per farvi massacrare dalla vostra compagna /moglie che vi suggerira` questo e quest’altro per farvi figurare bene vicino a lei ( se siete uomini)
Insomma un invito a cena e` un’ occasione per dire: stasera c’e` qualcun altro che lavora per me e posso stare tranquillo.
Viceversa se invitate a casa vostra siete voi di corvee e tutto e` sulle vostre spalle.
Quando in Italia si viene invitati a cena da qualcuno il massimo dei pensieri e` trovare cosa portare all’ ospite: una pianta, un mazzo di fiori o una scatola di cioccolatini.
Se proprio si e` in confidenza magari pure una bottiglia di vino o un liquore che pero` non verra` quasi sicuramente aperta durante la cena, dove anche il vino viene scelto dal padrone di casa perche` si accompagni bene ai piatti serviti. Niente viene lasciato al caso in una cena italiana e, a meno che non sia una mangiata sotto la pergola in estate o una cosa veramente informale tra amici a finire gli avanzi ( e sono belle anche quelle di ricorrenze), di solito la cena ha anche un tema…che si rincorre tra l’antipasto ed il dolce. Magari la cena e` a base di pesce, magari e` basata su quegli agnolotti fatti a mano a casa dalla padrona di casa. Vi vedo che annuite leggendomi. Nel bene o nel male siamo tutti cosi`, ci teniamo come al solito a fare bella figura e tutto contribuisce a questo. Fa parte del nostro Galateo.
Bene, quando arrivate negli USA queste vostre convinzioni andranno a gambe all’aria: certe cose che gli americani fanno a tavola sono proprio strane e di alcune me ne sono resa conto pure recentemente anche se sono quasi vent’anni che vivo qui.
Con buona pace di Giovanni della Casa ed il suo Galateo.. o la piu` recente Lina Sotis ed il suo bon ton qui hanno altre idee….
Per carita` non voglio dire che qui siano cafoni..solo che non hanno le nostre stesse idee..
al primo posto della mia lista?
Il modo di stare seduti a tavola.

Che vi diceva vostra mamma quando vi insegnava come stare a tavola? Schiena dritta ed entrambi gli avambracci appoggiati sul tavolo con i gomiti non sul tavolo. Entrambi gli avambracci, vero?  Cosi` cosa pensate quando arrivate negli USA e vedete che tutte le persone, pure elegantissime, stanno con solo il braccio destro sul tavolo mentre  l’altra mano e` delicatamente appoggiata sotto il tavolo sulle gambe? Che qui sono cafoni…finche` non scoprite perche`. Ecco quello che ho trovato su internet e mi sembra piu` completo della ragione che mi era stata data all’inizio cioe` che la mano sinistra sta sotto il tavolo per un retaggio del Far West in modo da poter raggiungere la pistola piu` velocemente…
Cioe` che appoggiare il braccio non dominante sul tavolo puo` essere visto come una protezione del piatto come se qualcuno potesse rubare quello che c’e` dentro e questo non e` educato, poi la tradizione della cucina americana elegante e` di presentare piatti gia` tagliati a bocconi ( stile spezzatino) per cui non serve il coltello, quindi la destra serve per mangiare mentre la sinistra non serve a niente.
Che poi la tavola sia preparata all’europea cioe` con la forchetta a sinistra..behhh dai non siamo troppo precisi..si allunga la mano destra e si usa la forchetta con la destra…non con la sinistra.

Al secondo posto: la tovaglia.
Una tavola apparecchiata come quella nella foto? Bella, ma non manca qualcosa? Se dite tovaglia avete vinto…
Qui vanno molto le tovagliette, anche eleganti, ma difficilmente ci sara` una tovaglia di fiandra che si stropiccia solo a guardarla. Se mai un bel sinteticone..scivoloso e lucido… anche come tovagliolo.
Le americane sono allergiche al ferro da stiro…e stirare una tovaglia non rientra nei loro compiti di massaie.
Passiamo all’invito in se`.
Molto comune che gli invitati portino vino..ed e` buona educazione berlo. Questo a meno che vengano a casa nostra: avranno pensato che siamo cafoni noi, ma in quello mio marito – perche` io non me ne intendo per niente- e` molto italiano ed e` lui che si occupa di appaiare vino e piatti.
Molte volte gli ospiti vorrebbero contribuire e chiedono cosa portare, aspettando appunto di mangiare quello che portano…
Purtroppo se si e` messi di fronte a questa situazione si deve dire di si` ..va bene un dolce o un antipasto, se e` estate io dico sempre fruit salad ( macedonia di frutta)
Perche` purtroppo? perche` offrirsi di portare qualcosa significa che fanno un giro al supermercato e cercano di trovare qualcosa, mica vi aspetterete che preparino un piatto a casa?
Per carita` sto parlando per estremi, e ci sono delle-rare- eccezioni, ma la maggior parte delle persone non fa niente a casa.
Poi ci sono quegli inviti che lasciano spiazzati gli Italiani.
Round Robin e Pot Luck. Ma che saranno ste cose?
Naturalmente la prima volta che sono stata invitata ad una di queste cene ho ringraziato il cielo di vivere ai tempi di Internet..perche` certi idiomi americani sono proprio incomprensibili.
Il Pot Luck e` in teoria una grande idea, specialmente tra amici, cioe` ognuno porta a casa dell’ospite un piatto da condividere.
Ma attenzione: in teoria! Per prima cosa il fare un Pot Luck a mio modesto parere dovrebbe partire da un concetto molto generico del volere stare insieme senza molta attenzione al cibo, della serie metto a disposizione casa mia, ma non ho tempo di preparare granche`..aiutatemi voi.
Noi l’abbiamo fatto tra amiche qualche mese fa. All’ultimo mio marito non era a casa, era venerdi` allora ho invitato un po’ di amiche qui da me, ma non avevo certo tempo per preparare granche` cosi` ben venga che tutte abbiano portato qualcosa per poter stare insieme.
Non so se culturalmente mi piace molto come il Pot Luck dobrebbe in realta` essere organizzato.
Il Pot Luck deve infatti seguire regole ben definite.
Mi spiego.
Per prima cosa deve avere un tema: cucina messicana , italiana cinese etc. Poi si deve dare direttive ai propri invitati per non finire con 2 o 3 versioni dello stesso piatto.cioe` l’ospite deve  preparare un menu`  e deve dire agli invitati”tu porti questo piatto ” e “tu porti quest’altro piatto”( oppure organizzare un foglio dove uno si possa iscrivere e dire cosa fara`, che non sia gia` stato scelto da qualcun altro). Un po’ poco educato a mio parere obbligare qualcuno a cucinare una cosa specifica.
Comunque a quanto pare e` un concetto che va, visto che ha fior fiore di articoli che ne parlano come questo. Se non avete voglia di leggerlo ecco le regole basilari da tenere conto: non date per scontato di poter usare il forno, siate indipendenti e non dipendenti da cio` che potrebbe o no essere a disposizione nella casa che ospita. Fate piatti vegetariani … e soprattutto non portate un piatto di verdure crude. Si perche` onnipresente in ogni festa e` quell’orripilante vassoio contenente carotine secchine, il sedano , cavolfiore e broccoli crudi, con al centro una salsina dove intingerle. Quello c’e` sempre e nessuno lo tocca, ma si vede che questa nota( non portate un vassoio di crudite`) non l’ha letta mai nessuno: peccato con una bella bagna cauda non sarebbero neanche male loro!

Adesso invece vi spiego cos’e` un Round Robin altrimenti chiamato Progressive dinner.
E` una cena che si svolge in piu` case, di solito vicine… Ci si muove tra case diverse durante la serata.
In ogni casa si serve un piatto: ci sara` la casa dove ci saranno gli antipasti, quella dove si servira` il piatto principale ( ricordatevi che qui non esiste primo e secondo e l’insalata e` un antipasto!), quella in cui ci saranno dolci e magari un’altra con il caffe` ed i liquori
E` un tipo di ricevimento piuttosto comune durante le feste di Natale.
In teoria dovrebbe servire e non lavorare troppo in cucina, in pratica si devono pulire piu`case, addobbare piu` case ed avere piatti che non si rovinano mentre si e` a casa di qualcun altro.
Venerdi` prossimo parteciperemo ad una di esse e ci tocchera` il piatto principale.
Sono tre settimane che ci scervelliamo per trovare qualcosa di italiano, ma non pasta e purtroppo le scelte che sono possibili con la carne qui non e` che lascino molte liberta`. Partendo dal presupposto che per fare bella figura qui fanno il bisteccone e l’aragosta ( surf and turf viene chimato)e noi non lo vogliamo fare, ne` vogliamo rischiare con un brasato al vino rosso che potrebbe risultare o filoso e troppo asciutto ( sempre piu` convinta che perche` la carne sia buona ci deve essere dietro anche un  macellaio che la sappia tagliare), abbiamo optato per un cotechino incrostato, dove la crosta sara` una rollata di tacchino…servito con fonduta. Sperimentiamo. Vedremo. Fateci tanti ” In Bocca al Lupo”

 

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14 pensieri su “Round Robin, Pot Luck e strane abitudini americane a tavola.

  1. Io facevo sempre i pot luck in dipartimento all'università negli USA e avevamo la lista dove segnare cosa portava ciascuno sulla porta dell'ufficio, mi è molto piaciuta l'idea e l'ho importata in Spagna. A casa abbiamo fatto qualche pot luck vegano, tutto organizzato via facebook, gran successone, soprattutto quando la gente non si porta via gli avanzi e abbiamo qua da mangiare per 2-3 giorni! hehehe … e ora che ci penso vorrei organizzare un pot luck natalizio prima di tornare in Italia!

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  2. In realtà non è un vero invito a cena, ma a una riunione per mangiare insieme, e invece di andare in un ristorante, uno offre la sua casa. Poi facciamo pure pranzi e cene normali, ma ogni tanto un pot luck ci sta, si provano piatti nuovi e nessuno si deve ammazzare a cucinare.

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  3. Claudia, anch'io sono piemontese e credo che dipenda più dai tempi che cambiano che dalla provenienza: quando ero piccola e si andava a pranzo/cena da qualcuno in Italia, come scrivi tu, al massimo si portava il vino, ora invece è abbastanza comune contribuire almeno con un dolce. Noi facciamo spesso che ognuno porta qualcosa specialmente alle cene in famiglia o tra amici. Alla Vigilia di Natale, ad esempio, avrò tutti i parenti da me ma, poiché con la bambina piccola non avrò il tempo di stare ai fornelli tutto il pomeriggio, metterò a disposizione casa, dove mia nonna e mia sorella potranno preparare i tortelli alla zucca (tradizione del ramo emiliano della famiglia) mentre gli altri arriveranno la sera con gli antipasti, il secondo e l'insalate… io tutt'al più farò un dolce! Naturalmente, dopo un rapido giro di mail, abbiamo già stabilito chi fa cosa… L'uso del pot luk comunque c'è anche qui in Germania ma è decisamente meno allettante, viste le scarse doti culinarie del tedesco medio; oltretutto quasi sempre, quando vanno via, si riportano a casa pure gli avanzi di quello che hanno “preparato” loro!

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  4. Io appartengo decisamente alla categoria italiana tradizionale: se invito mi piace pensare al pasto come un insieme che si sviluppa nelle varie portate, vino, dolce e frutta inclusi. Anzi a dirla tutta faccio molta attenzione anche alla tavola. Certo con due bimbi ancora piccoli le cene sono in genere informali, ma se possibile curate, sará che la cucina è una mia passione. Detto questo nel nostro gruppo di amici abbiamo l'abitudine di organizzare quello che chiamiamo “che c'é, c'é” in pratica sono pasti decisi all'ultimo momento nei quali ognuno porta quello di piú goloso ha in casa o aveva in progetto di preparare per sé e condividiamo. Ne vengono fuori incastri interessanti

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  5. Lidia: infatti e` bellissimo fare cosi` tra amici e famiglia. Per vedersi condividere quel poco o tanto che si ha in casa. Con quello spirito evviva il Pot Luck. Invece fare una lista e ordinare agli altri cosa portare…quello non so, non mi trova a mio agio. per carita` se mi invitano vado e faccio quello che mi viene detto di fare, ma che io sia contenta, quella e` un'altra storia!

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  6. Round Robin non lo avevo mai sentito!
    Mi associo a Lidia, a Roma era normale portare vino e/o dolce, a volte era un pot luck piu' o meno ben organizzato. Certo, tra amici, e non stai a guardare se ci sono due secondi o due insalate di pasta.

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  7. infatti…tra amici, ma mi ricordo una volta che a una festa di amricani nell'invito c'era esplicitamente scritto: red wine won't be accepted as host gift.. avevano paura che qualcuno lo versasse sulla moquette bianca..io lo avevo trovato cis` cafone!!!!!

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  8. Anonimo

    Ritratto bellissimo scritto con la tua consueta ironia che adoro! Non avevo mai sentito parlare né dell'uno né dell'altro anche se è molto frequente negli inviti in famiglia darsi una mano ma sempre senza imporre nessuna preparazione. E poi le cene scout sono spesso organizzate in questo modo dando direttive molto generali.
    Mia zia, a proposito degli insegnamenti riguardo lo stare seduti a tavola ripete: 'sempre, qualche volta, mai' sottolineando le parole con un gesto: (SEMPRE) e, seduta schiena dritta davanti al proprio coperto, appoggia entrambi i polsi sul bordo del tavolo diciamo pressapoco ai lati delle posate. (QUALCHE VOLTA) appoggia nello stesso punto gli avambracci. (MAI) e vi appoggia i gomiti!! 🙂
    Patrizia Astore

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